Riflessioni dopo Pane e Libertà

paneelibertàDopo la visione della fction Tv "Pane e Libertà" andata in onda su Rai1, avverto la necessità di scrivere su questo blog i pensieri che mi ha provocato.
Le emozioni sono state tante, troppe perché io sia in grado di riportarle. Mi sono commossa, ho pianto molto, ma ciò che mi ha creato dolore è la percezione molto forte, di una perdita di Valori autentici nella società contemporanea.
Non nascondo che mi è piaciuta di più la prima parte dove erano assenti le beghe dei partiti, non ultimo di quello comunista. Lascia l’amaro in bocca comprendere che l’unione delle forze lavoratrici, allora come oggi, si riesce a trovare solo nella percezione di un nemico comune: fascismo o nazismo che sia.
Quello che mi chiedo è se il sacrificio di una vita intera, sia realmente servito a qualcosa. Di sicuro le condizioni di vita dei lavoratori sono migliorate, ma le morti bianche sono ancora una triste realtà nel nostro paese con l’aggravante che nessun media, a parte Rai3, ne parla quotidianamente.
Giuseppe Di Vittorio, una figura che io non conoscevo, ha creduto fermamente nelle sue idee e nei suoi sogni di eguaglianza e libertà. La storia lo ha premiato! Ma per chi lo ha fatto? Per questi italiani che oggi votano per un governo neofascista guidato da un capitalista finto liberal?
Per chi ha sacrificato una vita intera il compagno Di Vittorio? Per chi nel segreto dell’urna tradisce il suo sogno? O peggio ancora per chi in Parlamento tradisce il suo sogno?
Analizziamo bene anche la funzione delle leggi e delle azioni governative attuali. Cosa sta facendo questo governo per distruggere e rendere sterile il lavoro di passione e il sacrificio di Di Vittorio?
Qual’è la strategia governativa per riportare il paese indietro di un secolo?
Purtroppo, tra l’indifferenza della classe politica di sinistra e la cecità lobotomizzata di buona parte degli italiani, il governo neofascista sta dividendo i lavoratori. Il Divide et impera funziona ancora, e la massa di pecoroni e creduloni non è in grado di accorgersene.
«
La tecnica seguita prevede l’attacco a singole categorie in modo che risultino deboli e facilmente riducibili alla resa». Lo esprime molto bene Lendinarese sul suo blog.
La tecnica utilizzata dal governo è quella di attaccare ed isolare una categoria di lavoratori per volta. La mancanza di solidarietà fa il resto.
L’aspetto più triste della faccenda è che molti lavoratori sghignazzano di sadismo quando un’altra categoria è messa alle strette ed è attaccata.
L’ho visto fare nel caso dei dipendenti Alitalia quando i media governativi hanno creato il caso dei privilegi… lo vedo fare con i dipendenti pubblici quando il governo neofascista ha messo in campo una pesante campagna di delegittimazione e di diffamazione
additando i lavoratori come fannulloni e spingendo buona parte del popolo italiano all’odio corporativo. Dubito che gli italiani siano in grado di percepire il pericolo drogati come sono da Mediaset, attratti dal denaro facile dei vari real tv, dai tronisti alle veline. Dubito che gli italiani siano in grado di comprendere la vera natura del pericolo, sviati come sono dall’allarme sociale degli immigrati. Dubito che gli italiani siano capaci di pensare che un’autarchia mussoliniana non è possibile e che se gli italiani emigrati per il mondo dovessero far ritorno a casa propria come si auspica per gli stranieri presenti in Italia, allora davvero non sapremmo dove metterli. Abbiamo spazio per altri 60 milioni di italiani? Non credo…
Chiudo sperando in una rapida reincarnazione di Di Vittorio, oggi noi abbiamo più che mai bisogno di lui. 

80 commenti su “Riflessioni dopo Pane e Libertà

  1. utente anonimo

    Avremmo bisogno di un sindacato più forte e meno legato alla politicae di una forte coscienza di classe che non esiste più…

    Franca

  2. Lendinarese

    Viviamo una realtà innimaginabile fino a qualche anno fa. Senza più ideali vagabondiamo tra sogni e finzioni e il vivere di ogni giorno risulta più facile se davanti all'ingiustizia ci voltiamo dall'altra parte e facciamo finta di niente.

  3. utente anonimo

    Per approfondire l'importanza storica della figura di Di Vittorio sindacalista, consiglio di leggere anche il libro che raccoglie i suoi reali (e non romanzati) carteggi con i lavoratori ("Caro papà Di Vittorio" di M.Bergamaschi). Per non dimenticare.

  4. utente anonimo

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    (la seconda parte del bel film di Alberto Negrin “Pane e libertà”

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    La CGIL di Peppino Di Vittorio non c’è più

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    E’ drammatico accostare l’apostolato di Di Vittorio per la crescita civile delle masse lavoratrici al Sindacato di oggi. Di Vittorio si batteva per i diritti ivi compreso il diritto di sciopero “senza limitazioni” e legava la ricostruzione dell’Italia dalle distruzioni della guerra alla crescita sociale dei lavoratori. “Pane e lavoro” era la parola d’ordine delle masse, lavoro che produce dignità e benessere e che spinge l’Italia in avanti. Le fabbriche salvate dagli operai si rimettono in moto. In una scena del Di Vittorio mostra una piccola utilitaria Fiat dal costo contenuto che potrà essere acquistata dallo stesso operaio che la produce. L’autodidatta Di Vittorio illustra con parole semplici quanto Keines aveva scritto in ponderosi volumi e Ford aveva intuito dopo l’invenzione della catena di montaggio: produrre per un consumo di massa. Di Vittorio agisce per la piena realizzazione della Costituzione e per fare dei lavoratori italiani la sua base, scelta che assicura democrazia all’Italia. L’attentato a Togliatti non diventa occasione per una guerra civile come quella che straziò la Grecia e fu repressa nel sangue. Il sentimento che anima la figura di Di Vittorio non è mai retorica ma è lo slancio stesso di amore per i poveri, per coloro che soffrono, è senso profondo della dignità della vita. Per questo il lavoro che non deve essere degradato dallo sfruttamento e dall’umiliazione di salari insufficienti.

    Di Vittorio considerava l’unità sindacale essenziale, addirittura vitale, per la difesa dei lavoratori italiani. Fece di tutto per salvarla dalle dure leggi della politica che volevano l’isolamento della sinistra politica e sindacale dopo la rottura del governo di unità nazionale. Gli uomini di questa unità erano straordinari e venivano da un lungo percorso di lotte contro il fascismo, di persecuzioni durante le quali avevano financo sofferto la fame, affrontato gravi pericoli, il carcere, lo smembramento delle loro famiglie. Bruno Buozzi sarà ucciso dai tedeschi quasi il giorno stesso dell’arrivo degli americani e Achille Grandi scomparirà presto per una mortale malattia. Certamente l’unità sindacale era un valore dal momento che a volte l’unità dei lavoratori non basta senza l’intesa delle organizzazioni. Ma oggi è diventata paradossalmente e tragicamente un disvalore

    dal momento che si realizza soltanto per la restituzione al padronato e per l’annullamento dei diritti conquistati

    durante tutta la fase storica che va da Di Vittorio a Luciano Lama. Oggi l’unità è possibile soltanto se la CGIL

    accetta una “riforma” del contratto nazionale di lavoro che lo svuota di contenuto a vantaggio della “produttività” assicurata da un vero e proprio ritorno del lavoro a staglio, a cottimo. La disponibilità dei Sindacati a cedere diritti non si limita alla sfera contrattuale, ma si estende al welfare. Si prepara una ulteriore riduzione, un quasi azzeramento delle pensioni e c’è già una disponibilità ad accettare. Ieri il governo ha varato misure offensive per gli ammortizzatori sociali dei precari, elemosine pari al venti per cento di una retribuzione spesso non superiore a settecento euro mensili. Insomma, oggi si difendono i lavoratori soltanto se la CGIL prende le distanze da Cisl Uil e UgL e se resiste alle pressioni del PD a favore della Confindustria .

    Il PD, epigone del partito di Di Vittorio, oggi elegge deputati della Confindustria come Colannino, Merloni, Calearo che non sono industriali “illuminati” che hanno accettato le rivendicazioni dei lavoratori, ma sono portatori di una linea durissima di spoliazione di diritti. Inoltre, ai braccianti difesi da Di Vittorio sono subentrati gli immigrati che vivono condizioni simili e forse più dure. La linea della CGIL di oggi è simile a quella degli ultimi anni del prefascismo. La CGIL sembra attratta, piuttosto che dalle condizioni reali delle persone, dalla macroeconomia. Ieri il suo ufficio studi si è unito alle previsioni catastrofiche della Confindustria limitandosi a profetizzare un aumento enorme della disoccupazione senza una analisi delle responsabilità e senza indicare una piattaforma di rivendicazioni. Si limita a chiedere una tassazione dei redditi alti che è anche meno di quanto Obama propone per gli Usa dal momento che non attacca i benefit e gli altri privilegi di un ceto manageriale che si ritaglia una bella fetta delle risorse nazionali. Insomma la CGIL di Di Vittorio che aveva identificato nelle conquiste dei lavoratori la crescita civile e sociale dell’Italia non c’è più e da anni si lavora allo smantellamento di quanto si era creato. Oggi la classe lavoratrice italiana alla quale viene negata l’esistenza stessa come “classe”, è più povera di almeno il dieci per cento del reddito nazionale ceduto ai ceti imprenditoriali ed al parassitismo parapubblico dei managers e della politica, è inquieta, spaventata, priva di futuro. E questo non soltanto a causa della crisi, ma di una ripresa in grande stile della lotta di classe fatta però soltanto dai padroni e dai partiti che li appoggiano contro i lavoratori che subiscono. Il loro salario è mediamente meno del trenta per cento di quello di venti anni fa. I lavoratori, dagli accordi di concertazione del 1993 stipulati da Trentin e dagli altri, sono stati condannati all’impoverimento. A questo si aggiunge oggi la devastazione introdotta dalla legge Biagi nel rapporto di lavoro che ha del tutto mercificato la prestazione d’opera. Il lavoratore è diventato “usa e getta” di una imprenditoria selvaggia. Il barone di Cerignola ripeteva “mondo era e mondo sarà”. A guardare quanto sta succedendo bisognerebbe dire che forse aveva ragione……oppure dobbiamo convincerci che non è così e che c’è sempre una speranza anche quando si è nel buio più opprimente?

    Pietro Ancona

    http://medioevosociale-pietro.blogspot.com/

    http://www.spazioamico.it

  5. utente anonimo

    Condivido in pieno le tue riflessioni. in questo momento così delicato per tutti, mi frullano nella mente due domande a cui non riesco a dar risposta.
    Giorni fa, leggevo in un blog, come mai oggi i giovani, i lavoratori, gli studenti e la società tutta non insorge e non c'è un risveglio delle coscienze.
    Nel 1968 per molto ma molto meno scoppiavano migliaia di manifestazioni e oggi per molto ma molto di più, nessuno ha il coraggio di scendere più nella piazza. E questa è la prima domanda.
    La seconda, invece, è ancora più inquietante della prima.
    I giovani che nel 1968 gridavano, pace, amore e libertà oggi hanno un'età attorno alla sessantina.
    Con molta probabilità quei giovani oggi occupano posti di rilievo nella società, che fine hanno fatto quei desideridi amore, di pace e di libertà?

  6. utente anonimo

    Anch'io nel vedere le due puntate mi sono comosso ed ho pianto,siccome sono figlio di contadini certe ituazioni le conosco dai racconti di mio nonno. Ho apprezzato la ricostruzione dove è evidente da che parte stava il sacerdote,(penavo venisse coperta)come nel romanzo Fontamara di Silone la chiesa ufficiale andava e va sempre alla mensa dei potenti.Mi sono commosso quando il bambino ha venduto le scarpe per comperare il vocabolario dove ha scoperto il significato di giustizia e libertà.Purtroppo anche oggi la scuola è sotto attacco perchè deve diventare come una volta diritto di pochi e cioè dei ricchi.Ho fatto vedere le 2 puntate anche alle mie figlie di 16 e 13 anni, per far capire loro che oggi i diritti acquisiti che abbiamo come lavoratori, non sono venuti da soli e per caso ma tanti come Di Vittorio hanno lottato e sofferto e quindi non vanno sprecati , ma debbono di nuovo lottare per non farceli togliere dal potere che st emergendo.Antonio

  7. utente anonimo

    Conoscere la vita e il sacrificio di Di Vittorio e dei suoi due amici mi ha lasciato un malessere che non riesco a cancellare.
    Concordo con quanto detto dall'amico che ha voluto lasciare le sue riflessioni e una cosa vorrei mettere in rilievo…Ieri sera mi sono chiesta come è potuto andare in onda la trasmissione Porta a Porta
    che sinceramente era un pugno allo stomaco dopo lo Sceneggiato.
    Impressa nel mio cuore la scena del perdono di Di Vittorio nei riguardi del fattore autore dell'omicidio del "piccolo Ambrogio".
    Grazie per questa "riflessione" e spero che qualcosa "abbia suscitato " nei nostri giovani.
    Un abbraccio a tutti con l'augurio che le COSCIENZE ritornino a risvegliarsi perchè non rimanga invano il sacrificio del nostro caro Patriota.

  8. utente anonimo

    non credo che l'articolo corrisponda alla situazione attuale ,il governo non è assolutamente neo fascista,se cosi fosse l'articolo sicuramente non sarebbe stato pubblicato.il sogno di DE VITTORIO non si è mai avverato perchè i sindacati sono sempre dipesi dai partiti che lo compongono,e in quanto agli immigrati bisogna ricordare che gli emigranti italiani andavano in paesi che potevano offrire loro del lavoro e soprattutto non erano clandestini

  9. utente anonimo

    Quello che più mi ha colpito della fiction e che sempre ho sostenuto sia stata la causa dell'arretratezza delle popolazioni meridionali, è aver notato la rozzezza del clero; quel prete che con disprezzo dei poveri mangiava e sghignazzava a tavola col barone. Alla presentazione dei personaggi invitati a porta a porta, subito dopo la fiction, non so se avete notato che questi signori sono tutti figli di militari. I militari concepiscono solo obbedienza e ordine, da imporre agli altri; nelle fiction si parlava di diritti, e quando c'è certezza del diritto l'ordine è conseguenziale, spontaneo ma, questo governo vuole annullare i diritti ed imporre l'ordine. Meditate Fratelli d'Italia.

  10. Tisbe

    il governo non è assolutamente neo fascista Ma ne sei sicuro? Il fatto che i fascisti di svariate generazioni si siano seduti senza vergogna da Vespa proprio dopo lo sceneggiato dimostra che siamo in pieno fascismo mascherato da democrazia. Inoltre il problema della clandestinità è tipicamente italiano. Come mai in Tv non si parla dei clandestini sfruttati dagli imprenditori proprio perché non esistendo come esseri umani non sono portatori di diritti. Come mai non si parla mai degli stranieri che muoiono in Italia lavorando? Cosa deve accadere? Una Marcinelle all'incontrario? Si deve prima morire per aver accesso ad un diritto? E qualcuno è forse meno uomo di un altro?

  11. utente anonimo

    Ancora fascisti e comunisti, e basta: sono due ideologie trapassate, e non ripetibili; GRAZIE A dIO:

  12. utente anonimo

    La fiction ti riporta a ricordi,in cui
    tutti combattevano per dei valori,e
    ideali che purtroppo oggi non esistono più, e ti fà vedere come il
    sindacato nato per proteggere i lavoratori, nel corso degli anni si è
    stabilizzato nelle poltrone del potere

  13. utente anonimo

    ma quando la finirete con la storia dei fascisti? Non ci credono più nemmeno i bambini, visto che proprio il fatto di poterli accusare dimostra che non lo sono. Quanto ai comunisti, nonchè cattocomunisti, hanno fallito perchè la ricchezza, prima di distribuirla, bisogna produrla. Difendere i dipendenti di Alitalia o gòi impiegati pubblici, poi, significa essere ciechi (oltre che autolesionisti)

  14. Tisbe

    ma quando la finirete con la storia dei fascisti? Ma per cortesia! Berlusconi ci ha fatto una campagna elettorale con la storia dei comunisti e ha pure vinto le elezioni!E con rigurgiti fascisti (si pensi alle ronde… sono le stesse che uccisero a bastonate Giacomo Matteotti) che ci sono, far finta di nulla è da idioti!

  15. Tisbe

    Difendere i dipendenti di Alitalia o gòi impiegati pubblici, poi, significa essere ciechi (oltre che autolesionisti) No, non sono d'accordo! I veri ciechi sono coloro che difendono i privilegi e le leggi ad personam di un oligarca come Berlusconi calpestando i diritti di chi si suda il pane onestamente! Ecco cosa vi manca: la solidarietà Il consumismo vi ha drogati e vi ha dato alla testa!

  16. utente anonimo

    sono un pensionato di 60 anni e ho partecipato in Toscana alla storia degli anni 60 e degli anni 70/80 .una storia vissuta con impegno senza mai sconfinare nell'esagerato protagonismo.Attraverso la storia personale e sindacale di Di Vittorio alla ttv ho capito cosa mi è mancato fose anche a tanti della mia generazione e forse ciò è la causa del perchè oggi tutti siamo in una crisi di valori.La storia del DI Vittorio negli anni cupi della miseria e dei padroni e dei contadini ,di quei preti ,e dei coloni e dei mezzadri e tutto ciò che sono stati i 40 anni del novecento è stata la storia dei nostri padri e dei nostri nonni che non sono poi così lontani ma non siamo stati capaci di farcela raccontare e non la voglio fare più lunga ma leradici di quwella passione storica lì ci mancano mancano al nostro ieri e al domani

  17. Tisbe

    #20, forse non abbiamo saputo ascoltare. Mio nonno era un antifascista, ma nessuno dei suoi figli se n'è accorto. A me, sua nipote (vivevo con lui perché i miei lavoravano in Germania) mi parlava dell'antifascismo. Ma nessuno dei miei fratelli ha saputo ascoltarlo come me… ed io sono l'unica pasionaria della famiglia… La verità è che molte persone non sanno ascoltare le storie. Avevo 14 anni quando al liceo ho visto un documentario su Matteotti. Ho visto come lo hanno ucciso per le sue idee. Non l'ho mai dimenticato. E credo che ci siano tante persone come me che hanno la passione che brucia nell'animo e che sanno volare al di là dei propri bisogni primari.

  18. utente anonimo

    Grazie Tisbe, veramente emozionante leggere le tue riflessioni, perchè sono quelle che ho provato anch'io miste però a rabbia perchè questi politicanti stanno affondando tutti i diritti dei lavoratori conquistati con tanti sacrifici dai nostri padri.
    Hanno prima di tutto diviso il sindacato, proposto lo sciopero "virtuale" – non ho parole.
    Da quando il lavoro è stato precarizzato i giovani non si rendono neanche conto dei loro diritti, glieli hanno tolti, non partecipano agli scioperi, devono solo assecondare tutte le richieste del datore di lavoro altrimenti.. non viene rinnovato il contratto.
    Con la legge Biagi hanno creato i nuovi schiavi : lavorano, zitti, non reclamano niente, per pochi euro e quando c'è da licenziare sono sempre i primi.
    Basta non se ne può più ! se la politica non riesce a garantire istruzione e lavoro ai nostri giovani quale futuro ci aspetta come nazione?

  19. utente anonimo

    Diciamo che in Italia c'è ben poco che combattere il Comunismo, semplicemente non esiste più, o almeno non è così pericoloso come si vuole fare intendere. Non c'era nemmeno ai tempi di Montanelli, il quale lo scriveva e lo denunciava apertamente, essendo quest'ultimo un mordi comunista. E' dietrologia e paura del nulla quello che si dice.

    Se poi pensiamo che le morti bianche ci sono ogni giorno (un rapporto dell'Inail diceva 3 al giorno) allora possiamo ben capire che lo Stato non c'è in nessuna forma. E solamente la criticata, calpestata e sbeffeggiata magistratura sta facendo giustizia.

    Ne la Fabbrica dei Veleni, Felice Casson dice:

    "Non si scappa alla realtà e alla vita di ogni giorno. Non bastano avvocati e tribunali per risolvere i problemi del lavoro, della salute, della sicurezza, dell’ambiente. Se le Istituzioni non rispondono, se la giustizia e l’equità sociale non hanno più alcun significato, se la tranquillità e la sicurezza personale sono diventate una chimera, se le esigenze e le necessità più comuni rimangono inascoltate, di rischia un declivio pericolosissimo. Verso la negazione dei valori etici e sociali, costati lacrime e sangue".

    Ecco, questo è il concetto.

  20. utente anonimo

    Ciao Tisbe,

    devo ammettere che la fiction su Di Vittorio, oltre ad essere un caso più unico che raro in cui viene trattata la biografia di un benemerito della storia del sindacato e della sinistra italiana, è sicuramente superiore alla quasi totalità di analoghi prodotti anche grazie alla grande e partecipata interpretazione di Favino e alle musiche di Morricone che mi hanno ricordato quelle di "Novecento" di Bertolucci. Vorrei puntualizzare che oggi la situazione è ben peggiore per quanto riguarda la solidarietà di classe. Allora le divisioni erano causate dalla posizione nei confronti del modello sovietico. Sia i comunisti che i socialisti aderivano al marxismo, ma i primi ne vedevano la migliore incarnazione nella rivoluzione bolscevica. Oggi puutroppo il Mercato ha determinato innumerevoli fratture nel mondo del lavoro (industria contro terziario, garantiti contro non garantiti, impiego pubblico contro impiego privato, autoctoni contro extracomunitari, ecc…). A ciò si aggiungano gli intenti padronali ed imprenditoriali di indebolire le rappresentanze sindacali. Inoltre il crollo del Muro ha anche fatto crollare il socialismo gettando via il bambino con l'acqua sporca. Di Vittorio pare soprattutto un uomo di altri tempi, quando certi valori erano ben più solidi.
    A volte dovremmo ben imparare del passato !

    Ti saluto

    HelterSkelter

  21. utente anonimo

    Ma… il compagno Di Vittorio non era uno stalinista?

    E' un fatto irrisorio stare dalla parte di Stalin, umanamente parlando?

    Storicizzare contestualmente Di Vittorio senza improponibili nostalgie non è possibile proprio?
    Mah.
    Alieno

  22. utente anonimo

    E' un fatto irrisorio stare dalla parte di chi ha internato milioni di cittadini europei e ha sterminato in quantità industriale grazie a camere a gas ?

    E' un fatto irrisorio stare dalla parte di chi, unico e solo, ha sganciato bombe atomiche a guerra conclusa per dare un avvetimento a un potenza "terza"?

    E' un fatto irrisorio stare dalla parte di chi giustificava i bombardamenti a tappeto su "selvagge" popolazioni mediorientali ?

    E' un fatto irrisorio stare dalla parte di chi ha promosso per anni in America Latina una politica volta ad appoggiare regimi apertamente fascisti ?

    Sempre umanamente parlando, s'intende…

    Pretendere una rigida storicizzazione da parte di una fiction mi sembra un pò da alieni sul serio. Volendo si potrebbe puntualizzare che dato il contesto storico, ad un certo punto buona parte della sinistra e non solo comunista era stalinista. Le Brigate Internazionali in Spagna non erano costituite solo da comunisti, ma usufruivano dell'apporto importante dell'URSS staliniano. La storia ono è così semplice… Chiediamoci, perchè molti aderirono allo stalinismo, o , meglio al bolscevismo. Se in ciò non contribuirono dure condizioni di vita. Poi non mancarono i travagli dettati dalle scelte politiche di Stalin e dei bolscevichi russi, ma questo dalla fiction è reso benissimo.

    Mi chiedo se essere troppo "alieni" non conduca ad astrarsi troppo da qualunque contesto smarrendo così quell'esercizio dell'empatia che la comprensione della storia richiederebbe…

    HelterSkelter

  23. utente anonimo

    @Helter: non mi convince il tuo commento.
    Non si capisce perchè si debba scegliere, per dire, tra i campi di sterminio nazisti ed i gulag soviet: ma chi l'ha detto?
    E nemmeno mi sembra credibile proporre: "Chiediamoci, perchè molti aderirono allo stalinismo, o , meglio al bolscevismo. Se in ciò non contribuirono dure condizioni di vita. Poi non mancarono i travagli dettati dalle scelte politiche di Stalin e dei bolscevichi russi, ma questo dalla fiction è reso benissimo."

    Ma poi questa bella considerazione non applica una banale coerenza logica per cui fare ugual ragionamento e proposizione nel proporre di chiedersi perchè in molti aderirono al nazismo, al fascismo… ed invece la condanna lì è chiarissima, senza attenuante alcuna, ci appelliamo a valori non negoziabili, alla condanna umana senza concessione di legittimità alcuna.
    Mi chiedo se si debba essere un po' più alieni e meno ideologizzati esseri umani per non dimostrarsi un tantino doppio-pesisti e faziosi a proporre demagogia e faziosità incoerente a turni alterni..
    Io mi rifiuto di riconoscere legittimità alcuna ad un nazismo perchè, per dire, quel popolo era alla fame nera nelle condizioni in cui versava, costretta dai Paesi vincitori europei della guerra precedente.
    E non voglio infierire ulteriormente dicendo dove termina la credibilità ideologica, se si ha il coraggio, per esempio, di ricordarsi di quello scellerato patto Hitler-Stalin a spartirsi l'Europa schiacciandola nel loro orrore, il cui secondo ha inflitto più a lungo la sua disumanità, per come sono andate le cose. E del resto è proprio il comunismo che nel pianeta ha fatto quella irrangiungibile quantità di vittime per cui dover accettare anche nei salotti snob ed intellettualmente a sinistra, di dover equiparare con risoluzione europea, i crimini compiuti dal comunismo a quelli del nazismo.
    Alieno

  24. utente anonimo

    Ma poi dopo papi, santi, madonne, carabinieri, poliziotti, montalbani, marescialli Rocca, ecc… (pure padre Pio in due salse ci siamo dovuti sorbire !) che poi sono rivelate delle fiction di mostruosa accuratezza storica, ma proprio con l'unico sindacalista messo in onda avete da… E vabbè… Non preoccupatevi: tornerà la luce che vi conduce su questo schermo del nuovo duce !

    HelterSkelter

  25. utente anonimo

    non ho visto la fiction,passo poco tempo davanti alla tv e non mi informo dei programmi,ma penso di non averne avuto bisogno per ricordare le "lotte"operaie per l'affermazione del diritto alla dignità e all'eguaglianza.I moderni proletari,o come qualcuno giustamente li ha definiti:plebei,si combatto invece di riunirsi in un unico ideale ed accumunare le forze.
    Nel leggere i commenti noto che "l'informazione"e la capacità intellettiva è sempre più carente!,"la storia dei fascisti"vedi "la repubblica"di ieri in cui compaiono le fotografie di alcuni ministri dell'attuale governo con personaggi nazifascisti e mafiosi,di vittorio era stalinista?senza un inserimento nel contesto storico e senza alcuna riflessione.
    Purtroppo,questi commenti denotano lo stato di salute della italiana intellettualità.

  26. utente anonimo

    "Per chi ha sacrificato la vita il compagno Di Vittorio?". Lo sanno anche i bambini: l'ha sacrificata per il compagno Giseppe Stalin detto Baffone, che mentre Togliatti e DI Vittorio si stavano "sacrificando per lui" pensava bene a sterminare milioni di essere umani innocenti, certi che tanto di questo i compagni Toglietti e Di Vittorio non avrebbero mai parlato all'opinione pubblica italiana!

  27. utente anonimo

    Su una sola cosa non sono d'accordo: sul fatto che gli italiani siano ciechi e lobotomizzati. Non è così. Gli italiani ***vogliono*** questo stato di cose.

    “[…] Catania è una buona metafora del Mezzogiorno d’Italia. Benché sul lastrico, impazzita di traffico – i pochi vigili stanno al cellulare mentre tutt’intorno gli scooter transitano impuniti senza casco – sommersa da cumuli d’immondizia e con i cani randagi che percorrono indisturbati il centro storico, come denuncia un fotoservizio dell’onorevole Enzo Bianco, da sempre vota per Berlusconi […]”
    (fonte: Repubblica.it)

    Oppure vogliamo parlare delle fiaccolate a Ceppaloni?

    Questa non è gente lobotomizzata. Questa è gente individualista che cura gli interessi propri a discapito di quelli della collettività. Semplice.
    Di Vittorio ha avuto successo perché 1) era un sindacalista vero 2) c'era la fame vera per tutti (operai e contadini). Oggi purtroppo la fame è solo di una piccola minoranza. Siamo lontani anni luce da quei tempi. Le cose potranno cambiare solo quando la fame toccherà la maggioranza degli italiani.

    Maurizio

  28. utente anonimo

    Di Vittorio un grande protagonista della storia del riscatto dei poveri e degli umili, dimenticato per decenni, passato di corsa in tv.
    Impegnamoci a ricordarlo così come tu hai fatto.

  29. utente anonimo

    La difesa dello stalinismo di Di Vittorio o per lo meno la capacità di proporne l'attenuazione, in un certo senso la legittimità in quell'aspetto comodamente contestualizzando e però il doppio-pesismo per cui si rifiuta ogni possibilità simile per gli avversari "ideologici", dimostra solo che i comunisti restano in fondo comunisti, ieri come oggi e che dunque, se oggi Di Vittorio fosse qui, vivo, si difenderebbe il suo stalinismo. O si attenua e legittima con contestualizzazione storica per tutti, appunto, "storicizzando" quell'esperienza, oppure non si apparirà molto…credibili. Io credo si possa apprezzare Di Vittorio, ci mancherebbe, ma è così poco credibile farlo da chi risulta essere ancora oggi, così ideologizzato. Ed allora, se vuole ancora esserlo, ideologizzato, se ne assuma in toto le responsabilità.
    Alieno

  30. Slasch16

    Non so se abbiamo perso tutto, di sicuro a me e' rimasto un solo punto fermo, irrinunciabile, ogni anno il 25 aprile vado alla manifestazione a Milano. da solo per via dell'emozione che ogni volta mi provoca vedere il gonfalone con l'immagine di Papa' Cervi.

  31. Tisbe

    @Alieno, uno dei principali mali di questa società post-moderna è proprio l'assenza di ideologie. Io la penso esattamente al tuo opposto.

  32. utente anonimo

    Tisbe, sarà pure, la tua è una posizione legittima.
    Certo si comprende, per certi versi, l'errore strategico dei comunisti di mimetizzarsi, se così la pensano poi in sostanza, in un mal riuscito progetto diverso (Ds, Pd..), che appunto sembra volersi disfare dei riferimenti ideologici ritenuti scomodi. Poi però, restandoci comunque affezionati, a difenderli, quando si fa la prova del nove, attaccandoli.
    Allora tanto valeva, parlo di strategia politica nella comoda posizione del senno di poi, dal privilegiato luogo d'osservazione del "dopo", restare PCI.
    Così quella proposta era più credibile: è un male rinunciare a quell'ideologia, punto, è tutto chiaro.
    Non è quello che accade oggi e mi pare ci si sbatta parecchio da una parte a proporre un "nuovo", discontinuità, addirittura facendo finta di non averci mai avuto a che fare, dall'altra riproponendo quell'affetto per cui di quell'ideologia però nemmen si può parlar male, ma che dico, nemmen si può parlarne storicizzando quella "fase" e volendola in sostanza, ancor oggi importante nella memoria, proponibile, riferimento. E' schizofrenico. Ma è quello l'animo di tanti ex Pci, poi diessini, oggi non si sa bene cosa… datevi pace, allora, che volete? Non mi riferisco a te, che da un po' mi pare hai smesso di puntare a queste ipotesi politiche, se non mi ricordo male, dichiarando una tua non-Veltronianità.
    Ma riguardo all'Unione-Prodiana, però… ehehe, mi ricordo anche quello, eh!
    Alieno

  33. utente anonimo

    va beh, voglio consolare la tua malinconia in quell'assenza ideologica che tu vedi come origine dei mali del nostro tempo.
    Dicendoti che io mi trovo nella condizione, insieme a miei stretti fidi, di non votare alle prossime amministrative. Perchè dopo decenni di amministrazione sinistra dove gli amici aiutano gli amici e per gli altri nisba e picche (secondo me l'embrione d'un pensiero pseudo-mafioso), con figli e figliastri e pure commissariamento, avendo amministrazione alternativa di cdx, a metà del secondo mandato, vedo ricreata la stessa situazione, paro-paro, cacchio-cacchio. Al punto d'esserne disgustato e di esser nella condizione di non saper-voler votare al prossimo giro.
    Come si dice, mal comune mezzo gaudio, ma è perchè spero di farti sorridere (ma è pura verità quel che ti confesso).
    Giorni fa ricordavo i tempi felici della scuola in cui, disgustato o diffidente della politica e delle sue ipocrisie ed incoerenze (e le incoerenze nell'idealismo adolescenziale appaiono la cosa più insopportabile del mondo, senza nemmen accorgersi di proporne una valanga in proprio, ehehe), trovai una soluzione perfetta, il delitto perfetto per sottrarmi al corteggiamento geometrico, destra e sinistra, con tanto di promessa d'averne possibilità di vantaggio personale (soprattutto dalla parte dei giovani comunisti, ma solo perchè più affermati, più potenti numericamente e come posizione acquisita): anarchico. Mi dichiaro anarchico, mi dispiace, non vado né a destra, né a sinistra, mi tengo le mani libere, conservo la mia autonomia piena di giudizio ecc.
    Una pace che durò poco.
    Presto, infatti, non mi veniva più chiesto di aderire tra i collettivi o..
    dicendo "sono anarchico" non c'era verso d'uscirne perchè mi si chiedeva: "sì, ma anarchico… di sinistra? O di destra?"
    Ma come si fa.
    Poi capita che uno l'ideologia la guarda con un certo fastidio, una persecuzione, ehehe. Si rischia di esser fraintesi a bella forza.
    Alla proposta di una supplente (di diritto o ita, non ricordo bene), che ci aveva proposto una discussione in classe su temi sociali ecc, preso poi da parte, di affiliarmi a certi suoi amici che avevano nelle Br ed in lotta continua dei saldi riferimenti e che avevano costituito un gruppo di cui era meglio non parlarne con nessuno, ho capito che era meglio, a scuola, evitar di esprimermi di qualsiasi cosa che vagamente ricordasse politica ed ideologia.
    Mai presa una tessera partitica in vita mia e guardando alla mia realtà locale, cazzo, come son conteeentoooo, oggi sarei ancor più deluso: sarei deluso di me stesso ed almeno quello, fottuta miseria, che non mi deluda troppo.
    Ciao, sorridi, le cose non vanno meglio se non lo fai e se devon andar male, non sarà un sorriso che lo renderà peggiore, anzi..
    probabilmente spiazza di più gli "avversari" io credo, chiunque siano i tuoi.
    Sorriso. ^_°
    Alieno

  34. WebLogin

    Purtroppo non ho visto il film ma Giuseppe Di Vittorio è una persona che ho sempre ammirato.
    Post molto bello, complimenti Tis 🙂

    Giuseppe

  35. utente anonimo

    @Alieno

    mi pare che Lei si sia ficcato in una piccola, ma mica tanto, trappola dialettica e Le mostro perchè…

    Immagini di visionare, al posto della fiction su Di Vittorio, quella su Perlasca interpretata dall'ottimo Zingaretti. La storia è nota: un italiano, prima convinto fascista, si rifugia in Ungheria ove grazie agli appoggi dell'ambasciata spagnola si ingegna a salvare la vita di migliaia di ebrei dalla persecuzione dei nazisti tedeschi ed ungheresi.

    E' stata sicuramente una delle migliori fiction della RAI (come quella su Di Vittorio) oltretutto girata dallo stesso regista (Negrin).

    A voler fare veramente l'Alieno si potrebbe fare le pulci: si edulcora la scelta di Perlasca di combattere in Spagna a fianco dei franchisti, quindi il suo "clericofascismo" che oltretutto verrebbe rafforzato dai suoi contatti con l'ambasciata spagnola a Budapest. Sorvoliamo su quello che ha fatto il franchismo in Spagna prima e dopo il conflitto civile, le nefandezze che hanno fatto indignare il cattolicissimo e tradizionalista Bernanos. Comunque, a ragionare da Alieni, bisognerebbe accusare coloro che hanno apprezzato la fiction di "clericofascismo" perchè solo un "clericofascista potrebbe difendere Perlasca in questo modo", ma qui sorgono dei problemini… La fiction su Perlasca è stata fedelmente tratta da una biuografia scritta da Enrico Deaglio, già ex lottacontinuista, socialista craxiano e poi alla sinistra del centrosinistra, non sospettabile di "clericofascismo" quindi… Che identità hanno allora quelli a cui, invece, la fiction è piaciuta, apprezzandone pure l'edulcorazione dei pretesi aspetti imbarazzanti della vita di Perlasca ? Sono tacciabili di "clericofascismo" ?

    In caso contrario, apprezzando la suddetta fiction, dovrebbe ammettere di non essere proprio poi così Alieno, ma troverebbe comunque un Alieno che la taccerebbe di "clericofascismo" – e conoscendo il tranciante giudizio sull'altra fiction potrebbe pure aggiungere che Lei è doppiopesista -aggiungendo pure che dovrebbe evitare di parlare.

    Saluti

    HelterSkelter

  36. utente anonimo

    @Alka-Seltzer: nel suo commento ci sono molti spunti interessanti che appaiono ben più che di cornice, ma sintomatici a spiegare le nostre distanze. Distanze volute, il rischio temuto è quello, appunto, di aver condivisione (anche di memoria condivisa).
    L'atteggiamento è quello di chi non ha affatto intenzione di ricomporre fratture, ma ha necessità di far sopravvivere in modo sempiterno la divisione, lo scontro.
    Sono dettagli significativi, non casuali. Lei prima mi "cita" in maniera indefinita (essere troppo "alieni"), io mi rivolgo in modo diretto in un tu poco formale e Lei ci tiene a puntualizzare bene le distanze anche formalmente, replicando appunto rivolgendosi a me con un Lei. E' la sintomatologia che ho tirato in ballo provocatoriamente: si perpetua una costruzione in cui ci devono necessariamente essere un "noi" ed un "contro di noi", un "loro", gli "altri" e non c'è modo di superare quello spartiacque nemmeno in un terreno che potrebbe esser comune in quella cultura democratica che, mi pare, si usa solo quando conviene come tutela e per cui condannare tanto un fascismo che un comunismo, tanto un mussolini che uno stalin. Oppure, come suggerivo, superando quella conflittualità eterna "storicizzando" e "contestualizzando". Ma se si fa, si deve fare tanto per un Mussolini, Hitler, quanto per uno Stalin, si deve aver il coraggio, insomma, di "uccidere" i propri padri per crescere e diventar adulti.
    Ma non mi pare sia il suo desiderio, perfin nella forma lo comunica in quel Lei che ricambio per naturale educazione e cortesia, avendo Lei rifiutato un Tu. Non conoscendoci e non potendo farne una questione di convenzione (età per esempio), si deve supporre altro motivo che è quello che ipotizzavo, opinabilissimo come vuole, se vuole.
    E d'altra parte a definire la sua identità ideologica, che si sottrae volutamente e necessariamente per auto-conservarsi, basterebbe quel lessico demagogico: "clericofascismo", in pura logica massimalista tanto cara alle ideologie di destra come di sinistra e per cui, come sempre, sottolineo le tante e troppe analogie sostanziali, a dispetto di quelle formali, dall'angolazione di una cultura democratica più consolidata, che necessariamente si trova critica tanto nei confronti d'un franchismo che di uno stalinismo.
    E dulcis in fundo, Lei completa nello stile ortodosso delle identità radicalmente ideologizzate, nere o rosse, ben poca differenza anche in questo: la delegittimazione, l'intolleranza in quel massimalismo identitario del "o con noi, o contro di noi" da accettare più o meno come verbo integralista per cui esser Stalinisti non è motivo di critica (ricorda il conformismo d'un comitato centrale capace di marginalizzare chiunque non sposi all'aperto, ufficialmente, l'ortodossia ideologico-partitica). Lei infatti annuncia che non solo troverei un corrispettivo critico (ed è appunto quello che propongo nel caso di Di Vittorio), ma aggiunge che direbbe anche che dovrei evitare di parlare.
    Ma è quello che in sostanza sembra più rintracciabile nel suo atteggiamento, non nel mio, quella riflessione dovrebbe porsela Lei: mal gradisce la mia provocazione e forse se evitassi di parlare sarebbe meglio, non è così?
    "O con noi, o contro di noi" e nemmeno sullo stalinismo, non tanto su Di Vittorio, potremmo mai trovar terreno condiviso, lo sappiamo benissimo che è un percorso evolutivo che per Lei e tanti come Lei è "pericoloso" fare, per la propria identità ideologizzata che non ha il coraggio ancora di storicizzare, di superare, di crescere uccidendo il padre.
    La saluto Alka-Seltzer, che è quello che Le occorre per digerir quel fatto affatto marginale: Di Vittorio era uno stalinista. Spiace che Di Vittorio non sia cresciuto in quell'aspetto dove altri meno noti di lui sì: ex fascisti avendo ben compreso dove portava e cosa faceva, ex comunisti idem. Di Vittorio no. Questa incapacità di allora è la stessa di oggi per cui, nonostante l'aver avuto solo un ventennio fascista e più recenti decenni, più del doppio di democrazia, siamo ancora, nel 2009, a parlar di fascismo e comunismo. Perfino per una fiction. Corrisponde ad una volontà precisa in cui la democrazia non è mai stata parte integrante della propria identità o della propria aspirazione identitaria, mai il proprio progetto e semmai, il suo limite affermativo, al massimo strumento a cui appellarsi quando conviene, in quel doppio-pesismo che provocatoriamente mettevo sul tavolo col pretesto della fiction.
    Alieno

  37. utente anonimo

    E chi ne dubitava, ehehe! :-))))
    Ed allora dai, il gioco delle parti continua.. 😉
    A me quello del rompipalle, dell'alieno che è uno sporco lavoro che qualcuno deve pur fare.. ^_^
    Buona giornata a tutti. Fa un freddo cane qui, ma c'è il sole e non piove come avevano pronosticato (tié brutti gufi, prrrrrrr!!!) e c'è una vista bellissima sul mare..
    Beh, terminata l'estasi estemporanea, si torna a parlare di uomini, politica, ideologie..

    "Se un pover'uomo sbaglia, e può capitare a tutti, perbacco, c'è sempre un caporale che ne approfitta. Maledetti caporali!" (Totò dal film "Parli come badi").

    "Siamo uomini o caporali?"

    “Questa frase, nata durante la mia giovinezza, mi è sempre servita… per misurare la statura morale degli uomini e per classificare l’umanità in due grandi categorie: gli uomini e i caporali. Quella degli uomini è la maggioranza, quella dei caporali, per fortuna, è la minoranza. Gli uomini sono quelli che sono costretti a lavorare come bestie per tutta la vita, nell’ombra di un’esistenza misera. I caporali sfruttano, offendono, maltrattano, sono esseri invasati dalla loro bramosia di guadagno. Li troviamo sempre a galla, sempre al posto di comando, spesso senza avere l’autorità, l’abilità e l’intelligenza per farlo, ma con la sola bravura delle loro facce di bronzo, pronti a vessare l’uomo qualunque”. (sempre Totò).

    “A proposito di politica, ci sarebbe qualche cosarellina da mangiare?" (idem).
    Totò … ideologico? O piuttosto filosofo? Secondo Gramsci, la maggior parte degli uomini sono filosofi perchè nel loro pratico vivere è contenuta una concettualità del mondo, cioè una filosofia ("quaderni dal carcere"). E si filosofeggia umanamente nell'aver un atteggiamento nei confronti della vita e della morte (creando qualche problema politicamente, secondo l'idea di Karl Popper, che oltretutto).

    Varrà anche per un alieno?
    Intanto rifletto: "Solo chi ha gustato la libertà, può capire il desiderio di trovare dovunque analogia con essa, di estenderla a tutto l'universo. Chi non perviene alla filosofia epr questa via, segue gli altri e fa smeplicemente ciò che essi fanno; senza sentire perchè lo fanno." (Ricerche filosofiche sull'essenza della libertà umana di F.W.J. Schelling).
    Al prossimo Sole ritorno.
    Alieno

  38. utente anonimo

    Sia chiaro che non c'è mia ostilità nel giocare con il nick, che è la continuazione di quel gioco (per me simpatico e divertente, l'avrei fatto anche io conoscendomi, eheh) da Lei cominciato nel giocare con il mio (troppo alieno ecc).
    Salutoni. 😉
    Alieno

  39. utente anonimo

    Caro Alien,

    dato che preferisci, ti dò del tu. Vedo con dispiacere che non hai capito o non hai voluto capirmi… Ovviamente non voglio impedire di parlare a chicchessia, perchè, scusami, mi pareva proprio il contrario… Ovviamente mi riferivo ad un ipotetico Alieno che ti impedirebbe di parlare. Devi capire, noi vecchi stalinisti siamo duri di comprendonio e di linguaggio, am accogliamo a braccia aperte gli amici, vecchi e cari compagni marziani.

    Su ! Un abbraccio e un bacino alle antenne.

    HelterSkelter (Alka per i marziani)

    PS : soddisfa una mia curiosità. Ma cosa è successo quando i fascisti sono venuti su Marte. Gli avrete fatto una testa così, suppongo…

  40. utente anonimo

    @Alieno

    siccome mi sono accorto della Sua ipocrisia non Le dò più del tu. Ma come ? Dice di mettersi sul mio stesso piano, poi afferma con sicurezza che le persone a cui si rivolge con il tu devono crescere e sbarazzarsi del padre ideologico come ha fatto Lei ? Cioè vorrebbe che gli altri diventassero "Alieni" come lei ? E lo afferma da una presunta posizione di superiorità…
    Mi spiace… Io sono alla ricerca di un centro di gravità anche se temporaneo e devo dire il vero: mi sono più simpatici i puri e i bambini di coloro che credendo di crescere si sono trasferiti su Marte. Gli Alieni ci guardano dall'alto ('mazza). Su su datevi un contegno…
    Si chieda, signor Alieno, come mai sopravvivono certe vulgate ed ideologie e perchè la carta costituzionale sta andando a rotoli. Dimenticavo! Lei sta lassù esicuramente gode della compagnia di molti Alieni come lei.

    Sempre con stima ma niente abbracci !

    HelterSkelter

    Ps: devo confidarLe una cosa signor Alieno. Il Kremlino ha aperto un X FILE su di lei e quelli mica scherzano. Hanno finito di mangiare noi bambini e sono passati agli Alieni.
    Ovviamente è un piccolo scherzo… Si goda la vita.

  41. Tisbe

    @Alieno, lasciatelo dire spassionatamente. Se tu non riesci a trovare la politica e la denuncia sociale nei film di Totò, è un problema tuo. I migliori film sono come le cipolle, hanno diversi gradi di lettura, evidentemente tu ti fermi a quello più elementare 😉

  42. utente anonimo

    Gentile signor Alieno,

    mi sono sbagliato, Lei non è veramente Alieno ma la Grande Montagna Sacra che partorisce topolini che sono ciechi e zoppi.
    Se devo ascoltare qualcuno che dice le Sue stesse cose vado tra gli avventori dei bar che, almeno, le loro qualunquistiche opinioni sul presente le esplicitano senza giri di inutili parole. Quanto spreco…
    Ovviamente il nick l'ha scelto Lei per conferirgli quel significato (ti senti avulso da un certo contesto politico…) e quindi non posso fare a meno di aderire al suo approccio.

    Alka Selzer non mi dispiace, aiuta a digerire e fa bene alla salute, gli "alieni" invece…

    Saluti "marziani"

    Alka – Selzer,
    il digestivo che aiuta gli Alieni a trolleggiare con fantasia e squisitezza.

  43. utente anonimo

    Signor Alieno,

    ma cosa le è successo ? Il Sole le ha bruciato i motori ionici del Suo UFO. Che delusione ! Pensavo fosse dotato di maggiore creatività… Gramsci, Schelling, Popper, ecc… Da applauso (clap, clap)…Ma ci dirà qualcosa di veramente Suo ? Intanto che finisce i compiti, mi accorgo che, in quanto a livello di creatività e di fantasia, Lei è proprio grigio, più "stalinista" di me oserei aggiungere ! Mi raccomando… Studi bene, così si accorge dei suoi svarioni , delle sue contraddizioni e delle sue inconguenze storiche e filosofiche.
    Niente da aggiungere: se non che la sua Odissea è proprio uno strazio.

    Per l'ultima volta

    Alka – Selzer
    il digestivo che aiuta gli "alieni" a filosofeggiare. Prosit !

  44. utente anonimo

    E ricordate: per una buona digestione dell'alieno Alka Selzer, consigliato soprattutto a quei comunisti che non osano più mangiare i bambini.

    Alka Selzer
    caldamente raccomandato soprattutto dal Dr. Spock e dall'associazione medici vesuviani.

    HelterSkelter

  45. utente anonimo

    @Tisbe

    hai ragione, ma devo fare una RIVELAZIONE SCONCERTANTE.
    Tu lo sai, gli Alieni si pavoneggiano, si gonfiano (e poi vedremo perchè…) arrogandosi di venire dal glorioso pianeta Marte (pianeta rosso che solo le malelingue si ostinano a sospettare di comunismo e di stalinismo).
    Orbene, un mio amico astronomo e la sua equipe di scienziati hanno scoperto da dove vengono veramente: il pianeta Papalla ! (sic!)
    Furono creati da Apelle, figlio di Apollo (che, secondo le Scritture, fece una palla di pelle di pollo…). Si riconoscono per la forma…ahem…come dire…a palla !
    Essi scivolano baldanzosi e gonfi per la loro strada e rimbalzano con estrema facilità sorvolando gli altrui argomenti. Hanno stabilito una colonia sulla Terra, superando le comprensibili difficoltà riproduttive. Sanno mimetizzarsi bene, ma sono riconoscibili perchè nell'estasi aumentano il loro volume corporeo e riprendono l'antica sembianza. Però poi si sgonfiano (piffffff…).
    Attualmente se la prendono per essere perseguitati dai "rossi", ma i veri responsabili sono loro: i Men in Black.
    Gli X files sono stati tutti chiusi perchè gli scienziati e gli investigatori dell'FBI hanno da tempo rinunciato a darsi una spiegazione.

    Scusate per lo show e per la discussione su Di Vittorio, ma ogni tanto un brindisi alla follia è salutare !

    Ciao

    HelterSkelter

  46. utente anonimo

    Tisbe: ci proverei a far riassunto che per me è già somma difficoltà per mio limite. Il fatto che non mi ricordo qual'è il mess. censurato nemmen rende la cosa più facile, eheh. Però ci proverò.
    Alieno

  47. utente anonimo

    Estrema sintesi ma a scapito del gioco scherzoso che avevo inserito per sdrammatizzare, "Voi" compreso:
    :..in un dialogo dove diversità si incontrano e scontrano, ciascun contribuendo in proprio di idee e identità, si può cadere facilmente in quest'errore. Di confondere ciò che è fisilogicamente offensivo in quella diversità (e che dunque utilizza un dialogo per ricomporlo o costruirvi qualcosa); diversità che in fondo dice questo: "per me è meglio come la penso io". Altrimenti, si dà assodato che non la si penserebbe così, se non si avesse quella fiducia di pensarla meglio.
    Altra cosa è quella patologia per cui la diversità non deve pregiudizialmente incontrarsi e scontrarsi in un dialogo.

    Dove intendete una mia superiorità, incontro la Vostra, specularmente, nell'aver scelto idea diversa dalla mia, per Voi dunque migliore in quella scelta. Dunque non ci si offenda, oppure ci si offenda ma si dialoghi comunque.
    P.S.1: Voi non siete aggiornato! Su Marte ci son finiti i comunisti, parrebbe, spediti nell'ultima tornata elettorale. Ma Voi troverete che non ci sia analogia con la precedente spedizione, siete uomo che è troppo legato al passato (ideologico) per farle davvero, quel percorso e quell'ironia.
    P.S.2: il cannibalismo è praticato da uomini in pagine di disperata umanità (anche nazisti a Stalingrado) per motivi tutt'altro che ideologici. Demagogico proporre diversamente. Ma di documentato non c'è quel mangiare: da ciò che è documentato dovremmo dire "solo" che il comunismo ha "solo" fatto sterminio, strage, deportazione, educazione forzata, ha ucciso e fatto violenza e terrore a migliaia, a milioni… ma mangiarli no, pare disturbi la loro sensibilità umana e non sia utile a quell'ideologia.
    P.S.3: non restate in superficie, andate oltre. DomandateVi perchè abbia voluto accostare cose così diverse: Totò, Popper, Gramsci.. ma se Vi torna sconveniente chiedervelo, Vi comprendo perfettamente: è coerente con quello che io ritengo il Vostro errore. Saluto scodinzolando alienamente d'antenne, (antennizzolando?) in segno di pace.
    Ogni bene e con stima ricambiata Alka. 😉
    Alieno

  48. utente anonimo

    Gentile Alieno,

    uff… non gioco più, me ne vado…
    Il gioco mantiene giovani e io la vedo così invecchiato. Va bene: Di Vittorio è stato un comunista che he aderito alla Terza Internazionale. Negli anni Trenta aderire all'Internazionale significava anche essere – dai diciamocelo! – un tantino staliniani. Di Vittorio ha avuto sicuramente grandi limiti, ma è stato soprattutto una personalità sindacale. Ma che fa ? La vedo attapirato… Su, riconosca almeno di essere un pochino papalliano e di rimbalzare parecchio. Un abitante del pianeta Papalla , se capisce cosa intendo dire, e con tante buone facce a disposizione. In Lei la maschera ha preso possesso del volto. Per un attimo ho avvertito in lei un qualcosa, un sorriso inquietante da vero profeta della fine dei tempi. Si lasci ancora guardare… Faccia lo sguardo torvo… Più torvo… Non si sprechi in troppe parole e scriva: Di VittorioerastalinistaDi VittorioerastalinistaDiVittorioerastalinistaDiVittorioerastalinistaDiVittorioerastalinistaDiVittorioerastalinistaDiVittorioerastalinistaDiVittorioerastalinistaDiVittorioerastalinista… Ora vada davanti ad uno specchio e lo ripeta ad alta voce mantenendo lo sguardo torvo di prima… Così… Bravo ! Paro… paro… Alla Jack Nicholson… Un pò Shining ed un pò Alien… Sublime ! Da paura ! Da urlo ! Massiccio…

    Bandiera bianca, però me lo dice chi è nato prima. L'uomo o la lampadina ?

    HelterSkelter

    PS non sia mai detto che mi metto a tacitare qualcuno !

  49. utente anonimo

    Vede caro Alka, che Lei dà piena soddisfazione nella Sua reazione, alla mia provocazione. Quella appunto di spiegare che si è capaci di farne dove purtroppo, però, non si è capaci di accettarne; comodità che io scomodo evidenziando un legame, quello ideologico-affettivo, ancora troppo forte. Le faccio notare come io non abbia scritto nulla contro le battaglie sindacali di Di Vittorio e tra l'altro ben scrivendo invece "Io credo si possa apprezzare Di Vittorio, ci mancherebbe..". Ma è bastato osar porre ombra con quella adesione stalinista, che Lei è insorto presto come un fedele in difesa del Suo culto, del Suo Santo. Un fedele alla linea… 🙂
    perchè vede, ho presunzione di essere io quello ottimista ed idealista, forse giovane e Lei vecchio conservatore, conservando proprio tutto, che non si osi toccar davvero nulla, andare avanti… La Sua è una reazione tipica di chi ha coda di paglia: cade facilmente nella provocazione. Ma ora glielo posso dire se non l'ha capito: non era Di Vittorio che criticavo, affatto, dicendo quell' "apprezzabile ci mancherebbe…". E' uno come Lei si offre ad esserlo, oggi, nel 2009, che critico nella incapacità di esserci, nel nostro tempo. Ma Lei interpreta la tristezza, la malinconia, la nostalgia con quella vecchiaia per cui dire "bei tempi". O "era meglio quando si stava peggio" nemmen conscio che oggi si possa rinunciare allo stalinismo con serenità condannandolo in una sinistra più giovane, più fresca. Per Lei la gioventù fresca autentica è consegnata solo nel passato, guai a toccarlo, integralmente da conservare, da vero reazionario. E' uno come Lei (non solo) che critico perchè tiene in ostaggio nella vecchiaia perpetua una sinistra, togliendola come possibilità in un' alternativa democratica più credibile, purtroppo, non la freschezza d'un Di Vittorio nel suo tempo. Apprezzabilissimo. Ma non nel suo esser stalinista, abbia coraggio, non fa male se vuole, tanti ce l'hanno fatta senza incupirsi. Lei si batte forse per la sinistra di ieri, dove io, forse, per quella di oggi e domani.
    Ogni bene e stima: la conversazione è almen per me, interessante, piacevole, divertente, forse, almeno a me, utile. Alieno

  50. utente anonimo

    Ha ragione…

    Son ridotto proprio male. Povero me… Sigh !

    Un abbraccio alienuccio

    HelterSkelter

  51. utente anonimo

    Spiiiiifffffff…

    Che succede ?

    HelterSkelter è scomparso ?

    Si, si da comunista, vecchio e reazionario è diventato un papalla…

    Era di nuovo felice, libero dai cascami leninisti e marxisti, gioviale e bellissimo nel suo pensiero debole, rimbalzava per la sua strada…

    Non si ricordava più neanche cosa fosse il socialismo ! Lo capisci che cosa sublime e meravigliosa !

    Si, si ma che cos'è un papalla ?

    Ma che ne so… Lo chiedi a me ?

    Ma sei stato tu a…

    Si, si ma lasciami continuare. Da papalla si era gonfiato e leggero come l'aria vagava e rimbalzava dritto per la sua strada…

    Si, si va avanti…

    Beh! S'è sgonfiato!

    Ma mi prendi in giro ?

    No, non c'è più…

    CUCU'

    Cala il sipario… Clapclapclapclapclap
    il pubblico ringrazia David e l'allegra compagnia delle brigate Pulcinella, maschere del Teatro postcontemporaneo comico che tanto allietano i grandi e i piccini.

    Domani in cartellone ? Si vedrà…

    Adieu !

    HelterSkelter

  52. utente anonimo

    Ciao Alieno,

    ti dò pure del tu, e adesso parlo seriamente e fuor dai denti. E' inutile rammentarti quanto sei contradditorio e che con i tuoi interventi puoi dire tutto e il suo contrario, comunque mi prendo quel che vuoi dall'alto dei tuoi mille linguaggi con cui puoi ribaltare qualsiasi frittata. Sono ancora curioso di sapere qual è il contenuto di massima della tua sinistra di "domani" per cui ti lascio ai tuoi brillanti monologhi pseudofilosofici.

    Spero che il pubblico si divertirà.

    Addio

    HelterSkelter

    PS: salutami David e le sue brigate Pulcinella

  53. utente anonimo

    Cavolo, Helter. Spiace che tu la prenda così. Sono un rompipalle provocatore e lo so, ma non al punto di desiderare una simile reazione, non al punto di non dispiacermene.
    Avrei preferito conservare, nel dialogo di provocazioni (reciproche, dai), lo spirito scherzoso. Che c'entra il "pubblico"? E' una silhouette confusa sullo sfondo mentre noi avevamo nel dialogo contorni più definiti in cui potranno far ugual cosa uscendo da quello sfondo, se ne varrà la pena.
    Vuoi il contenuto di "massima"? Eh, tu mi fai una domanda non facile come si comprenderà nella crisi identitaria che la sinistra sta passando. Si possono fare delle proposte. Oppure, mancandone, riproporre quello che molti sanno esser ormai improponibile. Come lo stalinismo appunto. Ma perchè questo pessimismo cosmico? Perchè rassegnarsi all'idea che la sinistra sia solo nella possibilità statica autoconservativa e non dinamica di crescere, rinnovarsi, cambiare, innovarsi come del resto ha saputo fare tante volte nella sua storia?
    Sai perchè questo limite? Sai perchè questo limite non l'avevano per esempio i ragazzi del '68, degli anni '70? Perchè hanno avuto il coraggio di uccidere i propri padri. E di farsi una storia loro, aldilà di quei padri. Hanno inventato un loro linguaggio, una loro proposta, si sono offerti comunque anche non ben sapendo che diamine di proposta fosse, con discordanze, incoerenze, liti, fratture, ma c'era un positivismo nel sentirsi "nuovi" testimoni del proprio tempo, portatori di un "nuovo" aldilà dei padri. Ma è stato un processo incompiuto e schizofrenico perchè poi alla fine si è diventati autoconservativi e conformisti dove il fulcro era appunto l'innovazione e l'anticonformismo. La sinistra così ha finito per togliersi l'ossigeno da sola. Stiamo parlando di ideologia e politica, non di fede religiosa, mistica.. perchè non riuscire ad allontanarci dall'analisi materialista-storica d'un Marx che si riferiva ad un contesto storico (e geografico) ben definito nell'età post-industriale? Perchè non superare la vocazione nazionalista ed internazionalista d'uno Stalinismo nell'era globale che ha altre dinamiche su cui lavorare e riflettere?
    Perchè questa paura di cambiare, proprio dove si ammira quei padri per il loro coraggio di far cambiamento e finendo per farne culto fuorviato, distorto, un culto della persona e non del motivo semmai ammirevole: il coraggio del cambiamento rispetto al proprio tempo, portando il "nuovo". Se davvero si ha apprezzamento per ciò che hanno fatto, perchè impedirselo in un malinconico tentativo auto-conservativo facendo l'opposto, cioè legandosi tremendamente al "vecchio"? Così, aldilà della stima, nemmen dimostrando di fargli onore a quel loro coraggio.
    Qual'è la sinistra di domani? Lo valuteremo dopo-domani. Cominciando ad esser ottimisti, cioè pensando di poter andare avanti e non cercando di puntare i piedi per tornare indietro: l'uomo di sinistra deve essere necessariamente un uomo del suo tempo, se vuole avere un futuro, una credibilità. Un consenso e non rassegnarsi a fare l'ultimo giapponese che poi, alienato sempre di più dalla realtà e dagli altri, si troverà puntualmente su Marte come i fascisti, i monarchici, i Dc volendo..
    Guardiamo avanti con più ottimismo, che diamine. Non dobbiamo nemmeno aver pretesa di poter vedere noi od offrire noi la risposta alla domanda su una sinistra di "domani", si deve accettare anche l'eventualità che lo facciano altri, magari noi siamo davvero troppo vecchi per riuscirci, caro Helter.
    Ed hai ragione nel dire che sono contraddittorio: ho più domande che risposte, caro mio e son consapevole d'esserlo e di vivere un tempo che lo è pienamente, contraddittorio. Ma si parlava di politica, non di fede, si parlava di uomini e non di divinità, mi pare che ci si debba fare i conti con le contraddizioni, così come la sinistra deve fare i conti con tutti coloro che non lo sono e con coloro che son confusi, che non fanno mondo a parte: uomini sono. Spero di aver ridotto l'indesiderata inimicizia, pur non avendo pretesa d'esserti simpatico, ci mancherebbe, però la reazione mi pare eccessiva. E se è eccessiva già qui, non stupiamoci troppo se poi altrove il dialogo non funziona o si rifiuta..
    Ogni bene.
    Alieno

  54. utente anonimo

    @Alieno

    uff… sei stancante e snervante, ma, hai ragione: è il tuo mestiere e magari ti guadagni la pagnotta così.
    Il gioco è finito e non ti rispondo neanche più perchè è evidente che sei un troll, un papalla di "sinistra" che si libra in volo perchè ha la consistenza del Nulla. E dove c'è il Nulla entra di Tutto. Suvvia indossi tante belle maschere da teatro dell'arte. Uno, nessuno e centomila… Ma va bene così. Continua pure a divertirti e a stare in pace con le tue mille voci e le tue mille maschere.

    Adieu

    HelterSkelter

    PS: ti definirai pure e comdamente "libertario" e "antirazzista". Un "antirazzista" curioso che non sa cogliere i simboli razzisti di un volantino che sfrutta campagne antistupro in un certo senso.Beh! Goditi i tuoi affascinanti monologhi.

  55. utente anonimo

    uff… l'ultimo messaggio era per farlo restare. E non sono un TROLL!
    Sono un Alieno.
    Poi se è peggio o meglio, beh, quello è un altro conto, eheheh..
    Ma pretendo categoria a parte nel caso!!
    Che non fosse mia intenzione far scappare nessuno (anzi) pensavo fosse evidente, tanto meno Alka che me stava pure simpatico..
    E' che la questione aveva preso la piega (l'identità ideologica, della sinistra ecc) dove effettivamente si litiga e di molto, dove si rompe il dialogo, si effettuano continue inarrestabili scissioni a catena che nemmeno un una centrale nucleare..
    secondo me i motivi della reazione accesa hanno una corrispondenza concreta, realistica, riflettono bene quello che succede fuori da qui, con sinistra e non sinistra.
    E poi Alka, ti posso rassicurare che solitamente qui non riscuoto molti apprezzamenti, anzi, al contrario: il pubblico, a fiducia, è con te, non c'è discussione, non c'è gara. Per non parlare della blogger che mi bastona sovente peggio di pulcinella..

  56. utente anonimo

    @Alieno

    anch'io son molto dispiaciuto.

    Ma figurati, senza rancore…

    E' che non ho capito con quale tua faccia devo dialogare.

    Vabbè, pazienza.

    Ciao

    HelterSkelter

  57. utente anonimo

    Helter: con quella che si dispiace dell'epilogo, anche se è un rompiballe provocatore…
    Ciao.
    Alieno

  58. utente anonimo

    Però non ritengo di esser straordinario io, né deve esserlo necessariamente la tua difficoltà.
    Comprensibile: riscontro puntualmente quella difficoltà ricevendo inevitabilmente critiche tanto dalla destra radicale che dalla sinistra radicale, per dire..nonchè spesso da "moderati" per eccesso di mia radicalità…
    parrebbe che non abbia faccia a soddisfare nessuno del tutto.
    Eppure non credo che sia una gran novità avere, per es., elettori compresi in quella fascia di "indecisi" o comunque che non si identificano integralmente con l'offerta disponibile. Io per es. ho votato cdx e non ho problemi a dirlo, ma l'idea di non avere (per me) un'alternativa credibile mi preoccupa.
    E del resto, spesso è difficile capire qual'è la faccia d'un cdx (Mussolini grande statista o pessimo? Socialismo o federalismo? Tanto per chiamar in causa piccoli dettagli d'attualità a spiegare un problema più ampio..).
    Ed a sinistra la crisi "identitaria" (faccia?) mi pare anche più drammatica.
    Capisco la tua difficoltà, ma non ritengo la tua o la mia situazione "straordinaria" se ci pensi..
    E d'altra parte se non ho mai preso una tessera di partito, probabilmente si rivela una mia faccia prevalente nel lungo periodo (son nato nel '68, non è che sia proprio imberbe) che è quella di lasciarsi la capacità dinamica di rivalutare le proprie posizioni e di valutare di volta in volta i referenti politici o le stesse idee senza dargli mandato (pregiudiziale) permanente (che sarebbe distante dall'idea d'una democrazia dove si sceglie proprio con simile criterio, ogni 5 anni..).
    E per quanto mi riguarda è un vantaggio che esistano elettori simili a me perchè fanno sentire meglio il fiato sul collo alla classe politica o incentivano la proposizione di rinnovamento in seguito ad esperienze di consenso deludente, perchè c'è quella mia faccia che potrebbe spostarsi, non è cristallizzata.. insomma, così che non si permettano di campare serenamente di rendita di posizioni pregiudiziali (anche ideologiche). E' una mia idea opinabile, naturalmente.
    Ciao.
    Alieno

  59. Tisbe

    Ma caro Alieno, ci mancherebbe! Tu sei libero di fare l'ago della bilancia nei risultati elettorali… ma non montarti la testa… perché se sei Alieno davvero è un po' pesante 😉

  60. utente anonimo

    alieno,come referenti politici hai scelto il meglio!
    ti comprendo,sei come "la maggioranza",la simpatia e la competenza di certi personaggi è irresistibile!
    bravi,fategli sentire il fiato sul collo!
    lele

  61. utente anonimo

    @lele: mmmhhh..

    dici che l'altra volta, alle elezioni../
    era miglior referente, (più competente!)..Veltroni?/
    O forse per simpatia e non restar indietro/
    quel tal di destra messo a sinistra… Di Pietro?
    O ancora tu dici che era meglio, non aver Fini/
    e per irresistibile attrazione votare un Casini?/
    E sei duro con la maggioranza, quale che sia/
    Non ti viene il sospetto che capita, se c'è democrazia?/
    Perchè è complicata la scelta libera d'una lista/
    dove c'è, per esempio, un regime comunista/
    Sarà per quello che quel regime non s'è mai affermato?/
    il vezzo strano di sentire più libero Stato?/
    Perciò spiegami qual'era la migliore alternativa,/
    o sembra ciò che dice all'uva alta, la volpe giuliva../
    Dunque è il caso di rifletter meglio su quel fatto:/
    perchè a sinistra restan le pive nel sacco?
    Perchè prendersela sempre con gli elettori, poveretti/
    alcuni votano quello che possono col naso chiuso, i denti stretti..

    Ciao.
    Alieno

  62. Tisbe

    @Alieno, ci sono persone che stanno pagando sulla propria pelle le leggi scellerate di questo governo. L'alternativa era: minor danni e più diritti. Ce li stanno togliendo tutti, uno alla volta… nel silenzio assordante dei media… e te ne accorgi solo quando rimani impigliato nelle loro disumane ed ingiuste leggi.

  63. utente anonimo

    Una sintesi del mio messaggio precedente (papiello?), volendo, si trova per esempio
    alla Piaggio di Pontedera. Dove la scelta dei lavoratori in quel sito di lunga tradizione di sinistra, non trovandola più credibile come proposta per loro (cioè non sentendosi più rappresentati) ha tradito le aspettative d'una CGL e della Fiom, confluendo nella per loro più utile e rappresentativa proposta della Cisl ecc.
    Dovrebbe esser sintomatico argomento per farci riflessione autentica (e seria autocritica) nella condanna di quella scelta della sinistra più radicale di far muro contro muro, ma fintanto che si persegue la capacità di criticare solo gli altri, elettori o iscritti ad un sindacato che siano, non se ne esce, credo.
    Credo occorra una seria iniezione di umiltà ad una sinistra che troppo tempo si è crogiolata in posizioni di rendita (di consenso) perdendo contatto con la realtà, con la gente, perfin disprezzandola con quell'idea assurda della superiorità morale-culturale…
    Ciao.
    Alieno

  64. utente anonimo

    alieno,la democrazia dei media vorrai dire!
    la libertà del testamento biologico,l'uguaglianza delle persone:immigrati,rom,gay….

    "alcuni votano quello che possono col naso chiuso, i denti stretti…"e con le chiappe aperte!
    lele

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