Appello Intellettuali: no a veto contro d’Elia

(Ricevo e pubblico) – Il veto espresso nei confronti di Sergio d’Elia – leader nonviolento, segretario di Nessuno tocchi Caino dal 1993 e coautore della vittoria italiana per la moratoria universale delle esecuzioni capitali all’ONU, da 25 anni impegnato con il Partito Radicale in lotte per i diritti umani e la democrazia in Italia e non solo – motiva tutto lo sdegno dell’associazione internazionale Nessuno tocchi Caino.
Riteniamo che questa richiesta di esclusione sia offensiva dei principi cardine della Costituzione italiana e degli stessi principi che fondano lo stato di diritto. Ci auguriamo che per nessun motivo venga confermato tale veto dissennato ed incomprensibile al pari di quello proposto su Marco Pannella, Presidente, anche, di Nessuno tocchi Caino.

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Primi firmatari:  Claudia Cardinale, Marco Bellocchio, Erri de Luca, Giuliano Montaldo, Enrico Ruggeri e Andrea Mirò, Pasquale Squitieri, Oliviero Toscani

8 commenti su “Appello Intellettuali: no a veto contro d’Elia

  1. filomenoviscido

    io invece considero piuttosto arrogante questa pretesa di D'Elia di imporsi ogni volta.

    Hanno fatto lo stesso nella RnP, quando cominciò a frignare che era ingiusto escluderlo.

    I candidati devono rappresentare l'elettorato ed io , uno come D'Elia, ho DIRITTO a non volerlo nella lista che mi chiede il voto.

    Lui invece NON ha il diritto di impormi la sua presenza.

  2. MattBeck

    I veti non piacciono neanche a me, tanto meno contra personam, creando un precedente particolare contraria ad una norma costituzionale (dunque generale), secondo la quale ogni cittadino, anche ex carcerato purché abbia pagato il suo debito, ha diritto a candidarsi.

    Nel caso di D'Elia, che sicuramente nei fatti ha mostrato una rara capacità di ripensamento e soprattutto fattualità positiva (non c'è solo la moratoria), credo che andrebbe sentito dai dirigenti radicali, oltre alla famiglia dell'assassinato per cui D'Elia (con una sentenza discussa) si è preso un concorso esterno in omicidio, i simpatizzanti ed elettori radicali stessi.

    C'è un forum (Radicali italiani) fra i più attivi e prestigiosi della rete; c'è fai notizia, da cui segnalo questa discussione

    http://fainotizia.radioradicale.it/2008/02/23/nessuno-tocchi-caino-ma-nessuno-lo-candidi-in-parlamento-perche-sono-daccordo-con-veltroni

    La rete insomma permetterebbe di capire se una parte di elettorato (come è suo diritto) sia fiduciosa e/o favorevole verso un eventuale candidato.

    Ripeto, massima stima umana e professionale per D'Elia e contrarietà a "bandi" ad pesonam (già avvenuto per Coscioni, VERGOGNA), però vanno ascoltate anche le vittime

  3. Crocco1830

    Si va bene … si tratta di un ex terrorista. Vero! Come è vero che ha scontato una pena!!!
    Oppure per qualcuno la pena non ha mai fine? Per questo qualcuno la legge deve essere un po' meno uguale che per altri?
    certo che il PD è libero di candidare chi vuole, con questa legge elettorale che di democratico ha ben poco. Ma sono le motivazione avanzate ad essere scandalose, perchè lontane dalla tutela reale dei diritti del singolo.

  4. straygor

    Non capisco lo sdegno.. il PD ha preso una via, quella di non candidare condannati.. D'Elia è un condannato.. per Terrorismo, che è un reato tra i più gravi..
    .. non fa parte delle liste.. punto. Come gli altri (si spera).

    Poi se non fa piacere.. si faccia una lista sua 🙂

    Non è che la legge deve essere uguale per tutti solo quando fa comodo.

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