Infelici e consumatori

E’ uscito il sole, improvvisamente e ne ho approfittato per fare 2 servizi. Sono andata al mio solito supermercato per comprare 2 cose 2, giusto l’insalata, il pane e il latte. C’era tanta di quella gente che mi camminava sui capelli: nervosa, arrabbiata, abbrutita dalla vita. Si spingevano, si guardavano in cagnesco, stavano attenti a chi s’infilava nella fila della cassa. Ad essere buoni, un vero e proprio girone infernale.
Consumisti e infelici, ecco gli italiani del terzo millennio.
Avevano i carrelli pieni di schifezze che io non avrei mangiato nemmeno sotto tortura, ma il problema è a monte. Questa gente tira fuori la carta denaro, e non solo ha perduto il senso del legame tra il denaro e il lavoro, ma non sa nemmeno da dove provenga il cibo.
Apparterrò a una razza obsoleta in via di estinzione, ma io so da dove viene il pane e non mi lamento del prezzo, semmai non lo butto, non ne compro in più per farlo finire nella spazzatura. Io so da quale sudore viene il pane. Prima si semina il grano, poi si sarchia per liberare le piantine dall’aggressione delle erbacce, si aspetta che maturi, si miete, si trebbia ed infine il chicco viene portato al mulino dal quale si ricava la farina di vari tipi.
Noi facevamo il pane una volta a settimana nei nostri forni a legna, oramai scomparsi. Ed anche il lievito era fatto in casa… ed io sapevo, noi tutti sapevamo da quale sudore proveniva quel pezzo di pane. Un signore che guadagna 140 milioni di euro all’anno potrà mai capire tutto questo?
E la carne? Quanti sanno da dove proviene il pezzo di carne che hanno nel piatto? Io lo so. Spesso quel pezzo di carne proveniva da un animale che avevo allevato, cresciuto ed amato. Soprattutto i maiali. Sono animali sensibili, intelligenti, desiderosi di coccole e di carezze e doverli uccidere dopo un anno di vita, dopo averli grattati in testa, dopo averli accarezzati è un dolore che non si rimargina mai.
Eppure sai, dentro di te sai, che non hai scelta. Dentro, sai che il mondo naturale funziona così… ci soffri ma devi accettarlo. Il quel pezzo di carne che hai nel piatto assume un valore assoluto. Provi per quel pezzo di carne un rispetto riverenziale che non si può descrivere.

Ecco questa coscienza manca ai grandi consumatori, agli avvoltoi dei supermercati, il cui desiderio più grande è quello di poter spendere ed inquinare di più.
Ecco questa mancanza di coscienza conduce a votare per chi pone al centro lo sviluppo economico e capitalistico selvaggio.

19 commenti su “Infelici e consumatori

  1. websurfer

    Guarda il caso…ho fatto un post sul consumismo al supermercato anche io…più frivolo, senza dubbio, ma resta il fatto che credo anche io si debba riacquistare la dimensione dello spendere bene e dell'acquisto "ponderato" e di qualità!

  2. utente anonimo

    "Consumisti e infelici", non potevi trovare definizione più appropriata. E' la verità, purtroppo e tristemente. E poi parli di gente nervosa e abbrutita dalla vita. Di motivi per essere così forse la gente ne ha, voglio pensare che spontaneamente ci si riserverebbe un altro modo di essere, ma io sento un senso di disagio enorme a stare in mezzo a questo tipo di gente, lo dicevo proprio stamattina a un'amica mentre eravamo in mezzo al traffico e ai clackson impazziti. Ci si sente degli alieni, a volte… (antisociali, anche).

  3. Tisbe

    @webfruits, ci sono sicuramente i motivi, ma è anche colpa nostra che non vogliamo o non sappiamo più vivere a misura di uomo. Ma che cosa succede se per una volta manca lo zucchero o il caffé in casa? Possibile che non sappiamo rinunciare a niente? Io credo che la vera libertà consista nell'essere capaci di rinunciare. Nel non essere schiavi di niente, soprattutto di cose che non sono beni primari (tipo gioielli e pellicce. Forse un gioiello può dare il valore alla mia persona? Forse un gioiello vale più della vita in sé? La mia critica è radicale 😉

  4. WebLogin

    Bel post 🙂
    Credo che questa "mancanza di coscienza" stia dietro a molti problemi della nostra società: sappiamo sempre meno e siamo sempre meno interessati a sapere 🙁

    Giuseppe

  5. marissamora

    cara e stracara! le tue analisi sempre così lucide -fulminanti hanno la capacità di restituire la "realtà" alla verità. trovo che i centri commerciali rappresentino egregiamente l'alienazione a cui siamo arrivati, li evito ma solo perchè ho la fortuna di vivere in un paese, di avere l'orto, di pensare in piccolo e di essere vegetariana (aiuta. aiuta …)
    continuo a credere che per andare avanti bisognerebbe tornare indietro.
    qualche passo prima del baratro.
    ciao

  6. utente anonimo

    Prima fare la spesa era un piacere ora è uno stress.
    Si vedeva addirittura chi sovente portava la spesa agli anziani, io sono stato uno di quelli.
    Si viveva nelle strade come una famiglia e ne ho avuto conferma oggi quando ho incontrato giggia una anziana signara madre di miei due amici che mi chiama ancora figlio mio.
    eh cosa cie è successo.
    ciao bella
    pasquHirpus

  7. utente anonimo

    Secondo me l'essere schiavi, di beni materiali soprattutto, è direttamente proporzionale al grado di alienazione. I beni materiali superflui per molti sono un rimedio all'insoddisfazione e rappresentano un riscatto (sociale, di status) del tutto illusorio…

  8. oscarferrari

    quando vuoi qualcosa di buono passa da me a prenderti dei rapanelli. Io per lavoro coltivo frutta e verdura e la vendo direttamente al consumatore e in effetti è tutta un´altra atmosfera rispetto al supermercato dove, oltre all´asenza di qualsiasi rapporto umano, il cibo viene banalizzato

  9. Slasch16

    Pasolini, 40 anni fa: non abbiamo piu' valore come persone, ma in quanto consumatori. Piu' consumiamo piu' abbiamo valore. Per il sistema, altrimenti il pil, come fa?

  10. Tisbe

    @oscar, ma tu dove vivi?
    @Slasch16, che cosa orribile… Pasolini ha precorso i tempi
    @Franca, si può, ma bisogna essere consapevoli

  11. utente anonimo

    Accipicchia, e che supermercato è, che a far la fila con te per comprare il pane c'è gente che guadagna 140 mln di euro l'anno?

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