Per una fiaccolata a favore delle vittime e non contro gli stranieri

Fissa nella mia mente l’immagine delle fiaccolate nei cartoni animati della Disney (la Bella e la Bestia – Quasimodo), fa riemergere il ricordo della caccia al mostro… alla bestia, per esorcizzare il timore di avere la Bestia all’interno di sé.
Con questi sentimenti di infinita pena per l’umanità, costretta a combattere eternamente il male che alberga nella propria coscienza, io vivo la notizia delle fiaccolate a Guidonia (o a Quartaccio).
Le avrei accettate se fossero state a supporto della vittima, purtroppo sono fiaccolate "contro".
Come le fiaccolate contro i presunti omicidi di una madre e di suo figlio prima che si scoprissero i veri assassini (Erica e Omar); come quelle contro i presunti macellai di Erba prima che si scoprisse che i colpevoli erano solo i vicini di casa.
La avrei accettate addirittura se fossero state contro tutti gli stupratori, senza distinzione di etnia, o di razza, ma non è stato così.
Dove erano costoro che sfilano pieni di odio e di pregiudizio quando era il tempo di organizzare altre fiaccolate?
Perché non è stata organizzata una fiaccolata per questo? per questo? per questo? o per questo? E potrei continuare all’infinito…
Perché si organizzano fiaccolate solo se è coinvolto uno straniero?
Qual’è il messaggio?
La donna italiana è un oggetto di proprietà. Gli italiani possono violentarla e gli stranieri no? La donna italiana appartiene agli italiani?
Cosa succede quando è un bravo ragazzo di buona famiglia a violentare una ragazza italiana?
Ve lo descrivo subito.
Innanzitutto è colpa della ragazza. E’ lei che lo ha provocato. L’avvocato difensore spulcia nella vita della ragazza per convincere la giuria che le i è una poco di buono… una ragazza dai facili costumi… una che la dà a tutti! Poi si passa ad analizzare l’abbigliamento. E se la minigonna è una colpa grave… perché gli ormoni degli italiani sono ormoni e vanno assecondati, i jeans, addirittura, dimostrano che la ragazza era consenziente! Nessuno potrebbe violentarla se indossa i jeans!
Ma il violentatore per farla franca e, per evitare la fiaccolata con finalità da linciaggio, deve avere il pedigree da italiano!
Se pensate che io esageri, vi passo un po’ di dati Qui  Qui  Qui
Non riesco più a capire questo paese: razzista, xenofobo, misogino, retrogrado… umanamente invivibile!
(la vignetta è del mitico Mauro Biani)
Ps – ci vuole fortuna pure nella violenza: una donna violentata da un italiano è una puttana; violentata da uno straniero è un’eroina 😉
PPs – questo è sentimento di indifferenza?

Aggiornamento

Ma se lo stupro fa rabbia solo quando è fatto da «stranieri», forse entriamo in un diverso campo, in cui diventa simbolo (fortissimo, ma pur sempre simbolo) di mancanza di sicurezza, di degrado dell’ambiente, e di una guerra per il controllo del territorio. Insomma, lo stupro indigna quando si carica di una battaglia più ampia di quella della difesa delle donne. Una battaglia in cui, paradossalmente, le donne si trovano di nuovo «oggetto», in quanto proprietà collettiva di un gruppo contro un altro. Una versione dello scontro globale che ritorna a livello tribale. Per chi avesse perso memoria, ricordo che anche nella ex Jugoslavia, una guerra che è stata il massimo dello scontro tribal-identitario, lo stupro femminile è stato usato come «sfregio» di un’etnia contro l’altra. Lo stupro come simbolo di Lucia Annunziata

44 commenti su “Per una fiaccolata a favore delle vittime e non contro gli stranieri

  1. utente anonimo

    bel post.

    Purtroppo è proprio così, anzi per gli stupratori italiani (vedi l’altro caso di Roma) vengono anche organizzati striscioni e gruppi di sostegno…

    pietro

  2. utente anonimo

    un crimine commesso da un immigrato (lo ripeto per coloro che si ostinano a leccarli e difenderli), e' di gran lunga piu' grave di quello commesso da un italiano per due motivi:
    1) l'immigrato non avrebbe mai dovuto trovarsi nel nostro paese.
    2) anche qualora vi si trovi, un immigrato dovrebbe avere il massimo rispetto per il paese che lo ospita. Chi di voi invitato a casa di amici a cena, li deruberebbe o li ucciderebbe?

  3. utente anonimo

    C’è, secondo me, del vero in ciò che scrivi che però, parer mio, enfatizza e molto in modo speculare a ciò che è enfatizzato e che tu condanni. In sintesi penso che la verità, come spesso accade, sta un po’ nel mezzo. Non si discute però sul fatto che la donna è oggetto di una violenza inaccettabile come ben dice Ermahico che può far propaganda belluina in altri temi, ma dimostra di avere uno spirito cavalleresco e di rispetto che mi ricorda “l’amor cortese” che magari fosse più diffuso valore culturale: la donna non si tocca, si rispetta, se si è uomini. Non è un pensiero femminista, non è un pensiero nemmeno che riununcia alla distinzione dei ruoli il mio, ma denuncia il ruolo sbagliato in cui collochiamo la donna e l’uomo, la loro relazione. La donna è bersaglio, oggetto di violenza maschile perchè c’è di fondo la cultura che avverte solo la propria esistenza come “persona” e gli “altri” sono oggetti, magari non usabili a piacimento per impedimento tecnico (leggi e sanzioni oppure condanna morale) ma si fatica a considerare “altri” persone, c’è solo il “sè”, l’egocentrismo che porta con sè la violenza dell’egoismo. E la donna, in quegli “altri” è oggetto di violenza perchè, più di altri, è appunto “oggetto” e non persona. Oggetto da usare, abusare, oppure oggetto che se non usabile per sè, non deve essere usato da nessun altro (viene perseguitata, ricattata, molestata, uccisa perchè nessun altro possa relazionarsi, perchè rimanga il proprio oggetto oppure sia cancellato), cioè non c’è la capacità di riconoscere la “persona”. E questa è una patologia gravissima, anche psichiatrica, per me, non solo culturale, di cui tener conto.

    Bisogna riportare l’onestà e l’oggettività dei fatti, propagarli perchè ciascuno possa con più libertà fare le proprie valutazioni: la maggior parte delle violenze avviene tra le mura domestiche. Ciò non autorizza alla scelleratezza di rinunciare-rinnegare, condannare in toto la famiglia.

    La maggior parte delle persone in carcere tra le nazionalità varie, sono rumeni e non filippini, nemmeno cinesi prevalgono nelle galere, nè ucraini mi risulta, ma rumeni, albanesi, algerini..

    Anche questo è un dato oggettivo di cui tener conto come l’altro dato.

    Anche qui, come nell’altra responsabilità che quell’oggettiva constatazione ci impone (la violenza in famiglia) non possiamo generalizzare e condannare in toto i rumeni. Non significa che ci si possa permettere di sottovalutare quei dati, la responsabilità ce lo impone, ma non significa che si possa cavarsela con una riduzione offerta dalla tentazione massimalista e razzista. Ultima cosa: per me è la dimostrazione, quella fiaccolata, della tentazione alla cultura tribale, quella della giustizia fai da te o fatta nella tribù. La cultura tribale ha una elementare, primitiva organizzazione sociale e perchè mai quella tentazione allora qui in un Paese civile con un sistema-organizzazione sociale-civile così ampio, strutturato, perfin troppo complesso si potrebbe dire, per essere efficiente, a volte?

    Per me 2 almeno sono i motivi: 1- manca l’educazione civica, una coscienza civile, non è ben radicata (quando non è sconosciuta proprio!), è percepita non come un progresso dell’uomo, un suo dovere, un valore positivo, ma perfino come ostacolo, comunque una cosa che si subisce.

    2 – Effettivamente il sistema sociale civile (quello che regola la giustizia per esempio) ha falle da tutte le parti, si rivela inefficiente ed insomma, la percezione di ingiustizie che produce, non è mera percezione. Da qui, in quella delusione offerta, la tentazione della giustizia fai da te può prevalere con più possibilità diffusiva e legittimata. C’è tanto lavoro da fare, i sintomi sono spaventosi, tanto gli stupri, tanto le fiaccolate e perfin sassate alle forze dell’ordine, anche quella manifestazione tribale di disconoscimento di soggetti preposti nel funzionamento civile. Culturale da una parte, contemporaneamente bisogna trasformare dati oggettivi in modo concreto, altrimenti son solo parole. Bisogna dunque ricostruire credibilità contro la cultura tribale con fatti: giustizia che funziona, controllo responsabile del territorio o la cultura non-tribale sarà sempre delegittimata. E nel costruire-ristabilire civiltà credibile, io credo sia doveroso, per esempio, la denuncia e condanna (non solo morale, dico materiale, dico penale!!!) di coloro che hanno assaltato per esempio la volante dei Cc e i carabinieri che hanno tradotto i rei nell’auto: costoro devono assumersi la responsabilità penale e materiale se vogliamo che sia credibile quella culturale-morale.

    Ma ho il forte sospetto che costoro non incorreranno in alcuna conseguenza: questa è una sconfitta gravissima, diventa quasi un’ammissione di colpa di un sistema che non crede più davvero nella valenza positiva della propria codificazione. Comunque continuo a sperare, tra le altre cose il mio pensiero è e resta per le vittime prime in uno stupro, ho i brividi al solo pensiero di immedesimazione..rabbia-paura-angoscia che eppure non vivo concretamente e già mi sconvolgono nell’idea astratta!

    Ma continuo a sperare di poter leggere che quegli incivili che osano impuniti affermare la tribalità assaltando Cc per farsi giustizia da sè, siano puniti in modo esemplare. Sogni immagino, eppure sarebbe occasione da non perdere e coerenza con altri contesti in cui si fanno cose simili, per altri “dissensi”.

    Ogni bene.

    In ogni caso, aldilà delle speculazioni che si fanno intorno (eroine in alcuni casi, puttana in altri), credo si possa solo dire in modo più onesto che per ora, tutte quelle donne, sono solo “martiri” purtroppo. Un martirio che deve finire. Anche spiegando che una puttana, quand’anche lo fosse davvero per proprio riconoscimento, è e resta una persona e dunque non legittimerebbe mai comunque un pensiero per cui si merita quella violenza: se non si è capito questo, non si è capito cosa sia una persona, non si è capito cosa sia una cultura civile e se si è maschi, non si è nemmeno veri uomini, solo delle merde! Mi scuso per la lunghezza, ma l’argomento… mi offende, mi fa così incazzare che mi impone un autocontrollo severo e vigile.

  4. utente anonimo

    "Bisogna perseguire con fermezza il REATO e non l'etnia o la razza di appartenenza altrimenti è razzismo!"
    Pura verità. Faccio notare che però, qui non si tratta di razza e di geni, ma di "nazionalità". Dunque, nell'estensione del termine "razzismo", cioè non limitandolo alla "razza", a questione di geni, si può avere comunque razzismo;sarebbe più corretto evitare l'abuso del termine "razzismo" perchè mimetizza quello reale purtroppo, che è più grave perchè non c'è alcuna "responsabilità" oggettiva in un fattore genetico, nè individuale, nè collettiva ecc. Per essere precisi bisognerebbe dire, per es. "discriminazione", anche se oggi facciamo coincidere i termini e comunque resta cosa gravissima ciò di cui si parla.
    Però il DOVERE di non essere inutilmente, massimalisticamente "discriminanti" non deve farci dimenticare che in sè, il valore "discrimine" non è un valore negativo: ha una sua potenziale possibilità funzionale, cioè "distinguere": il giusto dall'ingiusto, il buono dal nocivo.
    Voglio dire che il DOVERE di evitare un discrimine massimalistico (un razzismo anzichè per geni, per nazionalità) non deve farci rinunciare, ad esempio, al DOVERE responsabile di discriminare, il buono dal nocivo, il giusto dall'ingiusto.
    Prendere atto dell'oggettiva ampiezza-frequenza-diffusione di reati perpretrati da individui di nazionalità romena rispetto ad altre (filippine? Cinesi? Ghanesi? E' lo stesso) non è rinunciabile osservazione per onestà e per proposito responsabile a porvi rimedio, infine, anche includendo lo scopo di proteggere il rispetto dei romeni onesti, che sono i primi a pagare tanto il discrimine massimalista, che la non volontà di discriminare più nulla e di negarsi la realtà. Ciò non è giusto, non se lo meritano quei romeni onesti e di buona volontà. E lo dico forte perchè ne conosco uno che è migliore cittadino di tanti altri e per quanto lui sia il primo a riconoscere l'oggettività di quella frequenza di violenza nella nazionalità d'origine, che non esiti alla richiesta di condanna severa, temo tremendamente venga la sua onestà-civiltà assorbita dalla tentazione massimalista di condannare in toto per nazionalità. Merita molto quel ragazzo e spero tanto che riesca da solo a far emergere la sua identità diversa da tanti suoi connazionali, e certo non è l'unico in gamba, ma noi dobbiamo dargli una mano perchè quel loro sacrificio non sia ingiusto, eccessivo, superiore alle loro forze. Si fa compiendo ciò che, per esempio, mi indica lui stesso: si prende atto, quell'oggettiva realtà truce tra connazionali è ampia e tremenda, ma non sono, NON SONO TUTTI COSI'! E noi italiani, non siamo TUTTI nella condizione di lanciare la prima (nè la seconda) pietra, non lo eravamo ieri, da emigranti, non lo siamo oggi, con gli immigrati.
    E cristianamente, fatico a credere che si possa comunque scagliare la prima pietra domani, eh!
    Ogni bene.
    Alieno

  5. WebLogin

    Bel post, grande anche Biani.
    Condivido il tuo pensiero, purtroppo è così 🙁
    Purtroppo adesso in Italia se a commettere uno stupro (o un altro reato) è un immigrato allora è diverso. E' diverso per molte persone, giornali, tv e politici: per loro la Giustizia non è uguale per tutti, per loro essere immigrato è un'aggravante ed è anche più pesante del reato commesso. Questo modo di fare non solo manca di rispetto al nostro recente passato, un passato in cui eravamo noi italiani gli immigrati guardati sempre come colpevoli di qualcosa, ma non è proprio da Paese civile! "Bisogna perseguire con fermezza il REATO e non l'etnia o la razza di appartenenza altrimenti è razzismo!"

    Giuseppe

  6. utente anonimo

    Una donna stuprata è una donna ferita e ne vivrà le conseguenze per tutta la vita a prescindere da chi sia stato l’autore dello stupro. Il concetto che una donna violentata “se l’è cercato” non appartiene più alla nostra cultura collettiva: è un tentativo assurdo di giustificare la brutalità di alcune etnie che si trovano nel nostro paese e non dovrebbero esserci. La stampa e l’opinione pubblica hanno condannato duramente e giustamente anche lo stupro commesso dal figlio di papà Franceschini a Capodanno.

    Cito dal sito del Viminale:

    “i romeni sono gli stranieri che delinquono di più e sorpassano gli albanesi e i marocchini, comunità più numerose presenti in Italia. Nel periodo gennaio-agosto 2007 sono state denunciate o arrestate complessivamente 567mila persone, di cui circa 364mila italiani e 203mila stranieri (tenendo conto che gli italiani sono circa 56 milioni e gli stranieri sono fra 2 e 3 milioni, in rapporto, gli stranieri delinquono 20 volte in più degli italiani). Tra questi ultimi, 32.468 sono di nazionalità romena.

    I settori criminali preferiti dai romeni sono i peggiori e i crimini sono i più efferati. Si piazzano al primo posto per gli omicidi (il 15,4% del totale), per le violenze sessuali (16,2%), per le rapine in casa (19,8%). Nei furti d’auto spadroneggiano ancora loro (29,8%), così come nelle estorsioni. Nell’ultimo anno a Roma gli stupri sono calati del 10% ma sei autori su dieci sono stranieri. Ma, cito dal Corriere della sera “Secondo i dati a disposizione dei carabinieri di Roma, nel 2008 con l’accusa di violenza sessuale sono state arrestate, dai vari reparti dell’Arma, 87 persone, e 58 denunciate in stato di libertà. Tra gli arrestati, 59 stranieri e 28 italiani: una media quindi che raggiunge più del 60% di stranieri arrestati. Dei cinquantanove, 29 sono romeni (la metà), 23 extracomunitari, sette cittadini comunitari”

    A livello nazionale i numeri dicono che gli stupri sono per esattamente il 50% operati da rumeni.

    Nessuno si sogna di dire che tutti i romeni sono dei criminali, ma in altri termini ciò significa che se andassero via solo i rumeni dal suolo italiano vedremmo ridotti gli stupri esattamente della metà. Tenendo conto che nel 2008 sono stati circa 4200 gli stupri in Italia, sembra poco un esercito di più di 2000 donne salvate dallo stupro? I numeri scenderebbero ancora se venissero allontanate anche le altre etnie. Alla luce dei numeri credo che la fiaccolata CONTRO i clandestini in Italia è più che sensata. Avrei capito una fiaccolata in soliderietà di una vittima, se questa avesse subito una catastrofe naturale imprevedibile. In questo caso la vittima ha subito la ferocia barbara di “uomini” che si presuppone pensanti e che potrebbe essere evitata, non poermettendo che questa gente dalla inaudita brutalità venisse a contatto con società civili nelle quali non sono in grado di rapportarsi.

    Certo esistono anche gli stupri familiari non denunciati, che pure vanno perseguiti, con altre strategie. Ma il fatto che nelle case degli italiani avvengano degli stupri non giustifica gli stupri degli stranieri alle donne italiane.

    Si guardino i numeri, non si facciano chiacchiere e non si cerchi di giustificare degli atti criminali. Esistono tanti criminali anche italiani, ma quelli purtroppo dobbiamo tenerceli perchè nessuno li vorrebbe. Il governo rumeno i suoi criminali li ha mandati altrove e in particolare in Italia.

    Inoltre, prendo dai quotidiani: …”E lo stesso capo della polizia, Antonio Manganelli, ammette che «il 35% degli autori di reati sono stranieri, con i romeni al primo posto». Le cifre lo confermano. I rumeni appartengono alle più pericolose organizzazioni criminali dedite al traffico di minori, allo sfruttamento della prostituzione e ai reati predatori”

    Non facciamo buonismo inutile; chi è criminale deve essere allontanato dalla società. E chi scappa dal suo Paese dal quale, nella maggior parte dei casi, non ha ricevuto educazione, non ha la cultura del rispetto e giunge nel nostro Paese senza alcuna possibilità di vita dignitosa è potenzialmente un criminale. Il rischio di far entrare queste persone nel nostro Paese è troppo grande, quale quello poi di avere omicidi stupri e violenze.

    Vivo nell’immediata periferia di Roma da diversi anni; chi non ci vive non ha idea di come sia sceso il livello di vita e di come sia aumentato il degrado nel giro di pochi anni all’arrivo in massa di clandestini.

    Molto tempo ricordo di aver letto nel suo blog che lei si sentiva disturbata dalla maleducazione e dal trambusto che facevano degli operai che lavoravano nei pressi di casa sua. Immagini un campo nomadi abusivo nei pressi di casa sua cosa comporta! Immagini chi ha figli adolescenti, costretto a tenerli prigionieri in casa! Quello che lei scrive nasce dal fatto che la situazione è lontanissima da lei. Lasci parlare chi ci vive a stretto contatto con queste persone.

    Mi piacerebbe sapere infine alcune cose dall’autrice di questo blog, chiedendo una risposta diretta: qual è secondo lei la giusta pena per i 4 rumeni che hanno stuprato la ragazza di Guidonia? E perché noi contribuenti italiani ci dobbiamo far carico delle spese di processo, detenzione (eventualmente) o rimpatrio per questi 4 criminali? Chi risarcirà la donna violentata del danno subito?

    Non è lo stesso ovviamente per lo stupratore nostro concittadino per il quale lo Stato giustamente pagherà per non averlo saputo formare ed educare adeguatamente.

    In ogni caso un crimine è un crimine e deve essere punito. E chi come lei non lo condanna, ma lo giustifica ne è complice.

    Non mi venga a parlare di necessità storica dell’immigrazione o del fatto che noi siamo stati un popolo di emigranti. Gli ebrei hanno avuto uno sterminio di 6 milioni di persone ma questo non giustifica il fatto che vadano ad uccidere persone innocenti.

    So che difficilmente comunque avrò una risposta: da buona persona di sinistra cercherà di giri di parole per analizzare il fenomeno da punti di vista assurdi e farà cumuli di parole senza proporre mai una soluzione dei problemi. Proprio come coloro che rappresentano la sinistra in Parlamento.

  7. utente anonimo

    Tisbe, GIUSTO! Xenofobia!!! Non ti dico quanto l'ho cercata la parola nella mia mente, ma si vede che la vecchiaia comincia a dare i suoi segni o forse complice l'ora tarda (o forse troppo, "presto", ehehe).
    Discrimine è generico, razzismo specifico e invano tentavo di schiarire le nubi del sonno per quella parola: ora che la leggo, mi sento alleggerito come quando non ti viene il nome di qualcuno..
    Mi piace di più come termine idoneo, non è che mi piaccia la sostanza eh.
    Ma non era un sforzo, il mio, di essere pedante e pignolo. C'era dietro la consapevolezza che per risolvere un "male" bisogna identificarlo, riconoscerlo nella sua natura, non renderlo indistinguibile, confuso e ciò per attuare le strategie più mirate, corrette, efficaci e comprendere meglio anche le "radici" da estirpare, i rami marci da tagliare, semi da togliere, nuove semine dove serve.
    Cultura la cui credibilità, autorevolezza deve essere sostenuta e concretizzata con misure concrete normative e di applicazione della norma. Ovvio che non possiamo permetterci leggerezza minimizzando episodi come quello di Castelguglielmo in provincia di Rovigo. L'Apcom ci racconta: Rovigo, 28 gen. (Apcom) – Un cittadino marocchino di 26 anni irregolare, condannato a tre anni per tentata violenza sessuale ai danni di una minorenne di Castelguglielmo in provincia di Rovigo, è evaso dagli arresti domiciliari dove stava scontando la pena. La fuga è avvenuta appena sei giorni dopo la condanna. Il fatto è avvenuto a Trecenta.

    Sulle tracce del latitante ci sono i Carabinieri di Castelmassa, l'uomo era stato sottoposto a dieci controlli giornalieri. Indignazione del sindaco di Castelguglielmo sostenuto da una lista civica che ribadisce la vicinanza alla ragazza che subisce una sorta di "seconda violenza morale".
    Aggiungo che il soggetto che ha tentato di stuprare una ragazzina, che ha pure minacciato, era conosciuto nel paese con insistenza nel tormentare un'altra ragazza. Aggiungo che la ragazza si è ribellata, divincolata, ha urlato, è fuggita ed ha avuto la forza di raccontare tutto ai genitori e di fare denuncia, ma non possiamo pretendere che vada sempre così (nè c'è torto delle vittime), se non si ha quella fortuna/forza di sottrarsi e di denunciare.
    Episodi simili a questa "fuga" alimentano la tentazione-legittimazione del ricorso alla cultura tribale. Si perde la fiducia. C'è responsabilità nell'aspetto normativo, c'è responsabilità di magistrati che quando vogliono son capaci benissimo di sfruttare l'ampiezza interpretativa e perfino discutibilmente, di operare in assenza di legge. Io, da mediocre quale sono, fatico a credere che il semplice fatto che sia solo "tentativo" di stupro, stupro non riuscito, debba offrire l'idea che non ci sia eguale pericolosità del soggetto e necessità cautelativa per cui tradurre il soggetto in carcere, altro che arresto domiciliare. Per applicare giustizia più concreta e credibile, si deve sempre arrivare a situazione emergenziale? Oppure chiudere la stalla quando i buoi son già scappati? Intendo dire anche: si deve applicare autorevolezza e credibilità, giustizia concreta solo quando lo stupro è avvenuto o quando c'è il morto? Il tentativo deve essere così sottodimensionato? Il tentativo presuppone l'accidentalità per cui non si è compiuta una volontà criminale che è la stessa di quella che ha successo, non può a mio avviso, avere una lettura (culturale o penale) di "attenuante", pur restando la dimensione del danno inferto diverso. Ma entità del danno alla vittima minore non certo per volontà del criminale che fa il "tentativo"!!!
    Alieno

  8. utente anonimo

    Tisbe, al 9: non avevo dubbi, anche io ho avuto il piacere di "conoscere" Ermahico seppur virtualmente e vuoi perchè mi vanto di capirci qualcosa dell'animo delle persone, vuoi perchè lui in effetti, non ha mai fatto mistero d'esserlo in tante occasioni.. :-))
    Si può dire che ci fossero più Ermahico in giro, per quanto concerne la questione donne/violenza andrebbe sicuramente molto meglio. Perchè, appunto, ci sarebbero più uomini e meno merde. Lo dico senza togliere nulla ad altre nostre distanze per altri temi. Ma sulle donne credo di avere molti punti condivisi ed in un certo senso, ciò aiuta a "riconoscersi".
    Mi avrebbe stupito il contrario, insomma, di una tua conferma.
    Alieno

  9. utente anonimo

    Colpito dal commento 4, di Pietro:
    "paese: razzista, xenofobo, misogino, retrogrado… umanamente invivibile!
    concordo,
    non ho mai avuto un amore sconfinato per il popolo italiano – dice." Pensavo che:
    nulla da eccepire riguardo ai sentimenti come l'amore, che sono per loro stessa natura solo spontanei, non possono certo esser imposti (chè sarebbe simulacro di quel sentimento-disposizione).
    Se però non ami gli italiani, non sconfinatamente, come dici legittimamente, Pietro, ti rendi conto che uguale proposizione-legittimazione suggerisci e fornisci a chi non ama rumeni? O marocchini o quel che vuoi. Sicuro che non suoni un vigile-campanello di allarme? Sicuro che non dovremmo prendere coscienza che è da simili modi di porsi che bisogna prendere distanze? Era ..così, uno spunto di riflessione. Ci vai pesante: "umanamente invivibile" il nostro Paese, dici, poi passi consequenzialmente alla valutazione degli italiani, così, massimalisticamente, giudicando individui e non capisco una netta distinzione con quello che ci proponiamo di evitare condannando la xenophobia, nella sostanza una condanna massimalistica che perde di vista l'individuo, l'essere umano, che in quella visione diventa solo entità "massa"..
    Ciao.
    Alieno

  10. Tisbe

    Mi piacerebbe sapere infine alcune cose dall'autrice di questo blog, chiedendo una risposta diretta: qual è secondo lei la giusta pena per i 4 rumeni che hanno stuprato la ragazza di Guidonia?
    Esattamente la stessa pena inflitta a Franceschini…

  11. Tisbe

    Se però non ami gli italiani, non sconfinatamente, come dici legittimamente, Pietro, ti rendi conto che uguale proposizione-legittimazione suggerisci e fornisci a chi non ama rumeni? O marocchini o quel che vuoi.
    Non amarli non significa odiarli, perseguitarli, sterminarli!

  12. utente anonimo

    Ehehe, Tisbe. La tua difesa di Pietro ti fa onore e però mi pare una difesa deboluccia (oltretutto la mia non era certo accusa, ma invito a riflessione, sia chiaro).
    Non amarli non significa odiarli perseguitarli, sterminarli.
    Intanto evitiam esagerazioni che ne abbiamo fin troppe in giro ad alimentar sentimenti disperanti (tipo i razzismi appunto).
    Italiani o Paese non propone sterminio, ok? Ne ci risulta la Romania abbia simili progetti per il nostro Paese mandando i suoi sicari a delinquere per questo scopo.
    Restiamo al "non amarli" che non significa "non odiarli" certo, ma è una premessa che non è così neutra, lo sai benissimo. Io non vado dicendo a tutti: io non ti amo, a te neppure, a te neanche. Io dico a chi amo soltanto che la amo. Perchè, si comprende, ci deve un motivo per cui comunico a qualcuno che "non lo amo". Intendo manifestare qualcosa in quello "specifico" dire a Lucia che NON la amo e non anche a Tiziana, a Paola, a Roberta, a Mara.. intendo sottolineare, cioè, una diversità di disposizione in quel "non ti amo" detto solo a Lucia, non è vero?
    Fai conto di trasportare, per esempio, quell'elemento di "non" amore (certo non è sterminio, ok, ma chi lo dice) su un piano politico, istituzionale. Il P.d.R., il presidente del consiglio, un ministro dichiara che "NON amo la Romania, non amo i rumeni". Non possiamo accusarlo di sterminio e nemmeno di odio a voler esser precisi e però la lettura del significato reso è altra perchè non c'è uguale dichiarazione tipo "Non amo nemmeno la Lituania, la Francia, il Ghana", macchè, c'è solo quella specificità manifesta a fare la differenza: perchè?
    Pietro non dice "non ho mai amato particolarmente l'uomo, non mi fido di lui, è capace d'essere disuamno e così via – che sarebbe oltretutto umanamente idea condivisa da molti, credo, con più facilità di comprensione almeno.
    Pietro parla di Italia e di italiani che non ama particolarmente: perchè solo loro? Trattamento speciale?
    Siamo sempre lì: il campanello d'allarme ce lo fa dire o no che c'è il rischio di massimalizzare nel discrimine, nella disposizione per gli altri? Che si rischia di produrre ciò che si condanna, le sue premesse?
    Vale la pena, dicevo, di rifletterci, no? Mai pensato che pietro però volesse sterminio di italiani, eh! :-)))
    Mi pare qui si concordi sul perseguire il reato, ma non solo il reato in sè, il reo, senza assurdi tentativi semplificatori, massimalisti, senza tentazione di ridurre la ns. civiltà alla dimensione tribale, della giustizia fai da te ecc.
    Alieno

  13. Tisbe

    @Alieno, io non credo nella neutralità dei sentimenti. Probabilmente è solo vero che non si dice: io non ti amo, io ti voglio pene, io ti perseguiterei, io ti eliminerei, ma sotto sotto (dentro dentro) lo si pensa e tu lo sai bene.
    E non mi pare una difesa deboluccia, anzi, è una grande difesa!
    Le fiaccolate dimostrano l'esistenza di un diffuso sentimento di odio, avversione ecc. nei confronti di chi è diverso

  14. utente anonimo

    Tisbe: io ho già detto a riguardo. Lo ridico: delusione, risentimento, rancore, odio sono il carburante, il fallimento della cultura civile, la sua sconfitta, la sua inefficienza il pretesto legittimante per pretendere-desiderare-credere alla cultura tribale, della giustizia fai da te. Mentre un caposaldo della cultura civile è, piaccia o meno, che la giustizia sia amministrata da terzi ed in modo più imparziale possibile, tanto che ogni sospetto coinvolgimento personale è motivo di trasferimento ad altri soggetti giudicanti.
    Le fiaccolate sono possibili anche per l'odio, avversione. Così come denunciano la possibilità facile, lo stimolo per averne, il tentativo di legittimità. Hai presente l'odio feroce di alcuni palestinesi per Israele? Non si dice che quell'odio che è talvolta disumano e disumanizzante, feroce e fanatico, è istigato in conseguenza d'altro?
    Ora qui la romania ed il popolo romeno non ci bombarda e massacra, nè per iniziativa, nè in reazione e però c'è l'azione di alcuni criminali, che oggettivamente sono presenti in quella nazionalità più di altre di cui tener conto. L'odio, almeno la sua legittimazione-tentazione, parte anche da lì: esasperazione, disperazione, ingiustizia.
    Dunque non nego affatto ciò che dici, semmai… lo amplio?
    Ciao.
    Alieno

  15. utente anonimo

    Bellissimo post. Lo condivido dalla prima all'ultima parola. Mi vergogno di essere italiana. Solidarietà alle vittime e ai perseguitati.
    Paola

  16. utente anonimo

    @Tisbe (al 26)- mi scrivi:
    Probabilmente è solo vero che non si dice: io non ti amo, io ti voglio pene, io ti pers….
    EH? Aspè, ferma un attimo, rewind: …sep it oi ,enep oilgov it oi , o..ok, ci siamo, era qui, vai premi play..zz, c'ho il computer vecchio, play non c'è, istruzioni, manuale, coraggio: 1983.. istruzioni dell'elaboratore personale.. elaboratore personale? Ah, già, ancora il personal pc era da venire.. paragrago 1, l'uso della manovella… la caldaia della carbonella… come raffreddare il motore dell'ep (ep? ..elaboratore personale ah già!) senza ghiaccio e solo con l'uso delle mani.. macchè, non c'è play.. ah, SI! Trovato. Non c'è play, c'è Acc e Speng, vabbè ma allora perchè rewind sì? Ah, spiega che è la novità del modello, Acc, Spegn, Alt, Avanti e Rewind: futuristico!
    Allora, rileggo bene: " non si dice: io non ti amo, io ti voglio pene,…"
    Ti voglio … pene? Mmmh…devo decidere: sarà una proposta o una minaccia? Comunque sono d'accordo, anche "io ti voglio pene" non si dice, effettivamente, perchè poi uno fraintende, fai conto, se seguita pure poi, scrivendo che "io ti perseguiterei, io ti eliminerei, ma sotto sotto" – sotto sottooo???.. ahem… dai, su, c'è gente, mi imbarazzo così..'ndiamo avanti va che è meglio.. -"(dentro dentro)"… -AAAHHH, e ma allora te tu lo fai apposta? – "lo si pensa e tu lo sai bene" – E te credo, e che devo pensà? :-)))
    Non oso nemmen pensare che… rileggiamo meglio, dall'inizio cosa mi dici, vedi, vedi: "@Alieno, io non credo nella neutralità dei sentimenti…"
    naaaa…. di già? Così presto? Carina eh! Incasinata un tantino, però carina: non mi ami, però mi vuoi pene, però no, mi vuoi eliminare, mi perseguiti, ma sotto sotto (dentrodentro)…lo si pensa? Lo so bene? Ci devo pensare e poi siamo "impegnati" suvvia, sii boncitta, dai bimba, mi confondi, così su due piedi… :-))))

    Ogni bene.
    Alieno
    P.S.: 'sto a scherzà, eh? Sto a scherzà! Hai visto quando prende il cazzeggio..poi certe tentazioni da toscanaccio per quei doppi sensi, ..che poi è sempre quello, di senso, ma si fa per fà du' risate, ché ogni tanto ce vò.
    Sa dì d'andà a nanna, l'è tardi, ho già dato.
    :_)

  17. utente anonimo

    Al mio commento (#17) lei mi ha risposto che è giusto dare la stessa pena ai rumeni e a Franceschini. Sono daccordo. ma non ha risposto agli altri quesiti: qual è la giusta pena? se la pena è il carcere per un periodo più o meno lungo, perchè lo stato italiano deve farsi carico di questi 4 (o 6) malviventi?

    Le sue sono solo pericolose provocazioni e speculazioni sulla pelle di una povera ragazza. E lei si può permetterle di farle dalla sua comoda posizione di chi è estranea a tutto. Lei giustifica la violenza di queste bestie, perchè tanto esiste anche la violenza all'interno delle case.
    Vanno perseguite entrambi, non accettate entrambi.
    E quella che viene dagli stranieri si potrebbe facilmente prevenire, non permettendo che effettivi o potenziali criminali mettano piede nel nostro paese.
    Purtroppo ora i rumeni non possono neanche essere considerati extracomunitari, altrimenti per quella ragazza ci sarebbe da far causa allo stato, che ha permesso e non ha evitato che 4 clandestini si trovassero sul territorio italiano.
    Provi a leggere cosa i giornali riferiscono dell'interrogatorio e se ha un briciolo di umanità non si può non rimanere inorriditi (scegliersi la ragazza, prima una e poi un'altra in funzione della grandezza della macchina). Ma non si vergogna lei a spendere una sola parola a sostegno di questi sottouomini? Il livello infimo di queste persone li pone al di sotto degli animali meno evoluti.
    Lei non è di sinistra e basta: lei è una disfattista, che gode nel vedere andare a rotoli tutto ciò può avere una parvenza di civiltà.
    E noi cosa dovremmo farli accoglierli e sopportarli? come si fa ad educare e ad inserire delle tali bestie nella società civile? lei conosce un sistema?
    e non dica eresie: nessuna xenofobia nessun razzismo; e pure se fosse meglio il razzismo della loro brutalità!
    In territorio italiano vivono migliaia di persone straniere tra cui anche francesi, tedeschi, americani, australiani etc. Si è mai chiesta perchè non ci sono mai state fiaccolate contro questi ultimi? Se fosse xenofobia dovremmo respingere anche le persone civili purchè straniere.
    perchè le fiaccolate vengono fatte contro rumeni, albanesi, maghrebini? siamo noi xenofobi o loro (certo non tutti) bestie che mancano di qualsiasi cultura del rispetto?

    Io non riesco a capire cosa può spingere delle persone ad essere favorevoli ad accogliere nelle proprie città avanzi di galera;l'interesse più grande è solo quello di imprenditori senza scrupoli e associazioni criminali.
    forse in una certa percentuale di casi sono proprio donne che nutrono il desiderio più o meno inconscio di essere loro le vittime di una violenza!
    Andatevene voi in romania se vi vergognate di essere italiani e ci tenete tanto a convivere con queste sottobestie.

  18. Tisbe

    Ed io dovrei decidere l'entità della pena? E chi sono io per farlo? Ci hanno già provato persone più preparate di me (Cesare Beccaria) e trovo la domanda non pertinente all'argomento trattato nel post. Non sono parlamentare e non mi sono candidata quindi non legifero. Queste domande dovresti porle ai nostri legislatori 😉

  19. Tisbe

    Insomma non vi va bene mai nulla! Non volete avanzi di galera e poi vi offendete se Francia e Brasile non vi concedono gli "avanzi di galera". Siate un pochino meno confusi e più coerenti nelle vostre richieste…

  20. utente anonimo

    Da perfetta sinistrioide sfugge a qualsiasi proposta di risoluzione concreta di una questione e tenta di difendere l’indifendibile spostando il discorso su fatti completamente diversi. La sua è incoerenza.
    Se è stata richiesta l’estradizione di Cesare Battisti non è certo per tenerlo a bivaccare e a vagabondare come la maggior parte dei clandestini in Italia, ma per metterlo in cella e fargli scontare la pena che deve scontare. C’è una bella differenza: gli avanzi di galera rumeni bivaccano e delinquono liberi in Italia, Battisti è un cittadino Italiano, condannato dopo equo processo dallo stato italiano e dovrà passare il resto della sua vita in una cella. Anzi quello dello stato Italiano è un atto di coerenza; magari il governo rumeno richiamasse e punisse in patria i propri criminali!!!
    Cesare Battisti non è un novello Robespierre o Che Guevara che ha combattuto per il bene della gente, come hanno voluto far credere a parte dell’opinione pubblica francese prima e brasiliana poi. Non è un perseguitato politico ma un terrorista omicida (condannato all’ergastolo per 4 omicidi e numerose rapine) nonché evasore, e lo stato lo vuole (mi auguro) per comminargli la pena che merita e concedere giustizia alle vittime e ai loro parenti. Credo che se fossi il figlio di una delle vittime, o Torregiani costretto a vivere su una sedia a rotelle, mi dispiacerebbe un po’ sapere che l’omicida di mio padre se la spassa divertito sulle spiagge di Copacabana, grazie all’intercessione di quella prostituta cerebrolesa di Carla Bruni!

  21. Tisbe

    E quale sarebbe la tua soluzione concreta? Le camere a gas?
    Poi i crimini commessi in Italia si dovrebbero scontare in Italia oppure no? Come funziona il sistema dell'estradizione? Se ci tieni a fare pulizia nel mondo comincia da te stesso perché il lavoro non è semplice…

  22. Tisbe

    Eppoi, se ci fosse stato un governo di sx sia Francia sia Brasile avrebbero concesso l'estradizione senza discutere.
    Avete voluto un governo di incapaci? E pedalate!
    Il mondo intero ci deride a causa del governo che abbiamo ed è per questo che non ci prendono sul serio nelle questioni internazionali 😉

  23. utente anonimo

    Tisbe, scrivi: “Eppoi, se ci fosse stato un governo di sx sia Francia sia Brasile avrebbero concesso l’estradizione senza discutere. ”

    Mmmh..detta così sa un po’ di cosca mafiosa questa sinistra, che si regola le cose in famiglia quando non ci sono altri a disturbare…

    Mi sembra, la tua, un’inconsapevole accusa alla sinistra che forse, almeno non tutta, non merita proprio.

    Certo un criminale italiano, che ha compiuto gravi crimini in Italia, dovrebbe aver giusta punizione in Italia. Anche per attenuare la triste realtà delle vittime di criminali come lui, come Torregiani: è lui, purtroppo, che si fa l’ergastolo, senza colpa alcuna. Non bisogna affatto eliminare la “discriminazione”. Bisogna, anzi, imparare a farne, di seria e di giusta, una buna volta; per esempio proponendoci di non fare di carnefici delle vittime, sbattendosene delle vittime vere.

    Non saper più discriminare è nocivo e letale come il peggiore dei razzismi, capacissimo oltre al torto grave di sommare l’umiliazione della beffa.

    Ogni bene.

    Alieno

  24. Tisbe

    Alieno, mai sentito parlare di capacità diplomatica? Poi, sono stata molto chiara: il governo attuale non gode di buona fama all'estero. Basta leggere la stampa estera per capirlo 😉
    Inoltre non capisco tutta questa caciara contro il Brasile! Anche la Francia ha rifiutato l'estradizione e non mi pare che gli esponenti del governo si siano lamentati più di tanto. Forse che l'Italia ha bisogno della Francia? E crede di non aver bisogno del Brasile? RIDICOLI

  25. utente anonimo

    Possiamo discutere a piacere sulla "fama" all'estero di questo governo, degli eventuali motivi anche, per cui non godrebbe di immagine buona, speculando se fedele o meno sia quell'immagine.
    Ma presumo che in un consorzio che si vuole civile, tra democrazie, certi principi debbano essere trasversali. Fatico a credere che un criminale reiterato ed oltretutto mai pentito che ha compiuto crimini in Brasile od in Francia e però sottratto dall'Italia alla giustizia che merita, provocherebbe meno casini. Anzi, proprio facendo la considerazione della "fama" che dici, immagino già, in simile situazione rovescia, quali sarebbero i commenti fuori ed in casa, non è vero?
    Ma la tua considerazione-critica sulla differenza di attività e determinazione con la Francia, l'approvo in pieno. Ed evidenzia quello che è un problema cronico, secondo me: la differenza di peso specifico del nostro Paese in Europa, rispetto ad altre realtà, come la Francia appunto. Differenza che si è vista anche in altri contesti, etici ma anche economici eh! La caciara contro il Brasile, per quanto riguarda il mio giudizio, è legittima e perfin doverosa. Ovviamente mi cascan le braccia in terra, per non dir altro, riguardo alla Francia. Brasile, Francia, abbiamo bisogno di tutti e di tutto quel che si vuole, ma certamente abbiamo bisogno di giustizia e rispetto. Per esempio per la giustizia e le vittime di una giustizia mancata. E credo sia discorso da poter fare trasversalmente alle eventuali geometrie politice o radicalismi ideologici da ultrà calcistico che ogni tanto mi tocca leggere, di qua e di là.
    Buona giornata. 🙂
    Alieno

  26. utente anonimo

    Il Governo intende presentare un emendamento al ddl sicurezza per garantire il gratuito patrocinio, a spese dello Stato, alle vittime delle violenze sessuali. Lo ha annunciato il Guardasigilli, Angelino Alfano, illustrando al Senato la sua relazione sullo stato della Giustizia. "Per la copertura finanziaria – ha aggiunto il Ministro – utilizzeremo i risparmi che verranno dall'eliminazione del gratuito patrocinio ai boss mafiosi condannati".

    Cara Tisbe: mi piacerebbe sapere cosa ne pensi, aldilà del mantenimento delle proprie posizioni e preferenze politiche e lasciando intatti i tuoi motivi di critica alla parte politica al governo.
    Mi interessa la tua opinione, ben sapendo che è presto ancora per poterne parlare come di un dispositivo attivo, ma possiamo parlarne per la "proposizione". Mi interessa in quanto donna, in quanto Tisbe, insomma..
    Ciao.
    Alieno
    Non avevo notato l'aggiunta al post dell'aggiornamento: è molto interessante in quel suggerire tutto un mondo di considerazioni sullo strupro sistematico (etnico e non solo) di controllo territoriale. Territorio che diventa lo stesso ventre femminile e su cui convergono più funzionalità truci e tremende da parte delle bestie d'uomini che compiono quell'orrore. Un tema ampio, complesso e non molto conosciuto all'opinione pubblica che in qualche modo può aiutare anche nell'analisi dei fenomeni di stupro compiuti qui, da noi, che forse ereditano i parte alcuni elementi comuni.
    Ciao.

  27. paoloborrello

    Hai completamente ragione. Quelle fiaccolate sono preoccupanti ed è vero che quando gli stupratori sono italiani ci si indigna di meno o talvolta non ci si indigna proprio…
    Nel mio blog ho scritto un post sullo stalking, non so se ti può interessare.
    Ciao

  28. Tisbe

    @Alieno, sarebbe un primo passo. Ma non vorrei che questo servizio gratuito fosse offerto alle sole vittime degli stranieri… non mi meraviglierei

  29. Tisbe

    Repubblica – 29 gennaio 2009
    La barbarie dello stupro in tv
    NATALIA ASPESI
    Se lo stupro diventa la prima notizia del più importante telegiornale Rai vuole dire che non si tratta più solo di un crimine efferato che può spezzare la vita di una donna, ma di un' arma politica che non tiene conto del dramma individuale, ma se ne serve per altri fini non tanto occulti. Se infatti i telegiornali dovessero seguire sempre questo modo di informare, non ci sarebbe spazio per altre notizie, né internazionali né nazionali; visto che nel 2008 i casi di violenza sessuale denunciati (quindi una minima parte) sono stati 4465, e a voler essere pignoli, la massima parte dei criminali era italiana (58%), mentre i rumeni, sempre troppi, erano il 9,2%. A Roma, su 221 stupri denunciati, i più inclini a questo tipo di virile passatempo sono stati ancora gli italiani (35%), ma i rumeni li hanno quasi raggiunti (31%). è da mesi che i nostri telegiornali prima delle stragi belliche, delle risate del premier, della politica estera e italiana, della crisi finanziaria, dei licenziamenti, figuriamoci della miseranda cultura, mettono in primo piano la cronaca nera, con particolare attenzione alle macchie di sangue o anche di eventuale materia cerebrale, senza mancare i funerali di vittime di omicidi particolarmente efferati. Adesso le telecamere, forse per distrarre e invogliare all' ottimismo che viene dall' horror, si dilungano contentissime sulla barbarie degli stupri: e non tanto su quello dei Castelli Romani, (autore un panettiere italiano subito ai domiciliari, malgrado l' indignazione della sua vittima e della sua famiglia), quanto su quello di Guidonia, particolarmente odioso perché perpetrato da un branco di cinque rumeni su una ragazza di 21 anni, dopo aver picchiato il suo ragazzo (viottolini putrescenti, erbacce, cartacce, alla ricerca dell' estetica del degrado). Ma non basta, adesso i telecronisti alzano il tiro anche sull' altra barbarie, cioè sul tentativo di linciaggio dei colpevoli, sulle spedizioni punitive a caso contro qualsiasi straniero, raccogliendo dichiarazioni animalesche da parte dei soliti bravi cittadini italiani certi che lo stupro sia un costume esotico perpetrato dai soli stranieri. Perché se mai capitasse a uno di loro di trovarcisi implicato, sarebbe certamente colpa della stuprata: come del resto sostenevano nei primi processi per violenza carnale negli anni '70 certi principi del foro, puntando il dito indice contro la frastornata disgraziata rea di aver avuto in passato un fidanzato, prova certa della sua disponibilità carnale, mentre la madre dello stupratore, baciandolo e accarezzandolo, gridava puttana alla povera Circe, anche se sanguinante.

  30. Tisbe

    Perché se mai capitasse a uno di loro di trovarcisi implicato, sarebbe certamente colpa della stuprata: come del resto sostenevano nei primi processi per violenza carnale negli anni '70 certi principi del foro, puntando il dito indice contro la frastornata disgraziata rea di aver avuto in passato un fidanzato, prova certa della sua disponibilità carnale, mentre la madre dello stupratore, baciandolo e accarezzandolo, gridava puttana alla povera Circe, anche se sanguinante. Dieci anni fa la storica Barbara Ehrenreich in un suo studio sul rapporto tra guerra e ruolo maschile, osservava che gli stupri sono più frequenti dove vi sono norme sociali di accettazione dell' uso della violenza come mezzo legittimo per ottenere ciò che si desidera. Inoltre se sono in corso conflitti violenti, tutte le forme di violenza aumentano, compresa quella sessuale (citato da Daniela Danna in 'Ginocidio' ). Se il nostro è un paese dove l' informazione televisiva dà il massimo spazio, senza la minima replica, al tentativo di linciaggio oltre che allo stupro, se privilegia il clima di violenza della cronaca nera, se alza l' allarme sicurezza senza saperla gestire, se, visto ormai l' abitudine alla virtualità delle promesse, tutti lanciano ricette antistupro disordinate, inutili e inapplicabili, le donne continueranno a essere violentate: dagli stranieri, dai rumeni, dagli italiani, dai vicini di casa, dai mariti. Del resto, in passato dice sempre la Danna, "la distinzione tra sesso consenziente e stupro non aveva alcun valore per molti popoli, tra cui i Romani (!!!), dai quali abbiamo preso la parola stuprum che allora significava ogni atto sessuale fuori del matrimonio". è drammatico pensare che forse ha ragione il premier, volendo seguire la sua capacità di scherzare amabilmente anche sulle tragedie. Le donne non si libereranno mai dal pericolo dello stupro: se brutte e vecchie perché non avranno diritto al soldato di scorta, se belle perché anche il soldato è un uomo, in ogni caso perché anche se tutti gli uomini si mettessero in divisa, sarebbero sempre meno delle donne. Forse bisognerebbe educare gli uomini sin da piccini al rispetto delle donne, ma questa idea, così poco politica, così domestica, non viene in mente a nessuno.

  31. utente anonimo

    Grazie delle cortesi risposte.
    Mi piacerebbe che a dire la propria fossero proprio le donne che passano di qui, casualmente o assidue lettrici.
    Mi piacerebbe perchè l'impressione è che siano, le donne, davvero un po' assenti e che tranne le eccezioni di personaggi vari che sappiamo ed occasionali interventi, mi pare che la discussione sia lasciata un po' troppo in mano dei maschietti. Questo suggerisce anche l'erronea impressione sottofondo, che a loro stesse non importa un granchè o che loro primariamente ci dicano in modo sottinteso, che non è una gran priorità.

  32. utente anonimo

    @Tisbe: hanno ragione a non sopportare la strumentalizzazione.
    E che mi ero fatto l'idea strana che lo "stupro" o la "violenza" anche psichica fosse, tra le strumentalizzazioni odiose,
    la prima rispetto ad ogni altra.
    Ciao.
    Alieno

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