Ricostruzione in 100 giorni? Sono passati quasi 30 anni e Scampitella ancora aspetta

Ho ricevuto una e-mail da un ragazzo di Scampitella, un piccolo centro irpino colpito dal terremoto dell’ottanta. Si tratta di una richiesta accorata ad un quotidiano locale, di fare pressione per ottenere risposte concrete dagli enti preposti. Ecco di seguito il testo:

«Salve,
caro Xxx volevo cogliere l’occasione di questi giorni cosi’ tristi per il dramma dell’Abruzzo per riportare all’occhio di tutti quello che sta ancora vivendo la provincia di Avellino dopo il terremoto dell’80.
Si parla tanto di contributi, donazioni, aiuti di ogni genere, ricostruzione in 100 giorni e un piccolo paesino in provincia quale "SCAMPITELLA" sta ancora attendendo la ricostruzione dal sisma dell’80!!!!!!!!!!!!
Intere famiglie costrette a vivere a distanza di 30 anni in case mai ristrutturate, inagibili, con gravi carenze igieniche e tutto quello che comporta il vivere in case diroccate!
Ma quanto tempo bisogna ancora aspettare, si aspetta che succeda qualche tragico evento!
Caro Xxx, a nome di tutta la cittadinanza, Vi chiediamo di intervenire, contattando direttamente il sindaco del paese, dando seguito a questa mail con notizia in procura e ad altre testate giornalistiche.
Grazie e confidiamo in un Vostro sollecito intervento!
».

13 commenti su “Ricostruzione in 100 giorni? Sono passati quasi 30 anni e Scampitella ancora aspetta

  1. utente anonimo

    il problema sono anche gli sciacalli ed i rom che si spacciano per terremotati invadendo gli hotel, servirebero più forze dell’ordine come suggerisce Daniela Melchiorri

  2. utente anonimo

    Che tristezza..grazie della segnalazione…purtroppo gli anni 80 sono passati ciò che non è stato fatto non sarà fatto di certo oggi… aimè…

  3. utente anonimo

    beh, se c'è gente che non ha voglia di lavorare, non c'è ricostruzione che tenga.
    chissà perchè in friuli è stato ricostruito tutto.

  4. Tisbe

    @Mario, smettila di commentare da anonimo e di offendere gli irpini… vai a spammare altrove troll e non infangare la memoria dei nostri martiri

  5. utente anonimo

    Purtroppo, la comparazione tra la gestione emergenza e ricostruzione di Friuli e quella dell’Irpinia, è impietosa.

    Fa impressione (perchè diventa anche sorta di aggravante) che quella del Friuli è precedente (1976) rispetto a quella della Basilicata (1980) e dunque l’Irpinia poteva avvantaggiarsi d’un modello precedente di riferimento, di una prova sul campo, di esperienza in più.

    Purtroppo, in 30 anni l’Irpinia ha spolpato più di 32 MILIARDI di Euro (miliardi!!!) alle casse dello Stato, cioè a tutti, senza grandi risultati oltretutto, perchè almeno lì, con quell’infinità di denaro, fosse nato una sorta di Brunei nella Penisola, ne sarebbe valsa la pena, ma invece nisba: un fallimento. Per tutti: tanti irpini, ma in sostanza tutti gli italiani. Perchè sottrarre oltre 32 MILIARDI di Euro ed avere ancora iscritta al bilancio quell’emergenza sanguisuga che ormai non è “emergenza” (dopo 30 anni sfido chiunque a parlare di emergenza, si parli di cronicità), sapere che da un calcolo del Sole 24Ore, riferendosi al Belice che è altro pessimo modello, di questo passo serviranno per completare la ricostruzione 116 anni, cioè significa che se l’Abruzzo seguisse lo stesso ritmo finirebbe di ricostruire nel 2049, se si pensa che continueremo tutti a pagare almeno fino al 2010 (nel 2007 in finanziaria 157 milioni di Euro senza risultato naturalmente), vengono i brividi perchè pensi alla crisi, ai precari, a chi vive con una pensione indecente, alle opere infrastrutturali che mancano e sono in estremo ritardo, pensi insomma che schifo e la cerchi davvero la spiegazione: perchè Irpinia (o Belice, in 41 anni ricostruiti 2 immobili su 3.. pensate quante cose avete potuto fare in 41 anni della vostra vita se ne avete!!) è così, in Friuli no?

    La Burocrazia non è la stessa? Lo Stato non è lo stesso? Perchè l’abissale differenza?

    Io credo siano molte le cause e ne individuo alcune:

    – differenza di amministrazione: DC nel Friuli, ma con idee più pratiche (più federaliste?): pieni poteri ai sindaci ed un programma di massima, cioè prima le aziende, poi le case, poi le chiese. Cioè prima si rende vivo il tessuto e poi si va avanti.

    In Irpinia invece una valanga di denaro dedicato alla produttività del territorio senza risultati rilevanti (o proprio nulli).

    – differenza culturale, che è il tema principale che praticamente comprende tutti gli altri: malavita organizzata, assistenzialismo, scarsità produttiva…

    è questo il motivo per cui bisognerebbe lavorare sodo e così facendo lavorando su qualsiasi altro interrogativo insopportabile:

    perchè l’azienda al Sud tende a succhiare denaro, ad essere improduttiva più che al centro o al nord? Me lo sono sempre chiesto: perchè l’AlfaRomeo al Nord funziona in un certo modo, al Sud diventa la rovina del marchio? Perchè la Fiat spende milioni per la formazione di operai specializzati e si rassegna perchè alla fine non riesce a raggiungere al Sud lo stesso standard qualitativo che al Nord? Perchè mafie varie al Sud son di casa, mettono radici ed al Nord ci arriva sì, arrivano dovunque, anche all’estero, ma fanno riferimento al meridione e la loro casa principale resta sempre il Sud? Perchè al Sud la gente sopporta la spazzatura fino al I° piano e per km e km ed al Nord o al Centro avremmo una civile insurrezione popolare? Perchè al Nord ci sono comitati civici che si rimboccano le maniche quando lo Stato è assente o deficitario, magari organizzando ronde ed al Sud invece la gente tende a rassegnarsi, oppure è connivente, o se ne sbatte ed alcuni, per disperazione, se ne vanno proprio?

    Perchè il Nord Adriatico penando alle spiagge, al turismo, a me fa veramente cagare di brutto, ma funziona ed è una macchina che produce lavoro e soldi ed il Sud invece è non bello, ma stupendo, una bellezza baciata da Dio da lasciarti senza fiato, ma non produce altrettanto lavoro, anzi, dal Sud si va a lavorare per la stagione turistica al Nord?

    Lo Stato sarà inefficiente, assente, colluso, ma perchè non c’è uguale spirito civico nel rimboccarsi le maniche ed intanto organizzarsi, fare da soli per non arrendersi, per non dichiararsi sconfitti senza nemmeno quasi combattere?

    Ovvio che ci sono eccezioni, ma quelle persone che sono eccezioni, perchè vengono demotivate, ostacolate, perchè la loro eccezionalità non è la norma?

    Non si tratta di razzismo. I geni non c’entrano nulla. Ma bisogna avere il coraggio di dire che c’è un problema culturale e civile perchè non si è mai saputo che si possa risolvere problemi senza almeno prenderne atto sul serio: se non lo conosci e bene, un nemico, sarà complicato sconfiggerlo.

    Le premesse per l’Abruzzo sono migliori: non lo dice il governo, ma la gente e perfino l’opposizione che è un buon inizio. Strappiamo l’Abruzzo dalla possibilità di aggregarsi alla tradizione dell’emergenza cronica, dell’assistenzialismo vista in Irpinia, in Belice, salviamo quel pezzo d’Italia, salviamo quelle persone, stiamo con loro, stiamo incollati col fiato sul collo a chi governa, chiunque sia, facciamone un modello di speranza, facciamo che il nostro Paese non abbia velocità così diverse a zone, che non abbia culture nefaste ad inquinare la civiltà, facciamo che si prenda in mano anche l’Irpinia o il Belice e si chiuda per sempre quella pratica in poco tempo con qualche risultato, perchè non resti lo scheletro nell’armadio, la nostra vergogna, la nostra inutile, arrogante tassa che non ha rispetto di disoccupati, pensionati, precari, lavoratori tutti che si guadagnano il pane rimboccandosi le maniche con tutte le difficoltà per andare avanti.

    Facciamo che la gente al Sud, quella con cultura civile, insorga come farebbero al Nord, al Centro, che sia con ronde, comitati civici, di quartiere, di volontariato, insomma, che mai e poi mai più chiunque debba vedere spazzatura più lunga di marciapiedi, fuori in strada e più alta dei cassonetti, 30 o 40 anni di “emergenza” che è ridicolo, fa rabbia chiamare “emergenza”, che insomma, la gente del posto abbia un moto di orgoglio nei fatti, non solo nelle parole, che riconosca le sue responsabilità invece di scaricare sempre la colpa agli altri, che si attivi, che si ribelli, che combatta, che dimostri il suo valore e restituisca al mondo la bellezza impagabile del Sud.

    Alieno

  6. ermahico

    A Palermo, in via Pagano, anni fa, un castello d sabbia spacciato per abitazione condominiale, é crollato, e senza bisogno d terremoto.
    Una vera soddisfazione x i fan del sub-sub-subappalto in nero.
    La mafia'edile' si arrichisce così, ma viene benvista lo stesso, poike le sue catene danno un tozzo d pane duro.

  7. ermahico

    C'è uno svincolo nella PA-ME, mi pare sia a Brolo o a Patti in direzione Messina, che si spostato per lo slittamento del terreno di circa 1,5 metri, era stata inaugurata così, con lo svincolo a zig-zag. non so se lo hanno aggiustato , ma credo di no, poichè era veramente in una posizione risicatisima, se qualcuno che legge ed è della zona può confermare ne sarei grato.
    Fra opere pubbliche e private in sicilia non c'è molto da stare allegri, ancora oggi la Palermo-Catania ha il vanto di essere una delle autostrade a monocorsia più lunghe d'Europa, poichè i viadotti elevati non tengono il carico in velocità, quindi onde evitare vibrazioni disastrose e conseguente caduta libera di veicoli,si è preferito stringerla con graziosissimi bidoni bianchi e rossi che danno l'impressione di entrare nel pitstop di Monza e di non uscirne più, ovviamente manca quasi del tutto lo spazio per una corsia d'emergenza decente.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *