Religioni a confronto: pena di morte

  • Cristianesimo – Nel catechismo cattolico è ammessa in alcuni rari casi, ma il Papa ha chiesto di rifiutarla sempre. La Chiesa Ortodossa la ammette come legittima difesa dello Stato. Tra le chiese protestanti alcune sono decisamente contrarie, altre a favore.
  • Ebraismo – Viene riconosciuta nei testi sacri della Torah, ma secondo alcune condizioni restrittive che, nei fatti, ne impediscono l’applicazione.
  • Islam – Riconosce l’uso della pena di morte, per la difesa della società (legge del taglione, Corano II, 178), in particolare come punizione di chi commette un omicidio. Ma il Corano dice, anche, che non si deve eccedere nella vendetta (XVII, 33).
  • Buddhismo – Rifiuto categorico: gli uomini non sbagliano per cattiveria ma per ignoranza e quindi non devono essere puniti ma educati.
  • Induismo – Gli indù ammettono la pena di morte solo nel caso di gravi colpe. Il castigo concede, infatti, al peccatore di purificarsi prima di affrontare la nuova vita.

11 commenti su “Religioni a confronto: pena di morte

  1. ermahico

    Più che la religione e le sue posizioni ufficiali, vorrei sapere cosa ne pensato i vari fedeli.
    Anche per capire se sulla pena di morte hanno un'opinione influenzata dai loro dogmi.
    In Italia tanti cattolici sperano torni, in altre religioni sembra quasi che i fedeli abbiano una scusa sempre pronta per sfogare cattiveria e crudeltà.
    Ma i capi religiosi notano che sotto questo argomento non sono convincenti?
    Non voglio dilungarmi nel discorso del "predica bene, razzola male", poichè lo conosciamo tutti.

  2. Tisbe

    @Franca, anche a me piace il Buddhismo, però ho una mia religione personale con un dio panteista ed immanente che mi piace di più 😉

  3. Tisbe

    @ermahico, le chiese di tutti i tempi hanno sempre qualcosa da farsi perdonare e spesso persistono in atteggiamenti fondamentalisti (compresi i cattolici che forse sono i peggiori)

  4. emanuela53

    Non riesco ad affezionarmi a nessuna relgione in particolare, ma quale essere superiore potrebbe accettare la morte di un uomo da parte di un altro uomo?

  5. Alberto46

    Da Wikipedia
    "La pena di morte in Città del Vaticano non era prevista per alcun reato già dal 1967, su iniziativa di papa Paolo VI; tuttavia venne rimossa dalla Legge fondamentale solo il 12 febbraio 2001, su iniziativa di Giovanni Paolo II.

    Nel 2004, l'attuale papa Benedetto XVI, allora cardinale Joseph Ratzinger, ha affermato che "può tuttavia essere consentito fare ricorso alla pena di morte."

    E poi sono, dicono, per la vita.

  6. Tisbe

    @caposkaw, non ti consento di dare dell'ignorante ai miei lettori e commentatori. Se vuoi che pubblichi i tuoi commenti comincia a rispettare chi la pensa diversamente da te. E se ti piace tanto la pena di morte vai in Iran, in Cina o negli Usa ma non nella vecchia Europa

  7. abdannur

    Forse l'argomento più spinoso. Impegno soltanto un appunto, ancor più schematico di quanto sia – comprensibilmente – il resoconto della rubrica.

    Due aspetti.
    Uno è l'ammissione dell'uccisione per legittima difesa; credo che questo sia il tratto distintivo di qualsiasi fede "realista" – tratto comune a pressoché tutte le tradizioni religiose per la quasi totalità della loro storia. Lo stesso costituzionalismo illuminista, sostituendovisi, ha rivendicato il ruolo della nazione, dell'arme e della legittima difesa internazionale.
    L'altro è l'ammissione dell'uccisione come sanzione di un peccato. E' necessario muoversi nel giusto piano di riferimento: l'uccisione della carne, in un'ottica religiosa, non è uccisione "tout court"; la parte più importante, l'anima, ha un destino differente. Che si sia d'accordo o meno, va tenuto presente per dare una corretta lettura delle sanzioni più gravi in ambito religioso. Ora: tenendo presente gli abusi storicamente verificatisi e – ancor più – tenendo presente il dilagante materialismo dell'epoca contemporanea (che tende a rendere questi abusi la regola, anziché l'eccezione), possiamo dire che è la stessa ottica religiosa a fare un passo indietro; laddove riconosce che la dimensione spirituale dell'esistenza è pressoché dimenticata, anche i provvedimenti "educativi" devono adeguarsi ad un mutato contesto percettivo, storico-sociale e di fede in senso lato. In una parola: oggi la sostanziale moratoria delle pene corporali e capitali rappresenta un percorso coerente ed ortodosso – addirittura necessario, per molti versi – rispetto a qualsiasi tradizione religiosa, e non invece un capriccio modernizzante o politicamente corretto.

    Questo è importante per discutere le pene nel loro contesto adeguato, come qualcosa che ha un senso specifico e di per sé legittimo, e che proprio alla luce di tal senso esige una lettura matura e "misericordiosa" in senso stretto.

  8. WebLogin

    Andando contro al suo stesso insegnamento la Chiesa in passato ha ucciso tante persone…
    Sono decisamente contrario alla pena di morte, non serve come deterrente e non tiene conto delle responsabilità della società, della famiglia, ecc. ecc.

    Giuseppe

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