Amaro realismo…

[…] Mi è venuto da pensare al momento nel quale la nostra "crisi" aveva avuto inizio. Poi ho pensato ai soldi. Ho capito che le due cose erano strettamente legate. […]
In quel periodo poi, abbiamo smesso di fare l’amore. Lui diceva che non ci riusciva. Aveva una cattiveria sconosciuta mentre lo diceva, anche se sorrideva. […] Sembrava che qualcosa fosse finito, ma non capivo cosa.
[…]
Mi sento letteralmente niente, sono mezzo di tutto… praticante-avvocato ovvero ancora mezza studentessa e mezza lavoratrice. […] Era la prima volta che provavo quel sentimento: la vergogna. Vergogna di me stessa. Della mia vita, della maniera in cui stavo gestendo le mie cose. […]
Cercare il mio cinema è quasi una conferma del mio esistere, del mio lavorare. "Io lavoro in un posto che è anche scritto sul giornale" penso. […]
Ultimamente sta succedendo una cosa dentro di me. Prima ho smesso di immaginarmi dietro ad un tavolo di ufficio. Poi ho smesso di immaginarmi all’uscita da lavoro, immersa nel traffico, col solo desiderio di tornare a casa e cenare. Poi sto cominciando a smettere di pensare ad una vita in comune con il mio ragazzo. Adesso sto smettendo di immaginarmi in una casa.
[…] Erano le 11 di un giovedì di metà settembre. Io ero curiosa e pensavo di trovarmi in un negozio di curiosi come  me. Invece mi resi subito conto che c’era un manipolo di famiglie e coppie attrezzatissime e determinatissime nel portare a casa divani e crdenze, tavoli da cucina e pezzi di camere da letto. Io non capivo chi fosse quella gente, chi fosse questo popolo che in un qualsiasi giorno della settimana era pronto per arredarsi la casa. […] Chi era qualla gente da Ikea?[…] Tremesi fa non ho più avuto il ciclo, e le enalisi che ho fatto successivamente mi hanno dato le conferme. Quando lui si chiederà come sia stato possibile non penso che ci metterà molto a capire che la pillola l’ho smessa di prendere da almeno cinque mesi. Perché non ho voluto coinvolgerlo in questo piano?
Perché il figlio che nascerà non sarà frutto di un amore condiviso, come mi sono sempre augurata, ma di tutto il resto.
Tratto da "Precarietà" di Alberto Fassina – I nuovi sentimenti edito da Marsilio

13 commenti su “Amaro realismo…

  1. desiderio947

    Ho vissuto questa esperienza. Terribile. E' la peggiore violenza che si possa infliggere ad una speranza d'amore condiviso. Non so quanto sia frequente il ricorso a simile astuzia femminile x indurre l'uomo a prendersi le proprie responsabilità, di certo non penso si tratti di semplice astuzia ma di atroce vendetta senza vie d'uscita, se non quella di una vita intrisa di continue recriminazioni e piccoli o grandi dispetti nel vissuto quotidiano. Cosicchè quello che si era immaginato come un radioso orizzonte d'amore, immediatamente si trasforma in una insopportabile "Camera a Gas".
    Non conosco questo testo, ma ho l'impressione sia tutto intriso delle inevitabili recriminazioni cui accennavo prima.
    Mi auguro che la riflessione si sposti sul versante di come costruire dei rapporti armoniosi e cooinvolgenti x entrambi i soggetti.
    "A forza, non si fa nemmeno l'aceto"
    Ciao, un abbraccio. beppe

  2. utente anonimo

    "…Perché il figlio che nascerà non sarà frutto di un amore condiviso, come mi sono sempre augurata, ma di tutto il resto…"

    Gran brutto inizio per una vita…

  3. utente anonimo

    Ciao Tisbe ,

    testo molto triste ma bello e , soprattutto sincero. C'è molto del vissuto quotidiano di molti più di quanto si sia disposti ad ammettere.

    Devi essere proprio una persona sensibile !

    Consolati di te stessa…

    Un abbraccio , se melo concedi

    HelterSkelter

  4. utente anonimo

    Loro ( Quelli con età compresa tra 50-80 anni ) hanno distrutto i nostri sogni…Noi, ora, dobbiamo distruggere la loro realtà…

    Un sentito VAFFANCULO a tutti da Wladimiro Marsico.

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