Fra quattrocento anni la chiesa cattolica chiederà scusa alla famiglia Englaro

La Chiesa viaggia con secoli di ritardo cognitivo. Sembra avere un’età cronologica da adulto e la mente infantile imbastita da un ritardo cognitivo cronico.
Dopo secoli si affanna a chiedere scusa per le cantonate che ha preso in precedenza, ma continua a dichiarare di possedere la verità assoluta pretendendo di pontificare su tutto.
Adesso la Chiesa sta riabilitando Darwin, tempo fa ha riabilitato Galileo chiedendo scusa per averli perseguitati quando erano in vita. Oggi la Chiesa sta perseguitando la famiglia Englaro alla quale sta negando quella pace che spetta a tutti. L’egoismo della Chiesa è vergognoso, perché di fatto delle vite umane, a lei, non interessa un granché.
Tra le altre cose, vorrei chiedere ai sepolcri imbiancati della Chiesa, se sono così ingenui da pensare che, senza l’ausilio di quella che loro definiscono diabolica tecnologia, Eluana Englaro sarebbe viva.

"Oggi come ieri, i limiti e i veti imposti dalla chiesa cattolica al progresso scientifico, in nome di un esclusivo monopolio sull’esegesi dei testi sacri e la pretesa che le sue indicazioni, in taluni campi, come quello ricordato della bioetica, divengano norme giuridiche imperative, rappresentano un vero e proprio macigno. Nonostante il patto simbolico di tolleranza e di libertà firmato fra lo scienziato credente e lo scienziato laico".

33 commenti su “Fra quattrocento anni la chiesa cattolica chiederà scusa alla famiglia Englaro

  1. utente anonimo

    Può darsi che fra 400 anni la Chiesa, se sopravvive a sé stessa, si sarà trasformata dal maschile al femminile; e in virtù di questa evoluzione epocale, l'istinto materno prevarrà e allora costringerà le tante altre Eluane a sopravvivere malgrado il coma.

  2. utente anonimo

    Chiedere scusa a chi?
    Sottintendiamo all'uomo, all'umanità, alla ragione.
    Ecco, parliamo un attimo, con oggettività, di ragione, lasciando la questione della fede da parte.
    Dopo secoli o decenni, la scienza si affanna a chiedere scusa.
    A Galileo: era uno scenziato profondamente cattolico (e lo restò fino in fondo) e fu osteggiato dal razionalismo. Perchè Galileo aveva ragione, ma non riuscì a dimostrarlo razionalmente e dunque il razionalismo non riconobbe la sua ragione, ragione che eppure aveva.
    Darwin, ugualmente, ebbe l'antagonismo di scenziati che ritenevano le sue teorie assurdità, prima di affermarsi.
    Oggi le teorie di Einstein vengono confutate e corrette.
    Oggi c'è anche un'interessante teoria che rimette il nostro pianeta al centro dell'universo in una bolla, perchè le teorie attuali non filano più, non quadrano, abbiamo "massa oscura" nello spazio che non sappiamo assolutamente far quadrare ed una teoria della "bolla" lo permetterebbe. Chissà.
    Mio padre, insieme ad altri medici, quand'ero ragazzo, mi affascinavano quando mi spiegavano che anche nel nostro Paese (e non in una sperduta tribù amazzonica semi-primitiva), fino agli anni '50-'60 la medicina andava più o meno a tastoni ed entrare in Ospedale, spesso, dava meno possibilità di cavarsela bene che restando a casa con un buon medico di famiglia che magari meglio aveva anamnesi del paziente, conoscendo personalmente il soggetto e valutando tutto il quadro complessivo dove in Ospedale spesso si ragionava per compartimenti stagni, in quadri frammentari poco comunicanti e senza guardare al paziente, ma alla malattia in sè. Spesso danneggiandolo con terapie peggiori del male in cura o inconsapevolmente (e non sempre, c'era chi faceva sperimentazione all'insaputa del paziente per propria conoscenza e verifica) provocando altri danni collaterali, spesso più seri.
    La scienza e la tecnologia ci offrono opportunità meravigliose oppure, nel cattivo uso (perchè la scienza non è sorgente etica, non ci spiega cosa è giusto o no farne e tanti scenziati nazisti, tristemente, lo testimoniano) o nella presunzione di "sapere" tutto o quasi, ci offrono delle vere dannazioni, delle cose infernali.
    Fai conto: l'eternit, l'amianto! Abbiamo impestato mezzo pianeta di quella roba, anche il nostro Paese.
    Poi dovendo spendere un'enormità per "bonificare" quelle che sembravano delle figate straordinarie. E non potendo mai riparare il danno all'uomo (leucemie, cancro..).
    La scienza ci offre possibilità, ma anche aldilà dell'uso che ne facciamo, buono o cattivo per l'uomo, spesso c'è imprudenza e presunzione nello sfruttare quelle possibilità.
    Formidabili medicinali che poi, si scopre, sono un rimedio peggiore del male stesso: ammalano l'uomo, quando non l'uccidono (e nel primo caso ne conosco di persona!) ed allora è tutto un correre per riparare i danni, ritirando dal mercato quei portenti (magari nascostamente andando a riciclarli nel terzo mondo fino a che non riappare l'improponibilità, lo abbiamo sentito, no?) e però quei danni sono irreparabili: uomini malati, uomini morti. In buona fede, di scenziati, ricercatori, medici.
    Perchè poi è così il senso di questo commento, che invita alla ragione ed all'onestà intellettuale nello sforzo di oggettività ad di fuori di stereotipi, luoghi comuni, semplificazioni e massimalismi: la buona fede è tanto della scienza che della fede stessa in una religione. Perchè la buona fede, anche quando sbaglia, infine, è propria dell'uomo.
    E sappiamo che talvolta, di buone intenzioni è lastricata la via per l'inferno.
    E' presto per poter fare più che ipotesi su chi dovrà chiedere scusa.
    Perchè l'uomo si sbaglia, tanto che sia cittadino comune, genitore, figlio, medico, scenziato, militare, prete, maestro, ideologo, piscologo, muratore, contadino, operaio..
    L'uomo è fatto così: imperfetto, aldilà delle buone intenzioni, te lo deve ricordare un Alieno, Tisbe?
    Quale sarà poi, la teoria che avrà ragione? E per quanto?
    In questo stimolo di riflessione, voglio farti sorridere con un'osservazione (non mia), spero ti piaccia:
    "L'ortodossia non è altro che un'eresia che tra le altre ha avuto successo".
    Ogni bene.
    Alieno

  3. utente anonimo

    'azzarola, la "i" non mi caga, era "scienziati" dicevo… uffa, ariadaje e scusate, 'nvedi come sto messo anch'io, Alieno, con la buona fede.. :-)))
    Alieno

  4. utente anonimo

    Ciao, Tisbe.
    Scusa se vado fuori tema (ma neanche tanto, il testo che ho linkato in fondo riguarda proprio la vicenda Englaro). Ti volevo avvisare che da qualche giorno ho lanciato sul mio blog un gioco narrativo. Comporre un testo a partire da un incipit prestabilito. trovi maggiori informazioni qui: http://blog.libero.it/AltreLatitudini/6426612.htm… e il testo che ho scritto per il gioco qui:
    http://blog.libero.it/AltreLatitudini/6457059.html

    ciao 🙂

    W.

  5. utente anonimo

    alieno,lo sai che esiste una logica di mercato?quella di vendere!e la "ricerca"è in maggior parte pagata da questa logica.I prodotti immessi sul mercato devono essere vendibili e non necessariamente innoqui per l'uomo:vedi,come hai citato,l'amianto,i medicinali,e l'elenco è molto lungo e,credo,in continuo aumento!Quelli che ci tengono tanto alla vita,tanto da non lasciar morire in pace una persona già morta perchè non intervengono in questi casi?

  6. utente anonimo

    Abbiamo qualcosa in comune… La speranza. In fondo.

    Anche io nel mio "vaso" nascondo qualcosa, un segreto… di cui sto seguendo le tracce…

    Concordando in pieno con quanto scrivi.
    Perchè il pensiero critico, c'è chi non ha ancora capito come e da dove nasce..

    Un abbraccio, passa a trovarmi.

    Perdona se anche io mi firmo come "Pandora." =)

    Ciao.

  7. utente anonimo

    @anonimo (10): lasciar morire in pace una persona già morta?
    E quante volte si deve morire?
    Non è già in "pace" un "morto"?
    Di solito si lasciano in pace i morti e si armeggia sui vivi, magari discutendo della loro sorte, perchè quella del morto, più o meno è segnata, non trovi?
    Fattelo venire qualche dubbio, sul quel volere un morto che si è disposti a "drogare" e che si vuol far morire.
    E se è già morta ed in pace, perchè mai si deve dargli sedativi e morfina? Forse si ha paura che quel corpo che si vuol morto, morto non sia e non faccia silenzio, non faccia "la quiete", ci possa dire qualcosa? E chi ti dice che coloro che "ci tengono tanto alla vita" non intervengono in questi casi?
    Ciascun come può e vuole. Io, appunto, sarei tra questi..
    Ciao.
    Alieno

  8. Rossafata

    Ciao, Tisbe
    la vicenda è molto triste: lo scontro istituzionale sulla pelle di una poveretta…
    ma, tra le diverse, la parte migliore ma passata sotto semi silenzio è quella in cui il nostro dice che va salvata perchè in ipotesi è ancora in grado di procreare (e come, se non con una violenza?) e poi ha ancora regolarmente il suo ciclo mestruale.
    Della sua coscienza nulla gli interessa, solo le sue capacità di fattrice.
    Io mi sono sentita offesa da queste affermazioni, però sembra che poche altre voci di protesta si siano alzate.
    Che noi donne (vedi legge 40) siamo ormai abituate ad essere oggetto di disposizione (legislativa) maschile?
    Qui tira davvero una brutta aria e tra un po' pretenderanno di nuovo di dirci cosa fare o cosa non fare con il nostro corpo!
    Dove è il vigore con cui la generazione femminile precedente ha rivendicato e conquistato i suoi diritti?
    Ragazze, sveglia!

  9. utente anonimo

    Prima di discriminare in donne ed uomini, dovremmo imparare a riconoscere che siamo tutti
    individui, persone, esseri umani, o non si va da nessuna parte.
    Io dico che la Ragione e la nostra civilità ci chiedono l'umiltà della prudenza. Noi non conosciamo la volontà di Eluana, purtroppo. Non è il caso Welby questo. Non la conosciamo, ci sono pareri discordi tra parenti anche, ma non basterebbe comunque.
    E dunque per Civile Ragionevolezza, in assenza di volontà, dobbiamo prevedere una doppia possibilità nella volontà di Eluana.
    Ed io ho imparato un'educazione civile e ragionevole.
    Quella che vuole che non si emetta condanna, soprattutto se è sentenza di morte, se non "aldilà di un RAGIONEvole dubbio".
    Senza volontà di Eluana, i dubbi restano. E la Ragione civile ci chiede l'umiltà della prudenza per cui non emettere sentenza di morte.
    Alieno

  10. utente anonimo

    Rossafata ,già ti hanno detto di non masturbati,di mantenerti l'imene intatto(se si è lacerato per cause fortuite o sei nata senza fattelo rifare o plastificare) fino al matrimonio(rigorosamente religioso),scopare solo per procreare(con vestaglia lunga e apertura al punto giusto,naturalmente bianca) e senza orgasmo,soddisfare il marito quando vuole lui,……………e indossare solo vestiti lunghi o pantaloni(questa è veramente una concessione paritaria) non aderenti onde evitare di stimolare gli ormoni maschili e di conseguenza indurre allo stupro.
    ragazze,siete tutte in coma irreversibile?
    lele

  11. utente anonimo

    FrancaFranca: apprezzabile il prudente modo di porti, sul tema della vita. Almeno da me.
    Cerchiamo allora d'esser più precisi, è una cosa importante.
    Non discquisire sul significato della parola "vita". Quella è vita, altrimenti non si dovrebbe far morire, non avrebbe senso.
    E' vita e vita umana, perchè non è una noce di cocco, nè un ornitorinco Eluana.
    Si discute se quella vita (certa vita), umana (certa umanità), ha ancora la dignità per vivere.
    Si discute se quella è ancora persona.
    Si discute di come fare in assenza di una volontà del soggetto a decidere della sua vita.
    Legittimo dire un tuo soggettivo parere. Ma la soggettività non ci basta. Dobbiamo discutere per ottenere qualcosa di oggettivo, perchè la mia soggettività è diversa, come si fa?
    Se io dico che gli ebrei non sono vita, non sono vita umana, sono subumana vita ci si accorge subito che la mia soggettività non aiuta l'umanità e si spiega perchè magari mi chiamo Mengele e faccio esperimenti su esseri umani vivi, ad Auschwitz. Allora il mio soggettivo, dire che "non credo quella sia vita.." non ci basta.
    Ciao.
    Alieno

  12. WebLogin

    Berlusconi ha detto: "Eluana è una persona viva che potrebbe, per ipotesi, generare un figlio". E sul padre di Eluana ha detto: "A me sembra che non ci sia altro che la volontà di togliersi da mezzo una scomodità. Tutto qui. Credo che la vita però sia più importante".

    Potrei accusare Berlusconi di non essere coerente… o anche di non rispettare la Costituzione, ma mi chiedo invece come sia possibile affermare che una donna può avere un figlio se non è più in grado di amare, di avere una relazione affettiva? E come si può criticare un padre che ha una figlia in coma da 17 anni? Questa è follia! Mi vergogno profondamente di essere rappresentato da Berlusconi e dire non l'ho votato non mi basta per sentirmi meglio.

    "Non so se basterà mio figlio, o se ci vorrà il figlio di mio figlio, perché qualcuno chieda com’è stato possibile che l’Italia abbia accettato e in parte amato un folle che scheda i barboni, trasforma i medici in delatori di migranti, si fa fare le leggi per evitare di essere processato, legalizza le ronde notturne e infine delira su una possibile gravidanza di una donna in coma da vent’anni per imporre l’accanimento terapeutico obbligatorio per legge." (Alessandro Gilioli)

    Giuseppe

  13. utente anonimo

    Sinceramente…
    non capisco proprio tra i tanti ragionevolissimi motivi per cui
    chiedere che Eluana non sia uccisa,
    si debba impiccarsi su una questione che appare discutibile o marginale come quella che E. potrebbe generare un figlio: mi pare un argomento debole, quello, nonchè cacciarsi in un ginepraio, quando ci sono più solidi motivi.
    Compreso il fatto di aver subito gravissima violazione, anche Costituzionale, nell'aver sentenza di magistrati che hanno il ruolo di applicare leggi e non di farne (o riferirsi a norma generica quando manca la specifica ed allora la Costituzione e la norma tutela vita e l'eutanasia è illegale) con doppia gravità di convalida di sentenza e così scavalcando quei presupposti per cui a fare leggi sono incaricati e scelti dal popolo, cioè violando di fatto sovranità di popolo, cioè violando democrazia. Già questo è argomento più convincente di quel "potrebbe, per ipotesi, generare un figlio".
    Alieno

  14. utente anonimo

    Ma che c'entra? Da questa parte, per quanto mi riguarda personalmente, c'è libertà di critica, non è che uno ha obblighi di sudditanza o cortigianeria per forza eh! Si chiamerebbe, curiosamente, "Popolo delle Libertà" e per quanto niente significhi nella sostanza certa politica di facciata magari anche di plastica: il fatto di aver votat Berlusca a questo giro, non mi impedisce di essere libero nella critica. Poi ognuno ha la propria cultura ma…
    Dalle tue parti non usa così? :_)
    Alieno

  15. utente anonimo

    @Tisbe: mi è sembrato di sentire la tua bella voce lasciata sul web in un "testamento biologico"…. ma non ho potuto aver tempo di cogliere con esattezza la dichiarazione del nome e cognome… eri tu?
    🙂
    Alieno

  16. utente anonimo

    Già avuto modo di risentire meglio: trattasi di Valeria Galanti nata a Roma il 15.12.82….
    🙂
    Alieno

  17. utente anonimo

    alieno 22
    Più che "gravissima violazione, anche Costituzionale,"hanno emanato una sentenza in disaccordo con il clero,berlusconi,pdl,mediaset,testate di giornali a libro paga berlusconi e ai tanti italioti plaudenti alle quotidiane cazzate della classe politica dominante!
    In mancanza di leggi specifiche,i magistrati,hanno applicato quello che si chiama "il vecchio e saggio buon senso",ma credo che tu non lo conosca!
    lele

  18. utente anonimo

    Lele: il tuo "soggettivismo", per sua natura, deve ammettere che il buon senso di alcuni è diverso dal buon senso di altri. Stiamo freschi se ci affidiamo al buon senso di chiunque.
    Per questo i magistrati hanno margine di discrezionalità, ma hanno confini nel ruolo istituzionale definiti, altrimenti ognuno è legittimato da giudicare. Per giudicare in nome del popolo sovrano, tra le altre cose, si deve accettare che un magistrato applichi discrezionalità però non abbia potere legislativo, che il popolo sovrano concede solo al Parlamento cioè alla legge o al Governo con lo strumento del decreto che però deve essere convertito in legge o decade. In sintesi la democrazia ed il popolo sovrano riconoscono solo ad organi elettivi (o non è sovrano nè democratico) compito di far legge, ai magistrati solo quello di applicarla, non di farne e nemmeno di farne con buon senso particolare (diverso da magistrato a magistrato o da altri).
    Stiamo freschi se tu non conosci principi elementari di democrazia, di educazione civica perchè se ciascuno applica il proprio buon senso come vuole, è il caos: ci sono fin troppi "buon senso" in circolazione, diversi tra loro.
    E non è importante che i magistrati siano pro o contro un lato delle geometrie politiche: quando invece di applicare leggi ne fanno di proprie o ne fanno a meno, si ha una grave violazione democratica, costituzionale, istituzionale. Deve restare il popolo sovrano, deve difendersi la democrazia o no?
    Alieno

  19. ermahico

    E non è importante che i magistrati siano pro o contro un lato delle geometrie politiche: quando invece di applicare leggi ne fanno di proprie o ne fanno a meno, si ha una grave violazione democratica, costituzionale, istituzionale. Deve restare il popolo sovrano, deve difendersi la democrazia o no?

    luca, bella frase, sembra uscita da un tg di fede,speranza e carità.
    Ma chi ti ha infilato l'idea che esistono giudici che fanno politica con el sentenze???? ah già, il nano mafioso che dice che i magistrati sono tutti matti.

  20. utente anonimo

    La mia fede, Ermahico, non la nascondo di certo: cristiana.
    Ma non sapevo della tua religione: credente nella magistratura? Dogmaticamente? Raccontamelo perchè quei magistrati per me, infine, erano uomini e non divinità. E uomini che fanno politica non nascondendola quella fede, ma spesso ostentandola pure, quando in effetti, un buon senso vorrebbe che un giudice sia un "terzo" e che eserciti arbitrio fuori da ogni sospetto, per quanto è possibile, di preferenze particolari. Anche politiche, se si ha pretesa di avvicinarsi all'idea di una giustizia più equa. Tant'è che quando un magistrato è in qualche modo coinvolto (familiarità, amicizia, interessi di varia natura) è inidoneo. Spesso inidoneo anche un luogo per giudicare, non solo giudici. Ed allora tu capisci che l'ostentazione di preferenze politiche è perfin arrogante. Ma poi, insomma, è dalla tua parte che talvolta si voglion giudici superiori alle parti, altre corrotti e filogovernativi, magari, che so, parlando d'un G8… che mi combini? La tua fede si dimostra già debole da difendere, ehehe.
    Ciao.
    Alieno

  21. Tisbe

    Gli uomini possono sbagliare e sono perdonabili, ma una divinità che per definizione non sbaglia mai è qualcosa di assolutamente inaccettabile, se non altro perché questo, sì, sarebbe un pericoloso dogma.

  22. utente anonimo

    Tisbe: abbiamo raggiunto un punto condiviso allora, gli uomini possono sbagliare.
    Che siano padri, medici, scenziati, giudici, possono sbagliare.
    Allora è importante nell'emetter sentenza, magari grave come sentenza di morte, farlo quanto più si possa "aldilà di ogni ragionevole dubbio". In quei casi bisognerebbe lasciar stare le cose come sono..
    E di dubbi ce n'erano tanti, purtroppo. Il problema è allora il rapporto, il valore d'una vita umana e come relazionarci a quella quando c'è un ragionevole dubbio.
    Io opto, con la ragione, per la prudenza. Che è mancata forse pensando a uomini come "divinità".
    A meno che non si voglia introdurre "dogma" per cui l'infallibilità è di padri, medici, giudici (ma non tutti concordi tra loro perchè di dubbi ve n'eran tanti), a meno che non si debba condizionare, peggio ancora, la vita altrui anche ammettendo una fallibilità: è pure peggio saper di non esser infallibili, in sostanza, e comportarsi comunque come lo si fosse! Ciao.
    Alieno

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