L’ideale di Giustizia della Liberta’

Un principio di giustizia altamente significativo dal punto di vista politico deriva dal fondamento del sistema morale, in cui la libertà individuale è considerata il valore più elevato. La concezione originaria della libertà ha carattere puramente negativo: è l’esigenza individualistica secondo cui l’uomo deve essere libero, secondo cui, cioè, l’uomo non deve essere sottoposto ad alcun ordinamento normativo che regoli il suo comportamento nei riguardi degli altri, limitando così la sua libertà individuale.
In questa sua configurazione originaria, la nozione di libertà è un principio asociale, anzi, addirittura antisociale. Per divenire un principio morale (cioè per divenire un principio sociale e in particolare un principio di giustizia) la nozione di libertà deve subire una modificazione. La libertà dall‘ordinamento normativo deve trasformarsi in libertà sotto l’ordinamento normativo, in altre parole, la libertà individuale deve trasformarsi in libertà sociale.
Se deve proprio esserci un ordinamento normativo, vincolante gli uomini per quanto attiene il loro comportamento reciproco, può soltanto trattarsi di un ordinamento posto in essere con l’approvazione degli individui che ad esso saranno sottoposti. Infatti, l’uomo deve essere vincolato soltanto dalla propria volontà: La libertà consistente nell’assenza di vincoli si trasforma in libertà di porsi vincoli, di autodeterminarsi (Selbstbestimmung)
Kelsen
Osservazioni:
io sono d’accordo, voi cosa ne pensate, e secondo voi in che modo è attuabile la modifica della nozione di libertà affinché diventi un principio di giustizia sociale?

5 commenti su “L’ideale di Giustizia della Liberta’

  1. Tisbe

    @Artemisia, fortunatamente non ho il tempo di arrabbiarmi… appena posso scrivo un post… peggio di quanto immaginassi (questa terza repubblica)

  2. filomenoviscido

    non so se centro esattamente il discorso, cmq ti dico la mia.

    io non amo molto il termine di "giustizia sociale",

    mi piacerebbe di più qualcosa tipo auto-emancipazione solidale.

    Cmq da un punto di vista prettamente politico,
    la miglior sintesi tra giustizia sociale e libertà, credo l'abbia data Rosselli .

    “Considerato nel suo senso sostanziale e giudicato nei suoi risultati, il socialismo – in quanto movimento dell' emancipazioni concreta del proletariato – è un liberalismo in azione, è la libertà che si elabora per gli umili.
    Il socialismo dice: il riconoscimento astratto della libertà di coscienze e delle libertà politiche a tutti gli uomini, se rappresenta un momento essenziale nello sviluppo dell'umanità, ha tuttavia un valore ben relativa quando, per condizioni intrinseche o d'ambiente , a causa della miseria morale o materiale, la maggior parte degli uomini non sia messa in grado di apprezzarne il significato e di servirsene in modo concreto. La libertà è pura fantasia e non esiste per l'individuo, quando non è accompagnata e sorretta da un minimo di autonomia economica. In tali condizioni, l'individuo è schiavo della sua miseria; è umiliato dal suo asservimento e la vita non potrebbe offrirgli che una lusinga e un aspetto: quello materiale. L'individuo è libero di diritto e chiavo di fatto. Il sentimento di questo asservimento diviene più duro e più ironico dal momento in cui lo schiavo di fatto prende coscienza della sua libertà di diritto e degli ostacoli che la società gli oppone per realizzarla.
    La società moderna – prosegue il socialista – era piena di tali individui al momento della nascita del socialismo. Essi rappresentano ancor oggi, in regime capitalista, una gran parte della classe operaia, priva di ogni partecipazione alla direzione della produzione, di ogni sentimento della propria dignità e della propria responsabilità in materia di lavoro.
    In nome dunque della libertà, per assicurare una libertà a tutti gli uomini e non soltanto a una minoranza privilegiata, i socialisti reclamano la fine dei privilegi borghesi. In nome della libertà, chiedono una più giusta distribuzione delle ricchezze e l'assicurazione per tutti d'una vita degna di questo nome. In nome della libertà parlano della sostituzione del principio egoista nella direzione della vita sociale con il principio collettivo.” [Carlo Rosselli – Socialismo liberale]

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