Addio al nespolo

nespoloLo so, questo non è il luogo deputato per scrivere queste cose e vi chiedo scusa fin d’ora, ma non riesco a trattenere il dolore, e da qualche parte devo farlo uscire, altrimenti rimarrà come una ferita aperta ed inguaribile dentro di me. Sono uscita sul terrazzo per fare colazione con latte ed amaranto, e davanti a me si è aperto uno scenario inquietante. Il bellissimo nespolo, giovane e vigoroso, che aveva dato tanti frutti, era stato abbattuto. Si trovava nel giardino che si apre sotto il mio terrazzo e non dava fastidio a nessuno. Ho pianto tanto. Che dolore vederlo smembrato, agonizzante a terra.
Come siamo cambiati. I nostri nonni piantavano gli alberi, noi li tagliamo. Una volta ogni occasione era buona per piantare gli alberi: una nascita, la morte di un animale domestico. Oggi la frutta considerata buona è solo quella venduta nei supermercati. Molti ignorano il sapore all’ennesima potenza della frutta colta dall’albero.
Sono venuta in città perché cercavo cultura, relazioni umane ed intelligenza invece ho trovato solo ipocrisia, cattiveria gratuita, gusto per l’apparenza e tanta ignoranza.
Se avessi avuto un terreno in campagna, avrei salvato l’albero di nespolo. Io ne ho uno sul terrazzo, ma è piccolo perché le sue radici sono costrette in un vaso.
Mi manca tanto il contatto primordiale con la terra. Mi manca stendermi su di essa e sentire il suo corpo avvolgente pulsare di vita sotto di me.

19 commenti su “Addio al nespolo

  1. WebLogin

    Mi dispiace 🙁 Potevano ripiantarlo, oppure potevano vedere se c'era qualcuno interessato. Anche io ho un nespolo nel giardino di casa, dal quale la gente a volte si prende i frutti…

    Giuseppe

  2. smemorato

    come ti capisco, anch'io, che ho origini contadine "coltivo" sul balcone qualche pianta e cerco di tramettere ai miei figli questo amore per i vegetali viventi (Giulia in particolare mi segue in questo) attualmente sto coltivando qualche pianta di peperoni, ieri ne ho raccolti due etti, che soddisfazione! Mi spiace per il nespolo :o)
    Giacomo

    P.S.: BUON FERRAGOSTO!

  3. marissamora

    il taglio degli alberi/ gli incendi dei boschi/
    il pattume ai piedi delle montagne/ la caccia e altro ancora, esprimono appieno una società alla deriva, autoliesionista e schizofrenica.
    speriamo negli ufo o nella meteorite…
    ps: ti abbraccio forte, conosco quel sottile e penetrante dolore davanti a una morte che vedi solo tu.

  4. pnkfld

    Tis invece anche questo è il luogo deputato per scrivere certe cose.
    Continua a stare in città..ci sono cose che la campagna non può dare..e ci sono cose che la città non può dare, questo lo sappiamo bene.
    Basta che ogni tanto..anche una giornata..scappi in campagna..da amici o parenti…e in parte sentirai meno il senso di oppressione della città. Cerca di non farti mancare questo di tanto in tanto, le vacanze tutte concentrate in 10 o 15 giorni fanno la loro parte ma non è la stessa cosa. Bisogna rubare tempo e spazio anche durante tutto l'anno..anche poco, ma è necessario.

  5. Tisbe

    @smemorato, vado matta per i peperoni, ma non posso esagerare 😉
    @marissamora, io sentivo la sofferenza… dapprima l'ho visto mutilato, senza la chioma e soffriva, soffriva per davvero… poi hanno tagliato anche il tronco. E' stato un brutto giorno per lui, era una pianta straordinaria.

  6. AzzikKlaudia

    è bellissimo quello che hai scritto… è bellissimo trovare persone capaci di piangere, come me, per un albero abbattuto. sono contenta di averti conosciuta =)

    un bacione…

  7. Tisbe

    @AzzikKlaudia, anche io sono contenta per averti conosciuta: è difficile incontrare persone sensibili, al massimo lo sono al proprio portafogli.

  8. Loreanne

    Non so se è uno scherzo in stile Kokkasciokka….ma la prima volta commentai così

    "Tisbe un bel bocconcino, mi sembra alquanto irrispettoso…. Io voto perchè Tis è una delle blogger più in gamba che conosco…e la conosco assai da prima che ci ritrovassimo anche su Ok Notizie…"

  9. stickandcarrot

    Voi che continuate a seminare bocconi avvelenati

    Voi che tenete in spalla i fucili ben caricati

    Non lamentatevi della vostra cattiva sorte

    Voi che vi divertite a seminare morte

    La natura è buona finché non la si tocca

    A chi le fa del male, di pianto riempirà la bocca

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