Da irpina terremotata, piena solidarietà al popolo abbruzzese

Noi irpini, il terremoto ce lo portiamo scritto a caratteri dolorosi nella coscienza collettiva. E da irpina io il terremoto lo conosco bene.
L’ho vissuto sulla mia pelle e rispetto alla mia gente sono stata fortunata.
Certi ricordi, però restano.
Resta una nottata trascorsa in piedi a cercare di avere notizie su ciò che era successo. Resta mia madre che coraggiosamente è rientrata in casa per recuperare il motosega
; sarebbe servito per estrarre una bambina rimasta sotto le macerie. Rimane la nebbia strana che per giorni ha avvolto tutto l’ambiente rendendolo surreale. Rimangono le colonne dei soccorsi… gli elicotteri atterrati dietro casa e il cioccolato caldo distribuito dai militare… la distribuzione dei beni primari nei centri di raccolta… e poi… piano piano il ritorno alla normalità. Dentro resta una cicatrice mai sanata del tutto. Una cicatrice che ricomincia a sanguinare appena il terremoto colpisce.
Rimane … l’odore di amuchina… un pensiero che ho scritto su facebook il 26 marzo, risvegliando ricordi in alcuni miei amici. L’avevo dimenticato… avevo dimenticato di aver pensato al terremoto di recente, e me lo ha ricordato questo amico, che non ha potuto fare a meno di pensare alla mia frase.
Il 26 marzo l’odore di amuchina ha rievocato in me l’atmosfera post terremoto, e dopo qualche giorno il terremoto l’ho avvertito da lontano.
Mi sono svegliata nel cuore della notte. I gingilli nella vetrina tintinnavano con sempre più insistenza, gli scacciaspiriti sembravano impazziti e Stella insisteva per entrare nella mia stanza. Sentivo come se il letto fosse sul mare agitato. Ho acceso la lampada e ho guardato la sveglia: segnava le 3.31.
Non avrei mai immaginato che in quei secondi interminabili tante persone stavano morendo sotto le macerie. 157 morti accertati, oltre 250 dispersi.
Questo è accaduto nel terzo millennio, con la tecnologia avanzata.
Al popolo abbruzzese va tutta la mia solidarietà.

8 commenti su “Da irpina terremotata, piena solidarietà al popolo abbruzzese

  1. utente anonimo

    Sentire,
    soffrire.
    Il momento di offrire.
    Una preghiera.

    Pietà,
    compassione,
    amore,
    speranza…

    riconosciamo la Croce,
    credenti,
    preghiamo,
    amiamo
    chi soffre,
    perchè non sia
    mai
    solo..

    Alieno

  2. ermahico

    mi hanno spedito un email in cui fanno capire che sono già partiti, posso sperare in una nuova disgrazia , il personale sembra al completo.
    ci sono rimasto davvero male, mi sembrava già di essere lì.
    auguri agli abruzzesi, forse le cose si stanno sistemando e nn c'è più emergenza di richiesta di personale.

  3. ermahico

    posso sperare

    era detto in maniera equivoca me ne scuso, era per intendere che sarò dipsonibile alla protezione civile in futuro…. auguri a tutti e scusate la fretta nel dgt…

  4. WebLogin

    Bel post.
    Per fortuna non ho conosciuto direttamente il terremoto che distrugge e che uccide, però ho visto… 🙁 Al popolo abruzzese va anche tutta la mia solidarietà.

    Giuseppe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *