L’ultima lettera di Camillo Torres

Molte cose stanno cambiando nella mia vita. Fra poco lascerò per sempre Avellino e andrò a vivere in una casa con giardino perché desidero recuperare il mio rapporto con Madre Natura. In questa fase mi sto rendendo conto dell’eccesso di oggetti che ho accumulato in questi anni, e l’unico desiderio che ho è di disfarmene: non voglio zavorre, voglio essere LIBERA! Ma di questo parlerò in un altro post.

Oggi voglio inaugurare una nuova rubrica che chiamerò "Il fischietto di stagno" ispirato dal libro di mio fratello che ho ritrovato fra le mie cose. Il titolo della raccolta di brevi racconti è dedicato a Betty Williams che ha usato come arma di pace, appunto, un fischietto di stagno.
Inauguro la rubrica con il racconto: L’ultima lettera di Camillo Torres

L’ultima lettera di Torres è inventata dall’Autore (Paolo di Somma) però riproduce la realtà storica del personaggio: nato in Colombia, fu sacerdote cattolico, morì in battaglia il 15 febbraio del 1966. Convinto che il Cristianesimo fosse un impegno di vita incentrato del tutto sull’amore del prossimo, optò per la rivoluzione armata per cambiare le strutture economiche, politiche e sociali del suo paese.

Sto qui sui monti cara mamma. I miei soldati sono tutti intorno a me. Siamo braccati da ogni parte. La ragione sta nella forza. Noi siamo pochi. La mia morte sarà domani, all’alba, quando ci attaccheranno.
La notte dispensa tutte le sue bellezze. A mille le stelle ci fanno compagnia. Esse soltanto sono pietose della nostra sorte. Insieme con te che sei lontana. In questo momento ricordo la mia Prima Messa. Ricordo la folla nel tempio. Ricordo le parole del Vangelo.
– Ecco, vi mando come agnelli in mezzo ai lupi. Hanno odiato me, odieranno anche voi. Beati quelli che hanno fame e sete di giustizia. Beati i perseguitati a causa della giustizia…-
Come è diverso il tono delle parole di Cristo stanotte. Sento contro di me l’urlo della folla ebrea: -crocifiggilo, crocifiggilo!-
Io domani sarò crocifisso.
Non mi condannare, mamma, se mi sono schierato dalla parte dei rivoluzionari. Il Cristo sta su questi monti. Tra i miei soldati affamati. Con quelli che soffrono nei tuguri. Con quelli che patiscono l’ingiustizia.
Impallidiscono pian piano le stelle. Si vede di lontano, da dietro ai mo0nti, la prima luce dell’alba. Addio mamma.
Prima di morire griderò il tuo nome unito a quello di Cristo.

16 commenti su “L’ultima lettera di Camillo Torres

  1. antares666

    Carissima Tisbe, spero che tu stia sempre meglio. Ti auguro buona fortuna per i cambiamenti nella tua vita! Tieni però presente che il libero arbitrio non esiste e che la Natura è tutto fuorché una madre…
    Un abbraccio

  2. utente anonimo

    Una casa con il giardino..
    Il mio sogno.
    A dir la verità è il mio sogno di riserva anche una casa dove entri più sole, più luce..
    Ma ho anche quello di riserva alla riserva dove mi contento d'una casa. Una casa mia intendo. E' proprio brutto vivere in una casa dove ogni anno nn sai se l'avrai l'anno dopo. Dove i vicini, proprietari non affittuari precari, mi contestano il rumore che fanno "i gatti che camminano sul pavimento" che purtroppo non è battuta, ma sarebbe tutta da ridere. Sarebbero contenti pure loro del giardino, dividono con me il sacrificio, un giardino ci piacerebbe proprio a tutti, io e gatti, ma sappiamo contentarci, in quel poco spazio che abbiamo, del nostro reciproco affetto, della nostra amicizia. Mi consolo pensando che sono fortunato: c'è chi vive ancora peggio, ma peggio di brutto, non mi sento autorizzato al lamento rabbioso.
    Certo, un giardino… un sogno!
    Dunque la casa col giardino. Brava, mi rallegro, sarà bello, ne sono sicuro, ottima scelta. E quella scelta dimostra che quel legame con la Natura, non si è mai spezzato, sarà solo il rinnovare un patto di amicizia di lunga data. 🙂

    Per quanto riguardo l'ultima lettera di Torres, non è affatto emblematica. Torres non è il primo né l'ultimo di una lunga lista di cristiani che scelgono uno "schieramento".
    Uno dei più recenti, è Bush (che però non è cattolico, ma battista mi pare), anche lui, non ne fece mistero di quella scelta di combattere contro lupi che lui identificava in altri soggetti, ma non cambia certo il meccanismo: lupi, agnelli, il pastore sceglie se restare inoperoso oppure attivarsi più o meno.
    Mentre uno dei più antichi nella storia cattolica è senza dubbio San Francesco che non esitò a schierarsi coi crociati in Terra Santa, portando la parola di Cristo che per lui era appunto, portar miglior giustizia.
    Per lui, Cristo era lì, con la Croce, in Terra Santa.
    Per non parlar della guerra civile spagnola, dove di cristiani ne morirono parecchi, proprio in quanto cristiani, torturati e costretti (o tentando) appositamente a bestemmiare Cristo e Dio, senza pietà di donne, ragazze, vecchi..
    Così, per quella croce, ne moriron tanti tanti, ma soprattutto, atrocemente aggiungendosi alla lista di atrocità subite dall'altra parte.
    La croce ancora lì, al suo posto, in quei luoghi, dove si tentò sistematicamente di farla rinnegare abiurandola o bestemmiandola, per imposizione d'altro culto, resiste, così come resiste un po' su tutto il pianeta, coi suoi alti e bassi, perchè si possa ancora riconoscere, abbracciare, scegliere, sentir propria.
    Come fa chi scrive la lettera, appunto, in quell'ideale che è anche realtà, per cui vale la pena di vivere.
    E di morire.
    Crocifissi.
    Per la croce.
    Insomma, in definitiva Cristo è proprio di tutti, parrebbe. 🙂
    E' il giardino che ciascuno può riconoscere. Il giardino della libertà, della giustizia, quella per cui vale vivere, vale morire perchè questo è quello che è Cristo quando si fa uomo, viene a spiegarci che dobbiamo liberarci dalle nostre paure, dalle nostre debolezze, fare un passo avanti nella nostra evoluzione.

    Alieno

  3. oscarferrari

    potrebbero essere parole scritte anche da Andreas Hofer, l'eroe sudtirolese che combattè contro i franco-bavaresi in nome della santa madre chiesa.
    Molto meglio una casa atea col giardino,

  4. Tisbe

    @Alieno, paragonare Bush a Torres è la più grande porcheria che poteva venirti in mente.

    Non mi pare che Bush sia andato a combattere con i suoi uomini. Non mi pare che sia andato a morire per difendere il suo prossimo )gli umili e gli oppressi. Bush ha mandato gli ALTRI a morire per arricchire i suoi amici petrolieri.

    E non ti permettere mai più di fare un paragone del genere, almeno sul mio blog, altrimenti mi vedrò costretta a bloccare il tuo ip.

    Non sta scritto da nessuna parte che ogni giorno devo subire le tue idiozie e le tue contorsioni mentali nati da chissà quale disagi.

  5. Tisbe

    @SaR, non è un male in sé che non ce ne siano, povero il popolo che ha bisogno di eroi! Il fatto grave è che ora più che mai urgono EROI e non ci sono… oppure vengono definiti con disprezzo diversamente!
    Certo, anche Torres, dal potere costituito è stato definito terrorista! Pena un po' 😉

    @antares666, insomma… tra alti e bassi… tra giorni di fiducia nel futuro e giorni di ansia… cerco di cavarmela, mi sto impegnando per cambiare radicalmente la mia vita. Sperando di lasciarmi alle spalle quel senso di inquietudine che mi ha sempre contraddistinta.

    @Le Favà, grazie 😀

    @Tytty, ciao passerò a trovarti

    @oscarferrari, sicuramente, ma anche se fosse stato solo un uomo, la figura di Cristo e il suo messaggio di povertà mi affascinano terribilmente. Credo che soltanto l'esperienza della povertà possa regalare il senso pieno della vita.
    Non della rinuncia, attenzione, ma della scelta consapevole… quello che mi serve è la libertà, e finché su questa terra ci sarà un solo ricco, la libertà degli uomini sarà impossibile.

  6. WebLogin

    Bella iniziativa, mi piace questa rubrica 🙂
    E non conoscevo questo racconto, grazie per averlo postato 🙂

    Tis, ti faccio i miei migliori auguri per la nuova casa e spero di poterti venire a trovare presto 🙂

    Giuseppe

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