Pd Irpinia, il nuovo che avanza: gli ottanta anni del leader maximo

A me del Pd non importa nulla. Non è il mio partito: io sono decisamente più rossa. Eppure su alcune questioni non è possibile voltarsi dall’altra parte. Non si può stare a guardare. Confido nel buon senso di Veltroni.

Domani avremo la sentenza. Domani sapremo di quale veleno dovrà morire l’Irpinia. Se il Pd candidasse di nuovo De Mita, perché è un portatore sano di voti corruttibili, per la mia terra non ci sarà più speranza o alba di salvezza.

Cosa rimarrà da credere? Che solo la morte, con la sua lunga falce, potrà venire sulla nostra terra a portare una ventata di freschezza?

A noi Irpini non rimane che invocare la "provvidenza" della peste, perché il terremoto, si sa, risparmia i potenti nelle loro case blindate.

8 commenti su “Pd Irpinia, il nuovo che avanza: gli ottanta anni del leader maximo

  1. utente anonimo

    Stanti così le cose, non solo l'Irpinia versa in condizioni difficili.

    L'Italia tutta è in condizioni disperate. Ci manca il pane dell'onestà. Delle brioches della democrazia ne abbiamo fatto a meno da tempo.

    Pandora (da più di 15 anni se sei a Roma, Pandora sono io)

  2. kreben

    premesso che De Mita non l'ho mai sopportato, è una antica tradizione comunista cambiare leader solo per morte (più o meno voluta), sia nel vecchio PCI che là dove il Comunismo, vero o chiamato solo così, ha avuto realizzazzione concreta di potere.

  3. Tisbe

    @kreben, De Mita comunista! ma questo è uno scoop 😉
    @giuseppe, in questo paese se non si procede con le quote non si otterrà mai nulla: troppo attcamento alle tradizioni e alle radici cattoliche (maschiliste)

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