Se Dio impone il copyright sui miracoli

Il post di Landinarese dal titolo In pellegrinaggio verso il miracolo mi ha ispirato delle riflessione sul tema dell'esclusività divina del miracolo.
«la Chiesa ha riconosciuto ufficialmente 67 guarigioni su 6000 casi esaminati. Si tratta di una percentuale veramente bassa: lo 0,00007 per cento! Un valore addirittura inferiore alla regressione spontanea del cancro rilevata, dalla medicina ufficiale, nelle strutture ospedaliere, senza l'ausilio di acqua santa e di sentite preghiere.

Come mai non affiora tra la gente la constatazione dell'insuccesso? Perché non provoca risentimento e sdegno sapere che intorno a questi luoghi nascono fiorenti e redditizie attività commerciali? Perché, invece, nutriamo sdegno e risentimento verso maghi, fattucchiere, streghe e guaritori in genere?».

Cosa rispondere a queste legittime domande? Perché la gente si indigna se sul falso miracolo ci lucra una fattucchiera mentre non s'indigna se a fallire è Dio in persona?

Di risposte ce ne sono tante e di varia natura.

Innanzitutto non si può attribuire ad un essere immanente, nostro pari, dei poteri di guarigione, a meno che non sia toccato dalla mano trascendente del divino. E questo non è un problema recente perché affonda le sue radici nella notte dei tempi. Ne è testimone il caso di Prometeo, punito perché, non solo ha osato derubare gli dei per aiutare l'umanità, ma perché si arroga il diritto di presupporre la finitezza di Dio.

Inoltre, il popolo ha una ridicola concezione di Dio quale maschio vecchio, con la barba bianca e lunga, che dispensa miracoli solo a chi veramente li merita, intento a fecondare (con lo spirito santo e non con il volgare ed umano sperma) le vergini illibate… Chiaramente, questo Dio  molto antropomorfo, è molto arido nel concedere favori, e poiché è onnisciente ed onnipotente (per sanare la colpa originaria dell'antropomorfismo) nonché infallibile, di sicuro avrà dei buoni motivi, che noi miseri tapini umani non possiamo comprendere, per non concedere miracoli a determinati fedeli… forse la loro fede vacilla!

In realtà il Vangelo dà una risposta molto più dignitosa di quella popolare sull'assenza di guarigione per alcuni malati. Non tutti coloro che chiesero l'aiuto di Gesù furono guariti.

«Poi Gesù faceva la seconda domanda: ”Cos’hai imparato attraverso la tua malattia?” “Cosa hai imparato  dalla malattia?”  Perché la gente di solito chiedeva di venir guarita da malattie.

Questa particolare  storia mi affascina perché c’era una donna che era lebbrosa dalla nascita, oggi non ci sono  molti lebbrosi in quel paese, ma una volta ce n’erano parecchi. La donna che aveva sempre provato rabbia verso la sua malattia rispose: “Cosa intendi dire con “cos’hai imparato?” Non ho imparato niente! C’è stato un errore, io non dovevo nascere malata.  Sono così orrenda che non ho mai avuto un amico, non ho mai conosciuto un uomo.  Sono così orrenda che perfino gli animali scappano quando mi vedono.  Guariscimi tu da questo male! “
Gesù le rispose: “Se non hai appreso nulla  dalla tua malattia, non ti resta che morire e conoscere te stessa attraverso la morte”».
Una mia interpretazione mi suggerisce che la guarigione non assume caratteristiche di trascendenza, ma di immanenza. E' una capacità della persona malata di conoscere se stessa e di riunirsi ad un Dio sicuramente panteista. La guarigione risiede nella capacità e nella volontà personale di riunirsi con dio. (E questo dio è per tutti e non è un'esclusiva dei cattolici o dei musulmani o degli ebrei 😉

7 commenti su “Se Dio impone il copyright sui miracoli

  1. Lendinarese

    Francesco,
    si calcola che in 150 anni circa 100 milioni di fedeli si siano recati a chiedere il miracolo … 6000 i casi ritenuti meritevoli di valutazione da parte della chiesa, 67 i miracoli riconosciuti … 67 su 100 milioni!
    Lo 0.000067%, in effetti c'è uno zero di troppo … Scusate.

  2. utente anonimo

    ogni individuo è libero di credere in un dio o più a patto che rispetti chi non crede in un dio o dei,di credere ai miracoli a patto che rispetti chi crede solo nella scienza,di essere "ignorante"a patto che rispetti chi ha scelto di non esserlo.
    e,poi,anche i miracoli aiutano l'"economia"!anche se, di questi tempi,abbiamo già chi,in tal senso,i miracoli li fà!
    lele

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