Berlusconismo: psicosi collettiva

Con le geniali parole di uno degli studiosi più amati ed ammirati da me (mi dispiace deludere chi più volte nei miei commenti ha scritto che invidio la ricchezza e le escort), delineo la malattia che ha contagiato l’Italia e che si chiama berlusconismo.

Niente di nuovo sotto questa follia

Sopportiamo male tale psicosi quando un individuo la impone, ma diamo talvolta la vita per lei quando diviene collettiva. I nostri comportamenti sociali traducono spesso malattie in modelli giganteschi, o sommano numerosi atomi o elementi che, presi separatamente, si riducono alla morbosità. La follia, la grande follia, assomiglia sempre, più o meno, all’atteggiamento di colui che vuole diventare re e comincia ad identificarsi con il sole. La gente non s’inganna pensando il folle come colui che si ritiene Napoleone. Ora, non è sempre detto che si inganni colui che si crede tale. […] Il collettivo si aduna e si riconosce attorno al potente che fa in modo di essere preso per autentico. Se ci riesce, eccolo incoronato imperatore; se fallisce lo si designa come folle! La parete che separa le due scadenze decisive, è piuttosto sottile. (Michel Serres)

10 commenti su “Berlusconismo: psicosi collettiva

  1. utente anonimo

    Ammetto la mia sorda ignoranza. Non conoscevo, oppure conoscevo per sentito dire quest'uomo. L'autore.

    E' un'analisi interessante. Vera.
    Ed è vero che la collettività annienta il pensiero e la capacità di discernimento dell'individuo. a volte è forza a volte e debolezza.

    Le Favà

  2. utente anonimo

    speriamo di salvarci da questa situazione che sembra alquanto grave pero attenzione perché c'è in giro ben altre psicosi ad esempio la sinistroide che non e da meno by by

  3. utente anonimo

    E' solo invidia! Bravo Berlusconi, va avanti così senza ascoltare i soliti comunisti invidiosi dei tuoi successi!

  4. utente anonimo

    psicosi collettiva?certamente di vecchi che non pagano l'ici, ricevono la social card e rivivono conquiste e notorietà mai fatte e mai avuta,di giovani che giocano o immaginano di essere grandi imprenditori e giovincelle che sognano di diventare,prima, veline o escort e, poi, ministre.Questa è la parte più bassa e compassionevole della grande psicosi.L'altra, la peggiore,è quella con una certa somiglianza alle origini del nazismo da cui non discosta molto,neanche nei modi e nei comportamenti dell'attore che induce la psicosi.
    Ma,l'attore che induce.tanto pazzo non lo è!si protegge molto bene e gli interessi suoi li sa fare:immunità,detassazione degli utili.Chi è inquisito per vari reati cerca di non farsi processare,chi ha un'azienda sa che i macchinare o apparecchiature o strumentazione hanno un'obsolescenza e vanno sostituiti,se servono a tutti gli imprenditori meglio,tanto a pagare è sempre lo stesso:l'italiano!sia quello colpito dal virus che quello auto immune!
    lele

  5. Tisbe

    @Crocco, in effetti. Appena l'ho letta mi è venuto in mente il premier, chissà perché 😉

    @Le Favà, paradossalmente l'individuo berlusconiano, o fascista, o nazista che pretende di somigliare al super uomo, è quello che ha la capacità di discernimento più annientata dalla collettività. Insomma, marciare a passo d'oca sotto un simbolo è la follia più grande che possa conoscere l'umanità e con le ronde, oramai ci siamo. Siamo arrivati a questo livello di stupidità collettiva.

  6. utente anonimo

    commenti sterili, dettati da livore, arroganza e supponenza. odio tipico dei perdenti e frustrati, sconfitti dalla storia, sanno essere forti solo se nascosti tra le masse reali o virtuali. uomini che non hanno la forza e la capacità d competere nella società moderna, appartenenti al gruppo dei grilli parlanti, o, meglio, delle scimmie urlatrici, insofferenti verso chiunque la pensi diversamente da loro.
    Ho esercitato la mia libera espressione di pensiero, consentita a tutti, compresi gli analfabeti e imbecilli destroidi.
    Saluti, sapientoni.

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