La rinascita delle sinistre in una lotta globale per i diritti degli uomini

Da dove comincio? Dalla sconfitta, ovviamente.
La sconfitta della sinistra, anzi, delle sinistre, per intenderci. Che si tratti di una sconfitta, io non ne sarei tanto certa. Il secolo scorso si è concluso con una vittoria strepitosa, su tutti i fronti, della sinistra, la quale è riuscita a garantire, dopo decenni di battaglie, una serie di diritti ai lavoratori e soprattutto una vita dignitosa per tutti gli esseri umani.
Detta così, manca qualcosa. E’ vero la sinistra ha vinto, forse ha esaurito il suo compito propulsivo, ma è davvero così. E’ vero che il mondo non ha più bisogno delle battaglie della sinistra?
La verità è, come spesso accade, a metà strada.
E’ il primo mondo, quello europeo e nordamericano a non avere più bisogno della sinistra, perché è solo in questo primo mondo, che la sinistra ha portato a termine il suo compito. Ma se da una visione locale si passa ad una visione globale, ecco che, meravigliosamente e miracolosamente, la sinistra DEVE esserci ancora.
In queste prime righe si capisce la disaffezione
del nord del mondo nei confronti del comunismo in particolare e della sinistra in generale. Una disaffezione dovuta ad un’assenza totale del bisogno. In Italia la disaffezione ha raggiunto toni più acuti per questioni storiche e a causa di una alleanza incomprensibile tra neofascismo e neoliberalismo. Perché ciò è potuto accedere?
Ad un’analisi superficiale del fenomeno si intuisce una sostanziale divergenza tra le istanze del fascismo e quelle del liberalismo (o liberismo perché checché se ne dica, è la stessa cosa). Il fascismo che è un fenomeno locale di portata assai ridicola e di durata ancora più ridicola, nasce da una costola del socialismo dal quale prende la sua natura assistenzialista e paternalistica. Il fascismo è un padre cattivo, patrigno, ma sostanzialmente capace di guidare ed accudire i propri figli.
Il liberalismo, all’opposto punta sulle capacità individuali. I figli sono mandati allo sbaraglio e se la devono cavare assolutamente da soli. Riesce chi è più attrezzato.
Come è stato possibile che in Italia, seppellite le istanze della sinistra, sia nata un’alleanza simile? Evidentemente per questioni di interesse alimentate dalla crisi.
Il liberalismo attuale è pesantemente condizionato dal capitalismo. Molti sostengono che un sistema liberale sia guidato dal diritto di Natura, ma ciò sarebbe possibile esclusivamente se il liberalismo non si fosse unito in matrimonio con il capitalismo.
I capitalisti sono avvantaggiati dal possesso del capitale, nella corsa per la selezione della specie, che ne risulta fortemente compromessa ed adulterata. Non sopravvivono gli esseri umani più capaci o più intelligenti, ma sopravvive chi all’origine ha un capitale. Una recente ricerca, addirittura sostiene che i poveri siano dotati di un Qi molto più alto dei ricchi. Bocciato il liberalismo capitalistico e dimostrato la divergenza radicale tra neofascismo e neoliberalismo, l’unica speranza per il mondo umano è una rinascita delle sinistre.
Le sinistre non dovranno più lottare per assicurare i diritti solo alla zona ricca del mondo, ma dovranno impegnarsi ad estendere i diritti su tutto il pianeta. E’ questo il loro nuovo compito. E’ soltanto in questa lotta globale che potranno trovare unione e compattezza. Soltanto in questa lotta potranno ritrovare la forza degli alti ideali e trascinare l’umanità verso una nuova alba di equità sociale.
(immagine tratta da sinistra democratica)

38 commenti su “La rinascita delle sinistre in una lotta globale per i diritti degli uomini

  1. utente anonimo

    veramente il finale non è nulla di nuovo. era la tesi di un tal karl marx, con la differenza che all epoca si parlava di rivoluzione della classe sociale operaia, oggi di aumento delle percentuali alle elezioni, di campagne di sensibilizzazione e di riforme radicali, che liberino il cittadino dal dominio (che sia autorità, o necessità di denaro, fame, lotta concorrenziale…)

  2. Tisbe

    @rigitan's, lo so, ma pare ce ne siamo dimenticati… credo che ripeterlo ed applicarlo alle nuove contingenze storiche sia un nostro preciso diritto/dovere.

  3. FrancaFranca

    "…E' il primo mondo, quello europeo e nordamericano a non avere più bisogno della sinistra…"

    Sicuro?
    Mi sembra che la crisi che attraversiamo, dica esattamente il contrario…

  4. utente anonimo

    I fatti accaduti con le situazioni politiche governative e parlamentare rivelano uno smarrimento delle forze della sinistra elette nella pubblica amministrazione nelle sedi di partito e nel Parlamento dovuto alla assenza sul territorio delle massime espressioni di coloro che sono stati eletti nelle liste dei partiti che si definiscono di sinistra.Allo stato delle cose prima di una riaggregazione di tutte le componenti (non c'e' altra alternativa)se non la scomparsa o l sparizione dalle competizioni elettorale occorre ridefinire il significato di sinistra, e sviluppare unitamente ed elettoralmente in unica lista tutte le questioni almeno ritenute prioritarie che mostrano interesse e soluzioni fattibili di fronte all'elettorato riferente. Sanita' pubblica,lavoro,giustizia.scuola,infrastrutture,questione meridionale.Soltanto da queste basi si possono ritrovare quelle condizioni e caratterristiche che un"tempo" porto' la sinistra ad una forza condizionatrice e rilevante per l'avanzamento dell'italia e nel mondo

  5. utente anonimo

    la sinistra è perdente in ogni parte del pianeta, resta stabile dove c'è dittatura (cina, corea) e piu si espone gridando e scalpitando in ogni dove e per ogni motiivo e piu perde consensi, anche l'america stessa con obama, che non è comunista, ma fa politica popolare sarà un grosso fallimento.
    La sinistra è superata e non sarà capace di innovare nulla.

  6. utente anonimo

    Beh!!!! innanzitutto dire che il Liberalismo coincide con il Liberismo è un segnale di scarsa preparazione culturale, magari un'altra volta prova a studiare un pò……per il resto sei la dimostrazione vivente che se c'é una cosa di cui non c'é bisogno è proprio la vecchia sinistra verbosa e banalizzante….ah mi dimenticavo quello che sta succedendo in Europa ed America, e magari dai anche un'occhiata alla Cina dimostra solo che dall'economia virtuale si deve tornare di corsa alla vecchia e cara Economia Classica. Basata sulla ricchezza vera e non sulle chiacchiere…..

  7. utente anonimo

    Le sinistre hanno un difetto, dimenticano sempre che prima di redistribuire la ricchezza bisogna produrla. E che il comunismo, ideologia avulsa da quello che è l'uomo (ognuno è diverso dall'altro e se non ha la spinta di un interesse individuale non agisce) , è fallito perchè rigido e invariabile. Il capitalismo ed il liberismo (da non confondero con il liberalismo come fanno le sinistre) hanno molti difetti, ma possono cambiare e non essere sempre uguali a sè stessi. Infatti nel tempo sono cambiati. Oggi c'è stata una degenerazione, domani vi si porrà rimedio con nuove regole.
    Delle vecchie sinistre proprio non c'è bisogno. Di nuove sinistre, forse

  8. utente anonimo

    Sento sempre parlare di diritti da gente che spesso vuole solo ricevere. Io credo che non esistano diritti se non a fronte di doveri. Solo così si sviluppa la civiltà. Se siete anche saggi oltre che di sinistra ditelo ai compagni dei centri sociali (onda in testa)

  9. utente anonimo

    Concordiamo pienamente quando dici che l'attuale liberalismo è adulterato perchè chi all'origine ha un capitale è avvantaggiato. Anche noi di microliberismo sosteniamo la stessa cosa. Per questo noi proponiamo che il liberismo o il liberalismo sia applicato prima per le classi meno abbienti e solo dopo il loro miglioramento si può applicare per le classi più ricche.

  10. utente anonimo

    Stavo giusto dicendo ad una collega che faccio molta fatica a vivere in un mondo senza speranza, e leggere la freschezza (d'intento), con cui argomenti l'attuale situazione, regala senz'altro un alito di primavera. Ma come dice chi mi ha preceduto, l'analisi si conclude con un palese ossimoro (il comunismo non è più un bisogno e poco oltre manifesti l'esigenza di un "nuovo" internazionalismo), che non può essere una svista. Perchè? E' solo superficialità? Le parole d'ordine semplificano senz'altro, io per primo rivendico la loro utilità, ma qui sostituiscono riflessioni di dominio troppo comune per essere sottaciute. Dammi qualche cenno Tisbe, e ti affiancherò volentieri.

  11. utente anonimo

    veramente fino ad ora la sinistra che è stata al governo ha sempre avuto elementi che cercavano di fare le scarpe l'uno all'altro.in questo modo hanno cosegnato l'italia in mano ai f-a-s-c-i-s-t-i- che ora con il loro nano corruttore che ha corrotto perfino il consiglio di stato x le sue tv(visto report.ieri??) sara difficile abbattere e ci fara trovare un futuro di guerra civile ormai alle porte sara la guerra dei poveri mentre loro si ingozzano dei nostri soldi e diritti.ma se saremo uniti li prenderemo e li appen-d-e-r-e-m-o agli al-be-ri.

  12. utente anonimo

    Dopo quasi 100 anni non vi siete ancora resi conto che dove il cosidetto socialismo,che poi non è altro che il comunismo,ha preso il potere CON LA FORZA ha portatofame e miseria senza nessun vantaggio economico per il popolo ma solo per la casta dirigente.
    Siete cosi falsi e ipocriti che pur sapendolo insistete nel volerlo imporre in Italia sperando che i vantaggi siano a vostro favore.
    Cercate di smetterla una buona volta per tutti a dire falsitè.

  13. utente anonimo

    Non so se il mondo ha ancora bisogno del comunismo. Non credo. Io so solo che il mondo DEVE fare a meno del liberismo, portatore in se' del germe della legge della Jungla, intesa in senso economico, dove il debole è sempre più debole e il forte è sempre più forte, il liberismo che è assassino della Natura e dei diritti dell'uomo, che tutto muove in nome dell'unico dio che riconosce, il dio denaro. In questa fusione di partiti avremo purtroppo un unico partito liberista, la destram quella VERA, è portatrice di valori che si possono condividere o no, sono scelte, ma porta dei valori, il liberismo no! e questo è molto preoccupante per noi Italiani.
    Ciao

  14. utente anonimo

    quali diritti? Cari "sinistroidi" in cinquant'anni di governo a Genova avete solo fatto schifo!

  15. Tisbe

    Innanzi tutto chiedo scusa per aver attivato i commenti con tanto ritardo, per rispondere al #15 ed essere in tema, chi chiede i diritti come me è perché il suo dovere lo ha sempre fatto fino in fondo… Il governo neofascista pretende i doveri e non garantisce diritti: sfrutta la gente debole…

  16. Tisbe

    Beh!!!! innanzitutto dire che il Liberalismo coincide con il Liberismo è un segnale di scarsa preparazione culturale Non ne sarei così certo, fossi al posto tuo… l'attuale liberalismo unito in matrimonio con il capitalismo non è differente dal liberismo… E su questo non sono assolutamente disposta a cambiare idea

  17. utente anonimo

    "veramente fino ad ora la sinistra che è stata al governo?"

    ma se ha comandato quasi sempre la DC !! la DC non era (è) la sinistra!

    antonio

  18. utente anonimo

    mi pare che le sx nel mondo…le sx intese come tu le descrivi siano ormai morte…rimane solo qualche leader delirante alla chavez!!!!…sei fuori dal tempo sveglia!!!

  19. utente anonimo

    quando parli di "neofascismo" riferendoti ad un governo che è stato regolarmente votato e che ancora gode della fiducia della maggior parte della gente non ti capisco. L'Italia è un paese democratico quando governa la sinistra e non lo è più se governa la destra?

  20. Tisbe

    Ci sono molte analogie tra il governo attuale e il ventennio. Non ultimo l'uso delle ronde che allora commisero l'orrendo delitto Matteotti. Ci vuole per forza il morto perché si possa parlare di fascismo?

  21. Jinzo

    Non concordo con quanto scrivi perchè secondo me il tuo discorso, nonostante le intenzioni siano chiare, nasconde un problema di denominazione. Il liberalismo ed il capitalismo sono la stessa cosa e tu ne parli come due enti diversi tra loro. Il capitalismo di stato ed il fascismo sono la stessa cosa e tu ne parli anche qui come cose diverse. Il fascismo ed il comunismo sono la stessa cosa, soltanto che variano nella forma (tant'è che tra Fiamma Tricolore e PdCI gli slogan economici sono addirittura gli stessi a volte).

  22. Tisbe

    @Insomma Jinzo, se l matematica non m'inganna tutto è la stessa cosa. Utilizzando la proprietà transitiva. Liberalismo=capitalismo=fascismo=comunismo
    Ergo liberalismo=comunismo
    Glielo comunichi tu ai liberali 😉

  23. utente anonimo

    @tisbe

    lascia fare…

    i pazzi amano fare i monologhi…

    poi chi legge giudicherà.

    HelterSkelter

  24. utente anonimo

    @tisbe

    mi riferivo agli anonimi e non censurare…

    Mostra tutte le "squisitezze".

    HelterSkelter

  25. Jinzo

    Ehm…

    Dove io abbia citato il liberalismo reale, cioè quello anarchico, mi sfugge, ma vabbè.
    Nel ragionamento dicevo che il fascismo ed il comunismo, in quanto forme in cui il capitale è messo nelle mani dello stato, sono la stessa cosa (ed è vero, a parte qualche ritocco formale).

  26. Tisbe

    mmm Jinzo dimentichi che il principio è diverso! Per il comunismo il principio è l'equità, o perlomeno dovrebbe essere. Per il fascismo il principio è la gerarchia piramidale… e i principi cambiano radicalmente le carte in tavola… convieni?

  27. utente anonimo

    @jinzo

    il fascismo è dirigista tendenzialmente in economia, ma non rifiuta la proprietà privata, mentre il comunismo vuole dissolverla in nome del superamento della divisione in classi.
    Poi, in effetti, non si può negare che il mondo abbia conosciuto regimi autoritari, militari o fascisti che hanno perseguito politiche capitaliste neoliberiste e penso soprattutto al Cile di Pinochet.
    Naturalmente il liberalismo può far sua la dottrina economica liberista (come il keynesismo per converso), ma non è sempre vero che il liberismo è liberale (o democratico).
    Quello che abbiamo assistito in questi anni è l'egemonia del liberismo che ha steso il suo velo sul mondo (con tutto ciò che comporta). Come disse la premier britannica Thatcher "There is no alternative". Quindi il liberismo è certo altro rispetto al comunismo, come anche, in un erto senso, rispetto al fascismo "storico", quello che ha per modello di riferimento gli anni fra le due guerre.

    Dal punto di vista delle analisi si potrebbe fare paragoni – e i paragoni si fanno fra forme e sistemi differenti – fra liberismo, fascismo (anche soprattutto nella sua variante nazista) e comunismo per quel che attiene le tendenze totalitarie insite in ciascuno.

    A mio parere bisogna rifuggire dal dogmatismo e recuperare quanto buono v'è nel socialismo.

    HelterSkelter

  28. utente anonimo

    @tisbe

    secondo me la tua analisi del capitalismo e del liberismo è sostanzialmente corretta anche se differenze fra liberalismo (dottrina politica) e liberismo (dottrina econmica) sussistono. Il capitalismo accetta pragmatisticamente le istituzioni democratiche e liberali finchè conviene alla "competizione" e agli affari. La mentalità pragmatica (e appropriativa) conduce ad alleanze che apparentemente paiono incomprensibili. Per quanto riguarda le istituzioni democratiche esse sono – almeno fino ad oggi – formalmente accettate perchè infondono un minimo di illusione di essere padroni del proprio destino.
    Forse non è un caso che si sia cominciato in questi ultimo anni a discorrere di totalitarismo morbido ed edonista.

    Sul fascismo andrei cauto ad affermare che si tratta di un fenomeno marginale e ridicolo, dati i precedenti storici. L'Asse Roma-Berlino- Tokyo costituiva la grande alleanza fascista per il "riscatto delle nazioni proletarie". Nel fascismo e nel nazismo gli elementi socialisti sono subordinati al razzismo ed al nazionalismo aggressivo. Nazionalsocialismo appunto… Altrimenti, al contrario si parlerebbe di socialnazionalismo stalinista e bolscevico in cui il rapporto si rovescia. Inoltre nel fascismo italiano originario entrava di tutto e Mussolini si arrogava di essere progressista e reazionario insieme. Nel nazionalsocialismo tedesco ed hitleriano contavano e contano le leggi di Natura che viene incarnata da una comunità razziale pura con tutte le conseguenze che ciò comporta. Elementi di socialismo ma sceverati fuori dalla storia del movimento socialista.

    HelterSkelter

  29. Tisbe

    differenze fra liberalismo (dottrina politica) e liberismo (dottrina econmica) sussistono Gli effetti sono gli stessi, ed anche i sintomi…
    Sul fascismo andrei cauto ad affermare che si tratta di un fenomeno marginale e ridicolo Mi riferisco al fenomeno prettamente italiano che ha avuto una durata relativamente breve (il ventennio) Sul resto concordo con le tue osservazioni.

  30. utente anonimo

    @tisbe

    per quel che mi riguarda penso che la dottrina liberale, seppure di "natali" borghesi, rappresenti un nobile tentativo di aprire alle istanze di libertà presenti nella società dal periodo dei Lumi, ma anche prima (istanze certo prima di tutto borghesi). Marx apprezzava il liberalismo anche se si proponeva il suo superamento. A mio parere oggi ha trionfato il paradigma del Mercato. Basta vedere la competizione elettorale che, di per sè, può essere pure quancosa di sacrosanto ed essenziale per la democrazia. Ma cosa succede ? I partiti diventano delle grosse macchine acchiappavoti che cercano di massimizzare il consenso elettorale proprio come farebbe un azienda in campo economico. E si giovano pure di mezzi pubblicitari, adottando dei logo… In questo modo và a farsi benedire anche l'educazione responsabile alla cittadinanza, perchè il cittadino non è più tale. E' un "consumatore" di "proposte politiche" spesso irrealizzabili, un soggetto passivo come lo può essere in genere un consumatore medio.

    E il bello di questa critica è che può essere mossa pure da un liberale che ha a cuore la maturità del cittadino e i suoi diritti.

    Un racidale o "liberlae di sinistra" beninteso…

    Ciao

    HelterSkelter

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