Sfruttati e sfruttatori, questione di Etica

Al mio post La fanciulla che con indubbia cultura conduce questo blog, tra gli altri, mi ha colpito un commento:
 "..raccogliendo pomodori a Salerno ed alzandosi alle 4 del mattino e tornando a casa alle 20, per ricominciare il giorno dopo ed arricchire gli imprenditori. La fanciulla ha studiato lavorando, facendo mille sacrifici e crescendo da sola una figlia diversamente abile. La fanciulla conosce i sacrifici e i problemi della sopravvivenza ed è per questo che è comunista: perché crede che tutti abbiamo gli stessi diritti! …"

Accidenti!! Siamo stati colleghi! Io li raccoglievo in quel di Foggia dove la terra è altrettanto bassa.
E proprio perchè li raccoglievo(ma ho fatto molti altri lavori) ho deciso che dovevo migliorare.
Ne è conseguito che ho una mia attività e non sono affatto comunista: non mi sono affidato a sindacati e politici vari ma solo sulle mie forze.
Non ho invidiato chi aveva qualcosa bensì ho cercato di darmi da fare anche io.
Quindi il postulato lavoratore=uguale comunista perchè conosce il lavoro, è errato.
Un saluto.
Fort.ilcannocchiale.it


Poiché questo genere di domanda mi era stata posta anche in precedenza io ho dato una risposta generica:

Questi sono i misteri della mente umana. Una volta ho letto di un esperimento di neurologia. Ebbene partendo dalla stessa esperienza si analizzavano le reazioni di due diversi cervelli. Le reazioni così diverse, l’una di paura, l’altra di eccitazione (corsa su una un auto a 200 all’ora) avrebbero vanificato la possibilità da parte di scienziati del futuro di poter risalire all’esperienza partendo dall’effetto sul cervello (o sulla mente). Chiamala se vuoi, la libertà dell’uomo!

Eppure ad una analisi più attenta ed approfondita emerge un’altra questione di portata Etica. Perché due persone che vivono la medesima condizione di sfruttati hanno reazioni differenti, non solo nel comportamento, ma soprattutto nelle idee politiche/sociali?

Lo sfruttato che chiameremo "A" reagisce ai soprusi giurando a se stesso, non solo di non farsi sfruttare mai più, ma soprattutto che nessun altro essere umano debba cadere nella condizione di totale deiezione, in cui egli si trova in quel momento. Lo sfruttato "A" non pensa egoisticamente solo a salvare se stesso dal mostro dello sfruttamento, ma ambisce a salvare l’umanità. Il suo pensiero è di tipo universalista.

Lo sfruttato che chiameremo "B" reagisce ai soprusi giurando a se stesso di non farsi sfruttare mai più, ma soprattutto di poter ergersi nella condizione di chi è in grado di sfruttare gli altri. Lo sfruttato "B" pensa egoisticamente solo a salvare se stesso dal mostro dello sfruttamento. Il suo pensiero è di tipo egocentrico, non maturo, fissato ai bisogni atavici della coscienza collettiva dell’umanità. In altre parole è un pensiero primitivo.

12 commenti su “Sfruttati e sfruttatori, questione di Etica

  1. utente anonimo

    Io ho conosciuto un giovane figlio di un amico del nord (comunista il padre) che non è comunista, non si lascia sfruttare, né sfrutta (direttamente) ed è figlio e adoratore del dio denaro. Forse non è pertinente al post, ma sicuramente è il risultato di un miscuglio di culture "mordibe" da sinistra e da destra. Ma forse sono io che non riesco a vedere oltre il mio naso.

  2. Tisbe

    @ideateatro, beh, dipende anche dalle circostanze. Magari costui è talmente fortunato che nn ha bisogno di sfruttare, ma se, come dici, è un adoratore del dio denaro, il giorno in cui gli dovesse mancare… fidati… SFRUTTERA'

  3. utente anonimo

    Bello spunto.
    anch'io la penso come river. Credo che le persone stiano cercando di racccogliere il meglio dalle due forme di economie realizzate in forma pura in questi anni.
    Il socialismo (e le sue varie forme) e il capitalismo.

  4. utente anonimo

    Il tuo quesito ha un valore sicuramente globale, ma senza avere la presunzione di dare una risposta pongo qualche elemento di riflessione in più.
    Credo, che pur nelle sue contraddizioni, il sistema americano rappresenti un sistema di riferimento rispetto alla considerazione in oggetto, in quanto l’accesso all’emancipazione della propria condizione è sommariamente garantita a tutti. Questo vale sia nei termini economici, sia politici.
    Non ritengo casuale che i movimenti di estrazione di Sinistra alla fine si spalmino all’interno di quello che è l’attuale partito democratico .Risulta evidente che in periodi di grande crisi ,come ai tempi della grande depressione il sistema evidenzi come la mancanza di vincoli di solidarietà sociale provoca bibliche conseguenze sulle classi meno abbienti.
    In Italia, a mio parere, la democrazia è bloccata, tende a respingere nuovi tentativi di accesso sia alla vita economica che a quella politica..
    In linea di principio l’imprenditore “fai da te” esiste solo a livello teorico perché la dipendenza dal sistema finanziario e da quello politico impedisce a nuovi soggetti di accedere o all’economia o alla politica. In tutto questo contesto interviene la globalizzazione dell’informazione per cui non è difficile trovare chi pur avendo la necessità di ricorrere alla solidarietà sociale di fatto pensa e agisce secondo il modello americano non comprendendo che di fatto compie una azione tipicamente autolesiva oltre che lesiva per tutta la classe sociale di riferimento.

    Loris

    http://a-sinistra.blogspot.com/

  5. ermahico

    come diceva il marchese del grillo…
    "!eh! e io sò io, e voi nun siete un ca##o…!"
    questo strano EXraccoglitore di pomodori….. un pò presuntuosetto… mi fa quasi concorrenza come caparbietà, però non ha spirito di gruppo.
    Peccato.

  6. WebLogin

    Oggi per noi italiani alzarsi alle 4 del mattino e tornare a casa alle 20, per ricominciare il giorno dopo ed arricchire gli imprenditori è sfruttamento. Raccogliere i pomodori in quel modo penso che rientri in quei mestieri che gli italiani oggi non vogliono più fare… dicono che ci sono gli immigrati… Dicono che ci sono gli immigrati per quei mestieri che gli italiani oggi non vogliono più fare, ma non dicono che gli immigrati sono sfruttati dagli italiani. Non dicono le ore di lavoro che gli italiani pretendono dagli immigrati, il salario che gli italiani danno agli immigrati e in che posti gli italiani fanno alloggiare gli immigrati.
    Quindi, gli immigrati non vogliono migliorare per non essere sfruttati? Mah, invece per me come per Tisbe non è questione di miglioramento, è sbagliata l'idea che un uomo possa sfruttare un altro uomo.
    E' per questo che sono comunista: perché credo che tutti abbiamo gli stessi diritti!

    P.S. <a rel="nofollow" href="http://espresso.repubblica.it/dettaglio/Io%20schiavo%20in%20Puglia/1370307&ref=hpsp&quot; rel="nofollow">Io schiavo in Puglia: Sfruttati. Sottopagati. Alloggiati in luridi tuguri. Massacrati di botte se protestano. Diario di una settimana nell'inferno. Tra i braccianti stranieri nella provincia di Foggia […] Nella terra di Giuseppe Di Vittorio, eroe delle lotte sindacali e storico segretario della Cgil. Lungo la via che porta i pellegrini al megasantuario di San Giovanni Rotondo. Una settimana da infiltrato tra gli schiavi è un viaggio al di là di ogni disumana previsione. Ma non ci sono alternative per guardare da vicino l'orrore che gli immigrati devono sopportare […] 🙁

    Ciao carissima, buona domenica

    Giuseppe

  7. utente anonimo

    Boh qui la presuntuosa mi sembra la conduttrice del blog più che il commentatore… è una fissa dei comunisti considerarsi esseri umani di serie A? Salvare l'umanità? Universalista? Gli altri primitivi? Ma che cavolo stai dicendo? Mah…

  8. Tisbe

    #8, perché vorresti dire che l'istinto di primeggiare sugli altri non è primitivo? Se pensi questo ti consiglio vivamente di studiare.

  9. Tisbe

    Appunto anonimo, ognuno ha le sue idee e tu non sei nessuno per sentirti in diritto di insultare chi ha idee diverse dalle tue. Il comunismo ti fa schifo? Bene, sappi che a me fanno egualmente schifo le persone come te.
    Vai a predicare la supremazia di un essere umano sull'altro da un'altra parte…

  10. utente anonimo

    Come da programma rigiri la frittata e nemmeno tanto bene. Io non ho detto che mi fai schifo tu, ho espresso un mio breve parere sull'ideologia comunista che per quello che so potresti anche non condividere completamente. Invece tu mi hai offeso direttamente.
    Io predico la supremazia di un essere umano sull'altro? Ma se questo blog è un tempio alla tua saggezza e lungimiranza? Tu sei la meglio e tutti gli altri fanno schifo, è il messaggio che traspare da ogni tuo post. Dovresti ridimensionarti.
    E poi dici che apprezzi chi la pensa diversamente da te… si come no.

  11. utente anonimo

    Io non credo che tutto il discorso possa ridursi ad un'ideologia politica…credo che invece sia necessario parlare di valori. Quello che stiamo vivendo non è certo un periodo facile per noi, condannati ad una vita precaria e priva di prospettive…ma la cosa che mi angoscia di più non è questa bensì il fatto che, invece di coalizzarci per cambiare le cose imbastiamo una guerra tra poveri che avvantaggia solo i nostri imprenditori. L'unica chiave per uscire da questa situazione è cercare di coalizzarci. L'alternativa, ahimè, è solo un esodo di massa!

    Luce

    ps: complimenti per il blog, davvero ben fatto. Sarei onorata se potessimo scambiarci i link…se sei d'accordo lasciami un feedback sul mio blog. Grazie e a presto!!

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