Angoscia (isterico ossessivo paranoico)

Così come la paura è reazione al pericolo esterno, l’angoscia è la dimensione affettiva della contraddizione interna. Disorganizzazione totale della vita affettiva, essa è l’espressione principale dell’ambivalenza, la sua forma compiuta in quanto esperienza vertiginosa della contraddizione simultanea, prova di un medesimo desiderio di vita e di morte, di amore e di odio, apoteosi sensibile della contraddizione psicologica: angoscia del bambino che scopre attraverso il morso quanto l’erotismo dell’ingestione sia rivestito di aggressività distruttiva, e angoscia del melanconico, il quale, per strappare alla morte l’oggetto amato, si identifica con lui, diviene ciò che questi è stato, ma finisce per provare se stesso nella morte della’ltro, e non può trattenere la’ltro nella propria vita se non raggiungendolo nella morte. Con l’angoscia entriamo nel cuore dei significati patologici. Sotto tutti i meccanismi di protezione che rendono singolare la malattia si rivela l’angoscia, ed ogni tipo di malattia definisce un modo specifico di reagirvi: l’isterico rimuove la propria angoscia e la oblitera incarnandola in un sintomo corporeo; l’ossessivo ritualizza intorno a un simbolo quelle condotte che gli permettono di soddisfare i due lati della sua ambivalenza; il paranoico invece si giustifica miticamente attribuendo agli altri, per proiezione, tutti i sentimenti che recano in se stessi la propria contraddizione; assegna agli altri gli elementi della propria ambivalenza, e maschera l’angoscia sotto le forme dell’aggressività. (Foucault)

6 commenti su “Angoscia (isterico ossessivo paranoico)

  1. utente anonimo

    mi permetto di dissentire.
    ha ragione francafranca.
    non bisogna avere coraggio, bisogna solo decidere se vivere o morire.
    tutto qui.
    caposkaw

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