Vik, il coraggio delle azioni

Avevo già saputo del suo arresto quando ho trovato una sua e-mail nella mia casella di posta elettronica. Porta la data del 17 novembre alle ore 23:43. Praticamente mi ha scritto poche ore prima del suo fermo.
Generalmente non pubblico i contenuti delle e-mail, ma viste le circostanze, faccio un’eccezione alla regola al fine di esaltare le grandi qualità umane e la indiscutibile sensibilità di Vik nome di battaglia di Vittorio Arrigoni, attivista italiano del 
Free Gaza Movement.
«Dolce Tisbe,
in una Gaza tetra e ridotta all’oscurità da un black out permanente imposto da Israele, mi è giunto fin qua la pessima notizia.
Sei una donna forte, in fiore, bella, saggia, abbiamo bisogno di te noi in trincea come i tuoi affetti che ti aspettano a casa.
Che tu possa presto tornare a regalare sorrisi e parole avvolgenti.
un caldo abbraccio dall’assedio
Vik».
Siamo noi ad aspettare il suo ritorno. Io sono nella mia tiepida casa e vorrei fare qualcosa, ma non so cosa. Ammiro in modo sconfinato le persone d’azione come Vik che donano se stessi e le proprie energie per un’alta causa.
Basta leggere il suo blog (ed io sono una sua costante lettrice) per comprendere l’amore sconfinato che Vik ha sempre provato per il popolo palestinese.
Ecco cosa chiede Vik per poter tornare da noi:
«Sì, chiediamo il dissequestro dei tre pescherecci che sono stati rubati dall’esercito israeliano nelle acque palestinesi il giorno del nostro rapimento. I pescatori sono stati rilasciati (il giorno dopo il fermo, ndr), ma purtroppo i pescherecci sono ancora sotto sequestro. Cinquanta pescatori sono quindi adesso disoccupati. Si tratta di più di una decina di famiglie che sono state private della loro unica fonte di sostentamento, dal momento che la loro sopravvivenza si basava sulla pesca. Già prima non avevano vita facile, sapete come funziona davanti a Gaza… noi eravamo lì proprio per quello». Voce

Non so a chi appellarmi per chiedere a gran voce la liberazione di Vik. Non so cosa stia facendo la Farnesina per ottenere l’immediata liberazione di un cittadino italiano che non ha commesso alcun reato se non quello di voler sfamare famiglie stremate dall’embargo imposto dal governo israeliano.
Aggiornamento: ho ricevuto un sms da Vik in cui c’è scritto che sta per tornare.

9 commenti su “Vik, il coraggio delle azioni

  1. WebLogin

    Anche io ammiro le persone che come Vik "donano se stessi e le proprie energie per un'alta causa".
    Speriamo che Vik venga liberato presto.

    @Tis, bentornata, mi sei mancata. Un forte abbraccio, ciao :-*

    Giuseppe

  2. ermahico

    se c'era ancora Sandro faceva un'articolo che li distruggeva…. che rabbia. E intanto i super illegalli pescatori nostrani si cuccano 100milioni di euro per sfasciare l'habitat mediterraneo….

  3. Tisbe

    @Giuseppe, io credo che lui non voglia tornare se prima non gli assicurano che i bambini palestinesi avranno di che nutrirsi
    @Franca… lo ripeto da anni
    @Lisa, purtroppo mi preoccupa il silenzio dei media
    @ermahico, già, se ne vanno i migliori e certi uomini sono davvero rari…

  4. pnkfld

    palestinesi e israeliani liberi.
    Uomini influenti,di entrambi, all'inferno.
    Peccato che non esiste…che è qua l'inferno…e loro ci abitano bene…benissimo.

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