Religioni a confronto, eutanasia e suicidio

Per la seconda puntata della rubrica domenicale "Religioni a confronto" vi propongo due temi molto controversi. Per questo vi invito a partecipare civilmente al dibattito e ad aggiungere le vostre impressioni ed anche le vostre esperienze. I temi di grande attualità etica proposti oggi sono l’eutanasia e il suicidio.

  • Cristianesimo – I cattolici condannano severamente l’eutanasia attiva. Anche il suicidio è considerato un peccato grave, perché rifiuto del dono della vita. Solo da alcuni decenni viene permesso il funerale religioso. Protestanti ed ortodossi, pur condannando il suicidio, sono più comprensivi nei confronti di questo gesto estremo; mentre riguardo l’eutanasia le posizioni sono varie.
  • Ebraismo – Condanna del suicidio del singolo mentre la tradizione esalta (ma solo in casi estremi) il suicidio collettivo. E’ invece, assolutamente proibito interrompere l’esistenza di un malato, salvo alcuni casi di dichiarata morte cerebrale.
  • Islam – Entrambi questi atti sono assolutamente condannati, perché il Corano ordina di non mettere a repentaglio la propria vita né quella degli altri.
  • Buddhismo – Il suicidio e l’eutanasia non sono incoraggiati perché prolungano la sofferenza (SAMSARA) ma possono essere tollerati se non nascondono odio verso se stessi o verso gli altri.
  • Induismo – Il suicidio e l’eutanasia possono essere ammessi se le motivazioni che spingono a questi atti non nascondono odio verso se stessi o verso gli altri.

32 commenti su “Religioni a confronto, eutanasia e suicidio

  1. utente anonimo

    Mi complimento con te per questa rubrica molto interessante. Già avevo letto la precedente "puntata" e ho trovato che fosse un ottima idea.
    In effetti quello dell'eutanasia è un problema di difficile soluzione.
    Per il suicidio invece credo che si possa "applicare" ciò che dice Franca: ognuno è libero di gestire la propria vita.

  2. ermahico

    Penso che la ragione logica di questo rifiuto sia per lo più sociale ,riferendosi al tempo in cui vennero scritti i testi.
    Difatti le tre monoteiste, quasi all'unisono, esaltano la sofferenza come grazia divina per sfuggire ai piaceri e alla serenità, che per loro è fonte primaria di peccato, quindi l'eutanasia scherniva tutti i valori di Quella società.
    Altresì penso che in popoli ad altissima densità di popolazione , dove si sviluppò l'induismo, per timore che qualche male sconosciuto creasse un'epidemia di massa portava a tollerare il sacrificio del singolo a salvaguardia della comunità.
    Mi sfugge il motivo per cui il buddhismo trovasse da ridire sulla libertà di scelta di finire prima una vita che comunque ,prima o poi, secondo i suoi principi , dovrebbe involvere in una serena ma inesorabile fine di tutto ciò che esiste.
    Credo che la ragione sia da ricercare nella continua ricerca di speranza che viene dall'interno dell'umano, e che quindi, dovrebbe rifiutare la rassegnazione.

  3. WebLogin

    Considero sacro il dono della vita però… però ho capito il dramma che c'è dietro alla scelta di volere ricorrere all'eutanasia e quindi non giudico chi fa questa scelta. Quanto al suicidio, ho sempre odiato l'atteggiamento della Chiesa che vietava(? Sì, ma a Welbi non venne vietato il funerale religioso?) il funerale religioso, non lo trovo gusto e mi sembra quasi una specie di gogna pubblica al defunto e alla sua famiglia.

    Ciao carissima, buon inizio settimana

    Giuseppe

  4. utente anonimo

    mi pare che sul buddismo e sull'islam ci sono delle imperfezioni….
    il buddismo se ne frega altamente della vita umana (del resto è logico.
    se la vita è samsara cioè sofferenza, la morte può essere un mezzo per interrompere la sofferenza. ed morire senza rinascere (senza rientrare nel ciclo della sofferenza)è la migliore sorte che un buddista )….
    l'islam non è per niente organizzato e quindi un autoproclamato mullah (e sono tutti autoproclamati) può dire tutto e il contrario di tutto.
    se poi consideriamo la commistione tra potere civile e religioso, che a volte coincidono, le cose si complicano ulteriormente.
    caposkaw

  5. abdannur

    Nella tradizione islamica, è opportuno fare una distinzione tra eutanasia attiva e passiva. La prima, che comporta un intervento diretto per provocare la morte del paziente (iniezione, pillola, colpo di pistola, etc) è considerata illecita, alla stregua dell'omicidio – benché si tenga conto dell'intenzione misericordiosa del suo esecutore. La seconda, invece, che implica solo la sospensione delle cure artificiali cui un paziente è sottoposto, è considerata lecita, qualora l'entità della malattia o del danno subìto suggeriscano una bassissima possibilità di sopravvivenza autonoma; in tal caso, è importante il parere di un medico competente, che valuti le reali prospettive di vita del malato.

    Per ciò che riguarda il suicidio, vorrei segnalare un rituale proprio della tradizione buddhista, chiamato "gyo", termine che significa "cammino". Anticamente praticato in Giappone, esso consiste in un percorso di mille giorni sul monte Hiei, scandito dalla visita a diversi luoghi di culto, dalla recita di numerose litanie sacre e dalla pratica di un'attenzione continua; permette così di conseguire il grado di "ajari" ("insegnante", o "maestro").
    Alla partenza, il monaco candidato porta con sé un coltello rituale. Qualora durante il tragitto – che non ammette soste troppo lunghe e che è spesso compiuto d'inverno, coi rigori del freddo e delle intemperie – questi non riuscisse a portare a termine il cammino rituale, sarebbe invitato a togliersi la vita personalmente. E' una forma di suicidio rituale che rammenta il seppuku dei guerrieri nipponici, e che rimanda generalmente allo stretto rapporto tra la morte come purificazione e reintegrazione, da un lato, ed il complesso intreccio tra metafisica buddhista zen ed etica del kata, che si è venuto a formare nel Giappone classico.
    Pace!

  6. Crocco1830

    Beh … argomento impegnativo. Come sempre quando si parla di vita e di morte e ci si pone a confronto con le religioni.
    In effetti, tutte e tre le religioni monoteiste non ammettono nè eutanasia, nè suicidio. Perchè (sintetizzando al massimo) la vita è un dono di dio, ma nonostante tutto non appartiene a chi la vita la riceve. Mi pare una contraddizione in termini, che non può essere risolta perchè sarebbe a rischio la libera scelta individuale.

  7. emmedieffe80

    E' chiaro che le Religioni sono nate tutte come tentativo di risolvere i problemi dell'uomo, in quanto essere singolo e integrato all'interno di una società di suoi simili.
    Per questo motivo impongono tutta una serie di regole che appaiono talora del tutto incomprensibili (perchè si riferiscono a tempi ormai passati), ma che presumibilmente erano pensate oltre che allo scopo di creare una forte identità in cui riconoscersi e così distinguersi dagli altri (spesso per ciò considerati inferiori) anche allo scopo di dar vita ad una società "migliore".
    Ed è evidente che il suicidio rappresenta per qualsiasi società un problema, perchè mina alla base il senso del vivere. Del resto: il Codice, almeno in Italia, non prevede sanzioni nemmeno per il tentato suicidio (allo scopo, evidente, di evitare che sanzioni punitive possano indurre il disperato a mettere in atto dei mezzi sicuramente mortali), in questo modo cercando di salvare una vita che forse non voleva veramente finire.
    All'opposto di questo comportamento in qualche modo "tollerante" da parte della legge dell'uomo, le Religioni, soprattutto se "rivelate", facendo riferimento a norme Divine derivanti da un Ente Superiore e per ciò stesso indiscutibili, hanno dovuto metter dei limiti ben precisi al comportamento del singolo e, non potendo trovare nel suicidio un comportamento di per sè offensivo nei confronti degli altri, si sono inventate il concetto di offesa verso Dio (?), cioè il massimo della colpa, che richiede il massimo della pena. Arrivando così all'assurdo di condannare un atto che potrebbe essere sì segno di sfida a dio o magari unicamente di sconforto e disperazione, ma anche di massima Libertà dell'uomo: sacrificare la propria vita per salvarne altre, non è forse una forma di suicidio?, eppure viene considerato atto di Eroismo e segno di Virtù (anche dalla religione, che entra così in contraddizione), mentre decidere autonomamente che la propria vita non valga più la pena di essere vissuta è considerata una colpa gravissima.
    Questi problemi, presenti da sempre, si acuiscono oggi, data la possibilità di modificare artificialmente il momento della morte. Il caso Eluana è problematico perchè non esiste una dichiarazione certa ed indiscutibile, da cui desumere il suo desiderio di non vivere nello stato attuale (cosiddetto "vegetativo"), ma che dire di Welby?: dopo lunga e dolorosa malattia aveva deciso che non voleva più vivere, ma mentre lo Stato in qualche modo non gli ha precluso questa possibilità, la Chiesa non ha avuto alcuna pietà, perchè riconoscere la legittimità di quella richiesta avrebbe fatto crollare tutto l'edificio secolare. Per questo si rende utillissima, anzi indispensabile, una norma di legge che preveda la possibilità di decidere in anticipo che cosa debba accadere di ognuno di noi, nel caso di vita vegetativa, con tutte le accortezze necessarie per evitare ogni abuso, in un senso (eutanasia non autorizzata) e nell'altro (mantenimento forzoso in vita non auorizzato).
    Del resto la differenza fra la legge "divina" e quella "umana" sta tutta qui: la prima è per definizione "GIUSTA" e perciò immodificabile, la seconda deve sempre poter essere rivista, proprio perchè frutto di una mediazione tra diversi punti di vista, di cui nessuno GIUSTO "a priori". E a ben pensare, anche nell'ambito religioso l'uomo è riuscito a smussare gli spigoli più duri, "interpretando" la parola divina, specie nei casi in cui il divieto non era più sopportabile, così dimostrando a se stesso che anche l'Assoluto può diventare relativo.

  8. antares666

    La mia religione ammette suicidio ed eutanasia, e se uno riceve il Consolamentum, tali scelte sono ritenute meritorie. Non riesco a capire come mai non sia neppure considerata tra le religioni esistenti: le idee non devono essere valutate dal numero dei loro seguaci.
    Un caro saluto

  9. capellonealto

    ehi mancano gli atei?!

    è vero che siamo molto eterogenei però per par condicio…..

    puoi utilizzare le posizioni di quella sorta di "chiesa atea"(loro si offendono da morire quando li definisco così) che è l' UAAR :

    http://www.uaar.it/

    la più estesa organizzazione italiana che si richiama all'ateismo , anche se le sue posizioni – per quanto loro non riescano a concepirlo – sono solo loro e non , per forza, degli atei (neanche solo di quelli "razionalisti") o dei laici

  10. capellonealto

    dimenticavo due cose:

    1) visto il loro numero in Italia, forse sarebbe il caso di aggiungere i testimoni di geova (che non vengono considerati cristiani da cattolici/ortodossi/protestanti)

    2) rubrica molto interessante.

    ciao bella conterranea

  11. Tisbe

    @Franca, sì, lo penso anche io, ma spesso penso, che se religioni esistono è perché c'è un motivo
    @zaratustra, grazie… sono recenti le confessioni del senatur che avrebbe chiesto alla moglie di aiutarlo a morire

  12. Tisbe

    @ermahico, a me l'esaltazione della sofferenza mi fa rabbrividire… so, invece, che il Cristianesimo delle origini biasimava la TRISTEZZA e questa è una cosa che mi piace… vivere bene in armonia con il mondo
    @oscarferrari, su quello, penso, saranno tutti d'accordo 😉

  13. Tisbe

    @Giuseppe, il caso Welby è stato spettacolarizzato e credo che la Chiesa (sbagliando) lo abbia usato per mostrare la propria forza e la propria inflessibilità
    @caposkaw, non so di quale imperfezioni vai parlando. Io mi sono attenuta alle fonti

  14. Tisbe

    @abdannur, grazie per le preziose informazioni. Ovviamente la mia rubrica è sintetica e non pretende di essere esaustiva 🙂
    @Crocco1830, sarebbe il "libero arbitrio". Certo se posso agire liberamente, anche sbagliando o "peccando" perché porre divieti rigidi?

  15. utente anonimo

    se non hai notato, altre persone hanno aggiunto dei perfezionamenti sull'islam e sul buddismo… la tua descrizione è eccessivamente schematica

    se si parla di welby, è stato strumentalizzato dai radicalioti, non dalla Chiesa.
    caposkaw

  16. Tisbe

    @caposkaw, la differenza è che tu vuoi fare solo polemica per il gusto di farla… gli altri hanno aggiunto informazioni molto utili.

  17. ermahico

    per quieto vivere vorrei lasciar perdere la posizione della religione e della cultura Ellenica , e spero qualche abituè del blog si ricordi che io rivoglio Zeus e tutte le sue ninfe ,se proprio devo pregare prego uno figo che non ha l'esclusiva della divinità e la divide con figli ,cugini,moglie e parenti allargati.
    stop agli scherzi.
    Vorrei che qualcuno mi delucidasse sui sacrifici (non umani) ma di materie rare come oro e cibi prelibati verso i templi nel periodo della Magna Grecia, la mia teoria personale è che si trattava di "spot" per far vedere che c'era abbondanza nell'impero e nelle città, tanto da poter addiritura offrirli al pozzo,alla pira o al mare dove solo gli dei potevano prenderle ovviamente.
    in quel periodo più che Eutanasia penso che si sarebbe fatta molta assistenza psicologica e divieto di accanimento terapeutico, coi rudimentali mezzi di a disposizione del tempo come ancelle e vino che arrivava a 40° forse un sorriso alla morte sarebbe arrivato anche dal più grave dei lebbrosi.
    Che dicono le religioni sugli ultimi attimi di vita del malato terminale?
    Almeno i greci l'ancella vicino la
    permettavano. Altro che lazzaretto.

  18. Tisbe

    @capellonealto, riguardo l'Uaar credo che il suo compito sia quello di difendere gli atei e gli agnostici dagli attacchi dei religiosi… credo che una persona debba essere lasciata libera di credere a ciò che vuole, o di non credere.
    Ps: grazie per i complimenti 🙂
    @antares666, hai ragione e grazie per il tuo contributo. Si tratta dei Catari, vero?
    @emmedieffe80, oggi siamo 6 miliardi, non credo che il suicidio possa minare l'esistenza e la sopravvivenza della specie umana. Personalmente mi colpisce la disperazione dell'atto suicidio e non mi pare da condannare… e comunque le persone disperate vanno sostenute e non condannate alla dannazione eterna. In questo le chiese commettono un grave errore.

  19. Tisbe

    @ermahico, anche a me le divinità mitologiche stanno simpatiche 😉
    @caposkaw, ma di quale verità vai cianciando? L'ho detto che si tratta di uno schema sintetico.
    Mah, dovresti tranquillizzarti un po' e collaborare a favorire la conoscenza, non a fare il polemico a tutti i costi.

  20. Loreanne

    Io sono sempre più scandalizzato nei confronti dell'atteggiamento demonizzatore nei confronti di un suicida e di chi in generale decide di smettere di soffrire.
    Evidentemente c'è un fardello di dolore insostenibile (il dramma è per chi resta, tra gli amici i familiari e non certo per Dio) e in più l'onta post mortem dell'indice divino puntato contro.
    Ciao, Tis
    un bacio
    Lorenzo

  21. violetrouet

    Ciao Tisbe
    So che moderi, e non so si controlli tuo email, vedi tu si pubblicare o meno. Problemi con la lingua, limpido.. si voi tagliare o correggere ok.
    Spero di no uscire di tema: inviti a parlare di proprie esperienza.
    Io ci provo da un po, ma col suicido ben difficile.
    Il meccanismo psicologico è ben potente: fino a che si parla del argomento richiamando religione, filosofia ecc, si po spostare emotivamente , anche si ben poco probabile già che la morte è l’unico che accomuna a tutti senza discussione…Nostra abitudine ben occidentale di rimuovere.. in poche parole..
    Il potere,( o pensare di poterlo fare anche con leggi) controllare la morte altrui è una maniera di esorcizzare la propria in primis.
    Mi permetto dire che chi vuole suicidarsi non ha sempre uno stato di disperazione.
    Lo posso garantire. Lo sconforto si ce, è per la difficoltà di potere avere una buona morte, eutanasia vuole dire solo questo. Anche il non potere parlare banalmente di una cosa che per altro sta diventando un epidemia sociale: i datti sono sconvolgenti.
    Penso di avere preparato le persone piu vicine, e non si faranno le domande che sono la vera tortura per chi resta. Non dubito che sono capace di rispettare mia volontà e mia libertà.
    Il dire di volere morire, non è sempre una domanda di auto , ma il non potere parlarne si, impedisce suicidi che potrebbero essere evitati. Per chi vuole morire il parlarne potrebbe allargare il dibatto sul problema eutanasia. Mi sembra evidente che parlare del diritto ad andarsene solo quando si è attaccati ad una machina, reduce l’essere umano solo ad un corpo funzionante o meno.
    Informo che in diversi paese già esistono delle eutanasia a persone sane fisicamente, per la cronaca.
    http://www.elpais.com/articulo/sociedad/suicidio/asistido/mujer/sana/desata/escandalo/Alemania/elpepusoc/20080703elpepusoc_2/Tes
    Paradosso anche delle leggi, vero il suicido è depenalizzato, ma non si po fa. ( ? !) Si punisce chi aiuta, dunque si condanna il suicida al silenzio e alla solitudine.
    Il non potere neanche donare gli organi mi sembra una mostruosità, proprio per il rispetto alla vita di chi vi vuole viverla..
    Credo che la religione c’entra poco nelle scelte personale cosi estreme., e le ferma difficilmente.
    Il credente, mi risulta, si aspetta in ogni caso un minimo di compressione al meno nel al di là, e che diamine!
    Grazie Tisbe del ospitalità, si mi permetti lascio mio email si a qualcuno interessa approfondire l’argomento.fclo@tiscali.it.

  22. antares666

    Sì, carissima Tisbe, si tratta dei Buoni Uomini, che il mondo chiama Catari. Il tutto nasce dalla consapevolezza della malvagità del mondo materiale. Siamo prigionieri in questa creazione abominevole, e la morte non porta l'annientamento (cosa che sarebbe sommamente desiderabile), ma la trasmigrazione in nuove tuniche di carne, umane o animali. L'unica speranza è il sacramento detto Consolamentum, che libera l'anima dal carcere che la opprime, permettendole di tornare al cielo di origine. La nascita è un lutto, e senza l'accoppiamento non esisterebbe tutto questo dolore.
    Un abbraccio

  23. utente anonimo

    è contro degli imbecilli del genere che sono state fatte delle crociate, e a ragione.
    prima di cancellarmi, pensa bene a cosa ti propone l'idiota.
    tua figli NON doveva nascere, per ragioni morali.
    TU devi morire al più presto per ragioni morali.
    tutto il mondo deve morire perchè , per lui, è stato generato da satana.
    se uno di questi imbecilli mettesse le mani su una bomba atomica, te lo immagini cosa succederebbe?
    caposkaw

  24. Tisbe

    @caposkaw, innanzi tutto modera il linguaggio è non ti permetto di offendere un mio amico. In secondo luogo non credo che i Catari abbiano fatto del male e comunque anche se ne avessero fatto non sarebbe mai più grande degli orrori commessi dalle varie chiese religiose e non.
    La bomba atomica mi farebbe più senso in mano a te che non in mano ad Antares!

  25. Tisbe

    @Loreanne, spero che sia così 🙂
    @violetrouet, grazie per la tua testimonianza, molto interessante
    @draculia, ciao cara ben ritrovata 😀

  26. Tisbe

    @caposkaw, tu sei solo una persona insensibile… e prego il mio dio panteista ed immanente che mi tenga alla larga da persone come te… nel web e nella vita reale.
    Ps: un'altra offesa verso Antares e ti banno per sempre!

  27. utente anonimo

    Onestamente, è difficile dare torto a Caposkaw. L'idea catara di fondo è che il mondo (realtà immanente e percepibile coi sensi) sia IL MALE. Ora, chiunque tenga almeno minimamente a qualche pezzetto di questa realtà (bella o brutta che sia), che questo pezzetto sia un figlio, o un cane, o dipingere quadri, o i propri amici, non penso gradisca che qualcun altro lo consideri IL MALE e che ne desideri al più presto la scomparsa.
    Credo che la cosa più logica che dovrebbe fare Antares 666 è appunto suicidarsi, in modo privato e tranquillo, dato che per sua stessa ammissione non crede in questa vita e spera di liberarsi di questa "tunica di carne". Non prendetelo per un insulto o una battuta: se questo è quello in cui crede, e visto che, come tutti avete scritto in questo blog, il suicidio non danneggia nessuno, lasciatelo fare.
    Questa discussione è interessante: soprattutto mi ha colpito l'intervento di quel signore straniero (non ricordo il nick) di cui non condivido le idee (ammesso che le abbia capite, visto l'italiano un po' confuso), che però ha scritto qualcosa di molto giusto. Non si dovrebbe demonizzare qualcuno perché sta pensando alla morte ed eventualmente bollarlo come pazzo. Andrebbe ascoltato. Non nel senso di compiacerlo, o di stare lì come un muro senza dialogare con questa persona, o di lavarsene le mani fingendo di aver compreso qualcosa. Una persona con tendenze o idee di suicidio andrebbe "incontrata" e motivata. Potrebbe ad esempio rendersi conto che la sua esistenza può essere rivolta ad aiutare il prossimo, può recuperare senso, può difendere altre vite che non vogliono terminare.
    Non siamo soli sulla Terra. E' ora che cominciamo a venire a patti con questa idea.

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