I fondamenti del matriarcato e il fallimento del comunismo

matriarcatoIl fallimento del comunismo nella società contemporanea è da ricercare nella sua struttura patriarcale. Partendo da alcune riflessione di Erich Fromm sulle fasi dell’evoluzione religiosa, si comprende come le istanze comuniste trovino pieno accoglimento in una organizzazione matriarcale della società.
La disamina di Fromm è di natura psico-sociologica.

[…] Nella fase matriarcale, l’essere più alto è la madre. Lei è la dea e anche l’autorità della famiglia e della società. Per poter capire l’essenza della religione matriarcale, dobbiamo solo ricordare ciò che è stato detto sull’essenza dell’amore materno. L’amore materno è incondizionato, protettivo, illimitato; poiché è incondizionato, non può essere controllato o conquistato. La sua presenza dà alla persona amata un senso di benessere; la sua assenza suscita un senso di disperazione e di squallore. Se la madre ama i suoi bambini perché sono i suoi bambini, e non perché sono "buoni", obbedienti o appagano i suoi desideri ed obbediscono ai suoi ordini, l’amore materno è basato sull’uguaglianza. Tutti gli uomini sono uguali perché sono figli di una madre, perché sono tutti figli della Madre Terra.[…]

In questo stralcio tratto da L’Arte di Amare di Erich Fromm ( ne consiglio vivamente la lettura) emerge chiaramente che una struttura matriarcale della società permetterebbe l’instaurazione REALE della istanze comuniste, in quanto l’amore materno incondizionato si fonda sullo stesso principio del comunismo: l’uguaglianza. Nel prossimo stralcio, invece, si comprende l’impossibilità della riuscita del modello comunista in un’organizzazione sociale di tipo patriarcale. Ecco dimostrato perché il comunismo ha fallito nella sua fase di applicatio.

[…] Nella fase patriarcale la madre è detronizzata dalla sua suprema posizione e il padre diventa l’Essere Supremo, sia nella religione, sia nella società. La caratteristica dell’amore paterno è che il padre fa delle richieste, stabilisce principi e leggi, e che il suo amore per il figlio dipende dall’obbedienza di quest’ultimo alle sue richieste. Egli ama di più il figlio che gli rassomiglia, che è il più obbediente e il più adatto a diventare suo successore, l’erede dei suoi beni. (Lo sviluppo della società patriarcale va di pari passo con lo sviluppo della proprietà privata) Di conseguenza la società patriarcale è gerarchica: l’eguaglianza tra fratelli dà adito a competizioni e a lotte. Se pensiamo alle civiltà indiana, egizia o greca, o a quella giudaico-cristiana o all’islamica, siamo in pieno mondo patriarcale, coi suoi dei maschi, sui quali regna un dio principale, o in cui tutti gli dei sono eliminati, ad eccezione di Uno, il Dio. […]

Fromm sottolinea lo stretto legame esistente fra proprietà privata e società patriarcale, svelando l’impossibilità della realizzazione di una società comunista in un contesto fortemente patriarcale. D’altra parte emerge anche l’ipotesi, da me più volte stigmatizzata, della presenza di uno spirito masochistico nelle donne che preferiscono un’organizzazione sociale non comunista, in quanto questo tipo di organizzazione danneggia in modo devastante il principio femmineo.
Tutte le donne, in quanto madri e capaci di amore incondizionato ed egualitario, dovrebbero essere comuniste. La donna non comunista va contro se stessa e contro la sua natura matriarcale.

58 commenti su “I fondamenti del matriarcato e il fallimento del comunismo

  1. Slasch16

    Tisbe, sono d'accordo con te ma permettimi di dire che e' troppo intellettuale, di sinistra.
    Noi, democratici e di sinistra, siamo gia' maggioranza nel paese ma non lo sappiamo, ci vogliono dirigenti in grado di catalizzare le aspettative e di guidare unitariamente il movimento. Basta burocrati e calcolatori a dirigere e depauperare il bottino. Ciao.

  2. Slasch16

    La rivoluzione si fa con l'elite, tutto il potere ai soviet, in democrazia si deve stare in mezzo alla gente, non in televisione, nei luoghi di lavoro, mercati,strada, sezioni.

  3. Tisbe

    @Slasch16 , io sono una teorica e conosco bene il mio limite. L'importante è veicolare le idee, il resto verrà da sé.
    Purtroppo la massa non ha preso coscienza di sé…

  4. utente anonimo

    se,"l'uomo"avesse preso coscienza di quello che in realtà è:un animale e,come tutti gli essere viventi, nasce,vive, muore e si riproduce per la prosecuzione della specie.Se fosse realmente cosciente di questo e della brevità della vita si renderebbe conto che la riproduzione non è la prosecuzione della propria vita ma, unicamente, la prosecuzione della specie e la proprietà è solo quello che usi quando sei in vita,per cui,essendo tutti uguali,non esisterebbe il concetto di disuguaglianza e di proprietà.E,noi,non saremmo qui a discutere sull'organizzazione della società e sulle disuguaglianze esistenti.

  5. LucaGhezzani

    …dagli stralci estrapolati si ha come l'impressione della sostituzione del vecchio paternalismo cristiano con un nuovo maternalismo psicologico; a rifletterci meglio, oggi come oggi, è indiscutibile il ruolo che hanno la psicologia, la psichiatria, gli psicologi e gli psichiatri: la prima ha riempito di segni e simboli diversi dall'unico cristiano il nostro cielo di cartapesta; i secondi si sono sostituiti, non ai preti, ma a Dio stesso: nel segreto del confessionale, i preti raccolgono i segreti più intimi dei praticanti, ma riconoscono a Dio l'onniscienza mentre psicologi e psichiatri scrutano, quasi con un occhio divino, nell'animo umano in profondità…
    E' dunque un fatto positivo la sostituzione della sovrastruttura cattolica con una psicologica?
    Credo di no sebbene, naturalmente, sia perfettamente d'accordo sul discorso che la Donna meriti un posto equiparabile a quello dell'Uomo: della dialettica delle due intelligenze emotive, evidentemente diverse, ne gioverebbe l'Umanità.
    Diverso è invece capire e veicolare cosa è la struttura economica ( di guano ) in cui viviamo, dove, grosso modo senza ulteriori approfondimenti, il fine ( il capitale ) giustifica e domina il mezzo ( il lavoro ) : quanti ogni giorno si domandano cosa distingue l'Umanità dal Regno Animale? I più rispondono gran voce l'Intelligenza, intesa come capacità di adattarsi all'ambiente ( anche se poi l'Umanità, un po' come i virus, modifica e sfrutta l'ambiente…sic ) ; una sottoinsieme dei più aggiunge, alla fine del coretto, l'intelligenza, sì, ma anche la Morale, intesa come capacità di discernimento tra Bene e Male. Un ristretto numero di chi all'Intelligenza aggiunge la Morale, sottolinea il Lavoro ( πραξισ ), inteso come mezzo di realizzazione di qualcosa ( necessario o artistico )…
    Intelligenza. Morale. Lavoro.
    Centriamo il discorso su tali argomenti e forse si riuscirà a dare una rotta a questa economia: il mezzo domini sul fine!

  6. utente anonimo

    Non ho mai avuto dubbi sul potenziale di uguaglianza universale del matriarcato; ma per far sì che si ri-instauri una cultura così ancestrale occorrono molti lunghissimi millenni e soprattutto, come dici bene tu, il ritorno ad una vita libera del "principio femmineo" letteralmente ostaggio di sé stesso per causa maschile. Buon w.e.

  7. Tisbe

    @LucaGhezzani, personalmente la lettura psico-sociologica della realtà mi affascina molto e non credo che si tratta di semplice sostituzione di una sovrastruttura ideologica.
    Nel caso di una lettura cattolica, non c'è mai stata piena consapevolezza dell'uso di una sovrastruttura, ma l'idea di una verità Una e assoluta. La lettura socio-psicologica, invece, oltre a sfuggire alla pretesa di assolutismo, mina ogni tentativo di sovrastruttura, smascherandolo o tentando di farlo, per far acquisire all'umanità una forte coscienza di sé e non una sua diluizione nell'idea di Dio.

  8. SpartacusQuir

    Già Engels su "L'origine della famiglia della proprietà privata e dello Stato" (1884) aveva parlato della fine del matriarcato proprio in conseguenza della nascente proprietà privata (la necessità di lasciare la "roba" al proprio "vero" erede!) Quanto scrive Fromm da un altro punto di vista rafforza l'intuizione di Engels (e di Lewis H. Morgan o di Bachofen). Hai fatto bene a parlarne.

  9. utente anonimo

    Una speculazione interessante, senza dubbio, ma azzardata direi la conclusione finale. Che si riferisce all'idealizzazione della donna-madre, non alla realtà. Dove ci sono madri snaturate, egoiste, parziali con figli e figliastri. Ci sono donne oppressive in eccesso, manchevoli in difetto..Ci sono donne che sono più che femminee conciliando quella generosità strabordante come dici, altre che il femmineo le fa coincidere con l'immagine di virago, arpie, mantidi, perfino a kamikaze (almen questo lo riconosci in quel "masochismo" che dici e che automaticamente diventa "ingeneroso" con gli altri, anche non solidale "generazionalmene" se ci pensi).
    E se dobbiamo riferirci alla donna ideale per trarre conclusione, allora per onestà intellettuale e par condicio, facciamolo anche coi maschietti, l'uomo-padre ideale e così via.
    Ma la lettura, pur non condividendo la chiusa, resta interessante e stimolante.
    Insomma, interessante, ma vediamo di non confondere la natura ideale con quella reale, la figura idealizzata di donna o madre, con l'umanità che ci racconta di tutto, nel bene e nel male e già in questo, smentendo la necessità di poter concludere come fai. Che così appare come una conclusione stabilita pregiudizialmente a cui collegar percorso logico e non una conclusione frutto-risultato di un percorso.
    Complimenti, oltre che per la riflessione, per la foto, fantastica.
    Ciao.
    Alieno

  10. Tisbe

    @Spartacus, grazie per averlo segnalato 🙂 Ad ogni modo Fromm proviene da due grandi scuole: quella marxista e quella freudiana

    @Alieno, vabbé mica mi aspettavo che tu fossi d'accordo! Meglio ricordare i morti che ha fatto il comunismo, no? Così io ti ricordo i morti della Chiesa, i morti della democrazia, i morti del nazifascismo nel quale stiamo lentamente scivolando tra l'indifferenza generale… e così via… a ciascuno i suoi morti, perciò fammi il piacere di non parlarne più… perché ignorerò tutti i commenti del genere.

  11. Alberto46

    Azzardo un'ipotesi che più azzardata di così non potrebbe essere. Il comunismo potrà avverarsi solo in una società di ermafroditi. Ciao Tisbe.

  12. utente anonimo

    Beh, mi sembrava infatti di non averne parlato..
    mi sembrava "off-topic", non ci ho nemmen pensato infatti.. 🙂
    Alieno
    P.S.: "a ciascuno i suoi morti", è una visione riduttiva che non mi piace. Preferisco considerare i morti di tutti, umanamente, dal mio punto di vista, una "sconfitta" dell'umanità nel suo insieme.
    Ma forse dipende dal fatto che, in veste di Alieno, mi riesce talvolta più facile vedere dall'alto quell'insieme, "umanità" nel suo complesso. Dall'alto, i dettagli, i particolari si notano poco. Si vedono maluccio i colori di pelle e di bandiera per non parlare delle motivazioni che in alto, non sono percettibili. Si vedono invece una gran quantità di morti nel brulicare dell'umanità e ci si sofferma su quel dato, quella constatazione che in mancanza di dettaglio, particolare e sfumature, fa vedere comunque il risultato finale, un progetto di insieme che non è fantastico come potrebbe.
    Poi vabbè, tornando coi piedi per terra, ciascuno sceglie i suoi morti. E c'è sempre qualcuno che spiega che certi morti, son più miei che tuoi o viceversa, dunque io soffro o sono più incazzato di te.
    Cose umane insomma.. 🙂
    Buona giornata.
    Ciao.
    Alieno

  13. Aribandus

    Tisbe, ciao.

    Ma come puoi dire che il principio del comunismo è l'ugualianza, quando il comunismo pratica la lotta di classe…
    e l'ugualianza non deve essere un'imposizione, altrimenti non c'è libertà e la persona, identificata come individuo (essere distinto da ogni altro della medesima specie), viene annientata.

    Poi, ti puoi porre tutte le domande che vuoi sui presunti motivi del fallimento del comunismo, ma le ideologie falliscono perché tali, non perché comuniste o fasciste o naziste o islamiste, ma perché ideologie (sono nell'impossibilità di adeguarsi ai cambiamenti, inesorabili, del tempo e quindi della società)…
    E per cercare di sopravvivere ricorrono al lavaggio del cervello, proprio e degli altri (cioè come finisce il post), e in alcuni casi tendono a precipitare, prima o poi, nella violenza.

    Rifletti,
    e tutte le donne dovrebbero, essere quello che vorrebbero (in nome della libertà), non quello che vorresti tu per esaltare il comunismo.

    Ciao.

  14. SaR

    Condivido in parte il dire, perchè penso manchi Marx, non basta Fromm. Poi, prima si deve liberare l'umanità (maschi e femmine) dal torpore del condizionamento religioso e abitudinario. Cioè la consapevolezza dell'essere individui (Gramsci), poi, dopo vari tentativi storici…forse si addivverrà al comunismo, senza obblighi, vi dovrà essere la volonta dei più (Negri le chiama -moltitudini). "Ai popsteri l'ardua sentenza!" Un caro saluto.

  15. Tisbe

    @Blogmasterpg , vuoi dire che sei d'accordo?

    @Aribandus, sei male informato! Il principio del comunismo (e lo sanno pure i sassi) è l'uguaglianza, o equità sociale. La lotta di classe è solo un mezzo per raggiungerla.
    Mi sono spiegata bene? 😉
    E le donne di destra sono delle masochiste perché riconoscono il principio della diseguaglianza sociale che le sistema, nella scala gerarchica, sempre al di sotto degli uomini, cosa per me INACCETTABILE!

    Agli altri rispondo dopo che nn ho tempo 😉

    @

  16. HAVEADREAM

    Lo spunto di Fromm è molto interessante, ma, al di là delle disquisizioni di natura politica, forse dovremmo discutere invece sulla impossibilità di realizzazione di qualsiasi società "perfetta ed egualitaria", sia essa comunista o meno, in un contesto di dominio patriarcale.

    Che è cosa ancor peggiore del peggior comunismo o dittatura sudamericana.

    ciao a tutti
    Salvatore

  17. Tisbe

    @SaR, che la maggioranza possa decidere di essere comunista, al momento attuale lo vedo difficile. Mai come ora regna un egoismo ed un individualismo irrefrenabili. Una corsa agli acquisti inutili per far girare una stupida economia che ci stritola fra le sue spire togliendoci quel poco di residuo di umanità.
    Prima ci dobbiamo liberare del consumismo e del patriarcato, solo dopo l'umanità potrà essere avviata all'Arte del Comunismo

  18. utente anonimo

    La saggia riflessione di Aribandus resterà inascoltata, non si capirà la condanna al fallimento perchè non c'è riflessione critica ed anzi, si aumenterà per la propria incapacità, l'odio e la violenza. E più si afferma una marginalizzazione, più si viene messi da parte, più ci si incazza, più si ha bisogno di esistere facendo rumore e violenza.
    Eppure, restando in tema, basterebbe notare come il fallimento nel marxismo è visibile proprio nella sua testimonianza.
    Che predica ma razzola altro. Per esempio razzola la domestica-governante come qualsiasi altro frustrato che sfrutta il suo rapporto superiore di datore di lavoro dove è incapace di aver soddisfazione dei propri istinti in modi altri. E la mette in cinta. E nemmen assume paternità, la fa assumere dal suo amico, come uno stupido ragazzino che fa la bravata e poi si accorge delle conseguenze in modo tardivo e chiede aiuto.
    Se c'è un motivo per non aver modello per un donna, beh, Marx è i primo: di uomini così, le donne non ne han certo bisogno, oggi come ieri. A meno che non siano auto-lesioniste… 🙂
    Alieno

  19. Tisbe

    @Alieno, senti, senti… il bue che dà del cornuto all'asino, ma quando mai tu hai fatto una riflessione critica! Da quando spadroneggi nel mio blog, MAI!

    La sinistra, contrariamente alle caxxate che dici tu, perde proprio per questo, per un eccesso di autocritica che non piace agli italiani perché la interpretano come un segno di debolezza!

  20. utente anonimo

    Introduco un elemento di "leggerezza", con questa notizia:
    "Gli uomini stanno inesorabilmente perdendo le loro caratteristiche maschili e finiranno per scomparire, scrive Gordon Francis Ferri curatore del blog Mysterium . Ci sarà così un pianeta popolato da sole donne incapaci di procreare e affette sempre di più dalla sindrome di Turner. A dipingere il preoccupante scenario, una equipe di scienziati internazionali fra cui il professor Nicolaos Sofikitis dell'Università di Ioannina. " (dal sito news.scienzaesalute ). ^_^
    Alieno

  21. ermahico

    Dovremo aumentare il numero di laboratori dove pratichiamo il l'ipnosi la coercizione psicologica, il lavaggio del cervello, l'elettroshock, e ovviamente la correzzione comportamentale (l'ultima è copiata dal libro "the running man")
    Al giorno d'oggi non servono più , c'è la grande sorella con l'antenna digitale a sminkiare la criticità degli uomini.
    comunque la metà dei capolavori d'educazione scritti sopra la usano in USA. Unione Socialista Americana?

  22. Tisbe

    @Alieno, ah io non credo a queste cavolate! Ad esempio. il mio fidanzato ha un femmineo molto sviluppato (quasi più di me) ma sessualmente è molto, ma molto dotato. Sicuramente più dotato di tanti machi…

  23. utente anonimo

    "..ma sessualmente è molto, ma molto dotato."
    🙂

    Beh, non pensavo di entrare così nei dettagli, ma a questo punto, evvai, tiro in ballo un vecchio proverbio, se non l'ho mai fatto, o meglio, un modo di dire delle mie parti che notoriamente non son tradizionalmente noti per troppi giri di parole per esprimere concetti alti…
    Il detto è questo:
    "e non so' tutti omini, quelli che pisciano al muro".
    O anche "gli uomini non si misurano a canne" (e nemmen quelle che si fumano).
    Che dire poi del dire:
    "dov'è la civetta, ci cala sempre qualche uccello".

    Senza pretese che di sorridere perchè se c'è qualcosa di straordinario nei proverbi e nei detti, è che ci si trova tutto, come il contrario.

    Comunque la questione è, credo, a questo punto, la rielaborazione dei termini: femmineo esattamente, cosa significa oggi?

    Alieno

    ^_^

  24. SaR

    Forse hai frainteso il mio dire, ho voluto dire l'opposto, perchè condivido cosa dici. Il mio dire è oltre il presente, l'oggi è tetro. Un caro saluto.

  25. utente anonimo

    Allora, come collochiamo oggi "femmineo"?
    E non solo al mutamento dei ruoli tradizionali specifici, ma anche in relazione all'ampio ingresso socio-politico di omosessuali uomo-uomo, omosessuali donna-donna, transgender da uomo a donna, trans da donna a uomo, bisessuali..

    Che qui non sono compresi: matriarcato, donna, uomo.. un'analisi riduttiva e qualcuno potrebbe dire, "discriminante".

    Allora: cosa significa oggi "femmineo"?

    Alieno

  26. utente anonimo

    Intanto l'Europa ci impone la sua sulla questione uomini-donne riguardo alle pensioni..
    2009-06-16 20:24 (Ansa)
    "Pensioni: 25/6 parte procedura infrazione contro Italia
    BRUXELLES – La Commissione europea è pronta ad aprire una nuova procedura d'infrazione contro l'Italia per non aver ancora equiparato l'età pensionabile tra uomini e donne nel settore pubblico così come chiesto in una sentenza della Corte di giustizia europea. Mercoledì 25 giugno, salvo colpi di scena, l'esecutivo comunitario darà il via libera all'invio della lettera di messa in mora dell'Italia in base a quanto previsto dall'articolo 228 del trattato Ue, primo passo della procedura."
    L'abbiam voluta l'Europa? Ora pedalare.
    Io continuo ad essere euroscettico..
    Alieno

  27. Tisbe

    @Alieno, come sempre distorci la realtà a tuo abuso.

    L'Italia deve rendere le donne uguali agli uomini, non solo pensionisticamente.

    Non so se ti è chiaro il messaggio. Le donne in Italia sono discriminate rispetto alle loro colleghe europee in tutti i sensi.

    Perciò ben venga l'Europa se può aiutarci a vincere il maschilismo che imperversa in Italia: tutti i ruoli di potere sono in mano agli uomini. Non esistono nemmeno direttori responsabili donne, tranne per l'Unità.

  28. WebLogin

    Per me il fallimento del Comunismo è da ricercare nell'egoismo dell'uomo: c'è gente che ogni giorno lotta per sopravvive ma, al posto di desiderare un mondo in cui ogni essere umano ha gli stessi diritti e doveri, sogna di diventare ricca magari giocando ad una delle tante lotterie…
    Eppure, io credo nel Comunismo perché credo che ogni essere umano ha gli stessi diritti e doveri e quindi sono convinto che se non ci fossero esagerazioni si potrebbe vivere molto meglio di adesso e che il progresso è fatto dai grandi uomini che si impegnano per appagare la propria curiosità e non per diventare ricchi.

    Giuseppe

  29. utente anonimo

    Nella società comunista le donne sono libere e di tutti se lo vogliono, mentre i figli sono tassativamente dello stato. Questo Fromm non lo analizza, è psicologo e non sociologo. Leggetevi Marx

  30. utente anonimo

    Con tutto il rispetto per Fromm e per la tua affascinante utopia, io un po' di dubbi mi sento di esprimerili. Anzitutto questo amore materno, incondizionato, uguale per ogni figlio, è solo forse nella mente di fromm e di quanti si innammorano delle idee in se e per se.
    La realtà è vatia e non sempre le mamme corrispondono al modellino ideale.

    Poi per farla breve: davvero nelle società matriarcali esite questa parità? Non mi sembra, potrei sbagliare, ma non mi sembra affatto vero, nè nel passato e peggio ancora no nel futiìuro, sono una donna e so che caiomani sono le donne nella società e nel lavoro.
    Mi piacerebbe poter dire che la colpa di ogni male sono quegli antipatici dei maschietti.. ma pensaci.. quei maschietti imperfetti hanno tutti una mammina che tanto brava non è se sono spesso zotici e violenti e non rispettano le femminucce sentono la necessità di provare sempre qualcosa a qualcuno..
    Peccato un bell'argomentare, ma

  31. utente anonimo

    Le istanze comuniste sono fallite perchè propugnate da uomini? Ma se uomini le hanno promosse, dov'è il principio femmineo?
    Non credi che un modello sociale basato sull'uguaglianza non porti a guai peggiori rispetto a quelli che viviamo?

  32. utente anonimo

    Tisbe! Svegliati! Ma dove sono più gli uomini? E' proprio da quando mancano i veri uomini che il mondo sta andando a rotoli!

  33. utente anonimo

    Cara Tisbe, siamo sempre ai soliti dialoghi sui massimi sistemi, come se fossimo liberi e artefici del proprio destino: ma così (purtroppo) non è. Le cose che dici dovresti recapitarle prima ai membri del gruppo Bilderberg che, a quanto pare, decide dei nostri destini. Ne fanno parte uomini e donne al di sopra di ogni sospetto e delle leggi (secondo loro) umane o divine che siano. Noi siamo solo "carne da cannone" come solevano dire, non molto tempo fa, alcuni generali sabaudi e non solo.
    Perchè si realizzi quello che dici c'è bisogno di pace, di pace e ancora di pace. Saluti
    Gaetanos

  34. utente anonimo

    io "ero" un comunista italiano e questo Fromm non l'ho mai letto,ma Lui lo sa dell'esistenza del sistrema economico – politico cinese?
    severenzo

  35. utente anonimo

    Tutta la "scuola di Francoforte" sì è cimentata nel collegamento tra il materialismo storico (nel senso di contraddizioni socio-economiche) e le cause dei comportamenti concreti degli individui. Fromm faceva parte di tale scuola ed è stato quello che più ha trovato legami, anche se personalmente lo ritengo non convincente. Da Fromm hai però estrapolato solo due affermazioni, apparentemente contraddittorie in quanto facevano parte della sua ricerca e non sono le conclusioni più complete del suo pensiero.
    Non è molto corretto, filologicamente, mi si capisca, accostare nella maniera in cui l'hai fatto, società matriarcale e comunismo e , di conseguenza, cosa? Patriarcato e capitalismo? Non REGGE . L'aver confuso lo stesso Fromm proprietà privata e capitalismo (nel brano da te citato si parla di proprietrà privata). In una qualsiasi società "matriarcale", dove si dovesse avvertire la minaccia per la vita della "prole", si avrebbe una risposta "rivoluzionaria". Così non è stato. Non lo è stato esattamente per lo stesso motivo che Fromm individua nel secondo brano da te citato (proprietà privata) che è "dentro" anche il primo brano citato "figli come proprietà privata", anche se non in senso solo strettamente economico. Il fallimento del comunismo /se si parla di quello reale) sta in altre ben note cause. La difficoltà di affermazione del principio di uguaglianza invece risiede invece, nelle teorie marxiste, nella scissione che si è "necessariamente" (storicamente) fatta tra economia e natura umana, nonostante, appunto, tutti gli sforzi teorici compiuti dalla scuola di Francoforte.
    Gli spazi "diversi" che il marxismo offriva all'epoca hanno, secondo me, "piegato" la ricerca registrendola a nessi causali tra economia e "essere". L'altro libro da leggere di Fromm è, per compiutezza, "Avere o essere". In sostanza credo che l'errore sia stato, e lo è ancora per molti versi, quello di aver operato una "scissione" impropria tra l'essere economicus e l'essere naturalis. E cioè, mal interpretando Marx, del giovane Marx, e di quello , incompiuto, del 3° libro del Capitale, stabilendo una sorta di unidirezionalità della ricerca verso la "conferma" di ciò che è "capitalismo" nella vulgata marxista.
    Vincenzo

  36. Tisbe

    @Vincenzo, quale scorrettezza? Per caso le conclusioni che ho tratto le ho attribuite a Fromm?
    Io ho semplicemente preso spunto da una riflessione di Fromm per avanzare una teoria. Le conclusioni sono mie e non di Fromm. Quindi, non c'è stata alcuna scorrettezza.
    "Avere o essere" l'ho letto, ed è evidente che fra i 2 saggi c'è un legame forte.

    @severenzo, questa domanda dovresti farla a Fromm non a me 😉

    @#42, assolutamente no! L'uguaglianza di diritti può fare solo del bene.

    @Gaetanos, beh, io mi rifiuto di essere carne da cannone

    @#43, gli uomini veri? Quali? Quelli che picchiano le donne?

  37. Tisbe

    @maristaurro, stai parlando di donne che scimmiottano i maschi, che li imitano! Dal mio punto di vista la donna deve mantenere la sua identità femminile senza degenerare nei comportamenti maschilisti. Le donne peggiori che ho conosciuto, sono quelle che riconoscono la superiorità maschile. Paradossalmente sono capaci di azioni vergognose nei confronti dei maschi stessi perché afflitte da un invidia nei loro confronti.
    Per intenderci sono donne che sposano uomini che detestano, capaci anche di avvelenarli lentamente. Donne che formalmente ed in pubblico fanno la schiavette dei mariti e poi tessono la tela della vendetta…
    Queste non sono donne!
    Questi esseri tentano di vincere la battaglia della vita con i sistemi patriarcali.

  38. utente anonimo

    Ciao Tisbe,
    Pur essendo convinto dell' uguaglianza tra i sessi sono stato deluso dal femminismo, pur essendo, teoricamente, convinto della giustezza del comunismo sono stato profondamente deluso dalla sua applicazione. Ho letto FROMM da ragazzo e sinceramente mi rifiuto di ricordarlo. Credo che affermare che la società matriarcale, in quanto comunista, sia migliore di quella patriarcale, in quanto capitalista, sia un'interpretazione, per quanto interessante, un po' forzata della realtà. Credo che il comunismo sia fallito perchè ogni uomo vuole una bistecca di dinosauro più grande di quella del vicino ed ogni donna voglia la pelliccia di tigre dai denti a sciabola da mostrare, e da farsi invidiare, dalle amiche. Credo di aver letto da qualche parte che esistono, o esistevano, in qualche isola sperduta del pacifico, popolazioni che applicano il comunismo più sfrenato e sono felici, per dirne una considerano i bambini come fossero figli dell'intero villaggio e non di una madre sola, ma la loro realtà è cosi numericamente insignificante da risultare non applicabile in società, purtroppo complesse come la nostra. Mi sono sempre chiesto una cosa, e lo dico un pò scherzando, ma se le donne sono più forti, più belle, più buone, più intelligenti degli uomini perchè abbiamo bisogno di un ministero delle pari opportunità?
    E' sempre un piacere leggerti.

    Luca

  39. utente anonimo

    parole decisamente sottili..
    anche giuste se vogliamo.
    Salvo il fatto che non c'è donna se non c'è uomo e viceversa..per cui stante il fatto che la donna ha la base utile per impostare il rapporto umano, non meno l'uomo ha la sua parte di funzione in tutto questo. la sua funzione è proprio quella di rendere possibile un'uguaglianza con l'attivare una forma di selezione nel poterla mettere in atto. L'uguaglianza si basa sull'identità non sulla copia..In questo l'uomo ha la sua fondamentale attività di scelta della piega da produrre in ogni uguaglianza che si voglia verificare..
    nessun figlio è meglio di un altro, ma su tre figli nessuno è uguale ad all'altro; ciascuno risponde alla piega presa dall'identità umana che è in ciascuno. e' questa piega che vede l'uomo impegnato..Saperla riconoscere, gestire, difendere e perfezionare..

  40. Tisbe

    Ti informo che Fromm, che leggevo venti anni fa, era sorpassato già allora. Il Comunismo come ideologia è morto l'anno dopo…..come utopia invece è morto l'anno in cui Stalin è andato al potere…….Matriarcato equivale a Mediocrità. Se le tue idee dovessero attuarsi, l'occidente si estinguerebbe in dieci anni, massacrato dai patriarcalissimi Arabi e Cinesi. E già adesso, per come stiamo messi non vedo un gran futuro…….Mi ricordi alcune matrone del basso impero Romano che parlavano di fratellanza e cristianesimo con i barbari alle porte…poi sappiamo tutti come è andata.

  41. utente anonimo

    @Leo, sì, è andata che il genere umano non si è estinto! Riguardo Fromm, dire che è superato è un'idiozia: è attualissimo anzi, futuristico.

  42. utente anonimo

    Questa teoria del matriarcato originario è un ridicolo mito moderno.Presuppone inoltre arroganza ed eurocentrismo.Guardate le società dell africa nera o peggio le popolazioni precolombiane del sud america.Ho appena finito di vedere Apocalipto di Mel gibson dove si vedono i brutali sacrifici umani dei maya.L'umanità è sempre stata gerarchizzata dove i deboli non hanno mi avuto scampo.Nel bellum ominum contra omnes le donne hanno avuto sempre ruoli sociali marginali o di scegliere di accoppiarsi con il maschio dominate di turno che coincide anche con il più bruto(Darwin).In questo senso il giudeocristianesimo e la chiesa hanno elevato spiritualmente la natura umana(se Dio esista o no è un altro discorso).

  43. utente anonimo

    Il problema è che le donne sono capaci di amore incondizionato ed egalitario solo per i propri figli. Per il resto preferiscono il più intelligente/talentato/ricco. E questo ha senso dal punto di vista darwinistico. D'altra parte anche l'amore egalitario per i figli non è altro ancora che l'amore per i propri geni copiati e trasmessi in un altro contenitore. Non c'è mai stato amore egalitario al di fuori di quello. altrimenti non ci sarebbe stata evoluzione della specie.

  44. utente anonimo

    Parafraso Jean Jacques Annaud nel film:Il nemico alle porte:Non esiste l'uomo nuovo,l'uomo sarà sempre l'uomo.Con tanta fatica abbiamo cercato di creare una società che fosse giusta.Anche nella nostra patria sovietica esisteranno sempre i ricchi e i poveri.I ricchi di amore i poveri d'amore,i ricchi di talento i poveri di talento…….

  45. utente anonimo

    altro che uguaglianza: i regimi comunisti si sono ovunque caratterizzati per il culto del capo o di una nomenklatura che ha terrorizzato il popolo. Il privilegio di pochi a fronte della sofferenza generale.In quanto all'uguaglianza del periodo matrircale, non è mai esistita.Mentre una elit femminile terrorizzava la comunità con l'invenzione dei sacrifici umani, le altre donne erano schiave tanto del maschio quanto delle femmine. Sennza parlare della bontà delle amazzoni, che potevano accoppiarsi solo dopo aver ammazzato almeno tre maschi. Ho finito lo spazio. Non ce n'è abbastanza per dimostrare che tutte le donne leader hanno combattuto almeno una guerra ed hanno adottato ogni genere di crimine per conquistare il potere.Saluti

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