Lettera aperta alle donne irpine e alle Istituzioni a difesa della legge 194

Centrodonne – D’improvviso la legge 194 è diventata bersaglio di attacchi concentrici. Si attacca una legge dello Stato, votata a suo tempo anche dai cattolici, che nei suoi trent’anni di applicazione ha funzionato bene, facendo diminuire del 45% il fenomeno degli aborti, in particolare quelli clandestini, con tutte le loro conseguenze: rischi per la salute delle donne e guadagni illegali e criminali.

La legge ha anche accresciuto il senso di responsabilità di donne e uomini verso la procreazione, attraverso una maggiore diffusione dei metodi contraccettivi, grazie all’azione svolta dai Consultori.

La scelta autonoma e responsabile della donna di diventare o non diventare madre, per cause psicologiche, o familiari, o economiche, garantita dalla legge 194, viene oggi considerata inattendibile e minacciosa per la pace sociale.

Oggi si scopre che la 194 è “pericolosa ed ipocrita”, che permette uno “sterminio”, una “strage degli innocenti”, ed altri abomini platealmente assimilati alla pena di morte.

Se è vero che nulla è intoccabile a questo mondo, e che anche le leggi migliori possono essere sottoposte ai ritocchi legati al passare del tempo e ai cambiamenti sopravvenuti in campo medico e scientifico, è altresì vero che ancora una volta l’uso distorto delle parole tenta di spacciare per una nobile campagna di valori etici quello che è solamente un ulteriore tentativo di ingerenza delle confessioni religiose nelle istituzioni di uno Stato laico e di pressione ideologica nei confronti della donna, non riconosciuta come soggetto giuridico ed entità pensante.

È assurdo e in mala fede equiparare la legge sull’interruzione di gravidanza alla pena di morte, come pretendono Ferrara e i suoi alleati con la richiesta di moratoria sull’aborto. La legge 194, diversamente da quanto sostengono i suoi detrattori, mira a sconfiggere l’aborto con la prevenzione, «garantisce il diritto alla procreazione cosciente e responsabile, riconosce il valore sociale della maternità e tutela la vita umana». Essa si è resa necessaria per affrontare la dolorosa realtà degli aborti clandestini, allo scopo di difendere il diritto alla salute delle donne, garantito dalla Costituzione, nel rispetto delle loro convinzioni etiche e religiose e dell’integrità fisica e psichica di tutte.

Né sotto accusa, né sotto tutela, come donne mature e consapevoli, chiediamo la difesa netta e inequivocabile della Legge 194 perché sia assicurata la scelta libera e cosciente della donna in merito alla prosecuzione o meno della sua gravidanza. Contemporaneamente chiediamo il pieno funzionamento dei consultori e una loro maggiore diffusione e pubblicizzazione sul territorio, affinché si ritorni allo spirito originario della loro istituzione.

Su questi temi vogliamo aprire un confronto con le donne e gli uomini della nostra città e sollecitare un incontro pubblico con le istituzioni amministrative e sanitarie direttamente responsabili, affinchè in un dibattito così importante non manchi proprio la voce delle donne.

Giuseppina Buscaino                    Rosarie Guerriero

Cecilia Valentino                            Erika Picariello

Carla Ciccone                                   Michela Mancusi

Gisa Police                                         Antonella Mancusi

Carla Perugini                                  Francesco Melillo

Letizia Monaco                                 Marco Fortino

Anna Maria Marzullo                   Annalisa Famoso

Marika Borrelli                               Troisi Franca

Troisi Vittoria                                 Claudia Iandolo

Nancy di Benedetto                      Claudia Marruzzo

Tina Galante

 

7 commenti su “Lettera aperta alle donne irpine e alle Istituzioni a difesa della legge 194

  1. WebLogin

    Ottimo il post e l’iniziativa. Che dire? Hai detto tutto tu! 😉

    Cmq paragonare la 194 alla pena di morte, come sta facendo Ferrara e la Chiesa, è assurdo. E’ curioso vedere che questa proposta viene dopo un successo del Governo di csx… E pensare che l’altra parte dell’Italia diceva che la proposta della Moratoria sulla pena di morte era solo un modo per farsi pubblicità perchè il Governo sapeva già che avrebbe fallito… Il Governo non ha fallito e Ferrara e la Chiesa hanno dimostrato di essere molto felici per questo successo ;-P

    Giuseppe

  2. filomenoviscido

    sulla 194 vorrei far notare una cosa squisitamente politica: i toni di Ruini con Prodi in carica(e la Turco dell' UDI come ministro) e con Prodi sfiduciato e probabile nuova vittoria del centrodestra alle elezioni:

    CON PRODI:

    questa è la prudente dichiarazione di Ruini l'8 gennaio:

    "Credo – afferma il vicario del Papa – che dopo il risultato felice
    ottenuto riguardo alla pena di morte fosse molto logico richiamare il
    tema dell'aborto e chiedere una moratoria quantomeno per stimolare,
    risvegliare le coscienze di tutti, per aiutare a rendersi conto che il
    bambino in seno alla madre è davvero un essere umano e che la sua
    soppressione è inevitabilmente la soppressione di un essere umano".
    "In secondo luogo – sottolinea l'ex presidente della Cei – si può
    sperare che da questa moratoria venga anche uno stimolo per l'Italia,
    quantomeno per applicare integralmente la legge sull'aborto che dice
    di essere legge che intende difendere la vita, quindi applicare questa
    legge in quelle parti che davvero possono essere di difesa della vita
    e forse, a 30 anni ormai dalla legge – aggiunge Ruini – aggiornarla al
    progresso scientifico che ad esempio ha fatto fare grandi passi avanti
    alla sopravvivenza dei bambini prematuri. Diventa veramente
    inammissibile procedere all'aborto ad una età del feto nella quale
    egli potrebbe vivere anche da solo".

    A PRODI CADUTO:

    ''Per la Chiesa una legge che autorizza
    l'aborto e' una legge 'intrinsecamente cattiva', che autorizza
    l'uccisione di un essere umano innocente''. ''la Chiesa non puo' che dare una
    testimonianza limpida e chiara''.

    notare le parole

    PRIMA: stimolo alla coscienza, aggiornarla al progresso scientifico , applicare integralmente

    POI:intrinsecamente cattiva, non si deve nemmeno parlare di interruzione volontaria di
    gravidanza.

    evidentemente in Vaticano si sentono piuttosto sicuri di poter avere una modifica in senso ultra-cattolico di quella legge

  3. filomenoviscido

    scusa Tisbe, mi sono mangiato una frase di Ruini che poi ho riportato in parte. La frase intera di Ruini è questa:

    "Non uso la parola omicidio, ma per essere chiari e non confondere la
    realtà non si deve nemmeno parlare di interruzione volontaria di
    gravidanza. Il linguaggio non deve occultare la realtà"

    e secondo me, detta in tv , da un'alta carica morale e ripensando ai provvedimenti di "richieste alla donne per la sepoltura dei feti abortiti" di Sicilia(Cuffaro) e Lombardia(Formigoni) rappresenta una strategia per insinuare memi volti alla criminalizzazione delle donne che abortiscono.

    ciao

    p.s.
    io sono pro-life ma una cosa è combattere per l'embrione , altra cosa è criminalizzare le donne : questi loro metodi mi fanno veramente schifo

  4. utente anonimo

    Non si tratta di togliere la possibilità di una norma che regoli l'aborto. Solo di "migliorarla" e non capisco perchè un "miglioramento" debba spaventare.
    1) E' richiesta almeno la piena applicazione della legge attuale, che è disattesa in molti punti, purtroppo.
    2) La legge è stata formulata nel 1978. Ognuno pensi ai suoi primi ricordi e faccia il calcolo pratico: è cambiato qualcosa riguardo a scienza-tecnologia da allora? La semplice esistenza web-pc dice di sì. L'ecografia ed altre indagini anche. Oggi la scienza ci dice che ha nuovi dati da fornirci per tutelare il concepito, che la legge attuale dice chiaro che è prezioso (dice che l'aborto non è strumento controllo nascite dal 1° art.), ma ancor di più lo è la tutela di essere umano-persona. Quando lo è? I parametri sono tanti. Intanto quando ha speranza di sopravvivere in modo extrauterino. Oggi la scienza lo permette. E ci dimostra che prima del tempo stabilito dalla legge come tempo massimo aborto, c'è una sensorialità dimostrata. Allora, sarà il caso di non far oscurnatismo: teniamo conto della scienza. Oggi. Nel 2008. Non nel 1978. Le cose si possono migliorare. Se non si vuole, forse è per posizione dogmatica. Affatto scientifica.
    Tempesta

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