Religioni a confronto: contraccezione e aborto

Cristianesimo – Per la Chiesa cattolica l’aborto è un grave peccato contro la sacralità della vita. Gli unici metodi di contraccezione riconosciuti sono quelli naturali (ogino-knauss, billings) I protestanti (ma le Chiese sono molte e diverse fra loro) riconoscono nei contraccettivi il metodo migliore per frenare il ricorso all’aborto. La Chiesa ortodossa lascia piena libertà di scelta piena libertà di scelta sui contraccettivi, mentre considera l’aborto un crimine.
Ebraismo – Vieta l’uso del preservativo, mentre autorizza, ma solo in certi casi, la contraccezione femminile. L’aborto non è escluso in modo assoluto prima delle quattro settimane di gravidanza. Più in là, gli aborti terapeutici devono essere autorizzati caso per caso. In pericolo di vita, l’ebraismo privilegia la salvezza della madre.
Islam – Non vieta in assoluto l’uso di sistemi contraccettivi, per quanto la formazione di una famiglia numerosa resti un obbligo morale. L’aborto è, invece, sempre condannato, tranne quando la gravidanza pone in pericolo di vita la madre.
Buddismo – La contraccezione è ammessa in quanto non  comporta nessun atto  di violenza verso una creatura vivente. In base allo stesso principio morale, l’aborto è, quindi, assolutamente vietato.
Induismo – Metodi contraccettivi (sterilizzazione compresa) sono stati incoraggiati a più riprese dal governo per arginare la crescita demografica. Anche l’aborto è in crescita, soprattutto da quando è possibile stabilire il sesso del nascituro: la religione indù attribuisce, infatti, maggior importanza ai figli maschi.

Le radici antropologiche dell’antiabortismo

15 commenti su “Religioni a confronto: contraccezione e aborto

  1. utente anonimo

    "L'aborto un crimine"…a mio avviso il crimine è far nascere un bambino non desiderato e rovinare la vita di 3 persone, l'aborto è un diritto!
    E' vero che fare certi errori al giorno d'oggi è veramente da persone senza cervello, poichè usare contraccettivi non è più un taboo, ma errare è umano e se c'è un rimedio non condanniamo chi ricorre ad esso.

  2. Tisbe

    @dituttounpopo, sono d'accordo!
    @saamaya, sono d'accordo anche con te… però a volte mi chiedo se l'uomo non abbia un BISOGNO di credere in un essere trascendente.
    @ermahico, sì, per bisogno, anche individuale oltre che sociale.
    @riccardogavioso, sì, anche io ho notato 😉 Buon inizio settimana

  3. Crocco1830

    "Non commettere atti che non siano puri
    cioè non disperdere il seme.
    Feconda una donna ogni volta che l'ami, così sarai uomo di fede:
    poi la voglia svanisce ed il figlio rimane
    e tanti ne uccide la fame.
    Io, forse, ho confuso il piacere e l'amore,
    ma non ho creato dolore."
    F. De Andrè – Il testamento di Tito

    Questo è il mio credo in materia.

  4. WebLogin

    Oggi la scelta dell'aborto può arrivare a causa di comunicazioni dolorose come "il bambino nascerà con un grave handicap", oppure perché il bambino che sta per nascere è frutto di uno stupro, ma ci sono anche scelte dettate dall'età della donna e dalla condizione economica. Sono diversi i motivi che possono esserci dietro questa dolorosa scelta. L'aborto, secondo me, è una scelta dolorosa soprattutto per la donna ma anche per il suo compagno e cmq sia la prima e ultima parola spetta alla donna. Ritengo che di fronte a problemi così grandi e così personali la donna merita rispetto qualunque sia la sua scelta, perché qualunque scelta farà sarà sempre a favore della vita.

    Confermo di nuovo questo mio commento.

    @Crocco1830, bellissima citazione 🙂 Belle le canzoni di Fabrizio De Andrè, è stato un grande poeta 🙂

    Giuseppe

  5. utente anonimo

    Ciao, devo correggerti per quanto ne so almeno riguardo l'islam, ma mi pare anche riguardo al buddismo.

    Pur essendo spesso molto difficile capire quali siano le regole "ufficiali" dell'islam, per quanto riguarda l'aborto c'è un hadith che spiega come l'anima è soffiata da un angelo nel feto dopo circa 120 giorni dal concepimento, ovvero prima di 4 mesi il feto non è esattamente una vita umana, quindi di fatto l'aborto è consentito entro il quarto mese.

    Anche sul buddismo, se non sbaglio, fermo restando il valore della creatura vivente, viene considerato creatura a tutti gli effetti un feto quando comincia a scalciare (anche qui però ci sono varie scuole di pensiero), quindi anche qui a occhio entro i quattro mesi.

  6. utente anonimo

    Nulla da eccepire su come le religioni intendano la procreazione, la vita la contraccezione, l'aborto.
    Gli stati dovrebbero considerare che ci sono più religioni, e dovrebbero laicamente regolare queste delicate materie, partendo dalla autoderminazione della donna.

  7. utente anonimo

    Ciao, passo a ringraziarti del commento che hai lasciato sul mio blog.
    Certo che le religioni non mi sembra migliorino la vita dell'uomo. Anzi!
    Complimenti per il tuo blog, mi era già capitato di entrarci, mi sembra attraverso criteo.

    Grazie ancora e buona serata!

  8. tendaneldeserto

    Non sono ateo. E per questo a lungo ho sofferto, vedendo questa Chiesa sempre più impresentabile:

    "Sulla cattedra di Mosé si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno. Legano infatti pesanti fardelli e li impongono sulle spalle della gente, ma loro non vogliono muoverli neppure con un dito. Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati: allargano i loro filatteri e allungano le frange; amano i posti d’onore nei conviti, i primi seggi nelle sinagoghe e i saluti nelle piazze, come anche sentirsi chiamare rabbì dalla gente." (Matteo 23)

    Da alcuni mesi ho fatto un incontro bello e importante: la chiesa Valdese. E non soffro più.

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