Povere, sciocche, donne fasciste ridotte ad oggetti

Tutte le poverette fasciste, danno l’impressione di essere masochiste. Perché il duce dal fascio duro, riconosceva solo 2 tipi di donne: le donne utero (la moglie, ottima per sfornare figli) e le donne vagina (la Claretta Petacci, ottima da scopare senza togliersi gli stivali). Le donne fasciste, per il super duce erano solo degli uteri e delle vagine da usare all’occorrenza!
Questa è una della tante analogie tra Mussolini e Berlusconi: quest’ultimo vuole far partorire una donna clinicamente morta perché l’utero le funziona a meraviglia.
Povere sciocche donne fasciste ridotte ad oggetti!

48 commenti su “Povere, sciocche, donne fasciste ridotte ad oggetti

  1. utente anonimo

    Chiunque sia: Dio, Allah, o chi altro ha fatto il miracolo di sottrarre la povera Eluana allo sciacallaggio degli uomini! uomini?
    Uomini che definiscono vita quella vegetativa?
    Allora in nome di Dio o chi per esso, nessuno abbatta mai più un albero o estirpi una radice, pena la scomunica delle superiori gerarchie!
    Indovinello: cosa è il canidis sciacallensis?
    E’ un animale che (trascrivo da Kipling): "I lupi dell'India disprezzano Tabaqui, perché egli è sempre in giro a far malanni e a raccontar frottole, e si nutre di rifiuti e dei pezzi di pelle che trova nei mucchi di immondizie presso i villaggi. Ma essi lo temono anche perché Tabaqui, più di ogni altro nella Giungla, va soggetto alla rabbia, e allora dimentica che ha sempre avuto paura di tutti e si dà a correre per la foresta e morde tutto ciò che trova sulla sua strada poiché la rabbia è il peggior malanno che possa capitare a un animale selvatico. Noi la chiamiamo Idrofobia, ma essi la chiamano deuanee, la pazzìa, e scappano".

  2. utente anonimo

    Ieri sera, il delirio di Berlusconi ha raggiunto un picco storico :" Io sono per la libertà e contro ogni forma di statalismo…" e voleva impedire la libera scelta di Eluana e della famiglia Englaro con decreto legge…Chi ancora lo sostiene o è uno stupido oppure è in malafede…

    Piramo.

  3. utente anonimo

    Ecco che con tali commenti… la persona di sinistra fa capire alla persona normale di non aver capito un emerito nulla dell'essere di destra.
    La donna utero… ma dove l'hai sentita Tisbe?! Certo è che il fascismo e la destra tradizionalista vedono nella donna un elemento portante del focolaio, della casa, della vita domestica insomma; ma mai la relegano a semplice strumento per sfornare figli. Questo ideale (se così lo possiamo definire) è condiviso in tutto il mondo solo da poche minoranze di ignoranti.
    I primi sono ovviamente i musulmani, ma voi carissimi comunistelli seite così contenti quando questi arrivano a frotte dalla Libia.
    Che pena…

    PS: pubblica il commento Tisbe, dai… che sennò appari proprio come lo stereotipo di sinistra.

  4. Tisbe

    #7, purtroppo sono le donne di destra che non sanno un fico secco della destra
    Consiglio d'amico: leggiti psicologia di massa del fascismo, forse imparerai qualcosa.

  5. ermahico

    "la bella donnina fortifica l'organismo"
    questa è lo slogan di un manifesto di uno dei tanti bordelli che il regime appoggiava copiosamente.
    la donna serve molto alla salute, ma non credo in questo senso.
    spiegarlo ai camerati è impossibile.

  6. utente anonimo

    La presunta donna "vagina" di destra individuata nella disgraziata "donna" Claretta Petacci, però, ci offre una splendida occasione di capire gli "uomini" di sinistra, che si accanirono sul suo cadavere in modo impietoso ed osceno, dimostrando una disumanità, in quel trattare quel corpo umano di donna come "cosa" e diventando loro stessi meno umani e più "cose" che sono effetti figli di un odio disumanizzante che proviene dai contenuti ideologici per cui hanno dato dimostrazione, anche, su quella povera donna. Che infine resta donna ed odiata donna da uomini che han perso umanità, diventando "cose" in nome di "qualcosa".
    Che tristezza che nemmeno una donna possa riconoscere un'altra donna e veda legittimità o non veda nulla in quella depersonificazione, in quella disumanità.
    Ma forse spiega qualcosa della loro sorte…
    Alieno

  7. utente anonimo

    Ermahico: ti invito ad allargare i tuoi orizzonti nell'analisi.
    Dove tu scrivi "uno dei tanti bordelli che il regime appoggiava copiosamente. " dovrebbe venirti in mente che oggi, un governo di cdx, rende reato addirittura la prostituzione (cioè la libera scelta e non solo lo sfruttamento).
    O più .. poeticamente, un diverso rapporto con la "prostituta" nella narrazione stupenda di un Fabrizio De Andrè, che non passa propriamente per un "fascista".
    E però ci spiega tante cose, in quel racconto .. rimpianto ed insostituibile.
    Voglio dire, francamente, che nella fretta di fare i comunisti sparando alla cieca sul fascismo, si rischia malaguratamente, di passare un po' da … fascisti.
    Non credo sia il tuo scopo o un tuo interesse.
    Alieno

  8. Tisbe

    @Alieno, è stato Mussolini a predicare l'uso della forza e della violenza e gli italiani da bravi allievi l'hanno messa in pratica accanendosi sui cadaveri! Hanno solo imparato bene la lezione… e stanno imparando anche quella di Berlusconi… fra poco vedremo cosa…

  9. ermahico

    @alien rende reato addirittura la prostituzione
    solo quella per strada, gli azzurini sono quindi liberissimi di andare a trans iperdotati negli appartamenti.

  10. utente anonimo

    @Tisbe: sai bene – e non ho problemi a dirlo di nuovo – che sono convintamente anti-fascista.
    Talmente tanto che proprio per questo mi tengo distante dallo scegliere qualcosa che infine gli somiglia nei frutti, perchè dal frutto si riconosce la pianta che li produce.
    Cosa significa allora "hanno imparato bene la lezione" se non che ne hanno ascoltata una diversa che però diversa non è, se permette uguale replica? Non mi affascina e convince qualcosa che finisce per legittimare ciò che condanna, dove invece credo più coerente rivolgere sguardo dove si prende distanza e si applica miglioramento di quel che si condanna.
    Poi parli di Berlusconi ma non ho capito la coerenza: si accanisce bestialmente su cadaveri? Brutalizza vivi ed incita a farlo? Spiegati, non capisco cosa vuoi dire. Temo, siano molti a non capire..
    E poi non ci contiamo balle: il comunismo,nella predica della necessità dell'odio e della violenza, rivaleggia benissimo coi nazifascisti e quella narrazione storica ci mostra che è odio e violenza che si accanisce anche su non-fascisti e prima di aver scontro diretto con fascisti: ed allora? I frutti non son diversi!
    Ciao.
    Alieno
    Ermhaico (al 14): sono perfettamente d'accordo con quello che scrivi, infatti. Aggiungendo naturalmente il contorno di coca per cui a noi tocca fare test alla guida del veicolo ogni tanto, a loro mai alla guida d'un Paese intero..
    Ma se cominciamo l'argomento delle incoerenze e delle pratiche del "armiamoCI e partiTE" si fa l'alba..
    Ciao.

  11. utente anonimo

    Tisbe, non avevo letto il tuo ultimo: è un problema serissimo, la "mignottocrazia" che investe non solo ambienti politici, ma ogni contesto, anche non pubblico purtroppo.
    Ed io per sintesi includo in quella "mignottocrazia" anche il leccaculismo, dunque sono trasversale al genere sessuale, eh eh.
    Ciao.
    Alieno

  12. utente anonimo

    11
    "che oggi, un governo di cdx, rende reato addirittura la prostituzione (cioè la libera scelta e non solo lo sfruttamento)"infatti,imporre a scelte di carattere strettamente personali non è fascismo!!!!!!!!!!!!
    tisbe,cosa c'entra ora la mignottocrazia?mica si parla di donne importanti,quelle che hanno raggiunto vertici di comando,proprii o dei consorti, magari usando solo la bocca!
    lele

  13. Tisbe

    @Alieno, chi semina violenza raccoglie violenza… è questa la lezione emi pare semplice da comprendere 😉

    @lele, proprio quelle sono le vere mignotte. Le altre, le prostitute di professione sono delle onestissime lavoratrici!

  14. utente anonimo

    appunto,tisbe,mica si parla di mignotte!
    tisbe,datevi da fare!al vostro fiaco ci sono sempre stato e lo sono ancora anche se con qualche….. decennio in più!e se le forze mi mancassero vedo dei validi sostituti!!!!!

  15. tendaneldeserto

    Come al solito, mi trovo in pieno accordo con Tisbe.
    Desidero allora fare solo una nota a margine, giacché anche qui si parla di un episodio storico, l'esposizione dei cadaveri di Mussolini e della Petacci a piazzale Loreto, ancora una volta senza spiegare il perché di quel luogo. Per completezza storica è bene ricordare che proprio a piazzale Loreto vennero fucilati il 10 agosto del '44 15 antifascisti. La fucilazione fu per rappresaglia all'attentato subito poco lontano da un mezzo militare tedesco, dove peraltro non era perito nessun soldato tedesco.
    I cadaveri rimasero esposti tutto il giorno, dileggiati dalle milizie fasciste, che non permettevano ai familiari di raccogliere le spoglie per dare loro degna sepoltura. Fu tale l'impressione suscitata da questo episodio, che persino Mussolini si sentì in dovere di protestare contro il comando tedesco, che aveva ordinato la fucilazione. Dimenticando tuttavia che autori del vilipendio di cadavere, erano state le proprie milizie.
    (Franco Loi)
    Di fotografie di quella fucilazione dell'agosto del '44, in rete se ne trovano tante, basta cercarle.

    Se questo episodio non può giustificare l'efferatezza di quanto accadde, meno di un anno dopo, a piazzale Loreto, può certamente spiegarlo.

  16. tendaneldeserto

    Come al solito, mi trovo in pieno accordo con Tisbe.
    Desidero allora fare solo una nota a margine, giacché anche qui si parla di un episodio storico, l'esposizione dei cadaveri di Mussolini e della Petacci a piazzale Loreto, ancora una volta senza spiegare il perché di quel luogo. Per completezza storica è bene ricordare che proprio a piazzale Loreto vennero fucilati il 10 agosto del '44 15 antifascisti. La fucilazione fu per rappresaglia all'attentato subito poco lontano da un mezzo militare tedesco, dove peraltro non era perito nessun soldato tedesco.
    I cadaveri rimasero esposti tutto il giorno, dileggiati dalle milizie fasciste, che non permettevano ai familiari di raccogliere le spoglie per dare loro degna sepoltura. Fu tale l'impressione suscitata da questo episodio, che persino Mussolini si sentì in dovere di protestare contro il comando tedesco, che aveva ordinato la fucilazione. Dimenticando tuttavia che autori del vilipendio di cadavere, erano state le proprie milizie.
    "C'erano molti corpi gettati sul marciapiede, contro lo steccato, qualche manifesto di teatro, la Gazzetta del Sorriso, cartelli , banditi! Banditi catturati con le armi in pugno! Attorno la gente muta, il sole caldo. Quando arrivai a vederli fu come una vertigine: scarpe, mani, braccia, calze sporche.(….) ai miei occhi di bambino era una cosa inaudita: uomini gettati sul marciapiede come spazzatura e altri uomini, giovani vestiti di nero, che sembravano fare la guardia armati!"(Franco Loi)
    Di fotografie di quella fucilazione dell'agosto del '44, in rete se ne trovano tante, basta cercarle.

    Se questo episodio non può giustificare l'efferatezza di quanto accadde, meno di un anno dopo, a piazzale Loreto, può certamente spiegarlo.

  17. utente anonimo

    @Tisbe: lezione semplicissima da comprendere. Ma tuttavia, difficile da applicare davvero, quando ci tocca.
    Dunque magari ad alcuni sarà facile accettare che un fascismo seminatore di violenza raccoglierà violenza. Meno magari di un comunismo, ecco, lì la difficoltà si mostra dove sembrava tutto così semplice..
    Eppure, è la stessa lezione.
    E per fortuna oggi, quelle ideologie non avrebbero vita facile e la nostra cultura e sensibilità più civile, non è più in grado di legittimare una violenza come quella su Claretta Petacci: appare per quella che è, nella sua cruda natura, quella bestiale, ingiustificabile e figlia della violenza predicata.
    Ugual cosa per le foibe.
    Ma dai, ugual cosa per un fascismo, un nazismo, un comunismo…
    la lezione, semplice, sempre quella è: dai frutti si vede la pianta.
    Alieno

  18. utente anonimo

    giusto alieno 23,dai frutti si vede la pianta!basta leggere le ultime proposte o già leggi sullo "straniero"e leggere alcuni fatti di cronaca!
    lele

  19. utente anonimo

    Una cosa è tentare (e riuscire anche) a spiegare il male.
    Anzi, è nostro dovere farlo perchè sia ridotto e contrastato adeguatamente.
    Fai conto: si può spiegare l'insofferenza che produce un razzismo, un pregidizio fatta di realtà concreta: violenza, stupro, reati, insicurezza, barbarie.
    E' doveroso non eludere quella realtà se si vuole avere speranza concreta di essere più giusti e arginare tanto quel razzismo conseguente alla rabbia, all'odio che monta nell'esasperazione e che costruisce altra violenza (come il razzismo), tema oggi di attualità in merito all'immigrazione.
    Riteniamo, con coerenza d'esser impegno civile quello di non negare la realtà, spiegare ma non condividere: non ci autorizziamo, non legittimiamo che uno vada a dar fuoco o picchiare un immigrato perchè a monte c'è stata un'inigustizia. Spieghiamo e non giustifichiamo.
    Poi la lezione ci riesce difficile quando si tocca il "proprio". Ed ecco che però dovremmo ricordarci: per coerenza logica ed onestà intellettuale, non possiamo legittimare e giustificare la violenza su Claretta Petacci, qualsiasi cosa ci sia a monte, anzi, soprattutto se a monte c'è odio, ingiustizia e violenza, abbiamo la responsabilità di non produrne altra ed imporre cultura migliore e più civile.
    Stupri e violenze non giustificano razzismo che picchia extracomunitari.
    La violenza comunista non si giustifica in alcun modo per violenza fascista. Si spiega, non si accetta e legittima. O si è uguali a chi si dice di condannare.
    Alieno

  20. Tisbe

    @Alieno, e dalli co questa violenza comunista! Intanto dovresti sapere che chi semina male raccoglie male. E Mussolini ha raccolto solo l'odio che ha seminato. Ovviamente io non lo avrei ucciso… ma io non c'ero e non ho subito le leggi di Mussolini… non ho visto Matteotti finito a manganellate dalle ronde fasciste. Ho solo visto un documentario quando avevo 14 anni ed ho vomitato. Il fascismo fa schifo! E chi cerca alibi è peggio dei fascisti!

  21. utente anonimo

    Sei tu quella che propone "alibi" alla violenza, non io, Tisbe.. :-))

    Io non credo ci possano essere alibi per legittimare la violenza d'un fascismo.
    Solo che io non mi limito a ciò che fa comodo. Dunque ho visto documentari sul fascismo e sul comunismo.
    E per coerenza ed onestà, devo proseguire quel filo logico: nauseato di entrambi, non trovo alibi sufficienti. E chi trova alibi solo quando conviene e per chi conviene, forse non si spinge più in là delle proprie comodità in quello sforzo di coerenza ed onestà.
    Non rendendosi conto che così facendo, legittimando la violenza di una parte, finisce per legittimare l'altra. Ciò che io non vorrei accadesse, non concedendo alibi alla violenza, magari attenuanti, ma la colpa, la responsabilità resta comunque.
    Ed è curioso che tu non ti preoccupi di chi dà alibi alla violenza, ritenendolo peggiore di tutti, ma solo alla violenza fascista, solo quella per te, è cosa peggiore.
    E non ti rendi conto che così puoi apparire indistinguibile da quei "peggio dei fascisti". Risulta una sostanza in cui la differenza è più o meno, un colore.
    Alieno

  22. Tisbe

    @Alieno, tu non vuoi, o non sei in grado di comprendere un concetto molto semplice. Un popolo vessato ha il diritto do difendersi con tutti i mezzi da chi lo vessa Un governante non ha il diritto di usare la sua forza (comunque venga intesa e non solo fisica) per piegare la volontà del popolo sovrano (per quanto a volte stupido). Io credo nella legittimità della rivoluzione e detesto tutto ciò che viene imposto dall'alto da un potere (già) costituito. In questo senso non sono hegeliana. Non è un alibi alla violenza… è il diritto di ribellione che io riconosco al popolo (intelligente).

  23. utente anonimo

    No, ti sbagli Tisbe: quel concetto lo capisco. Non per merito forse, ma per la semplicità che gli riconosci.
    Ma non confondiamo: io non sono, per esempio, mai stato "pacifista" nel senso inteso dai pacifisti "no-global" per dire. Ed ho coerenza in quella semplicità per cui poter dire che la resistenza nel nostro Paese fu legittima, anzi, volendo, salvò la nostra coscienza di oggi, come in parte la salvarono coloro che in dispetto della legge razziale fascista, si posero dalla parte dell'illegalità, aiutando ebrei. Gente che io ringrazio dal profondo del cuore, forse riconoscendomi più in loro che in altri. Perchè riconosco valori come l'obiezione di coscienza, dunque anche necessarietà di violenza in molti casi, necessarietà di illegalità!
    Ma certa violenza non è legittimabile. Fai conto: io cittadino subisco violenza o persone a me care e però non applico legge del taglione o faccio strage tribale ai cari del carnefice.. Se uno mi fa un torto, a me non viene automatico infierire sulla sua amante, per dire (anche se per disgrazia si chiama Claretta). Se sono antifascista, non arrivo ad uccidere anche non fascisti e perfino antifascisti. Cose così. Ho un mio sistema di coerenze, insomma. In cui un popolo ha il diritto di difendersi se vessato, anzi, è sempre stata una mia speranza, pensando ai tibetani, ai birmani, ai cubani di oggi come avrei voluto fosse stato fatto prima nella germania nazista o nell'unione sovietica o nell'italia fascista (stando dalla parte di chi voleva un Paese libero, non di chi meditava vendette e violenza comunque portando l'odio, il rancore).
    La "rivoluzione" è per me legittima, quando non c'è una possibilità espressiva e democratica. Per altri, è legittima comunque, ma insomma, si parla d'altri, sappiamo, di colori vari, rossi o neri (anche in questo, in sostanza, così simili…).
    Nè le colpe le trasferisco sulle amanti, sui parenti, nè sui figli ed i figli dei figli, anche se ho subito gravi torti, tengo a bada quella tentazione, da tempo (questione di esercizio, non è così faticoso poi..).
    Certo non voglio diventare "cosa" nel coltivare l'odio, preferisco tentare di restare persona coltivando cose migliori, col diritto di difendermi, di fare obiezione e perchè no, illegalità se serve.
    A me non pare complicatissimo.
    Alieno

  24. utente anonimo

    alieno 30
    hai qualche problema mentale?confondi violenza privata,quella che è l'espressione della bassezza intellettuale umana,e la rivoluzione che è l'espressione "violenta" alla violenza!Se una rivoluzione la giustifichi in quanto determinata da un regime che è violento,devi giustificare tutte le rivoluzioni e non solo quelle che ti fanno comodo!
    lele

  25. utente anonimo

    Ho aspettato prima di scriverlo. Speravo non fosse necessario, che scrivesse qualcun altro. Invece nulla. Allora lo dico cosa non è stato scritto da nessuno, con poco mistero forse, qui.
    Che anche nel comunismo, la donna prima che persona, era cosa di stato, come il suo utero. E dovere morale far figli, per lo Stato, per l'ideologia, necessità. Storie vecchie e però documentabili ormai, sull'Urss e sui Paesi satellite nell'est Europa in cui il comunismo era stato imposto. Anche qui evidenziando certe analogie tra fascisti e comunisti che vedo scomode citazioni da fare, in quella prevalenza dell'idea di Stato e di doveri morali, anche di uteri e con ancora più enfasi di "masse" dove individui, donne incluse, perdono centralità.
    Alieno

  26. Tisbe

    @Alieno, tu sei confuso. La prima opera comunista che è stata scritta ( o meglio quella che mi viene in mente) è Repubblica di Platone… leggila e troverai il valore ideale della donna che ancora oggi, a distanza di 2000 anni, poiché il comunismo rimane purtroppo utopia, non è stato ancora raggiunto. Mi dispiace ma dissento da te: non conosci l'ideologia comunista e non comprendi che il fascismo non ha alcuna idea che lo supporta ma è soltanto l'animo umano che si abbandona ai suoi istinti più bassi; sesso compreso.

  27. utente anonimo

    E’ semplicemente meraviglioso girare per blog e leggere che si parla di Platone….

    -Socrate- E te che ne sai Trasibulo,non mi sembri certo adatto a parlare,poiche troppo avvezzo alle braccia e ai glutei dei fanciulli senza barba, ma se sapessi come a Sparta le donne fanno ginnastica e imparano a tirare con l’arco ti sorprenderesti, e anche le vedessi tutte quante andar di zappa e aratro, mentre gli uomini s’affaccendano nelle olimpiadi, sapendo e in cuor loro vituperando quelle genti che s’accaniscono sulle loro proprietà come tafani impazziti in una sera d’estate. E ti dico ancora Trasibulo solo i filosofi potranno mai governare una città che innalza le donne, portandole a gareggiare con gli opliti nell’ arena bucolica”

    -Repubblica, 26,3

    Alceo da sempre innamorato della cultura greca

  28. utente anonimo

    Platone… comunista? Mah! Mi sembra una forzatura voler assumere Platone come padrino “comunista”. Sarò ignorante, ma non ho memoria dei compagni comunisti della prima ora che citavano Platone entusiasti, quanto invece la necessarietà dell’odio di classe e la proposizione d’una dittatura d’un proletariato, si parlava di masse più che di individui.. ma forse le nostre biblioteche son diverse. C’è però oggi internet come strumento: perchè non ricorrervi?

    Ci sono dei bellissimi testi, per es, uno di Andreea Pele sulle donne romene sotto il comunismo. Che spiega cosa comporta quell’ideologia: annullamento differenza di genere. Cioè discoscimento di quell’identità particolare che è l’esser donna e diversa da uomo che già..

    Si parla della “resistenza” di quelle donne per la conquista d’una femminilità contro le politice statali.

    Sul corpo, per es: la studiosa Kigman, analizza la politica comunista che controlla strettamente il corpo femminile e con esso, ogni derivato: per il comunismo quel controllo era il controllo sulla società comunista, la perdita la premessa della distruzione della società comunista.

    Ceausescu garantiva che il corpo femminile fosse proprietà di Stato e nessuno, nemmeno la donna titolare di quel corpo poteva privare lo Stato di quel controllo.

    Simona Popescu, poetessa e docente della facoltà di lettere dell’università di Bucarest, descrive il corpo così:

    “Si, esiste una cosa chiamata il corpo comnista! E’ schivo. Le sue labbra pronuinciano spesso la parola “grazie” o “scusi”. E’ indecentemente indecente. SI vergogna di se stesso. Si vergogna di parlare. Di distinguersi dagli altri. Di ballare come vuole. Tiene lo sguardo basso. E’ titubante se ridere o no. Odia i propri vestiti. E la propria nudità. Non sa cosa fare della sua giovinezza”.

    Poi c’è il tema dell’utero-figli, ma sei sicura che vuoi sentire? Perchè credo tu abbia lacune nella tua idea per cui far termine di paragone tra la donna fascista e quella comunista, con l’idea che ciò possa produrre un vantaggio all’idea comunista. Mentre a me pare che con meno lacune, si scopra presto che è un terreno minato da evitare, da comunisti, per non darsi zappa sui piedi. Poi, libera di pensarla come vuoi, ci mancherebbe!!

    Ciao.

    Alieno

  29. utente anonimo

    Niente, ho controllato: di comunismo in Platone non risulta traccia alcuna. Risulta invece che il Manifesto Comunista fu scritto da Karl Marx e F. Engels, nel 1847…

    Mi dispiace, ma anche io dissento da te, perchè specularmente al tuo giudizio, ritengo che non conosci l’ideologia comunista e non comprendi nemmeno l’intreccio socialista che lega un fascismo ad un comunismo. E l’idea dello Stato è altrettanto forte in questi sistemi per imporre doveri alle donne, dovresti sapere, sottraendo tra le tante libertà individuali, anche quelle relative, per non parlar di morali ideologiche..

    Mi auguro resti il rispetto reciproco nonostante la divergenza, che però sarebbe interessante approfondire entrando nello specifico…

    Alieno

  30. Tisbe

    @Alieno, e dove dovrebbe risultare che Platone è comunista? Nei libri di storia? Appare evidente che la Repubblica di Platone è l'archetipo di quelle opere di socialismo utopistico come La città del sole di Campanella, Utopia ecc…
    Tu la Repubblica non l'hai letta e cerchi di formarti un pensiero che non originale ma scopiazzato da altri pensatori… una sorta di meta meta meta pensiero del pensiero platonico. Dai retta a me leggi la Repubblica in prima persona e ci troverai tanti spunti di ideologia comunista… anzi… troverai il GERME dell'ideologia comunista.

  31. Tisbe

    Il volume I Decembrio e la tradizione della ‘Repubblica’ di Platone tra Medioevo e Umanesimo, di 530 pagine e sette tavole fuori testo, è stato pubblicato dall’editore Bibliopolis di Napoli e raccoglie 15 relazioni presentate al Convegno internazionale di studi svoltosi a Pavia e a Vigevano nel maggio del 2000, centrato su un episodio decisivo della storia della cultura europea. Infatti i lavori del convegno hanno illustrato il ritorno in Occidente del grande dialogo platonico, grazie alla traduzione latina condotta, prima del 1403, dal dotto bizantino Emanuele Crisolora con la consulenza dell’umanista vigevanese Uberto Decembrio. Tale versione, per quanto fosse letterale è segnata sia da omissioni che da incomprensioni, poneva fine alla secolare eclissi del capolavoro di Platone, durante la quale la sua conoscenza in Occidente era stata solo frammentaria e indiretta. Il nucleo centrale del volume è rappresentato dall’analisi del contesto culturale e sociale in cui operarono Uberto Decembrio e suo figlio Pier Candido – che curò, per parte sua, una nuova traduzione della Repubblica di Platone – attraverso contributi intesi ad approfondire la conoscenza di un momento tutt’altro che secondario della cultura filologica e filosofica nel ducato di Milano durante la prima metà del Quattrocento. Altrettanta attenzione è stata rivolta alla ricostruzione della tradizione del testo platonico nel Medioevo cristiano, ebraico ed islamico, mentre diverse relazioni sono state dedicate al percorso del dialogo nella seconda metà del Quattrocento, percorso che lo ha condotto dall’Umanesimo visconteo a quello fiorentino, fino alla rivisitazione operatane da Marsilio Ficino. Né sono mancati interventi che hanno indagato un’opera originale di Uberto Decembrio, il De Repubblica libri IV, con la quale il dotto vigevanese, pur allontanandosi decisamente dalle proposte più radicali contenute nell’opera del filosofo greco (in particolare il comunismo dei beni e delle donne), ne assumeva il progetto politico a ideologia della forma politica del principato

  32. Tisbe

    Dalla nascita i bambini vengono tolti ai loro genitori naturali per vivere insieme agli altri, come in una grande e solidale famiglia, in una sorta di asili statali. Poi, dai 7 ai 10 anni impareranno a leggere, scrivere, far di conto, conosceranno i testi classici, faranno danza, ginnastica, musica. Dai 10 ai 18 anni continueranno gli studi approfondendo la logica, la matematica, la retorica. I maschi infine faranno il servizio militare, che durerà due anni. Quelli che saranno però i futuri reggitori dello Stato dovranno ancora continuare ad approfondire la loro preparazione e dovranno perciò dedicarsi per altri dieci anni a sistematici studi scientifici. Poi, dai 30 ai 35 anni, studieranno la dialettica (cioè la filosofia), a cui seguirà un tirocinio di altri 15 anni come funzionari al servizio dello Stato. Dai 50 anni in poi potranno finalmente governare, alternando però la pratica del governo con lo studio della filosofia. Platone ha gran cura di mostrare come sia necessario che le classi superiori siano tenute lontano dal mondo degli affari, della produzione e degli scambi. I filosofi (ed anche i guardiani) non potranno perciò avere beni in proprietà privata, ma lo Stato stesso provvederà a tutte le loro necessità. Persino gli affetti privati sono visti con sospetto. Coloro che appartengono a queste classi non potranno formarsi una famiglia ed avere relazioni affettive e sessuali esclusive. Platone auspica un regime di comunanza delle donne e dei bambini. Non si tratta però affatto di licenza sessuale o di ridurre le donne ad oggetto: le donne sono anzi uguali agli uomini e partecipano alla vita dello Stato su un piano di parità.

  33. Tisbe

    L’essenza del “comunismo” platonico risiede in definitiva nella tesi economica dell’eliminazione della proprietà privata e nella tesi sessuale dell’eliminazione della famiglia e della parificazione uomo-donna. Tutto ciò finalizzato alla più completa dedizione al bene comune e statale.

  34. utente anonimo

    Beh, avevo scritto una replica forse un po' lunga, ma oggi mi gira per il cazzeggio.

    E' l'ora di proporre altro dal pregiudizio negativo. Anche riguardo alle donne di destra, per esempio, bisogna aver il coraggio di proporre un pregiudizio positivo.
    Perchè le veline non son solo di destra, son anche di sinistra.
    Perchè la politica spesso sa essere trasversale nelle pratiche particolari.

    E dunque abbozziamola con questi massimalismi demagogici, questi razzismi assurdi per cui una velina deve praticamente prostituirsi per entrare a mediaset o deve una rappresentante di destra che aspira a prestar servizio come ministro, prestar prima servizietti particolari al premier.
    Perchè è vero che in certi casi è proprio così che vanno le cose, ma non possiamo massimalisticamente escludere, con pregiudizio negativo assoluto, che una velina o una ministro possa diventarlo restando illibata e vergine!!! Anche se il premier non fa mistero delle sue pulsioni sessuali ossessive, ché talvolta pare non pensi ad altro e mi appare, nell'osservazione distaccata da alieno, come un ermafrodita: il pene lì dove sappiamo e la vagina sempre in testa… :-)))
    è possibilissimo invece, la ragione ci induce a dirlo, che una ministro, una parlamentare, una velina restino vergini anche se sono di destra, hanno a che fare con il Berlusca!!
    Ci mancherebbe! E' possibile che resti vergine invece, siamo ragionevoli, siamo onesti intellettualmente, è possibile, ammettiamolo!!!
    Purchè sia abbastanza veloce….
    🙂
    Alieno

  35. utente anonimo

    Hai più fatto poi quelle ricerche sull'appiattimento dell'identità femminile nel comunismo rintracciando il materiale che è reperibile in biblioteca o nel web avendo interesse e buona volontà? Quella che ti spiega cosa c'è alle spalle come motivazione delle indistinguibili divise uniche senza spazio a generi sessuali e però un tantino maschili per tutti e condannate le donne ad esaltar valore propria femminilità. Vezzo maltollerato e sospetto in quell'integralismo che ricorda altri. Oppure riguardo al ruolo indistinto della donna non come individuo a sè, ma come elemento indistinguibile nella "massa" operosa, tanto nel lavoro che nell'opera di attivismo ideologico, che nel ruolo di madre. Quell'idea che suggeriva tanto a comunisti nell'est del pianeta che nella germania nazista, che per ben "educare" ad una ideologia che in comune ha tratti spersonalizzanti e disumanizzanti, potendo plasmare con assoluto condizionamento la prole la sottraeva presto alla prole o la confondeva: non c'era una madre, un figlio, ma figlie e madri utili alla causa ideologica e punto. Il tema del controllo delle nascite poi è esemplare nei regimi, tanto rossi che neri, a seconda delle esigenze del periodo diventa dovere morale avere figli per la causa ideologica e difendere il sistema o diventa immorale averne troppi (come nel caso della Cina): tutti, a destra o sinistra, con l'idea di controllare uteri e donne, un supercontrollo subliminale o esplicito dello Stato.
    Levalo quel prosciutto sugli occhi, dai.. consiglio di affermare una propria "platonicità" e di lasciar perdere il resto. Anche e soprattutto se vuoi bene alla tua categoria: le donne.
    Fai ricerche, amplia il materiale su cui trarre conclusioni e valutazioni.
    Ovvio che devi sentire anche le altre campane per aver un giudizio più critico.
    Potresti trovare del materiale, per es- sulla Rivista di culture dei paesi slavi (esamizdat.it), che purtroppo del comunismo han subito meno idealizzazione e più pesante e concreto abbattersi infelice di noi italiani, con una storia democratica più lunga e felice della loro anche perchè da noi il comunismo non ha mai potuto davvero imporsi od esser imposto come a loro capitò. Trovo che sarebbe anche una forma di rispetto per la sofferenza di quei popoli prigionieri e dilaniati dall'ideologia comunista.
    Ciao.
    Alieno

  36. utente anonimo

    insomma, io ho risposto e nel rispondere spiego che l'evidenza che dici non c'è affatto, è solo la tua idea in cui l'analisi critica non prevede altro e non vuol sentire altro.
    Alieno

  37. Tisbe

    Alieno, il tuo anticomunismo non fa di te una persona super partes, questo mi basta e mi avanza… quindi le tue critiche le rispedisco al mittente comprensive di interessi 😉

  38. utente anonimo

    Curioso che non molto tempo fa, rispondendo ad un filo-fascista, mi son sentito dar simile risposta: "sei troppo anti-fascista perchè possa considerare quello che scrivi", ottimo argomento, parrebbe, per non doversi assumere responsabilità dell'esser fascista.
    Quante analogie..
    Poi dice che uno, rassegnato, fa sintesi e parla di fascisti rossi.. :-))
    Ciao.
    Alieno

  39. utente anonimo

    Tisbe: cerchi di formarti un pensiero che non originale ma scopiazzato da altri pensatori…
    Un modo brutto di dirlo, ma non capisco cosa ci sia di male nella mia mancanza di originalità, che tra l'altro non è mai stata una mia pretesa, non capisco perchè parlar di scopiazzamento cercando originalità, se non per tua avversione…
    Ma insomma, è ridicolo poi, accusarmi di quel che in effetti, fai anche tu, che ti richiami a Marx e Platone, cerchi perfin di combinarli, scopiazzando da entrambi in quel tentativo… Io credo che la questione non debba essere l'eventuale originalità o scopiazzamento, resta sul filo della tua proposizione di un Platone che sarebbe archetipo del comunismo. Discutibile. Mi domando se ciò era l'idea dei fondatori del comunismo, Engels e Marx o i successivi padri..
    A me sembra che Marx non è più proponibile, dunque occorre ricercare un Padre nobile per continuare a proporre un comunismo. Ma Platone non è comunista per molti motivi, anche cronologici per cui oggettivamente, al massimo possiamo chiederci se Marx era Platonico: non risulta in chi progetta una dittatura del proletariato, la lotta di classe…
    Ce la fai a contenere i toni nel dialogo esponendo solo i punti di vista senza le solite cornici nel tentativo delegittimante ed offensivo? Che c'entrava lo "scopiazzamento" che semmai denunci di fare tu, semmai, ispirandoti come dici?
    E non c'è nulla di male in quel non esser originali e attingere alle idee di altri, se ritenute valide!
    Forse non sarà rivoluzionario, ma non ci vedo niente di male!
    Ciao.
    Alieno

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