“MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO…” (di Giacomo Di Girolamo)

(Non potevo non diffonderla – perdonate il copiaincolla)
Scusate, ma io non darò neanche un centesimo di euro a favore di chi raccoglie fondi per le popolazioni terremotate in Abruzzo. So che la mia suona come una bestemmia. E che di solito si sbandiera il contrario, senza il pudore che la carità richiede. Ma io ho deciso. Non telefonerò a nessun numero che mi sottrarrà due euro dal mio conto telefonico, non manderò nessun sms al costo di un euro. Non partiranno bonifici, né versamenti alle poste. Non ho posti letto da offrire, case al mare da destinare a famigliole bisognose, né vecchi vestiti, peraltro ormai passati di moda.

Ho resistito agli appelli dei vip, ai minuti di silenzio dei calciatori, alle testimonianze dei politici, al pianto in diretta del premier. Non mi hanno impressionato i palinsesti travolti, le dirette no – stop, le scritte in sovrimpressione durante gli show della sera. Non do un euro. E credo che questo sia il più grande gesto di civiltà, che in questo momento, da italiano, io possa fare.

Non do un euro perché è la beneficienza che rovina questo Paese, lo stereotipo dell’italiano generoso, del popolo pasticcione che ne combina di cotte e di crude, e poi però sa farsi perdonare tutto con questi slanci nei momenti delle tragedie. Ecco, io sono stanco di questa Italia. Non voglio che si perdoni più nulla. La generosità, purtroppo, la beneficienza, fa da pretesto. Siamo ancora lì, fermi sull’orlo del pozzo di Alfredino, a vedere come va a finire, stringendoci l’uno con l’altro. Soffriamo (e offriamo) una compassione autentica. Ma non ci siamo mossi di un centimetro.

Eppure penso che le tragedie, tutte, possono essere prevenute. I pozzi coperti. Le responsabilità accertate. I danni riparati in poco tempo. Non do una lira, perché pago già le tasse. E sono tante. E in queste tasse ci sono già dentro i soldi per la ricostruzione, per gli aiuti, per la protezione civile. Che vengono sempre spesi per fare altro. E quindi ogni volta la Protezione Civile chiede soldi agli italiani. E io dico no. Si rivolgano invece ai tanti eccellenti evasori che attraversano l’economia del nostro Paese.
E nelle mie tasse c’è previsto anche il pagamento di tribunali che dovrebbero accertare chi specula sulla sicurezza degli edifici, e dovrebbero farlo prima che succedano le catastrofi. Con le mie tasse pago anche una classe politica, tutta, ad ogni livello, che non riesce a fare nulla, ma proprio nulla, che non sia passerella.

C’è andato pure il presidente della Regione Siciliana, Lombardo, a visitare i posti terremotati. In un viaggio pagato – come tutti gli altri – da noi contribuenti. Ma a fare cosa? Ce n’era proprio bisogno?
Avrei potuto anche uscirlo, un euro, forse due. Poi Berlusconi ha parlato di “new town” e io ho pensato a Milano 2 , al lago dei cigni, e al neologismo: “new town”. Dove l’ha preso? Dove l’ha letto? Da quanto tempo l’aveva in mente?

Il tempo del dolore non può essere scandito dal silenzio, ma tutto deve essere masticato, riprodotto, ad uso e consumo degli spettatori. Ecco come nasce “new town”. E’ un brand. Come la gomma del ponte.

Avrei potuto scucirlo qualche centesimo. Poi ho visto addirittura Schifani, nei posti del terremoto. Il Presidente del Senato dice che “in questo momento serve l’unità di tutta la politica”. Evviva. Ma io non sto con voi, perché io non sono come voi, io lavoro, non campo di politica, alle spalle della comunità. E poi mentre voi, voi tutti, avete responsabilità su quello che è successo, perché governate con diverse forme – da generazioni – gli italiani e il suolo che calpestano, io non ho colpa di nulla. Anzi, io sono per la giustizia. Voi siete per una solidarietà che copra le amnesie di una giustizia che non c’è.

Io non lo do, l’euro. Perché mi sono ricordato che mia madre, che ha servito lo Stato 40 anni, prende di pensione in un anno quasi quanto Schifani guadagna in un mese. E allora perché io devo uscire questo euro? Per compensare cosa? A proposito. Quando ci fu il Belice i miei lo sentirono eccome quel terremoto. E diedero un po’ dei loro risparmi alle popolazioni terremotate.

Poi ci fu l’Irpinia. E anche lì i miei fecero il bravo e simbolico versamento su conto corrente postale. Per la ricostruzione. E sappiamo tutti come è andata. Dopo l’Irpinia ci fu l’Umbria, e San Giuliano, e di fronte lo strazio della scuola caduta sui bambini non puoi restare indifferente.

Ma ora basta. A che servono gli aiuti se poi si continua a fare sempre come prima?
Hanno scoperto, dei bravi giornalisti (ecco come spendere bene un euro: comprando un giornale scritto da bravi giornalisti) che una delle scuole crollate a L’Aquila in realtà era un albergo, che un tratto di penna di un funzionario compiacente aveva trasformato in edificio scolastico, nonostante non ci fossero assolutamente i minimi requisiti di sicurezza per farlo.

Ecco, nella nostra città, Marsala, c’è una scuola, la più popolosa, l’Istituto Tecnico Commerciale, che da 30 anni sta in un edificio che è un albergo trasformato in scuola. Nessun criterio di sicurezza rispettato, un edificio di cartapesta, 600 alunni. La Provincia ha speso quasi 7 milioni di euro d’affitto fino ad ora, per quella scuola, dove – per dirne una – nella palestra lo scorso Ottobre è caduto con lo scirocco (lo scirocco!! Non il terremoto! Lo scirocco! C’è una scala Mercalli per lo scirocco? O ce la dobbiamo inventare?) il controsoffitto in amianto.

Ecco, in quei milioni di euro c’è, annegato, con gli altri, anche l’euro della mia vergogna per una classe politica che non sa decidere nulla, se non come arricchirsi senza ritegno e fare arricchire per tornaconto.
Stavo per digitarlo, l’sms della coscienza a posto, poi al Tg1 hanno sottolineato gli eccezionali ascolti del giorno prima durante la diretta sul terremoto. E siccome quel servizio pubblico lo pago io, con il canone, ho capito che già era qualcosa se non chiedevo il rimborso del canone per quella bestialità che avevano detto.

Io non do una lira per i paesi terremotati. E non ne voglio se qualcosa succede a me. Voglio solo uno Stato efficiente, dove non comandino i furbi. E siccome so già che così non sarà, penso anche che il terremoto è il gratta e vinci di chi fa politica. Ora tutti hanno l’alibi per non parlare d’altro, ora nessuno potrà criticare il governo o la maggioranza (tutta, anche quella che sta all’opposizione) perché c’è il terremoto. Come l’11 Settembre, il terremoto e l’Abruzzo saranno il paravento per giustificare tutto.

Ci sono migliaia di sprechi di risorse in questo paese, ogni giorno. Se solo volesse davvero, lo Stato saprebbe come risparmiare per aiutare gli sfollati: congelando gli stipendi dei politici per un anno, o quelli dei super manager, accorpando le prossime elezioni europee al referendum. Sono le prime cose che mi vengono in mente. E ogni nuova cosa che penso mi monta sempre più rabbia.

Io non do una lira. E do il più grande aiuto possibile. La mia rabbia, il mio sdegno. Perché rivendico in questi giorni difficili il mio diritto di italiano di avere una casa sicura. E mi nasce un rabbia dentro che diventa pianto, quando sento dire “in Giappone non sarebbe successo”, come se i giapponesi hanno scoperto una cosa nuova, come se il know – how del Sol Levante fosse solo un’ esclusiva loro. Ogni studente di ingegneria fresco di laurea sa come si fanno le costruzioni. Glielo fanno dimenticare all’atto pratico.

E io piango di rabbia perché a morire sono sempre i poveracci, e nel frastuono della televisione non c’è neanche un poeta grande come Pasolini a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi. Li hanno uccisi tutti, i poeti, in questo paese, o li hanno fatti morire di noia.
Ma io, qui, oggi, mi sento italiano, povero tra i poveri, e rivendico il diritto di dire quello che penso.
Come la natura quando muove la terra, d’altronde.

Giacomo Di Girolamo

20 commenti su ““MA IO PER IL TERREMOTO NON DO NEMMENO UN EURO…” (di Giacomo Di Girolamo)

  1. 21settembre

    purtroppo non è solo così…il nostro Paese ha smesso (o forse non lo è mai stato mai) di essere “serio”, gli abusi li permette il potere ma li fa la gente; scuola, ricerca, riconoscimento della professionalità sono inutili, la gente non vuole pagare un professionista che gli calcoli la casa, gli intellettuali sono degli sfigati, chi perde tempo all’università è un mangiapane a ufo, la classe dirigente, al pari delle veline, può non sapere fare un cavolo e va bene lo stesso….questa gente ce la siamo votata noi che ci giustifichiamo ma parcheggiamo in sosta vietata. Ecco

    p.s. c’era anche il friuli ….

  2. Slasch16

    se diamo un milione a testa ad ogni vittima del terremoto e 200.000 euro ad ogni animale sopravvissuto risparmiamo e non ci costa come l' Irpinia. Non come gli abitanti dell' Irpinia, come mangiatoia mafiosa e politica,

  3. utente anonimo

    Ho letto l'interessante riflessione al post.
    Un po' stupito perchè tutto sommato, a parte pochi dettagli, sembra di leggere uno scritto a più mani in cui sembra di riconoscere Filippo Facci's style più qualche giornalista di Libero.
    Cioè, togliendo un po' della cornice e della decorazione solita (l'11 Settembre come "copertura", Berlusconi ospite fisso), si ha nella sostanza un commento che esprime concetti non ortodossi, credo, a sinistra:
    1) Accusa assistenzialismo, cioè in sostanza l'anticamera del federalismo, a partire dalla denuncia degli sprechi.
    2) La proposta di non sovvenzionare lo Stato fintanto che non dimostra una sua valida efficenza e razionalità di spesa.
    3) L'idea suggerita di rimando che lo Stato, solitamente in mano ai "furbi" mestieranti della politica, se proprio deve esserci, deve essere quello che chiede il meno possibile e funzionare, perchè altrimenti, beh, dello Stato possiamo fare a meno: sembra quasi una provocazione del Liberismo Vs Statalismo, dove lo Stato è condannato a fallire inesorabilmente in una casta che regolarmente disperde le risorse da destinare socialmente.

    Sicchè, constatando che con poche modifiche l'art. potrebbe benissimo esser pubblicato sul Giornale o su Libero o magari su Padania senza grandi incoerenze, resto stupito di avere in buona parte un giudizio di massima positivo come altri qui nel blog. Anzi, tutto sommato, sono anche stupito di vederlo postato..
    Naturalmente sono mie impressioni opinabili..
    Mi domando se sono io che mi sono spostato a sinistra (del resto sono elettore di cdx atipico e non sarebbe niente di straordinario) o se sono altri che si sono spostati inconsapevolmente a destra..
    Certo a me sembra un post che invita al superamento degli steccati ideologici ed alla dimensione geometrica della politica perchè, ora che ci penso anche un Gianfranco Fini potrebbe in linea di massima condividere questo post.

    Vabbè, la mia l'ho detta,
    ora scappo, son di fretta! 🙂
    Buona Giornata.
    Alieno

  4. utente anonimo

    Posso condivdidere il messaggio che vuol inviare lo scrittore ma non condivido la presa di posizione assoluta, il voler (purtroppo a ragion veduta) sottolineare come questa Italia sia alla sfacelo, ma non trovo condivisibile poter pensare di lasciare allo sbando la gente colpita da qs tragedia ..non trovo corretto far loro ripagare un dazio così alto, fra loro ci sono sicuramente anche gli evasori, i menefreghesti, i mangiapane a tradimento, ma fra loro c'è tanta brava gente, onesta, ci sono pensionati, bambini, famiglie intere, famiglie spezzate! Non posso rimanere indifferente davanti a tutto questo, l'indifferenza è peggio della povertà o almeno la rende ancora più insopportabile .. diamo un po' di dignità a coloro che in qs momento ne hanno bisogno, diamo un po' di speranza, facciamo vedere come invece nonostante tanta schifezza, l'italiano sia ancora in grado di portare e di portarsi rispetto, senza abbassarsi ai livelli di chi fino ad ora ci ha speculato sopra! L'atteggiamento dello scrittore, al momento lo trovo solo deleiterio e sintomatico di una rabbia repressa che può solo essere restrittiva, che fa perdere la lucidità mentale nel rapportarsi al prossimo … chissà se fosse uno sfollato, un padre orfano dei propri figli, un figlio orfano di entrambi i genitori …chissà!

    Perchè non prova lui a "diventare" un poeta come Pasolini, a dirci come stanno le cose, a raccogliere il dolore degli ultimi.

    Laura

  5. Tisbe

    @Laura, trovo anche io che non si debba lasciare soli i terremotati, in fondo lo sono stata anche io, ma anche se non lo fossi stata, saprei immaginarmi nei panni degli altri.
    La lettera mi piace perché dice tante cose giuste, condivisibili. d è diventata così popolare, ed è stata così letta solo perché associata ad una "bestemmia".

  6. utente anonimo

    NON SI DOVREBBE FARE NESSUN COMMENTO.. NESSUNA POLEMICA.. NESSUN "NIENTE" QUANDO PARLIAMO DI ESSERI UMANI.. DI ITALIANI IN DIFFICOLTA..CHE SOFFRONO CHE SONO SPAVENTATI ! BISOGNEREBBE DIRE SEMPLICEMENTE E SERENAMENTE ".. IO CI SONO" , CHE SIA CON UN 1 EURO.. CHE SIA CON LA PRESENZA FISICA SUL POSTO.. CHE SIA DONANDO VESTITI O ALTRO.. MA SE CI VOGLIAMO CHIAMARE "UMANI" BISOGNA ESSERCI.. LASCIATE LE POLEMICHE E CHI SE NE FOTTE DEL PROSSIMO …. beh io ci sono!!! E SONO ORGOGLIOSA DI DIRLO , di DIMOSTRARLO E DI FIRMARLO.. Emanuela Galante.

  7. utente anonimo

    Laura: comprendo ciò che dici e condivido;
    andando oltre, tra le righe, si può leggere anche la paura di chi ha scritto. Una paura che è quella che qualcosa abbia funzionato meglio, sia migliorato ma non ad opera di coloro per cui simpatizza, piuttosto di chi detesta, si teme si pensi questo.
    Perchè per alcuni è molto importante quest'aspetto per cui una cosa buona non è buona se avvantaggia chi si disprezza.
    Paura, dunque, che un Paese possa davvero dimostrarsi più positivo, migliore in qualcosa, non certo perfetto, ma già solo con l'idea presunta di una discontinuità di un passato che così, per quanto si critichi negativamente, si finisce per difendere, inalterabile continuità.
    Cioè, in sintesi, quella paura per cui ci si affeziona ai propri odi e si difendono.
    E' naturalmente la mia interpretazione, senza pretese.
    Alieno

  8. utente anonimo

    Avendo visto lo scrittore in tema ospite da Santoro (con l'immancabile Di Pietro ché ormai la Rai ha deciso di permettere che la sua rete faccia un programma dedicato alla propaganda perpetua del suo partito come fosse acqua fresca in barba agli abbonati che fino a prova contraria non sono certo tutti dell'Idv), insomma, avendo sentito qual'è il chiarimento di quella protesta, non posso che confermare di averci pienamente azzeccato leggendo oltre le righe.
    Niente di particolarmente ideologico, ché ormai le ideologie son morte e nessuno è in grado di farne ancora di credibili, ma solo banale "odiologia", ormai non si propone di meglio.

    Nel frattempo però si è diventati simil leghisti in quelle provocazioni, a ben pensarci, per cui boicottare il proprio sostegno allo Stato Ladrone…
    Ormai la crisi identitaria è conclamata da un pezzo, cari miei! Si fatica a distinguere i confini, il lati geometrico e della proposizione attiva e positiva d'una costruzione ideologica rimangono solo barlumi, tracce svuotate di spessore a richiamarle vagamente nell'odiologia inerziale..
    Alieno

  9. Tisbe

    @Alieno, anche io l'ho visto, e se prima avevo dei dubbi, ora quello scritto acquista un valore nuovo. E quelli come te che credono di essere esenti da odio, mandano a morte tante persone perché appoggiano la politica sciagurata dei potenti. E' molto più facile leccare il deretano al potente di turno piuttosto che avere proprie idee ed essere accusati di odio e di ideologia…

  10. utente anonimo

    Tisbe: non credi di aver un tantino esagerato su di me?
    Non solo non ho volontà di mandar a morte nessuno (oltretutto, al contrario di tanti tuoi pretesi e cari compagni, io son perfino contro la pena di morte!!), ma non ho quel potere, tu esageri e forse mi sopravvaluti.
    Poi per quanto riguarda l'attività che tu vuoi facile per tutti, quella del leccare, io non so che dirti, evidentemente non è sempre così o io davvero non me ne intendo. E siccome non ti formalizzi sulle immagini per cui suggerire il quadretto in cui si lecca il deretano di potenti, ti dirò che la mia esperienza in proposito termina con le mie patner, consensualmente e ripagato da loro parrebbe, ma nulla a proposito di potenti posso dirti.
    E certo anche per mia colpa: mai avuto una tessera in vita mia, mai voluta, rifiutandone trasversalmente. Evito apparentamenti dai tempi della scuola e sono rimasto fedele alla lina, ma oggi, visto che non ci ho guadagnato materialmente nè un collocamento professionale sicuro, né ricchezza, né privilegio alcuno, posso permettermi di dirtelo se parli di leccare il culo ai potenti: non so di cosa parli, per te sarà molto più facile come dici, a me è sempre sembrato così difficile, forse impossibile.
    Allora mi chiedo perchè questa tua esagerazione nel dipingermi come uno che manda a morte tante persone (immagino intenda più di te o di altri) e rifilare quell'insinuazione di leccaggio di deretani potenti, che non hanno alcun sostegno argomentativo ed anzi, guardando la mia vita, trovandoci l'opposto?
    Non sarò esente dall'odio, anche se son decenni che mi alleno per non portare appresso simili fardelli nel mio viaggio, ma viene il dubbio che tu abbia, in quell'esagerazione, avvertito il peso di quel bagaglio: l'odiologia.
    Svegliati Tisbe e se vuoi guardarmi, non sei obbligata di certo, ma se vuoi, guarda senza l'uso di quegli occhiali da svista odiologici, guarda prima di tutto,
    un uomo, poi domandati se merito odio per motivi ideologici e domandati che razza di pianta sarebbe quella che produce quei frutti in sovrabbondanza..
    Ciao, ogni bene.
    Alieno

  11. utente anonimo

    In sintesi Di Girolamo ci dice che il suo Euro l'Italia non se lo merita, a torto o ragione.

    In sintesi, la Lega è anni ed anni che lo dice ed è stata accusata di tutto anche per questo.

    Se la mia osservazione sarcastica è scomoda, spiacente, ma non vorremo certo qui limitare la libertà espressiva, di satira, di far ironia, di pensiero, soprattutto in tempi così "sospetti"? :-))
    Alieno

  12. Tisbe

    E siccome non ti formalizzi sulle immagini per cui suggerire il quadretto in cui si lecca il deretano di potenti, ti dirò che la mia esperienza in proposito termina con le mie patner, E hai sbagliato caro alieno… lasciatelo dire… Zompa Zompa… 😀 E' un ruolo che ti starebbe a pennello 😉

  13. WebLogin

    E' giusto fare il possibile per aiutare il popolo abruzzese nella ricostruzione, ma questo non esclude la ricerca delle responsabilità. Il terremoto è un evento straordinario, ma anche il rispetto delle leggi sta diventando qualcosa di straordinario nel nostro Paese. Quindi, di quest'articolo io preferisco vedere solo questo aspetto di denuncia e spero che sia così anche per l'autore, cioè spero che sia davvero una provocazione verso quella parte di Italia che considera Giornalismo quello che hanno fatto Vespa, Fede e altri leccac… ed è capace invece di indignarsi per Santoro e le vignette di Vauro.
    In Italia passiamo da un disastro all'altro senza colpevoli ed è ora di cambiare.

    Giuseppe

  14. Tisbe

    @Giuseppe, anche io non prendo in considerazione l'annuncio di non aiutare più, ma solo l'aspetto della denuncia che pure deve esserci…

  15. utente anonimo

    C'è chi decide, con un certo contorsionismo parrebbe, che l'annuncio di non aiutare più non va preso sul serio, ma solo come provocazione e denuncia per indagare sulle responsabilità..

    E c'è chi decide, tantissimi abbiam visto, che han deciso di prendere sul serio gli annunci per aiutare e di indagare sulle responsabilità, perchè le due cose non son certo in conflitto ad escludersi, perchè? Così facendo con meno contorsionismi su ciò che va preso sul serio e cosa no, magari faziosamente per prender difesa di ciò che non si può condividere davvero..

    Insomma, quello che dice il governo, in sintesi..

    Ma c'è anche chi pensa che ha rotto il rapporto con lo Stato, che già è pagato con le tasse e dunque basta soldi in più.
    Insomma, quello che direbbe ogni convinto leghista, ehehe.
    Magari aggiungendo che si privino i parlamentari del loro stipendio, anzichè chiedere sempre soldi agli altri, Roma ladrona…
    E' quasi imbarazzante il parallelo, non è vero? ^_^

    Alieno

  16. utente anonimo

    Però non facciamoci cattivo sangue, suvvia, ne ho sentita una divertente che voglio subito condividere, è uno spasso.
    Ho sentito Fede intervistato che parla di Santoro. E dice che una volta faceva del buon giornalismo ma ora è palloso, perchè ora ogni servizio che fa sul governo è troppo di parte, fazioso… AHAHAH.
    Questa è satira pura e Fede un comico nato.
    Peccato, a sua insaputa… :-)))))
    Alieno

  17. utente anonimo

    Questo articolo è ipocrita, ecco perché:
    Tutti maligni e colpevoli i politici, e va bene, siamo d'accordo perché le responsabilità se le possono dividere come vogliono ma ce le hanno.
    Ma poi questo di girolamo che cosa ci consiglia?
    comprare con un euro i giornali scritti da "bravi giornalisti"??? ah quelli sono bravi, e non hanno colpe degli scempi compiuti dai politici…
    Eh no, di girolamo non sa, non conosce e tanto meno applica – come forse la maggior parte dei gironalisti italiani – un principio base del giornalismo: la funzione di watchdog, cioè di cane da guardia che controlla per conto dei cittadini che ogni potere svolga correttamente la sua funzione, che i politici siano onesti, che i magistrati siano indipendenti e che le case non siano costruite con la sabbia. NON E' DA BRAVI GIORNALISTI SCOPRIRLO DOPO CHE SONO CADUTE!
    Ovviamente per svolgere correttamente questo compito, con oggettività e deontologia, dovremmo correggere 3 o 4 impercettibili aberrazioni del sistema d'informazione in Italia:

    1. Tutti gli organi di stampa sono espressione di rappresentanze sociali, politiche, economiche, sindacali ed è ormai diventato ovvio per tutti né crea disturbo nel cittadino medio che i massimi quotidiani in italia siano di quel partito, della fiat, del berlusca, della confindustria e che ognuno di noi segua tendenzialmente gli organi di informazione che confermano le propie idee.
    2. La presenza e le regole dell'Ordine dei giornalisti impediscono, a parte le sopracitate forze sociali, di esprimere liberamente il proprio pensiero, poiché il libero cittadino se non fa parte di questa casta NON PUO' fondare e gestire alcun organo a carattere informativo, nemmeno di quartiere, con ciò contravvenendo ai principi base della costituzione stessa
    3. Il giornalismo si basa prettamente sull'opinionismo sociologico/politico invece che sulla cronaca oggettiva e sull'inchiesta.
    4. E proprio per questo tali "bravi giornalisti", in teoria deontologicamente equidistanti dalle forze politiche, sempre più li vediamo zompare nella politica (Marrazzo), e cosa ancor più VIRTUOSISTICA, tranquilli come pasque ritornano a fare i giornalisti (Ferrara, Badaloni, Gruber) o addiruttura tenersi entrambe le attività (Guzzanti e svariati giornalisti di giornali di partito).

    Il giornalismo italiano coincide talmente tanto con l'opinionismo, di cui è perfetto esempio l'articolo di di girolamo, che anche venissero a mancare all'improvviso tutti i lacciuoli che rendono il nostro sistema informativo fazioso e connivente, tale è l'abitudine dei giornalisti a interpretare come loro lavoro il "dire la propria opinione e intepretazione dei fatti" che ci vorrebbero una decina di generazioni prima che avessimo una classe giornalistica che giudichi, finalmente, che l'essenza del giornalismo è lo scovarli quei fatti.

    Quindi perchè invece di "regalarci" il suo sdegno e la sua rabbia, di cui mi sbatto altamente, il caro di girolamo NON FA IL SUO LAVORO e comincia a fare inchiesta per "regalarci" nei suoi articoli, non più opinionistici, ma giornalistici, i NOMI E COGNOMI e LE PROVE di chi sbaglia, per malignià o incapacità.
    Non sono né il primo né il più utopista a pensarla così, perché tale invito alla stampa lo urla da tempo gente molto più acculturata e lucida di me, ad esempio il compianto Pasolini… che di girolamo oltre alle poesie si legga "io so" la prossima volta, evitado di rendersi ridicolo defindenosi "italiano, povero tra i poveri che rivendica il diritto di dire quello che pensa" poiché – purtroppo – fa parte della casta che questo diritto ce l'ha in barba agli altri.

    Paolo Nanni

  18. utente anonimo

    Paolo: e se fosse solo un'uscita populista quella di Girolamo?

    Come se ne fanno ovunque, a destra e sinistra, lega inclusa…
    A me per esempio, ricorda molto certo populismo verde leghista nel concetto.

    Ciao.
    alieno

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