Educazione, restaurazione dell’autoritarismo?

Quello che si sente in giro, soprattutto proveniente dall’area di una certa destra, e purtroppo, anche da parte di cittadini inconsapevoli, circa la gioventù contemporanea dovrebbe far riflettere e preoccupare.
Personalmente condivido le critiche mosse
alle nuove generazioni, ma non credo che la responsabilità della loro inettitudine dipendi da loro stessi. Si dice che siano viziati, inetti, svogliati… ma chi li ha ridotti così? Chi è che li ha educati?
Si dice che gli adulti non abbiano più gli strumenti per poter agire ed educare le nuove generazioni. E quando si fa riferimento agli strumenti si pensa ai ricatti, alle punizioni corporali e non. Non credo che il ritorno all’autoritarismo passato possa considerarsi la strada da perseguire, perché nel tempo ha mostrato tutte le sue debolezze e i suoi esiti fallimentari. E’ necessario operare un distinguo tra autoritarismo ed autorevolezza e propendere per quest’ultima. Per comprendere appieno il meccanismo educativo è necessario convenire su un punto: l’educazione si radica nell’individuo nei primissimi anni di vita ed avviene attraverso il fenomeno dell’imitazione.
In sostanza il bambino apprende imitando i comportamenti delle figure parentali di accudimento.
Quando si ricorre alla violenza fisica, quando si ricorre al ricatto o alla punizione, il compito educativo è già fallito. Lo dico come madre e lo ripeto come educatrice.
Perché si fallisce? La risposta non è molto complicata e dato le premesse poste in questo breve scritto si può dedurre con estrema facilità.
Il bambino apprende per imitazione. Se il genitore impone al bambino di non mentire e poi il bambino si accorge che suo padre è un bugiardo sarà invogliato a mentire e non ci saranno punizioni in grado ci fermarlo. L’unico effetto che sortiranno le punizioni sarà quello di trasformare il ragazzo in un esperto della menzogna. Userà il suo ingegno per non essere punito, in altre parole per non essere scoperto. Idem, se il genitore impone al figlio di non rubare e poi il bambino si accorge che il padre ruba come può (evadendo le tasse, imbrogliando la gente ecc.) farà lo stesso: continuerà a rubare cercando di non essere scoperto per non subire la punizione.
In questo modo le nevrosi familiari si trasferiranno nel sociale. L’ipocrisia conclamata nella famiglia di origine si estenderà in tutte le relazioni sociali dell’individuo.  Così avremo una società di ipocriti apparentemente ligia al dovere ma composta da cittadini che non hanno mai radicato nel proprio animo il senso della legalità.
In Italia abbiamo questo genere di problema. Nessuno riconosce l’autorevolezza dello stato perché fondamentalmente non ha mai riconosciuto l’autorevolezza delle figure parentali. Così, sottrarsi con l’astuzia alle leggi dello stato, equivale a buggerare il proprio padre.
L’educazione autoritaria è fallimentare e mostra il proprio limite quando fa ricorso alla violenza, di contro, l’educazione autorevole dà ottimi risultati perché la morale del padre è riconosciuta ed imitata dal figlio perché ritenuta dalla coscienza individuale come alto valore morale.
Non si educa con la violenza, si educa con l’esempio.
La violenza genera solo violenza! L’ipocrisia genera solo ipocrisia!
Una restaurazione del modello autoritario in campo educativo potrà avere una sola conclusione: Piazzale Loreto.

20 commenti su “Educazione, restaurazione dell’autoritarismo?

  1. utente anonimo

    Una restaurazione del modello autoritario in campo educativo potrà avere una sola conclusione: Piazzale Loreto.————–

    Farneticazione di una donna irrimediabilmente “FONDAMENTALISTA

    ROSSA”!

  2. utente anonimo

    gentile signora non credo che la cosa si risolva nel modo da lei descritta.per portare la gioventù ai livelli di prima della seconda guerra mondiale occorre ridurre le libertà dei giovani e fare delle leggi che diano un freno alle pessime abitudini che hanno acquisito ; nel periodo da me descritto non vi erano scippi , stupri e soprattutto non vi erano le orrende discoteche attuali

  3. Alberto46

    Passo tutti i giorni da piazzale Loreto, ma ormai questo nome sembra scritto solo sui libri di storia. Son sicuro che a chiederlo a quelli che son con me sulla 56 pochi ormai saprebbero rispondere. Si perde memoria e con essa l'insegnamento che deriva dagli errori del passato.

  4. Tisbe

    #2, e per avere quali risultati? Una classe dirigente con personaggi pari a De Mita e Andreotti? Certo sono meglio di Borghezio e Calderoli, ma noi abbiamo il dovere morale di migliorare le future generazoni, non di compiere gli stessi errori educativi del passato. Io sono una sostenitrice delle idee di Michel Serres il padre della pedagogia moderna 😉

  5. FrancaFranca

    Per descrivere la condizione giovanile io uso la metafora della catena di montaggio: se alla fine del nastro il prodotto esce difettoso, da qualche parte del percorso c'è un errore…

  6. utente anonimo

    Bravissima, verissimo (vanno i superlativi oggi)… si educa con l'esempio, si educa con la chiarezza, con il rispetto per l'altro.
    Riconoscendosi nell'uomo e riconoscendo l'uomo.
    Non rinchiudendo 2000 persone in un centro di permanenza.

    http://riciardengo.blogspot.com/2009/01/la-miccia-innescata-basta-una-scintilla.html

    Se qualcuno mi chiedesse la mia direi che le "spettacolari" banlieues parigine non sono molto lontane…
    So che ho deviato un poco per cui concludo con l'inizio (vanno anche i giochi di parole) dell'ultimo libro di Gherardo Colombo: questo è un paese inesistente.

    Riciard

  7. utente anonimo

    Sento dire ai compagnucci di scuola di mio figlio cose orribili contro gli immigrati…tutta roba sentita dai genitori, il modello autoritario avanza, e i giovani del futuro lo attueranno

    pietro

  8. SaR

    Condivido questo argomentare perchè veritiero, però la maggioranza dei genitori sono all’inverso…io penso! Cari saluti.

  9. utente anonimo

    Peccato per il finale banalissimo e di stampo autoritario.
    Per il resto, su certi punti concordo.

    Gennaro
    (monitora le tue attività)

  10. utente anonimo

    Brevissimo ed educato, ma un pò sprezzante (io non per partito preso o perchè il gregge fa così) non di più di quanto lo sia Lei, posso benissimo dirle che per "battute" inutili penso che nessuno possa battere il buon Walter ( è la materia dove eccelle) e per quanto riguarda i problemi che "non risolve" perchè sta sempre a chiaccherare…… Che problemi dovrebbe risolvere ? Il buon Romano e la sua Banda Bassotti li hanno risolti tutti. Dunque a questo non gli resta altro che godere !!! Auguri e…. mi raccomando…. state all'erta, non perdete e non perdonate neanche una battuta ! Invece per andare a lavorare e rendersi veramente utili per se e per la collettività… forse domani (sempre che non piova, che non faccia freddo o che il sole non sia troppo caldo).

  11. utente anonimo

    Ho visto l'amorevole foto con il "Diffamatore" condannato Marco Travaglio e tutto è diventato chiaro….. "non ti piglio se non ti somiglio", antica saggezza popolare che non sbaglia mai. Mi risparmio ogni commento tanto con voi ogni discussione è inutile. Voi parlate per emanare sentenze inappellabili e brani evangelici in quanto "perfetti" in ogni campo. Auguri celestiali !

  12. WebLogin

    @Tisbe, non sono un padre ma sono d'accordo con quello che dici, l'esempio è importante, anche io credo che "non si educa con la violenza, si educa con l'esempio".
    O.T. Il "fascista anti" che ha commentato prima di me si è registrato per commentare questo post…

    Giuseppe

  13. Tisbe

    @Gennaro, purtroppo certe cose finiscono così, non è colpa mia 😉
    @Giuseppe, sì, già sappiamo di chi si tratta. Oramai non sanno fare altro che tentare di diffamarmi.
    #13, non solo lavoro, ma nel mio tempo libero studio e scrivo in modo da non diventare una cerebrolesa che vota per il Berlusca giusto perché lo ha sentito dire al Tg4

  14. Tisbe

    Io sono gelosissima del mio tempo… tengo al mio tempo molto di più che al mio denaro… e non sarò mai schiava di nessuno.
    Non si può sprecare la vita lavorando per sopravvivere… la vita è molto, ma molto di più. E nessuno, né Berlusconi, né nessun altro potrà svalutarla.

  15. Tisbe

    @Giuseppe, quell'idiota che conosciamo ha capito che come utente splinder baipassa il controllo e crea utenti falsi così come crea blog falsi e registrazioni fasulle su OkNotizie, Ziczac ecc.
    Questi sono i grandi lavoratori di destra… 'mazza quanto lavorano: passano la vita a perseguitarmi. Stanno sul mio blog 24 ore su 24 ore… vorrei sapere quando lavorano!

  16. WebLogin

    Tisbe ci siamo capiti al volo, anche io penso che si tratti di quell'idiota. Scusami se gli ho risposto al posto di segnalarti il commento, ma certe persone fanno proprio schifo.

    Ciao carissima, un abbraccio rosso

    Giuseppe

  17. utente anonimo

    Concordo sull'idea che un modello educativo solo autoritario non produca buoni risultati, ma anzi, danneggia e propone l'esempio per la propagazione di altri danni.
    Ma non sta scritto da nessuna parte che si debba scegliere tra autorevolezza ed autoritarismo, non sono valori antitetici. Credo che la misura più saggia e responsabile sia quella che si fonda sull'autorevolezza e sul rapporto fiduciario (vedi scuola o famiglia) ma dove quella fiducia è sfidata o tradita, è indispensabile ricorrere all'autorità per ristabilire un rapporto sano. Quello che ricorda, per esempio, ai figli che lo dimenticano o agli studenti, che mancano, sfidano o tradiscono quella fiducia e quella responsabilità di assumersi nel loro ruolo e nel percorso di costruzione identitaria personale riconoscendo appunto il ruolo diverso di adulti genitori ed adulti insegnanti. Dovendo per motivi personali da aver resoconto della disastrosa situazione educativa della scuola, con aneddoti raccapriccianti consolidati in cui l'eccezionalità è quella che dovrebbe essere la norma, emerge tanto l'esigenza di insegnanti stessi che di studenti, per es. nella richiesta di autorità perchè prevalga l'autorevolezza, il riconoscimento dei ruoli e non si lasci imperversare di tutto, dal bullismo all'inciviltà. Io ritengo che sia utilissimo mediare con incentivi, fiducia, disponibilità ma non rinunciare poi al ricorso autoritario dove serve (serve a tutti per ristabilire nuovamente i rapporti di fiducia e di autorevolezza, perchè i propri ruoli responsabili siano confermati), ma solo quando serve, va da sè, solo quando serve ma senza esitazione alcuna quando serve, altrimenti il messaggio è quello della rinuncia, della sconfitta ed è altrettanto dannoso di quello dell'esercizio dell'autorità inutile o eccessivo. Bisogna re-imparare a dire "no", così come ad accettarlo. E non si deve rinunciare, rinunciando all'autorità nel difenderlo, quando è il caso.
    Si cita Andreotti ed insomma Dc che io ritengo corresponsabile della crisi dei modelli educativi, per menefreghismo, interesse personale, incapacità.
    E si cita Piazzale Loreto che è esempio orrendo di come qualcosa che ha una sua motivazione giustificabilissima, possa degenerare nella bestialità inutile che credo, dovuta anche al senso di impunità-irresponsabilità (mi riferisco alle sevizie inutili, alle pratiche tribali anche ad infierire su Claretta Petacci, ad es.). Ma trovo sia poco conveniente richiamare la fine dell'autoritarismo menzionando l'azione di compagni che nel loro riferimento sovietico, ebbero un feroce autoritarismo che infierì impietosamente anche su compagni stessi che tentarono di fuggire ritornando in Italia che eppure aveva il fascismo (ma Stalin era ben peggiore e lo sapevano), difficilmente riuscendo e spesso con il ricatto orrendo delle vendette sulle famiglie. Io credo che si possa ogni tanto eludere il ricorso alle geometrie politiche ed alla ideoligizzazione di ogni aspetto sociale-educativo e che occorra un concorso responsabile di tanti, trasversalmente, con approccio oggettivo, onesto nelle intenzioni, coordinando sinergie con comuni finalità. Così come vanno le cose oggi, è sotto gli occhi di tutti, è indifendibile il modello proposto e privato di autorità, quanto di autorevolezza, di credibilità ecc. Insomma, c'è da lavorare e molto perchè la questione è generazionale.
    Ogni bene.
    Alieno

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