Perché l’influenza suina è più pericolosa della mucca pazza e dell’aviaria

Ieri ho scritto un post rapidamente riportando in modo crudo alcuni dati di cui mi aveva informato mio fratello telefonicamente.
Ieri ero stremata perché ho trascorso la mattinata a cercare un nuovo farmaco per la mia terapia (a tal proposito ringrazio Carmen per il sostegno e l’aiuto concreto), la telefonata di mio fratello mi ha creato uno stato di agitazione e non sono stata capace di scrivere un post arricchito con considerazioni e riflessioni.
Oggi voglio rimediare chiarendo alcuni punti importanti, che è giusto conoscere.
Ieri sera mi sono innervosita parecchio quando Tg1 ha sostenuto che i morti da febbre suina in Messico sono solo 20. Mi sono innervosita ancora di più quando Tg2 non ha proprio accennato all’influenza mortale. Oggi addirittura i morti accertati sarebbero 80, senza contare gli 8 casi negli Stati Uniti.
Facciamo un passo indietro e chiediamoci cosa cambia se il numero dei morti su 1000 contagiati viene ridotto dagli organi di informazione e perché. Ecco cosa dice in relazione alla pericolosità del virus l’epidemiologo Gianni Rezza: "
…Però, d’altro canto, si dice anche che su 800 casi di infezione ci siano stati 60 decessi, di cui però solo 20 confermati. Se il tasso di letalità fosse effettivamente di 60 su 800 sarebbe alto, ma se fosse di 20 su 800 la valutazione sarebbe diversa e meno allarmante".
Svelato il mistero! Ecco perché si tende a ridimensionare il numero dei morti. Con 68 morti accertati su mille contagiato il virus si classifica con un potenziale pandemico allarmante.
Certo, la nostra mente corre subito agli allarmi precedenti, che si sono mostrati particolarmente eccessivi rispetto all’effettiva portata del problema. Anche in questo caso è necessario fare una precisazione. Sia la "mucca pazza", sia l’aviaria si trasmettevano esclusivamente con il contatto con gli animali in questione. Il virus della febbre suina, invece, ha fatto un salto di qualità perché si trasmette da uomo ad uomo, ed è in questo che risiede la sua pericolosità. Quindi è inutile che Tgcom, il Giornale e Fazio si ostinino a sostenere che la carne italiana è sicura! Non è con la carne che ci si ammala.
La situazione è molto grave e nascondere la testa sotto la sabbia non serve a molto:
nuovi ceppi virali possono diffondersi rapidamente perché nessuno è naturalmente immune e occorrono mesi per sviluppare un vaccino.
C’è da considerare, inoltre, che le autorità messicane non hanno isolato il virus che è stato isolato e scoperto in Canada in persone provenienti dal Messico. L’allarme, quindi, è venuto da un altro paese, altrimenti in Messico si sarebbe diffuso senza che se ne conoscesse l’origine.
Mio fratello mi ha descritto una realtà surreale, gli sembra di essersi catapultato in un film. Il panico serpeggia in Città del Messico e i cittadini sono spaventati. Tutte gli eventi pubblici sono stati sospesi e le persone sono trincerate in casa. Ovviamente la stampa si è svegliata quando è stato detto che non saranno officiate le sante messe 😉
"Il Messico e i suoi 20 milioni di abitanti si fermano: le autorità hanno sospeso tutte le attività previste in giornata, funzioni religiose comprese, per tentare di arginare il virus dell’influenza suina, che nel Paese avrebbe causato venti decessi confermati su 81 «presunti». Sino a oggi, 1324 malati sono stati messi o sono ancora sotto attento controllo medico.