Tonino e gli aquiloni colorati

C’era una volta, tanto, ma tanto tempo fa, un bambino di nome Tonino che viveva con il nonno Marx.
Questo omone, con la barba folta ed i capelli bianchi, aveva educato il piccolo Tonino in modo rigido ed irreprensibile. Il bambino, per dipingere, poteva usare un solo colore: il rosso; inoltre, gli era consentito giocare solo con due giocattoli: la falce e il martello.
Un giorno il bambino, eludendo la sorveglianza di nonno Marx, si avventurò da solo nel bosco, e scorse fra i rovi degli oggetti bellissimi che catturarono la sua attenzione. Tonino, nell’arco della sua giovane vita, non si era mai imbattuto in qualcosa di così bello, tale da emozionarlo e turbarlo profondamente. Con le mani tremanti afferrò uno di quegli splendidi oggetti e lo guardò con stupore infantile. Erano aquiloni di tanti colori e gli occhi di Tonino non erano abituati a reggere una simile magnificenza cromatica. Insieme agli aquiloni vi erano una serie di lettere molto carine che il piccino non conosceva. Felice per la scoperta decise di tenere tutto nascosto e di non farne parola con nonno Marx, che gli aveva insegnato a distinguere solo il colore rosso. Ogni giorno Tonino trovava il tempo per correre di nascosto nel bosco a giocare con gli aquiloni colorati, finché il cuginetto Mario se ne accorse e facendo la spia riferì tutto al nonno il quale andò su tutte le furie.
- Cosa ti ho insegnato Tonino!? – tuonò Marx arrabbiatissimo – Ricordati e non dimenticarlo mai che esiste un solo colore! Il rosso! Hai capito? Gli altri colori non esistono.
- Ma io li ho visti – balbettò confuso il bambino – e ci voglio giocare… nonno per favore fammi giocare. E cominciò a piangere.
Nonno Marx non si lasciò impietosire e proibì a Tonino di andare nel bosco. Lo riempi di falci e martelli, ma il bambino si ammalò di tristezza fino a morire di crepacuore.
Ancora oggi gli abitanti della valle giurano di aver visto, nelle giornate di primavera, un bambino di rosso vestito aggirarsi per i prati fioriti facendo volare degli aquiloni bellissimi e coloratissimi. [Tina Galante]
(Questo è un racconto di invenzione, ogni riferimento a persone o fatti realmente accaduti è puramente casuale)


Autore: Tisbe

Qui... sono solo Tisbe. Non lo so chi sono! A volte mi sento speciale, altre volte una nullità. Ho un'età indefinibile: mi sento secolare, eppure anche e soprattutto giovane. Le persone che mi conoscono profondamente mi vogliono bene, le altre non so... e sinceramente non mi interessa.

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8 Comments

  • 31/03/2009 | Permalink | Replica

    Chissà quanto tempo dovrà ancora trascorrere per vedere i bambini vestiti di rosso che fanno volare gli aquiloni.

  • 31/03/2009 | Permalink | Replica

    Il tempo necessario, in fondo abituarsi alla molteplicità non è da tutti ;-)

  • 31/03/2009 | Permalink | Replica

    Qualcuno ha la coda di paglia… attento che prende fuoco

  • 01/04/2009 | Permalink | Replica

    Ma allora non è vero che i bambini li mangiavano se lo vedono ancora in giro?! :-D

  • 01/04/2009 | Permalink | Replica

    @Chit, già, è una stupida leggenda metropolitana ;-)

  • 01/04/2009 | Permalink | Replica

    Già me lo immagino quella specie di topo di fogna smanettare su google inserendo stralci del mio racconto per trovarlo in rete ed accusarmi di copiare… cerca cerca topo di fogna… cerca

  • utente anonimo
    01/04/2009 | Permalink | Replica

    Ma mettiamo che il bambino fosse daltonico? il nonno sempre più confuso dall'incapacità del nipote a riconoscere il colore rosso
    si intristì a tal punto che andò via dal paese e non fece pìù ritorno…il bambino poco dopo incontrò un bravo dottore che gli offrì occhi nuovi per vedere il mondo a colori e visse felice e contento per tanto tanto tempo…. :) ))

  • 01/04/2009 | Permalink | Replica

    #8, bel finale :-)

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