Il Governo Berlusconi pronto a sospendere le Class Action annunciate per giugno 2008

Benvenuti nella dittatura!
Tempo fa scrissi un post che annunciava un evento storico per la giurisprudenza italiana. Era il 6 febbraio 2008. Il post si intitolava: Conquiste, dalla lotta di classe alla lotta di class

Il 1° luglio del 2008 sarà una data storica per i consumatori italiani, finalmente i diritti dei consumatori diventeranno collettivi. Stiamo parlando della class action, ovvero azione collettiva di risarcimento, una normativa approvata in via definitiva il 21 dicembre 2007.

Il sogno è durato poco e non ha avuto il tempo di realizzarsi. Ai cittadini si sta togliendo ogni strumento per difendersi dai potenti di turno.
Berlusconi e Tremonti, infatti, fermeranno le Class Action. Il Governo con un atto grave sospenderà le cause legali collettive dei consumatori, che dovevano essere possibili dal 29 giugno.
In realtà così il governo Berlusconi tradisce il suo stesso programma elettorale, in cui diceva di voler rafforzare la class action, ma accontenta la Confindustria che, per bocca della sua nuova presidente Emma Marcegaglia, nell’assemblea del suo insediamento, una settimana fa, aveva chiesto al governo di bloccare l’entrata in vigore della legge prevista dal 29 giugno, dopo molti mesi che c’erano stati per prepararsi.
Class action, Cittadinanzattiva: Vittoria solo delle lobby

21 commenti su “Il Governo Berlusconi pronto a sospendere le Class Action annunciate per giugno 2008

  1. giovanotta

    il blocco della Class Action non è che una delle nefandezze di questo governo!!
    mi chiedo cosa ci vuole perchè la gente scenda in piazza!!
    un saluto!

  2. utente anonimo

    Da Berlusconi mi aspettavo questo e altro… e i fatti stanno dimostrando che è capace di tutto e che con lui non c'è limite al peggio.
    Più che da lui e i suoi compari, sono sconcertata dagli italiani. Da chi lo ha votato e, in questo momento, da chi dopo averlo votato e alla luce di quanto sta accadendo continua a sostenere la bontà e la giustezza di Berlusconi e del suo governo. A me fa paura pensare che ci siano connazionali che condividono questo tipo di politica e questo regime di "dittatura dolce". Però, sono nel dubbio: questi italiani beati e felici condividono quel che dice e fa Berlusconi, o semplicemente se ne fregano poiché a loro interessa solo non pagare l'ICI, avere qualche rumeno in meno "tra le scatole" ecc. e se il prezzo da pagare è un Presidente del Consiglio che mina la democrazia, la libertà e i diritti così sia… In entrambi i casi, è gravissimo ed è indice di una mancanza assoluta di coscienza civile e politica.

  3. Tisbe

    @Cris, sono scandalizzata ma me lo aspettavo. A nulla è valso mettere in guardia gli italiani. Comincio a credere che gli italiani non saranno mai maturi per la democrazia
    Ps: grazie per il premio 🙂
    @raccoltaindifferenziata, condivido tutto quello che hai scritto

  4. Tisbe

    @ #9, almeno non facevano danni e non si compravano la coscienza civile degli italiani con l'Ici… ma la vera colpa è degli italiani che non sanno scegliere e non sanno informarsi

  5. WebLogin

    Berlusconi sta governando l'Italia ancora pensando solo ai suoi interessi e la cosa assurda è che chi gli ha dato il voto ancora non l'ha capito! 🙁

    "Quando gli italiani avranno fatto l'esperienza del Berlusconi politico, se ne allontaneranno: sarà come fare il vaccino, si creeranno gli anticorpi contro una tal politica". Ma Montanelli si sbagliava, l'Italia non è un Paese normale! 🙁

    Giuseppe

  6. Tisbe

    @Alieno, hai rotto le palle, hai un modo irritante di porti… se ti credi superiore agli agli altri evita di averci a che fare
    Mo, mi hai proprio stufato TROLL da strapazzo!

  7. Tisbe

    @Alieno, vai a rompere i marroni a Berlusconi invece di rompere a chi si ammazza di lavoro dalla mattina alla sera per poter solo sopravvivere… hai davvero stufato con i tuoi modi arroganti e presuntuosi

  8. pnkfld

    putroppo temo che Franca Franca abbia ragione (#17). Una delle cose più terribili della democrazia, solo per dirne una. La maggioranza che approva e la minoranza che è costretta a tenerselo lo stesso.

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