Il Grande Moralizzatore

Giuliano Ferrara vuol far passare la sua battaglia contro la 194 per una battaglia per la vita e invece sta facendo la figura del moralista e nemmeno tanto accorto.
Dà un valore altissimo all’embrione a dimentica di dare valore alle donne: forse non sono vita?
Io non riesco a comprendere come possa un maschio credere di sapere cosa voglia dire per una donna fare ricorso all’aborto. Forse sappiamo cosa significhi essere un pipistrello? O essere un gatto?
Come ci si può arrogare il diritto di prendere decisioni su questioni che noi non potremo mai esperire? Come può un uomo dettare legge su questioni femminili ed esclusivamente femminili?
A parte questo consiglierei a Ferrara di fare caso alla trave che ha nel suo occhio piuttosto che cercare, da bravo moralizzatore, la pagliuzza negli occhi degli altri.
Pensasse ai danni che riceve la società dalla sua persona. Pensasse al vizio del fumo di cui non riesce a fare a meno e alla sua mole non proprio leggiadra.
Non credo proprio che lui sia nelle condizioni di dare lezioni di Etica a chicchessia.

20 commenti su “Il Grande Moralizzatore

  1. raffaelegreco

    Concordo al 100% il tuo pensiero.
    Il maschio, maschione che vuol mettere parola anche nelle questioni più profonde dell'intimo fisico ed emozionale femminile mi fa ribrezzo…
    e parlo da maschietto!

  2. WebLogin

    Ferrara per la vicenda scandalosa di Napoli (in cui la polizia ha fatto un blitz in un ospedale per un aborto) ha detto: "io potevo essere quel bambino che non è mai nato". Ieri sentivo l'intervista a Bertinotti fatta da Daria Bignardi a Invasioni Barbariche. Bertinotti faceva notare che si critica tanto il Fondamentalismo islamico eppoi noi abbiamo gente che afferma "io potevo essere quel bambino che non è mai nato?!" Questo non è una specie di Fondamentalismo?

    Penso che dell'aborto debba parlare la Scienza e non la Chiesa o Ferrara! E che la donna debba avere la prima e l'ultima parola su una decisione così difficile. Ferrara e la Chiesa non stanno avendo alcun rispetto per le donne.

    Giuseppe

  3. utente anonimo

    Il problema è che quando è nato Ferrara la 194 ancora non era in vigore….quindi sua madre che colpa ne ha …

  4. utente anonimo

    COME SI CAMBIANO LE IDEE

    Figlio del senatore comunista Maurizio Ferrara (per molto tempo segretario particolare di Palmiro Togliatti e poi direttore de L'Unità), si avvicinò alla politica da contestatore "sessantottino" (partecipò infatti agli scontri di Valle Giulia, primo atto della contestazione studentesca italiana).
    In proposito ebbe a commentare l'accaduto Pier Paolo Pasolini, che affermò[3] :"Quando a Valle Giulia avete fatto a botte coi poliziotti io simpatizzavo coi poliziotti. Perché i poliziotti sono figli dei poveri". Enzo Siciliano, che di Pasolini fu biografo, ne riporta la sintesi di "fascismo di sinistra" e l'individuazione di "una cifrata rivolta della borghesia contro se stessa". Nella stessa poesia, Pasolini scriveva anche : "Valle Giulia, ieri, si è cosi avuto un frammento di lotta di classe: e voi, amici (benché dalla parte della ragione) eravate i ricchi, mentre i poliziotti (che erano dalla parte del torto) erano i poveri".
    In questo periodo ebbe anche un'esperienza nel mondo dello spettacolo, come corista nella prima opera rock realizzata in Italia, Then An Alley di Tito Schipa Junior (su musiche di Bob Dylan).

    Nel 1973 diventò "responsabile fabbriche" del PCI a Torino, e scrisse sul quindicinale Nuova società. In seguito diventò capogruppo del partito sempre a Torino, a fianco del giovane Piero Fassino.

    Nel 1983 abbandonò il PCI per protesta contro la decisione del partito di non dedicare un concerto alle vittime del massacro di Sabra e Shatila. Iniziò a lavorare a L'espresso, occupandosi, spesso in modo critico del suo ex-partito. Conquistò così la simpatia del Presidente del Consiglio e segretario del Partito Socialista Italiano Bettino Craxi.

    Ciao Stefano

  5. utente anonimo

    ciao Tisbe,
    ti lascio un'altra memoria a riguardo di quel bel personaggio di Giuliano Ferrara (fonte :www.grandenud.blogspot.it)
    da Doriana Goracci
    da lettere@ilmanifesto.it
    28 gennaio 2008

    Caro Giuliano Ferrara, mercoledì scorso ti ho visto, da Floris, e ho sentito
    quello che hai detto degli anni '70. Ti è stato chiesto: ma c'era solo il
    terrorismo, in quegli anni? E tu hai risposto, in sostanza, che sì, c'era solo
    il terrorismo, nel senso che c'era contrapposizione ideologica, odio
    ideologico, e il terrorismo ne era la risultante. Non c'è male, come
    ricostruzione storica. Le stragi, per esempio, erano frutto di odio ideologico?
    La straordinaria esperienza dei Consigli di fabbrica, della democrazia
    sindacale, le conquiste dei lavoratori in tema di diritti, salute, ambiente,
    dignità sociale, l'incontro tra esperienza operaia e «sapere alto» (come
    l'esperienza delle 150 ore), tutto ciò aveva a che fare con l'odio ideologico?
    E quelle che si chiamavano lotte per la casa, per i servizi sociali, contro i
    doppi turni nelle scuole, per il tempo pieno, che cos'erano? «Lotta»
    significava mobilitazione, impegno, presenza nel territorio. E poi l'impegno
    negli organi collegiali della scuola, per una gestione più democratica, per
    l'apertura della scuola al territorio, anche per il rinnovamento dei contenuti,
    ha costituito, nella sua prima fase, un'esperienza straordinaria di presa di
    coscienza, di partecipazione diretta, per moltissime persone. Di che si
    trattava? Certo, c'erano forti contrapposizioni, ma la prospettiva non era né
    la rivoluzione né altro; c'era una prospettiva di democrazia più aperta, più
    partecipativa, e di una società un po' più giusta, più egualitaria, prospettiva
    che poi non si è realizzata. Insomma, volevi dire che tutto questo faceva parte
    della contrapposizione ideologica e dell'odio ideologico, cioè di quello stesso
    clima che ha prodotto il terrorismo? Forse no, ma il tuo metodo è sempre
    quello: buttare lì quello che può funzionare sul piano della comunicazione, e
    giocare sulla confusione. Del resto, cosa facevi a scuola? Eravamo al liceo
    «Lucrezio Caro» a Roma, nell'anno scolastico 1969/70. Tu facevi la terza liceo,
    io ero ai primi anni di insegnamento. Quando entrai in classe il primo giorno
    mi trovai di fronte 10 studenti con il distintivo di Mao. Erano del gruppo
    «Servire il popolo». Pensavo che da loro avrei potuto avere contestazioni,
    perciò concordai un programma di storia che li potesse interessare. Ma mi
    sbagliavo, durante l'anno questi «maoisti» si rivelarono studenti modello,
    mentre le difficoltà vennero da te, che eri della Fgci, se non sbaglio. Tutto
    per te era occasione di disturbo, ti piaceva creare confusione, paralizzare
    l'attività didattica. Avevi un amico del Fronte della gioventù e vi divertivate
    a lanciare richiami da un capo all'altro della classe: tu gridavi qualche
    slogan, e lui rispondeva «eia eia alalà». Ogni occasione era buona, per te, per
    dichiarare «corteo interno» e far uscire gli studenti dalla aule. Non hai mai
    studiato, per tutto l'anno, fidando su quel «capitale culturale» trasmessoti
    dalla famiglia. Caro Giuliano, eri così, e anche se hai cambiato campo, idee,
    collocazione politica, in realtà non sei cambiato. La differenza è che allora
    tutto era ancora possibile.

    Un caro saluto
    Stefano (PS:il post precedente riguardante gli inizi di cotesto personaggio è tratto da wikipedia)

  6. utente anonimo

    Ho un handicap.

    Doppio. Funzionale ed “estetico”.

    Di ben più spessore di quello che aveva il bambino a Napoli, che non è un handicap, ma una malattia diffusa, 1 bambino su 500 (molti non sanno nemmen di averla), che si cura e che non impedisce di vivere bene comunque. C’è un’associazione di individui con quella sindrome di confusione genetica che continua ad essere offesa. Ed hanno ragione: la stessa parte che si batte perchè un bambino con quella sindrome non nasca, un domani con l’identificazione genetica cos’altro farà? Abortirà diabetici? Ciliaci? Chi probabilmente avrà l’asma? Sono malattie, non handicap. Non si auspica la morte per i malati che si curano e possono vivere, è contro gli stessi giuramenti della medicina.

    Io ho un handicap e non una malattia. Non c’è cura per me.

    Ma nessuno ha il diritto di uccidermi per questo, perchè la vita è mia. Non sono mai stato schiavo. Nemmeno di mia madre. Nessuna madre può uccidere il proprio figlio “per il suo bene”, nè tantomeno perchè è triste o soffre nel vedermi. La mia non l’ha fatto. L’avrebbe fatto quella donna o la Turco o le “streghe” che non son mai andate via. Oggi ho paura di quest’orrore. Oggi sono un po’ morto, un morto che vi scrive.

    Non avete il diritto di uccidermi oggi, nè l’avevate ieri.

    Pensate alla donna triste? La mia vita vale di più di qualsiasi tristezza, non potete uccidermi moralmente, discriminarmi, rendermi triste in un mondo in cui ci sono persone che non mi vorrebbero al punto che mi ucciderebbero. Mi offendete gravemente. Ho voluto vivere dal primo istante. Meritavo di vivere dal primo istante. Non ho mai ucciso nessuno.

    Ho un handicap. Doppio. Non ho cure. Sono vivo. Amo e sono amato. Da tanti. Ma per voi che scrivete qui sarei morto. Oggi mi uccidete dandovi conforto pensando alla vostra tristezza nell’avermi vivo, umiliando la mia vita. Ma non solo la mia. Quando non potevo scegliere perchè non avevo voce per dire “fammi vivere, non ho fatto nulla di male” non ho incontrato gente come voi, che mi avrebbe ucciso per non rattristarsi della mia esistenza che vi offende col mio handicap. Non importa se c’è Ferrara o Superpippo o mia madre o mio padre che è morto di diabete ed infarto e se si fosse individuato geneticamente durante la gestazione, l’avreste abortito pure lui, per non rattristarvi.

    Non è giusto che per il mio handicap io debba essere mortificato, umiliato e potenzialmente ucciso solo perchè magari non ho la voce di oggi per dire che voglio vivere, che la vita è un dono meraviglioso, che nessuno ha il diritto di disporre della vita degli altri. Nemmeno nella schiavitù dell’impero Romano si poteva disporre della vita e della morte di uno schiavo, ma voi mi volete schiavo peggiore, perchè il mio handicap vi offende e vi rattrista.

    Non sapete nulla dell’amore e della vita. Voi parlate con odio e vi nascondete dietro diritti che non potete avere, se non per introduzione di schiavitù assoluta. Ho un handicap e per questo sono schiavo della vostra decisione di vita o morte? Potevo essere uno schiavo per etnia o colore della pelle, quella non vi piace, ma vi piace essere padroni della mia vita, padroni di vita o di morte di portatori di handicap e perfino di malattie di poco conto, che si curano. Che c’entra Ferrara? Che c’entra la religione, la Chiesa? Sono voci, solo voci. Che difendono la mia quando non c’è, quando non c’era. Mi andrebbe bene anche quella del peggior criminale della terra se avesse voce per me, per farmi vivere, quando non ne avevo, quando non ne avrò. Perchè sono un uomo come voi. Meglio di voi. Io non faccio schiavi, non decido della vita altrui, tanto meno per un “difetto”.

    Ho incontrato delle bestie della mia vita che mi hanno offeso per il mio handicap. Bestie che hanno infierito su un bambino, poi su un ragazzo, poi sono diventato uomo e nessuno ha potuto più offendermi, perchè sapevo difendermi. Ma nessuno di costoro mi ha detto che dovevo essere morto o mai nato. Nè che la mia vita è una scelta difficile. Non ho nulla meno di voi, ma ho qualcosa da insegnarvi.

    L’amore. La vita. Il rispetto e l’amore per la vita. Degli altri. Dei diversi. Quelli che quando non vi è scomodo, difendete. Giustamente. Omosessuali, transessuali, etnie, colori della pelle, difendete tutti, ma non me dalla schiavitù e dalla morte che non vuol tristezza.

    Prima di uccidermi, datemi la possibilità di vivere ed essere amato da altri che lo sanno fare e che rispettano la vita altrui davvero, con coerenza e sincerità, per miglior cultura che ama la vita. Non uccidereste un cane randagio, punireste un cacciatore o chi abbandona animali. Ed uccidereste me. Ho un handicap. Ma io so amare i diversi, la vita di ogni animale, di ogni uomo. Io. Non voi che mi uccidete qui con i vostri post sentendovi giusti e buoni.

    Alieno

    P.S.: posso dimostrare a chiunque lo voglia che sono davvero portatore di handicap. Congenito. E che sono un uomo e non un virtuale inconsitente qualcosa che scrive su un blog. Posso scrivervi per email, mandarvi pure foto perchè possa essere rispettato il mio diritto alla vita. E con me quello di chiunque, diverso, che non sapete amare ma, quel che peggio, che non lascereste amare a nessun altro perchè “insinuerebbe” che si può, sarebbe scomodo.

    Scomoda anche la mia testimonianza: avrai il coraggio di pubblicarlo? O mi “ucciderai” anche virtualmente, nel silenzio, rendendomi senza voce?

    Mi appello alla tua coscienza ed alla tua sensibilità.

    Non ho ucciso nessuno, merito di vivere e di parlare per spiegare che merito di vivere, che la mia vita non è di nessun altro, che sono davvero triste per quello che leggo per cui potrei essere “scelta difficile”, motivo di tristezza con la mia esistenza.

    Alieno

  7. Tisbe

    @alieno, commovente quello che scrivi, ma che vuol dire?
    Anche io ho una figlia con un handicap permanente e non l'ho uccisa e non ho mai pensato di ucciderla.
    Ma non si può obbligare una donna che non se la sente ad essere madre: anche questo sarebbe un'abominio.
    Non c'è colpa nel "non saper essere madre" non è automatico esserlo.
    Qui si pretende rispetto per chi la vita ce l'ha già rispetto a chi ipoteticamente potrebbe averla.
    E non accetto giudizi da te né da altri.
    Una donna non si deve giustificare con voi per le sue scelte e per ciò che può o non può fare.
    Quando sarete in grado di rimanere incinti e di partorire, allora potrete decidere per voi, ma fino ad ollora: SILENZIO!

  8. WebLogin

    Riporto solo una parte del commento di Alieno:

    "[…] Ho incontrato delle bestie della mia vita che mi hanno offeso per il mio handicap. Bestie che hanno infierito su un bambino, poi su un ragazzo, poi sono diventato uomo e nessuno ha potuto più offendermi, perchè sapevo difendermi. Ma nessuno di costoro mi ha detto che dovevo essere morto o mai nato. Nè che la mia vita è una scelta difficile. Non ho nulla meno di voi, ma ho qualcosa da insegnarvi. […]"

    @Tisbe, beh, anche io non posso rimanere incinto, ma per me non è commovente il suo commento ma offensivo visto che giudica altre persone e me che difendo l'aborto e che nel farlo ho commentato questo tuo post. Mi sono letto un papiro per scoprire di essere ancora una volta offeso da Alieno/Tempesta, da un troll. Ancora una volta Alieno ci racconta i suoi presunti problemi (a questo punto, visto i fatti passati, con lui non mi frega di essere politicamente corretto) e lo fa per giudicare ed offendere.

    Tis, ti rispetto e ti voglio bene, ma questo è il motivo per il quale ti ho sempre detto perchè non mi sento tranquillo nel vedere dei commenti papiri e per di più di un vero troll.

    @Alieno, a Napoli la donna di 39 anni incinta alla ventunesima settimana aveva scelto di abortire perché aveva scoperto che il figlio poteva nascere con un grave handicap psichico. Chi sei tu per giudicare quella donna? Per me sei sempre il solito troll.

    Giuseppe

  9. Tisbe

    @giuseppe, devi imparare a non lasciarti scalfire dalle sue parole. Se riesce a farti star male vuol dire che c'è qualcosa di irritante in quel che dice, forse, non tanto nei contenuti, ma nei modi. Alieno/tempesta è arrabbiato e scarica la sua rabbia su chiunque incontra. Io rispedisco la sua rabbia al mittente perché quello che scirve scivola sulla mia persona e non m'importa assolutamente nulla delle sue fantasie.
    Ho pubblicato il suo commento per dimostrare fin dove si spinge il delirio umano.
    E per quanto mi riguarda non sono certa che persone come Ferrara siano indispensabili alla VITA. E nemmeno persone come me 😉
    Perciò sta campagna contro l'aborto e a favore della vita è una grossa idiozia visto che il pianeta terra è invaso da 6miliardi di parassiti umani 🙂

  10. WebLogin

    @Tis, mah… non stiamo parlando semplicemente di un'opinione diversa, ma di uno che gratuitamente offende e lo fa attraverso post-papiri. Se hai letto i miei commenti qui, o su altri blog o anche su OkNo dovresti sapere che rispetto anche chi non è della mia stessa opinione ma purchè il rispetto sia reciproco. Poi, ripeto, lui come qualsiasi altra persona deve rispettare le regole e (quindi) gli altri e non essere giustificato perchè "lui ha dei problemi".

    PS: "E nemmeno persone come me". Tis, non scherzare, io ci tengo molto alla mia mitica Tisbe! 😉

    Giuseppe

  11. WebLogin

    @Tisbe, "nessuno è indispensabile 😉 soprattutto io"

    Mmm, stai cercando di dirmi che posso cercarmi un'altra mitica? Se vuoi ci provo ;-P …però mi sa che è impossibile, sei unica! :-*

    Giuseppe

  12. MattBeck

    Ferrara è interessante; parla con molta convinzione, ma non condivide le idee di cui si fa portatore; parla di pretesi valori della tolleranza cristiana, ma è allo stesso tempo un crociato all'amatriciana con lo scolapasta in testa; si dice filo sionista ed amico degli Ebrei, ma giudica come "il più grande intellettuale del secolo" un vecchio vescovo che ha distrutto in un anno quarant'anni di contraddittoria accettazione da parte della chiesa cattolica della presenza ebraica sul continente; parla di dignità della persona, quando ha commesso reati che in un paese serio costano la radiazione immediata; parla dell'importanza di dire la Verità, eppure per anni è stato spia e giornalista (come una guardia che nel tempo libero fa il ladro).

    E' tutto ed il contrario di tutto; o meglio, fa il perfetto contrario di ciò che afferma.

    Insomma, perché c'è chi continua a prenderlo sul serio ed a non sorridergli sornione in faccia quando ci parla?

    Bah, il solito mistero italiano di quart'ordine…

  13. Tisbe

    @mattbeck, hai ragione, gli diamo troppa importanza ed è quella che lui cerca… sta usando la crociata contro l'aborto perché sa che è una questione che avrebbe sollevato un vespaio di polemiche

  14. Tisbe

    @giuseppe, si aggirano persone che hanno seri problemi e farebbero bene a consultare un buon psichiatra per il bene proprio e della collettività

  15. utente anonimo

    Non voglio parlare di Ferrara, non è credibile. Ma con due giovani universitari che sembrano animati da buona fede, sia pure orientata dal pensiero cattolico, con loro ci ho provato a discutere della 194 nel loro blog:
    http://mbutiesubbaqqui.blogspot.com/
    che delusione, che tristezza.

    Joe Fosforello

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