Lo spirito sovversivo del Carnevale, 2° parte

Ricordate il mio post sul Carnevale? Parlava delle origini pagane di questa festa e della sua forte carica sovversiva. Del bisogno degli uomini di ritrovarsi, almeno per qualche giorno in una sorta di unione egualitaria in grado di abbattere le differenze sociali e di rango.
Ebbene, si trattava dell’eredità greco/romana, invece il Carnevale attuale, nel corso dei secoli si è trasformato dovendo sopravvivere alle ingerenze della Chiesa Cattolica, che, nel periodo medievale, potente come non mai, la vietò categoricamente.
Il popolo, pur di salvare la sua festa più liberatoria, proveniente dagli antichi riti tribali in grado di creare un’unione mistica trasversale, la trasformò in modo da renderla innocua agli occhi del cattolicesimo moralizzatore.
Cosa è pervenuto a noi del periodo medievale? Aspetti del carnevale assolutamente non secondari anche se non legati all’essenzialità dell’esistenza che fondava i riti pagani.
I popolani inventarono le maschere allegoriche per prendere in giro e fare della sana satira su personaggi dell’epoca. Le varie maschere tradizionali, altro non sono che allegorie di categorie di persone: Pulcinella, ad esempio, rappresenta la napoletanità; il dottor Balanzone, l’azzeccagarbugli di turno; ecc.
Al periodo medievale risalgono anche le lotte tra città o contrade, o quartieri con l’ausilio di oggetti di ogni tipo. Oggi sopravvivono, simbolicamente, nei bastoni di plastica, nelle bombolette spray, e nel lancio di uova e frutta. Celebre è la battaglia delle arance ad Ivrea.
Possiamo concludere che la Chiesa, con il suo insulso proibizionismo, diede nuovo slancio e nuovo vigore al Carnevale, arricchendolo con nuove caratteristiche sempre conducenti alla ricerca di una catarsi di massa.
Con il Carnevale il singolo individuo vince la sensazione di separazione dal tutto e simbolicamente si fonde e si confonde con il tutto, senza pedere la propria unicità e particolarità.

14 commenti su “Lo spirito sovversivo del Carnevale, 2° parte

  1. WebLogin

    Dopo il primo post sul Carnevale aspettavo questo post… grazie 🙂
    Ti dispiace se inserisco il post nella mia rubrica?
    PS: "è un'ottima narratrice e da quando la leggo non ne posso più fare a meno" 😉

    Ciao mitica, un abbraccio

    Giuseppe

  2. pnkfld

    a Ivrea però si fanno davvero male con le arance. L'altro giorno in tv intervistavano un ragazzo con un occhio pesto che diceva: "..dopo tutto non fa così male .."
    (?!)…ci credo che non fa male..può far male la prima arancia..ma una volta intontito tutte le altre non le senti più. Mah..capisco la tradizione che son fatti loro..ma per un siciliano vedere tutto quello spreco di arance è un sacrilegio. Ma non sarebbe meglio che facessero una mega spremuta per loro e per i visitatori che arrivano…e si tirassero addosso delle finte arance colorate di gomma morbida con il fischietto all'interno..che quando colpisce fa un suono dispettoso.
    Dalle mie parti si usavano i martelletti di plastica con una piccola zampogna all'interno..per dare piccoli colpetti sulla testa.
    Non era raro che tavolta nascevano anche amicizie o qualcosa di più con questi martelletti. Poi qualche cretino cominciò a riempire i martelletti con la sabbia..cosa che fu emulata da altri cretini. Da allora i martelletti diventarono proibiti..e sì che intorno c'era anche un bel giro di denaro…se ne vendevano a migliaia..e l'ultima sera per tradizione venivano lanciati nel rogo del pupo di cartapesta. Ma non tutti bruciavano…e moltissimi venivano al tardi recuperati per rivenderli in un'altra occasione. Ogni posto ha le sue tradizioni 🙂

  3. anggeldust

    Il buon Luttazzi dice questo:

    "Nel medioevo, il carnevale ( legato alle feste pagane agricole dell'antichità ) sovvertiva l'ordine del reale e le sue gerarchie. I buffoni erano eletti re per burla, e i potenti venivano letteralmente smerdati e aspersi di urina. Abbassamenti, profanazioni, detronizzazioni, travestimenti e parodie erano gli strumenti con cui la satira carnevalesca celebrava l'eterno ciclo vitale della morte e della nascita."

  4. utente anonimo

    Scusate, posso fare una osservazione?
    Se non vi piace potete anche far finta di nulla.
    Dico, quasi quasi, il carnevale è una cosa comunista.
    Ecco.
    Un attimo che aggiorno la lista di tutte le cose comuniste che girano nel mondo. Se mi viene qualcosa in mente da poter inserire nelle "appropriazioni" ve lo dico, così aggiorno la lista…
    Giuseppe mi criticherai per questo vero?
    😉
    Arem

  5. Akhet

    …concordo sul bisogno di trasgressione, però non riesco a spiegarmi come mai non amo molto il carnevale. O, meglio, questo modo di celebrare il carnevale…

  6. utente anonimo

    Il significato del carnevale è sempre stato religioso. Fin dal Paleolitico si indossavano costumi e maschere, terrificanti per scacciare gli spiriti maligni. Nel mondo romano si ritrovano le origini dell’attuale carnevale: erano feste in onore degli Dei. In onore di Bacco (baccanali) o di Saturno, tra Marzo e Dicembre, per circa 7 giorni dove si invertivano i ruoli (gli schiavi diventavano padroni e viceversa). Secondo Livio queste feste cominciano nel 263 a.C.. Poi la cosa si ampliò (Opalia in onore di Ope moglie di Saturno, le Sigillaria, le Lupercali..).

    L’etimologia della parola è discussa. La tesi più accreditata è quella che vuole il Carnevale un invito a non mangiare carne (Carne-Levamen, con Levamen nel senso di “togliere” cioè “carne-levare” ed un’analogia con la latina “vale” ovvero “addio”. La privazione della carne ci conduce direttamente alla quaresima.

    Il rito originale ha una sua morale che è comune alla gran parte dei riti: il popolo elegge un “Re della Festa” che è oggetto di festa in senso positivo oppure di dileggio, dipende. Rigorosamente, alla fine, il feticcio Re della Festa brucia, va distrutto. Perchè tutto deve tornare nella norma (normalità) alla fine, il lavoro e la quotidianità deve riprendere perchè tutto abbia un seguito naturale e tutto vada bene e tutti, perciò, riprendono i loro ruoli. Forse una festa in onore della normalità, perchè prosegua bruciando il feticcio del caos e del disordine.

    Perchè sarà pur vero che chi non lavora non fa l’amore come cantava Celentano (precari e disoccupati si contenterebbero di far Celentano se non possono lavorare, ma vabbè..), ma direi soprattutto che sei fai sempre l’amore tutto il giorno (anche in senso orgiastico) non puoi lavorare per ovvia sottrazione di tempo ed effetti postumi (nonchè di voglia che non ti salta addosso “dopo”..); e così la vita deve riprendere il suo ordine perchè possa proseguire per il bene sociale alla fine, per il mantenimento di sè o della prole anche…

    Il gioco è bello quando dura poco..

    purtroppo. :-))

    Oggi purtroppo il significato del termine Carnevale è proprio così com’è in italiano: la Carne Vale così tanto che io e molti altri, non possiamo quasi permettercela, se non nei giorni di festa…

    Motivo per cui propongo moratoria per festeggiare anche altre ricorrenze più attuali, oltre il Carnevale:

    1) il Fruttivale che dura 1 mese ogni stagione (non è che te la regalano nemmen quella di stagione, anche se raccomandano di mangiarne molta ogni giorno, così campi di più, cosa che suona come beffa aggiunta ..)

    2) Il Casevale: festa che dura 365 giorni all’anno dove chi è senza casa fa finta di avere un tetto sopra la testa e chi ce l’ha si barrica in casa non affittando le altre di sua proprietà; e per festeggiare il popolo elegge il Re del Mutuo e lo brucia per “vendicare” il mutuo che nell’ordinario brucia interi stipendi o la speranza di mantenerli senza sfratto o senza prostituirsi (famosissime le orge del Casevale sodomite, in cui se vuoi casa devi pagare almeno 3/4 di stipendio oppure vengono assegnate a costi di favore a chi non ne ha bisogno, così lo prendi, appunto, nel cu…).

    3) L’Acquavale, che si festeggia insieme al Petroliovale, la prima addirittura via via sempre più superando la seconda: grandi feste che si festeggia in tutto il mondo con grandi spettacolari effetti pirotecnici (famosi quelli al fosforo ed all’uranio impoverito che lasciano un segno ed i bambini fanno ooohh); è una sorta di gioco di ruolo in cui le parti si contendono il controllo del petrolio o dell’acqua. Chi non può farlo, tenta di incendiare il primo o di inquinare o bloccare l’altra risorsa così che la sconfitta non sia totale e si abbia invece un vantaggio. Si gioca tutto l’anno, ma è un gioco pericoloso, infatti regolarmente accadono incidenti “collaterali” in cui ci crepano non solo le maschere (detti “soldati” o “terroristi” a seconda del costume o degli strumenti usati), ma ci lasciano le penne anche gli spettatori (detti per comodità “civili”, “popolazione” o “vittime” ora di questo ora di quello). L’acquavale ed il Petroliovale si festeggiano in modo più colorato (molto usato il color rosso ematico) in aree dove la tradizione è ancora molto forte e sentita: Iraq, Iran.. medioriente ed Africa in particolare.

    La tradizione è spesso minacciata da individui ed organizzazioni (detti “negoziatori di pace e “pacifisti” che vestono i costumi dell'”etica”), ma solitamente non hanno capacitè e talvolta nemmen seria volontà di contrastare la tradizione, rinunciando al costume e rassegnandosi alla festa, pur non trovandola educativa.

    4) Il Tassevale: è una festa bellissima, in cui non si pagano tasse per milioni di Euro per un sacco di tempo e quando ti arrendi o ti beccano, hai uno sconto di 80 milioni di euro. L’unico difetto è che lo possono festeggiare in pochi: l’ultimo si chiama Valentino (prende il nome proprio dal Tassevale poi traslato in forma affettuosa per allinearla alla sostanza in Valentino).

    Tutti gli altri non partecipano e quel che peggio, si divertono pochissimo…

    5) Il Verovale: si tratta per un giorno all’anno di instaurare rapporti veri tra individui, ovvero contrariamente al resto dell’anno, si esce dai rapporti virtuali e dai reality e si parla come se, per assurdo, si fosse esseri umani. In quel giorno ci si conosce davvero, si fa amicizia, ci si rispetta e si è davvero se stessi. Poi ci si saluta con affetto, ci si promette di rifarlo presto e di non perdersi di vista davvero, di rinunciare al pc, alla tv e se si può anche ai cellulari, nonchè alle chat, forum, blog, 2ndlife e roba di tutti i giorni. Naturalmente tutti ci si sente più veri e quindi più buoni, ci si vuole più bene e si ricordano tante cose fatte e da fare insieme.

    Il giorno dopo naturalmente è tutto come sempre, non ci si caga, si mente, si recita e si fa finta di essere altro e di avere rapporti con altri facendo altro dimenticandosi rigorosamente tutto, fottendosene di tutto e tutti e pensando a se stessi fino all’anno successivo.

    A ben pensarci, queste feste già ci sono tutte, basterebbe formalizzarle, scriverle sul calendario, riconoscerle.

    Tutte tranne l’ultima, il Verovale che credo però abbia un altro nome che fa rima comunque… aspetta com’è… Natale mi pare… una roba così…

    Tempesta

  7. Tisbe

    @tempesta, beh, io di carne mangio quella poco costosa: trippa, lingua, cuore, assicuro è buonissima! Cmq ne mangio davvero poca e sogno di diventare vegetariana salute permettendo… altro che quaresima e venerdì santo, cose che cedo volentieri a chi non sa fare a meno di avere regole e padroni

  8. utente anonimo

    Quando è una scelta libera, spontanea e sentita, com'è la tua con l'idea di mangiar poca carne e di poterne mangiare per niente, diventando vegetariana, hai una regola ed un padrone al pari di chi lo fa per altri motivi o fa altre scelte.
    Io per esempio ho la regola di rispettare il mio esser essere umano. Mi guardo come sono fatto. Tra le altre cose ho una dentatura che non è quella, per dire, di un ruminante. Nemmeno masticando faccio lo stesso movimento, facci caso. Non rumino, mastico. Guardo meglio. Ho dei denti che non sono piatti… non sembrano di un vegetariano..sì, sono fatti proprio per lacerare carne, cavolo, la natura mi ha fatto umano ed in quanto umano mi ha fatto con denti e legamenti per essere onnivoro.
    Rispetto troppo la natura e l'uomo per offenderla rinunciando all'identità che mi ha dato. Resto onnivoro. Costi permettendo….
    E' una mia regola. Onorevole e rispettabile come la tua.
    Ciao. 😉
    Alieno

  9. Tisbe

    @alieno, hai mai sentito parlare di evoluzione e di adattamento?
    Potresti giurare che siamo esattamente tali e quali a quando siamo comparsi sulla terra?
    Si cambia… e meno male

  10. utente anonimo

    Certo, adattamento. Si muta. Per esempio, la nostra verticalizzazione, il passaggio da bipedi a quadrupedi… e si cresce in altezza, di generazione in generazione.
    Però faccio molta fatica, anche se può divertire immaginarmi tra migliaia e milioni di anni, ad immaginarmi con piacer con stomaco allungato, mentre biascico e rumino spostando la mandibola come un cammello o un cavallo.. capisco, guardare la Hunziker può indurre tali futuristiche visioni mentre rumina sorriso e risata permanente davanti alle telecamere ed anche ciò che dice induce a pensare ad un ipodimensionamento della massa cerebrale che probabilmente per aver successo e stare in tv non serve tantissimo e viene ridotta con l'evoluzione a vantaggio di altro elemento biologico. Del resto assistiamo a queste mutazioni già da tempo, guardando le ospitate di tanti programmi, perchè l'uomo vuol sempre anticipare la natura, magari impegnandosi per riprodurre buchi neri e armi micidiali piuttosto che soluzioni a malattie per dire. O prendi anche le "mutazioni" che l'uomo anticipa senza aspettare migliaia di anni guardando i labbroni della Marini ed anche altre parti del corpo di tante altre persone (gli stilisti di moda sono all'avanguardia in questo). Tra qualche milione di anni probabilmente le donne nasceranno già con i labbroni siliconati o una sorta di nuova vagina in faccia, perchè l'occhio della telecamera così non affatica l'immaginazione, riassumendo e concentrando già in faccia la sostanza ma vale anche per gli uomini e lo sappiamo. Probabilmente il diventare ruminanti nell'evoluzione non è la cosa più "antipatica" da immaginare, com'è invece quello che ho detto per esempio ma si potrebbe continuare con altre cosette..
    Si cambia, è vero. Non sempre però posso dire "meno male", forse tu perchè immagini candide e bucoliche mutazioni ed in quel ragionare son d'accordo in parte anche se l'immaginarmi, per dire, continuamente defecante come gli erbivori, mentre passeggio o guardo il mare lasciando scia concimante non mi fa impazzire di gioia, ehehe.
    Ciao.
    Alieno

  11. Tisbe

    @alieno, era un semplice esempio, ma perché prendi tutto maledettamente sul serio? La vuoi smettere di sentirti sotto processo?

  12. utente anonimo

    Serio? Il mio post voleva essere nel sentimento, una specie di canovaccio per una sceneggiatura da cabaret o tragicomica (come il post precedente), un po' alla Stefano Benni per dire..
    Niente di serio e processuale, dunque, per quanto spesso si abbia a rilevare proprio nella realtà, che in effetti i processi son davvero tutt'altra che dimostrazione di serietà e la lettura più corretta che se ne può fare è farsesca.. e per quanto a volte si denota assenza di par condicio nell'aver più serietà nell'ironia che ironia nella serietà..
    Comunque, sperando di aver chiarito l'equivoco e ribaltato sentenza, consiglio di condividere un brindisi con drink dolce a suggello.
    Ingredienti drink dolce (detto anche "negoziato di pace dolce boum boum"):

    1/10 di cherry.
    1/10 di miele.
    1/10 di marmellata di ciliege e pere.
    1/10 panna dolce.
    1/10 di melassa.
    5 parti di zucchero.
    Mescolare lentamente e guarnire con doppio concentrato di Sachertorte e aforismi stile baci perugina della serie "l'amore è…".
    Servire a temperatura ambiente in presenza di due testimoni, un pentito ed un kit di insulina e rilevatori glicemici e bere tutto d'un fiato.
    Cin Cin.
    Alieno
    P.S.: comincio io per dimostrare i buoni intenti e dare il buon esempio. Se non avrai più notizia di me, io non sopravvivendo, sappi che ti ho voluto tanto bene…
    😉

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