Non avere più scampo… forse

Quando la osservavo e non riusciva a prendere la palla come gli altri bambini, quando non riusciva a pedalare rimanevo immobile come se la cosa non mi riguardasse, ed ero forte come la roccia che non si lascia scalfire dal vento e dall’acqua, ma poi, in silenzio, nelle tenebre, quando nessun occhio poteva vedermi, versavo le mie incontenibili lacrime, e non perché avessi voglia di perfezione, ma perché presagivo una sofferenza, una convivenza costante e duratura con un ostacolo quasi invalicabile. Non ho mai avuto aspettative straordinarie per quella piccola creatura, perché, più di ogni altra persona, ho imparato presto a conoscere la vita, nelle sue continue e costanti disillusioni. Eppure, allora, dopo le lacrime usciva fuori il mio coraggio, la mia scommessa di piegare persino il destino avverso.
Non mi sono mai arresa ed ho sempre cercato un orizzonte pulito dietro le nubi minacciose dell’oggi. Ma adesso è diverso: sono stanca. Sento di aver perduto le mie forze, sento di essere sfinita. Sento di non aver passato mai il testimone, e di essere andata avanti da sola, per una staffetta senza fine.
Oggi che la immagino sottoposta ad interventi senza soluzione di continuità; oggi che la immagino su una sedia a rotelle, capisco che non posso più nulla. Comprendo l’inefficacia del mio coraggio… la sua inconfessabile inutilità.
Oggi comprendo che le persone come me dovrebbero stare alla larga dalla maternità.
La maternità è adatta a persone superficiali ed insensibili.
Esattamente ciò che io non sono e non riesco ad essere nemmeno se volessi.
Non ho mai voluto che la mia gatta partorisse perché non sarei mai stata capace di dormire la notte pensando al destino dei suoi cuccioli. Mi sento investita di una responsabilità immane e la sola idea di fallire la mia missione di protettrice, mi fa soffrire indicibilmente.
Il primo sintomo di questa mia condizione di "essere protettore" si è manifestato con una malattia autoimmune che mi ha portato quasi alla morte: la gestosi.
La sensazione che si vive è di estrema piccolezza di fronte alla minaccia. Ecco, io mi sento piccola, come può sentirsi un animale braccato che non riesce più a proteggere la sua cucciolata. Un animale con le spalle al muro che osserva impotente la fine dei suoi piccoli aspettando fatalisticamente la propria fine. Un animale che avverte forte di non avere più scampo… forse…

27 commenti su “Non avere più scampo… forse

  1. Slasch16

    avrei perso tutto quello che ho vissuto con mio figlio e ancora potro' vivere. La stessa cosa vale per Slash, abbiamo sofferto quando e' andato ma mi ha lasciato vagonate di ricordi felici.

  2. marissamora

    Sono turbata. temo di non avere capito bene e mi sfuggono i tempi.
    ma ci sono frasi (come in ogni tuo post) che mi catturano, non mi lasciano, ci penso mentre cucino e ripenso mentre cammino e mi chiedo quante sorelle ci sono che non conoscerai mai! non ho figli, per scelta prima e per disgrazia poi…
    ho in compenso un senso protettivo che definirei "patologico" riversato ampiamente nelle creature senza voce. Sarei stata una madre con il marsupio, e nel marsupio sarebbe soffocato. meglio così.
    ti abbraccio forte

  3. utente anonimo

    No Tisbe… la maternità (o la paternità) non sono adatte a persone superficiali ed insensibili ma è anche vero che spesso "la maternità" (o la paternità) ti cambiano… eccome!
    Genitori non si nasce… si diventa!
    Ciao

  4. utente anonimo

    Comprendo che tu stia soffrendo e mi spiace.
    Ma trovo un pò altezzoso(ed anche offensivo) utilizzare frasi come "la maternità è per le persone superficiali ed insensibili" .
    Frase utilizzata, a mio modesto avviso, solo per enfatizzare il perenne fare auto-elogiante di cui è permeato l'intero blog, di quanto tu sia migliore , di quanto tu sia più profonda, più matura, più tutto del resto della misera umanità….

    A volte prendersi meno sul serio potrebbe essere un'ottima medicina.
    Poi, per la sofferenza oggettiva di cui parli, hai tutto il mio rispetto.

    Adele(Ge)

  5. Tisbe

    @Adele, beh, c'è anche chi fa 12 figli e li vende senza problemi… ha potuto fare 12 figli perché era distaccata. Evidentemente non mi sono spiegata bene

  6. Tisbe

    @Paolo, ci vuole un briciolo di sana incoscienza per mettere al mondo essere umani dei quali si dovrebbe essere sempre responsabili. Essere genitori è una responsabilità, e da quando mondo è mondo che le persone meno responsabili proliferano di più.
    Le famiglie povere hanno avuto storicamente sempre più figli di quelle borghesi, per questo si chiamavano proletarie

  7. Tisbe

    @marissamora, ti sfuggono i tempi perché non sono quelli cronologici ma i tempi dell'anima
    @Crocco1830, grazie, è una testimonianza di vita interiore… può piacere o meno, ma è esattamente quello che provo
    @Slasch16, 🙂
    @mariat, grazie

  8. WebLogin

    Cara Tis, sono senza parole. Scusami, vorrei trovare le parole giuste, quelle che ti aiutano. Mi dispiace molto per quello che stai passando :-(( Non sono padre, ma nei miei momenti difficili so che due persone purtroppo hanno sofferto almeno quanto me, i miei genitori, e quindi immagino quello che provi.

    Ti sono vicino, un abbraccio forte

    Giuseppe

  9. stefhy

    A volte si vuole essere madri per egoismo,io ho voluto estremamente,essere madre dei miei due figli,perchè volevo amare estremamente…volevo sentirmi amata,incondizionatamente,dovevo colmare il mio vuoto,ci sono riuscita in parte,ma è una grande scelta di vita,e non facile,…

  10. HAVEADREAM

    Ciao Tisbe,
    le mie parole in questo tuo stato d'animo servono a ben poco.
    Sai come la penso su queste cose, ed è per questo che non volevo mancare.

    Ciao
    Salvatore

  11. oscarferrari

    A parte l´incoscienza, mettere al mondo dei figli comporta anche numerosi sacrifici economici, specialmente quando non tutto fila liscio. L´incoscienza è anche questo

  12. utente anonimo

    Non ci sono parole che io riesca a comporre per cercare di attenuare questa sensazione di impotenza.
    A volte mi sveglio di notte con incubi che mi vedono incapace di proteggere le mie bambine… si.. un briciolo di incoscenza ci vuole.
    Non so se sto diventando genitore… credo che sia un esame continuo senza fine ed è come venire risucchiati in un buco nero che oltre alla paura ti regala gioie infinite… un abbraccio fortissimo cara Tisbe…
    Beppone

  13. utente anonimo

    Cara Tis, ho letto molto attentamente il tuo post e in qualità di mamma alla quale è stato strappato alla vita un figlio, non posso non condividere ciò che pensi! Ma allo stesso tempo credo che questi tuoi pensieri siano dipesi da una stanchezza molto forte che stai accusando in questo ultimo periodo, una stanchezza mentale che non ti dà tregua, che non rallenta mai perché non puoi permetterti di fermarti poichè come ti guardi intorno vedi sempre il disagio della tua bambina, la sua impotenza e fragilità. Il tutto contornato da questo sforzo immane verso il far finta di nulla, a dimostrare a chi ti circonda e a te stessa che ce la fai, questa “onnipotenza” forzata che a lungo termine, lascia spazio anche ai momenti di sconforto ma per esperienza personale, è proprio quando tocchiamo il fondo che poi ritroviamo il coraggio e la forza di rialzarsi, vuoi per paura di restare braccata, vuoi per istinto appunto materno. Credo, sempre sulla base della mia esperienza, che in realtà solo le mamme sensibili e non superficiali riescono relamente a comprendere il valore della maternità e quando le cose non vanno proprio come noi avremmo voluto, allora è proprio lì che la nostra sensibilità viene realmente messa alla prova e sulla scia di qs sentimento riusciamo ad amare al di là della normalità perché quando le cose vanno sempre bene tutto è scontato e niente riusciamo realmente ad apprezzare neppure l’amore più grande del mondo!
    Ritengo che l’insensibilità e la superficialità siano associate alla "normalità", a chi ha avuto la vita facile. Chi invece purtroppo nella vita si è scontrato con dure realtà, dovendosi disilludere più volte, da una parte (quella esteriore) si fortifica e dall’altra (quella interiore) si arricchisce, poiché se quella esperienza terribile della vita ci ha tolto qualcosa, dall’altra ci ripaga rendendoci persone, mamme speciali.
    Scusa se mi sono dilungata, ma l’argomento mi ha colpita direttamente e non sono riuscita a sintetizzare.
    Con affetto
    Laura

  14. Fullcaos

    Mi sento completamente inadeguato per esprimere un commento, leggo e rifletto. Condivido il sentire, la responsabilita' e la paura del fallimento. Ma sono sentimenti che bisogna tentare di superare ogni volta, a volte ci si riesce altre purtroppo no.
    Un saluto

  15. utente anonimo

    Se tua figlia avesse avuto un'altra madre, forse oggi si sarebbe già persa nel buio di qualche istituto, in compagnia della sua solitudine. Persone che devono affrontare prove terribili, hanno bisogno di avere accanto gente straordinaria, cioè lontane dall'ordinario, nel bene e nel male. Certo, essere soli di fronte a tutto il male che il mondo può produrre (quando un bambino soffre accade esattamente questo) genera sconforto, rabbia, stanchezza. Che solo una personale straordinaria può superare. Perchè sa che deve essere una madre speciale, più forte delle altre, più madre delle altre. Una madre straordinaria, appunto.
    crefab

  16. Tisbe

    @crefab, è un piacere riaverti fra i miei commentatori 🙂
    @Cristina, dici il vero…
    @FrancaFranca, in realtà nessuno sa apriore come sarà cambiato da questo evento
    @Giuseppe, grazie 🙂

  17. Tisbe

    @Alberto46, non dubito dell'esistenza di situazioni peggiori. HO scritto del mio stato d'animo che è reale, senza voler togliere niente alle altre mamme. Anche se conosco situazioni in cui, per molto meno, c'è stata una rinuncia e un rifiuto di accettare figli non "canonici".

  18. Tisbe

    @stefhy, grazie per la tua testimonianza
    @oscarferrari, sicuro… e non è bello, né sano far vivere i propri figli in miseria mentre il mondo mostra i suoi lustrini facendoti sentire sempre inadeguato
    @Laura, condivido il tuo riferimento alla "normalità". Ad ogni modo trovo molta più ricchezza umana dove non ci sono le condizioni di "normalità" 😉
    @pippopi70, grazie della bella immagine
    @Salvatore, che dire… un sorriso per ringraziare 🙂

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