Mara, una donna sola, un dramma, una richiesta di aiuto

Mi è arrivata una mail nella quale una donna disperata mi racconta il suo dramma. Io non so cosa fare per lei e riesco solo a starle vicino col pensiero. Le ho chiesto il permesso di pubblicare la sua lettera e mi ha autorizzata chiedendomi di scrivere solo il suo nome: «Magari più gente sa della mia situazione, e più gente si rende conto di che razza di uomo è il mio ex, che mi costringe a subire tutte le sue angherie, le sue vessazioni. E alla fine quale sarebbe la mia colpa? Niente… sono solo colpevole di voler essere madre. Tante belle cose carissima Tina, e grazie ancora per l’attenzione dimostratami».
Vorrei soltanto un po’ di giustizia

Gentile Tisbe, chi Le scrive è una madre, oramai arrivata allo stremo delle sue forze. Abito in un piccolo paesino dell’Italia centrale, ho 38 anni, sono alta 1,65 e peso 31 chilogrammi , si ha letto bene, soltanto 31 kg, in progressiva diminuizione. Penso che da un giorno all’altro la morte verrà a farmi visita, l’unica soluzione ai miei problemi. E tutto per colpa del mio ex compagno, e del fatto che voglio bene al nostro piccolo bambino di 8 anni. Lui me lo sta portando via, me le sta facendo tutte contro: ed io che finora ho vissuto soltanto per questa creatura, al vedere che il ragazzo vuole più bene a quel mostro che a me, non reggo. E ci sto malissimo.

Fin da quando ci siamo lasciati, al mio ex ho sempre permesso di venire a trovare Andrea (nome inventato del ragazzo), ogni volta che voleva. Magari quando uscivo la sera con le amiche, lui restava a dormire a casa mia. Ma da qualche mese a questa parte, tutto è cambiato: vuole portarmelo via a qualunque costo. Ogni volta che sta col padre, lui gli compra un gioco nuovo: ha una propria attività commerciale, se lo può permettere. Io invece, che lavoro con contratti a tempo determinato in un’azienda del luogo, cerco di non fargli mancare nulla, ma logicamente non posso acquistare ogni giorno giocattoli nuovi, lo stipendio è quello che è, e purtroppo non c’è tutti i mesi. Sto in una casa in affitto, altra spesa a fine mese. Mia madre, che vive per conto suo, un po’ mi aiuta, ma anche lei ha più di settant’anni, spesso e volentieri sono io che devo aiutarla. Fosse solo questo, gliela farei anche ad andare avanti: il vero problema è che mi mette il ragazzo contro! Quando lo porta a casa sua, o in quella dei nonni paterni, è tutta una baldoria: non si fanno mai i compiti, si gioca tutto il tempo, ci si diverte e basta. Dopo, quando me lo riporta, sono io che devo farlo studiare, o che devo mettergli dei divieti al suo comportamento. Quindi può ben capire, come un ragazzino di 8 anni, si affezioni di più al genitore permissivo, che non a quello un attimino più autoritario.

Oltretutto Gabrio (nome inventato del mio ex compagno) frequenta gente non molto affidabile, e gira spesso per i night. A volte mi porta il ragazzo a pranzi o cene coi suoi amici, oppure è capitato anche che me lo facesse giocare al videopoker in un bar! Io allora l’ho avvisato, ma tanto non succedeva nulla. Non ho mai voluto chiamare gli assistenti sociali, perchè avevo paura che Andrea ci stesse male nell’eventualità che gli togliessero la possibilità di vedere il papà. Continuava a comportarsi male, l’ho avvisato di nuovo, ma ancora niente. Allora d’accordo col mio avvocato gli ho fatto un esposto alla polizia, ma quando l’hanno chiamato in commissariato, tutte le buone intenzioni dell’ispettore capo sono svanite! Anzi, so per certo che si è "aggiustato" in qualche maniera gli agenti! Intanto ho fatto conoscere a mio figlio Marcello, un mio carissimo amico, che gli ha procurato dei giochi per la playstation, e varie volte è venuto a trovarci a casa nostra per stare in sua compagnia, per aiutarlo anche coi compiti. Bene, appena saputa questa cosa, Gabrio ha subito chiamato gli assistenti sociali, dicendo che io faccio venire i miei amanti in casa quando c’è il figlio, mentre invece con Marcello siamo soltanto buoni amici. Lui li ha contattati più per gelosia, per paura che Andrea voglia più bene a Marcello che non a lui.

Stiamo andando anche da una psicologa, perchè Andrea risente molto di questo disagio familiare: a scuola le maestre dicono che si comporta in modo strano, usa un linguaggio piuttosto scurrile per un ragazzo di 8 anni ed anche il suo atteggiamento non è dei migliori: come al solito davanti alla dottoressa, il mio ex mente, dice di essere un bravo genitore, che con lui il ragazzo studia e va alla messa. Quando invece la realtà è tutt’altra cosa!

Mio figlio sta diventando un mostro, il mio ex compagno con me si comporta in una certa maniera, mentre al di fuori, agli occhi della gente, nega tutto ed assume le sembianze del bravo genitore.

E così sono arrivati gli assistenti sociali: prima sono andati a casa sua, e tutto sembrava presagire che fosse la volta buona, che avessi ragione io sul suo conto (come in effetti è veramente). Poi invece, il giorno che sono capitati a casa mia… niente, la situazione è stata completamente ribaltata: sono stata accusata di essere una madre troppo apprensiva, mentre lui è visto come un bravo papà in quanto la mattina, quando io devo uscire presto per andare a lavorare, lui viene a casa mia a vestirlo ed accudirlo (ma anche per frugare tra le mie cose… più di una volta mi sono spariti dei soldi, ma lasciamo perdere!). Io sono una madre troppo apprensiva? E chi non lo sarebbe, se il proprio figlio va col padre nei bar a giocare ai videopoker, se quest’uomo gli consente di bere l’Aperol (testuali parole di Andrea, lo ha raccontato pure alla psicologa), oppure davanti al bambino parla apertamente di night club e di donne dai facili costumi, o peggio ancora, quando si trova a casa sua, lo lascia liberamente guidare un trattore falciaerba, senza nessun adulto che lo supervisioni! Niente da fare… per l’assistente sociale, io sono troppo apprensiva, mentre lui è un bravo papà! Poi dopo sono venuta a sapere che il capo dei servizi socio-assistenziali del comune dove vivo… è un suo vecchio amico di famiglia. E così tutto si spiega, come prima con la polizia, così adesso coi servizi sociali: lui riesce a comprare tutto quanto attorno a sè, ed a me non resta che soccombere al sistema. Io ho ragione, tutti lo sanno. Ma la ragione non paga, ed il sistema vince sempre! Io sono disperata, è più di un anno che non esco di casa, vado solo al lavoro, o da mia madre; non ho più la voglia e nemmeno la forza di combattere: ho delle fitte continue allo stomaco, e sto iniziando a rifiutare il cibo, provo a mangiare, ma devo fermarmi subito dopo, perchè sento gli stimoli del vomito! Non vedo scampo da questa situazione, la cosa che mi fa più dolore, è il fatto che la mia creatura voglia più bene a quel mostro, che non a me! Mia madre mi ha suggerito di assoldare qualcuno per far picchiare a Gabrio: ma dopo, che cosa otterrei? Soltanto una piccola soddisfazione personale, e niente più. Io voglio il bene di Andrea, e non è con la violenza che lo avrò! Oramai penso di essere arrivata davvero al capolinea, non so più dove andare a sbattere la testa. Se un giorno avrà il tempo e la pazienza per leggere questa lettera, me lo faccia sapere e La ringrazierò. Sempre sperando che ancora io sia viva. Grazie ancora.

Mara

19 commenti su “Mara, una donna sola, un dramma, una richiesta di aiuto

  1. dorame

    vivo da sola con mia figlia da ormai venti anni, faccio l’insegnante e di situazioni come quella di Mara ne ho viste a bizzeffe : solo quest’anno in classe mia (ho una terza elementare) ci sono cinque casi si separazioni-guerre in cui i bambini fanno la parte di quelli tirati da una parte o dall’altra…la prima cosa che mi è venuta in mente leggendo la sua lettera è che dovresti consigliarle di ritrovare se stessa perchè non è morendo un po’ ogni giorno che potrà recuparare l’amore del figlio , ma soprattutto toglierà a lui la possibilità di avere il suo amore. Se non trova un po’ di equilibrio non riuscirà ad andare avanti e a capire che qualche volta si può passare sopra alle cose anche che sembrano più terribili : i figli comunque giudicano per cui più di preoccuparsi di quello che fa il padre con il bambino dovrebbe impegnarsi a fondo a rendere indimenticabili i momenti con lei…sembra impossibile ma non lo è ed i bambini, a lungo andare sanno a chi rivolgersi, sanno su chi possono contare. In quasi tutte le famiglie, anche quelle normali, in genere il padre fa babbo natale e la mamma la strega cattiva dettaregole…ma da chi va il bambino quando ha un problema? Da chi sa essere fermo , e forte…ci sono interi trattati su questa cosa e non bisognerebbe mai dimenticarsene. le auguro tutta la forza del mondo, ma sta a lei trovarla . lasciandosi morire inutilmente allora sì che tradisce il figlio!Se vuole parlare io so ascoltare…

  2. utente anonimo

    Dorame ha perfettamente ragione
    Mara per cambiare questa situazione ha bisogno di tempo, per far valere le sue ragioni.
    Ha bisogno di stare bene.
    Deve accettare questa situazione al momento per cambiarla lentamente.
    Il bambino sulle prime può essere affascinato dal padre, ma poi le darà ragione.
    Ma lei deve volersi bene. Chi ha ragione non si lascia morire,
    Un abbraccio a tutte voi
    Voi donne siete fantastiche

    Pensatoio

  3. utente anonimo

    Per quello che può servire, ho conosciuto una situazione analoga non personalmente, per fortuna, ma a causa di alcune persone che conosco.
    Stessa cosa, più o meno, ma con i ruoli invertiti: il padre costretto a dormire in auto, la mamma nella casa coniugale a fare la bella figlia con l'amante, nella promiscuità e nel permissivismo più sfrenato ( anche delle due figlie piccole ). Stessa situazione, ma quando le figlie sono un pò cresciute, e hanno potuto capire e vedere, hanno mandato a quel paese la mamma per stare con chi veramente aveva fatto di tutto per loro, senza cercare di comprarle con giochi, uscite senza limite di orario, spese pazze e così via…
    Un saluto.

  4. Galdo

    cristo… penso alla situazione, penso ai 30 chili di questa donna, che ha i miei stessi anni.. non me ne intendo di assistenti sociali e storie simili.. mi chiedo però come l'avvocato non riesca a fare nulla.. non so nemmeno cosa dire per esprimere la mia solidarietà a questa donna. auguro a questa donna di riprendersi, per lei stessa e per suo figlio… so che non è facile. e spero nell'intervento di qualcuno

  5. utente anonimo

    ciao Mara, ho appena letto la tua lettera , non ho resistinto all'impulso di scriverti. Voglio solo che memorizzi questo :Nessuno può portarti via l'amore di tuo figlio,lui ha solo bisogno che tu sia forte e che riesci a proteggerlo in qualità di genitore. lascia al tuo ex tutte le cause legali,gli avvocati,gli assistenti sociali. Il tuo bambino non è una merce di scambio ,sia morale che materiale quindi ,guarisci immediatamente ,questo lo devi veramente a lui . Non avere paura perchè ai suoi occhi sei ancora la più speciale e non bastano i "giochini" per sostituirti ,dagli solo la possibilità che di te si può fidare. Con affetto, Francesca.

  6. utente anonimo

    L'unica soluzione possibile con chi gioca sporco è giocare più sporco di lui…
    Consiglio a questa madre disperata di investire un pò del suo denaro, anche se poco, in una persona che aspetti tutti i giorni il marito sotto casa e rompa ad una al giorno le sue dita fino a quando non accetterà di compartarsi come si conviene ad un buon padre… sono convinto che risoverà tutto in tre o quattro giorni… in bocca al lupo per tutto

  7. utente anonimo

    CARISSIMA SIGNORA SONO RIMASTO SCONVOLTO DALLA BRUTALITA0 DEL SUO EX SECONDO MEE NON DEVE LASCIARSI ANDARE E LO DEVE FARE PER LEI, PER SUO FIGLIO E PER SENSO DI GIUSTIZIA DI CHI COME LEI VIVE QUESTA SITUAZIONE NON SO SE SIA CONFORTANTE O NO MA IO STO DALLA SUA PARTE MI RACCOMANDO NON SI LASCI ANDARE E COMBATTA

  8. utente anonimo

    ammesso che la lettera sia veritiera (non voglio certo dubitarne ma si tratta pur sempre di qualcosa che non posso verificare personalmente) credo che dovrebbe rivolgersi a una fondazione a favore delle donne

    di solito si occupano di violenze fisiche, ma nn penso che disdegnino quelle psicologiche

    una l'ho "sentita" in tv qualche giorno fa [www.doppiadifesa.it] fondata dalla hunziker

    qui invece c'è un elenco di vari centri [www.controviolenzadonne.org]
    in bocca al lupo 🙂
    Link permanente 1 punto 1 voto scritto da Profilo yocoandrayocoandra903 il 26 mar 08, 00:23:56

  9. utente anonimo

    Cara Mara, la prima cosa che devi fare per riconquistare tuo figlio è di guarire e mostrarti forte. I bambini hanno bisogno di protezione e quindi si affidano a chi sentono in grado di garantirgliela. Pensi a se stessa, si ami di più, si prenda cura di lei e il resto verrà da sé

  10. sbt_al_rm

    capisco molto bene mara, e mi fa male. solo con persone amiche può riuscire a stare meglio, per mia esperienza personale sono stati positivi solo questi rapporti, mentre sono stati negativi quelli con avvocati, assistenti sociali e associazioni. purtroppo. se può essere di aiuto anch'io come dorame so ascoltare. un bacio a mara

  11. utente anonimo

    Posso solo dire che è difficile giudicare e consigliare… sono operatore presso un Centro di Ascolto e di storie così ne sento tante, come so' pure che se ascoltassimo il padre direbbe il contrario. Vi assicuro: riuscire a capire chi dice "tutta" la verità è difficilissimo, quasi impossibile quando sono davanti a noi… figuriamoci attraverso una lettera… Però forse ci può aiutare a riflettere sul fatto che la Famiglia ha bisogno di essere "curata" e "coccolata" sin dai primi giorni della sua esistenza…
    Paolo

  12. Tisbe

    @yocoandra, credo che la lettera sia autentica, perché mi ha chiesto di rettificare il riferimento geografico. A volte le persone hanno bisogno di sfogarsi, e di sentire che le opinioni degli altri le sostengono… anche nell'anonimato che dà maggiore garanzia di sicurezza

  13. Olimpia2

    Ho finito ora di leggere la triste lettera della signora e sono d’accordo con chi mi ha preceduta, dicendo che innanzitutto è, lei, come persona, che deve trovare il suo equilibrio e così ottenere la forza necessaria per sopravvivere.

    L’autodistruzione non serve a nulla, anche se capisco pure che le forze per combattere vengono a meno di fronte alle delusioni.

    Un’ultima cosa. La signora, non dovrebbe temere di perdere l’amore del figlio. Non capirà ora che ha solo 8 anni, ma crescendo capirà quanto sia importante la sua mamma.

    Abbraccia la signora da parte mia.

    Olimpia

  14. FrancaFranca

    Se la lettera è vera (le campane bisognerebbe sempre conoscerle tutte e in tutta onestà sono perplessa su alcuni passaggi) non siamo noi che possiamo fare qualcosa.
    Credo che il consiglio più azzeccato sia quello di rivolgersi ad un centro in favore della donna

  15. Tisbe

    Sono certa che la lettera sia autentica. Finora non mi sono espressa per avere un quadro più completo e critico della situazione.
    Io consiglio a Mara di giocare d'astuzia, e di cedere in parte alle richieste paterne. Se fossi in lei chiederei l'affidamento congiunto che attualmente è molto amato dai tribunali e dai giudici i quali la considerano una soluzione ottimale per garantire il massimo al minore senza ingiustizie che pesino sui genitori. In questo modo potrebbe continuare a vedere il suo bambino e allo stesso tempo cederebbe una parte delle sue responsabilità al padre, che non potrà più fare il "papà buono del fine settimana" ma dovrà fare i compiti con il figlio, accompagnarlo a scuola ed assisterlo quando è malato. E' troppo comodo non fare nulla e stare a trovare i difetti dell'altro genitore che si smazza per dare un futuro e un'educazione al figlio. E' troppo comodo.
    Nel frattempo consiglio a Mara di rivolgersi ad un centro femminile, ma non tanto per fare una battaglia legale contro il padre che si ritorcerebbe contro il bambino ma per avere un supporto psicologico ed uscire dalla crisi che l'ha portata a pesare solo 31 chili.

  16. WebLogin

    Difficile dare un consiglio, ma credo che Tisbe abbia ragione. Spero che Mara possa superare presto questa difficile situazione, non deve lasciarsi morire e non deve temere di perdere l’affetto del figlio.

    Giuseppe

  17. utente anonimo

    Mi rendo conto della drammaticità di questa signora però se la può consolare dopo che da sola ho cresciuto i miei tre figli sani, belli , onesti ma con lo stesso dna del padre. Sacrificando la mia vita perchè il padre un vero mascalzone violento irresponsabile e stupido. Venivo maltrattata da tutti e tre nonostante io li amassi da morire.Mia figlia a 23 anni si è sposata e mi ha rinnegata facendomi persino picchiare dalla cognata, ha due figli ma mi ha sempre proibito di vederli oggi hanno 16 e 12 anni ma io non li conosco, si è trascinata i fratelli e anche suo fratello che ora ha un bambino di 8 mesi non me lo fa neanche conoscere. Sono anni che non vedo mio figlio il più piccolo. Hanno 41 mia figlia 38 suo fratello e 33 l'altro fratello.Hanno interrotto tutti i contatti con me mi hanno fatto terra bruciata intorno facendomi mancare di rispetto da tutti.Mio figlio il più piccolo mi ha persino derubata e fatto andare in rovina un'attività che gli avevo intestato.Mi hanno abbandonata nessuno mi cerca nessuno mi vuole parlare posso morire non glie ne frega niente. Dopo che sono diventati grandi e potevo godere un pò di gioie sia con loro che con i loro figli hanno preferito dare le gioie al padre anche se riconoscono che non è un buon padre e un buon nonno però lui può partecipare alle loro vite e a tutte le loro feste tipo battesimi comunioni ecc ecc mentre io sto morendo dannata per averli avuti solo da crescere con tutti i casini, la stanchezza, le notti in bianco,i dispiaceri, le botte, le cattiverie,insomma ho partorito tre nemici. Mi odiano e nemmeno loro sanno perchè. E non faccio che subire umiliazioni per colpa loro. Mi hanno fatto diventare la cavia della gente frustrata e loro ci godono anche, anzi difendono chi mi fa del male. Ci sono momenti specialmente la notte che vorrei farla finita ma poi spero che succeda un miracolo e ogni giorno aspetto questo miracolo.Non sentirmi chiamare mai mamma è da impazzire. E ricordare tutte le loro cosine di quando avevano bisogno di me e io c'ero è un dolore che ti accoltella il cuore. Averli avuti e ora no poterli nemmeno abbracciare è allucinante l'impotenza. Mi consolo sapendo che stanno bene e dico a Dio se questo è lo scotto per averli sani, belli e onesti allora ti ringrazio. Ma io ora sono morta senza i miei FIGLI !!                           

  18. utente anonimo

    Anche io ho conosciuto, indirettamente, il caso rovescio, col padre a dormire anche in auto e fare salti mortali, inventarsi draghi per pagare le spese, per il figlio, per la ex-moglie e perciò, ben poco restando per sé.
    E certo nulla per fare Babbo Natale, anzi, sfigurando anche in questo perché appare una figura di riferimento assai fragile una persona che vive a malapena con quegli scarsi mezzi.

    Ma credo che sia assai più diffusa la situazione in cui la madre è quella che dice "alzati è tardi" o "studia", oppure "mangia" o "vai a dormire" ed insomma, fa la spaccaballe ed il padre invece, nelle sue più occasionali sortite, rappresenta la vacanza, il luna park lucignolesco rispetto ai compiti di responsabilità del quotidiano.

    Ma ciò è anche fortemente condizionato proprio dal fatto che è alla madre che di solito, viene affidato il bambino e dunque a lei il ruolo educativo nella quotidinianità.

    E' presumibile che in caso rovescio (fosse invalsa l'attitudine dei tribunali di concedere l'affido prevalente al padre), avremmo anche una situazione diffusa rovescia di conseguenza: il padre è lo spaccaballe quotidiano, la madre sarebbe la vacanza e la festa, il cazzeggio, la deresponsabilizzazione ecc.

    Il punto è che il matrimonio che si rompe, ahimé, è un progetto fallito comunque e non è mai possibile porre un vero rimedio, ma solo dei compromessi, comunque la si metta, comportando sofferenza o ingiustizie da ripartire spostandone più da una parte o dall'altra.
    Di solito ricadendo comunque sul figlio,
    che essendo la parte centrale di quel progetto,
    subisce naturalmente per sua natura,
    il maggior peso di ingiustizia e sofferenza,
    per quanto tribunale voglia disporre.

    Sarebbe bene allora, investire molto affinché si propone tale progetto,
    si assuma le adeguate responsabilità, seriamente.

    Ma vivendo in un continuo proporsi di consumismo (ciò che non va più bene come prima o solo invecchia, si sostituisce, ce ne liberiamo direttamente), così come di relativismo ed altre cosette,
    anche una lunga era dove la parola di un uomo non vale più nulla e sarà tradita e come minimo, si dovrà metterla per iscritto per aver speranza non che sia mantenuta,
    ma risarcito il tradimento (e non è lo stesso che si ha quando si incontra un uomo la cui parola vale davvero e viene onorata),
    non vedo molta facilità, ma nemmeno volontà nell'investimento che dicevo: a monte del progetto.

    A.

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