Tutta la nostra storia e centomila morti

Tra le mie cose ho ritrovato un pezzo di carta ingiallito. Me lo portavo dietro dappertutto da quando avevo 14 anni. Leggendolo mi sono commossa, pensando a me, alla mia sensibilità, al mio interesse per l’umanità. Mi sono commossa pensando che non sono cambiata; che tutti gli eventi infausti della mia vita non sono riusciti a distruggere i miei sogni ed il mio idealismo. Mentre le mie coetanee leggevano i fotoromanzi (erano il fenomeno del momento) io leggevo la costituzione, grandi autori e se riuscivo a comprarlo L’Espresso. Ovviamente mi sentivo diversa dalla massa e molto sola. Oggi, però, sono fiera di me, soprattutto perché non mi sono mai omologata: sono rimasta libera e non ho mai perduto la mia dignità, neanche nei momenti peggiori.

In questa Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, tutte le nostre sciagure, le nostre glorie. Sono tutti sfociati qui in questi articoli e, a sapere intendere, dietro questi articoli ci si sentono delle voci lontane… E quando io leggo nell’art. 2 “l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e  sociale”; o quando leggo nell’articolo 11: “L’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli”, la patria italiana in mezzo alle altre patrie…ma questo è Mazzini! Questa è la voce di Mazzini! O quando io leggo nell’art. 8: “tutte le confessioni religiose sono egualmente libere davanti alla legge”, ma questo è Cavour! O quando io leggo nell’art. 5: “la Repubblica, una e indivisibile, riconosce e promuove le autonomie locali”, ma questo è Cattaneo!; o quando nell’art. 53 io leggo a proposito delle forze armate: “l’ordinamento delle forze armate si informa allo spirito democratico della Repubblica”, esercito di popolo; ma questo è Garibaldi! E quando leggo nell’art. 27: “non è ammessa la pena di morte”, ma questo, o studenti milanesi, è Beccarla! Grandi voci lontane, grandi nomi lontani…

Ma ci sono anche umili voci, voci recenti! Quanto sangue, quanto dolore per arrivare a questa Costituzione!Dietro ad ogni articolo di questa Costituzione, o giovani, voi dovete vedere giovani come voi caduti combattendo, fucilati, impiccati, torturati, morti di fame nei campi di concentramento, morti in Russia, morti in africa, morti per le strade di Milano, per le strade di Firenze, che hanno dato la vita perché la libertà e la giustizia potessero essere scritte su questa carta, Quindi, quando vi ho detto che questa è una carta morta, no, non è una carta morta, è un testamento, un testamento di centomila morti. Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati, dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché lì è nata la nostra Costituzione.

 
(Piero Calamandrei, Discorso sulla Costituzione, 1955)

19 commenti su “Tutta la nostra storia e centomila morti

  1. utente anonimo

    a 15 anni leggevi la Costituzione? Mamma mia, ma non potevi pensare a divertirti con i tuoi coetanei?
    Brigante

  2. ermahico

    Parole di fuoco ai giorni nostri.
    Oggi i Partigiani sarebbero considerati da 4 fiji puta faxisti de merd dei terroristi.
    La cosa brutta è che fra i faxisti ci sarebbero tanti operai e contadini sfruttati contenti del tozzo di pane duro e maleodorante , altresì orgogliosi delle grasse pancie dei loro aguzzini.
    Ovviamente odierebbero chi sacrifica la vita per loro.
    Come hai ben scritto prima, caraTisbe, uno spassionatissimo consiglio a chi vorrebbe cambiare po tentare d cambiare un pò le cose; fatelo da un'altra parte, agli italiani piace la mafia, la fame, e la gnocca in tv alle 13.00, altro è solo fastidio e noia.
    Come la libertà di sapere se un capo di stato è maniaco sessuale che và a minorenni per esempio.
    Meglio pensare alla Maggica >Roma, che dà meno pensieri, e si capisce subito quando và in gol o quando l'arbitro è cornuto.

  3. utente anonimo

    Io ho speso la mia infanzia a cartoni animati. Quelli di una volta. Non questi di oggi. La passione per la politica, o almeno per il sociale è cresciuto dopo.
    L'importante non è arrivare prima, insomma, è già tanto saper arrivare. O arrivare al contempo.

  4. utente anonimo

    La stragrande maggioranza dei ragazzi non hanno né lo stimolo, o l'occasione o la volgia di mettere in movimento il cervello pensante. Sei stata (sei ancora, siamo) in perfetta minoranza, e questo non mi rende felice, destinati come siamo all'oscurità della menta. Questo tuo post mi ricorda quel meraviglioso film Farenheit 451, dove una piccolissima realtà memorizzava i grandi testi, e ricordava quindi la cultura.

  5. utente anonimo

    Un conto è leggere Kafka a 10 anni, un altro è avere il bagaglio culturale adeguato a capirlo, a quell'età.
    Non metto in dubbio che lo leggessi per carità, ma insomma a 10 anni la vedo dura capire kafka.

    AmicoDelGiaguaro

  6. Tisbe

    @AmicoDelGiaguaro, a me piaceva e il piacere è a metà della comprensione. E' come guardare un'opera d'arte. Se la apprezziamo, se ci provoca delle emozioni, siamo entrati in sintonia con il suo messaggio e l'abbiamo, in parte, compreso. Chiunque può fruire dell'opera d'arte, non solo l'esperto!

  7. utente anonimo

    se poniamo l'apprendimento sull'asse delle ascisse e gli anni(età) sull'asse delle ordinate otterremmo un tratto verticale ascendente fino all'età della fanciullezza,una curva ascendente fin al post pubertà,un tratto rettilineo fin verso la piena maturità e una curva discendente.
    Quello che si impara,si legge e si sente raccontare da bambini o adolescenti viene assorbito o memorizzato e il ritenere non idoneo o inadeguato,a qualsiasi titolo,sia del tutto arbitraria.Quanto memorizzato viene elaborato nel tempo ed è di fondamentale importanza per la formazione intellettuale,a meno che il cervello sia costituito dalla memoria di massa e dalla memoria volatile
    e manchi di processore.Quanto appreso nell'età della fanciullezza si vede!
    lele

  8. LucaGhezzani

    Alle elementari leggevo Verne. Alle medie leggevo Asimov, Bova, Anderson, Pohl…al ginnasio Dick, i romantici inglesi e tedeschi…al liceo Dylan Dog, Weber, Husserl, Kierkegaard…all'università Hellboy, Preacher, Swamp Thing, Marx, Smith, Lenin, Gramsci.
    I cerchi della conoscenza difficilmente vengono chiusi: importante è aprirli. L'eleganza del riccio espone bene il nichilismo moderno, ma esprime la consapevolezza che i ragazzi di oggi non sono poi così nichilisti come li dipingiamo e se lo sono, possono cambiare…

  9. omselvarec

    Devono passare i pittori da casa mia….. Mettendo in ordine le supellettili Marina trova…..

    CREDO nel valore supremo dell'individuo e nel suo diritto alla vita, alla libertà e alla ricerca della felicità. CREDO che ogni diritto comporti una responsabilità; ogni opportunità un obbligo; ogni possesso un dovere;CREDO che la legge sia fatta per l'uomo e non l'uomo per la legge; che il governo sia al servizio della gente e non il padrone della gente; CREDO nella dignità del lavoro, sia con le mani che con la mente; che nessuno abbia il diritto di essre mantenuto ma che tutti abbiano il diritto a un'opportunità per mantenersi. CREDO che la parsimonia sia essenziale alla vita bene ordinata e che l'economia sia il prerequisito di una struttura finanziaria sana, nel governo come nel business o negli affari personali. CREDO che la verità e la giustizia siano fondamentali per un ordine sociale duraturo.CREDO nella sacralità di una promessa, che la parola di un uomo dovrebbe essere solvibile come la sua cambiale; che il carattere -non la ricchezza o la posizione- è il valore supremo.CREDO che servire sia dovere universale del genere umano e che solo nel fuoco purificatore del sacrificio l'anima umana si liberi dalla scoria dell'egoismo.CREDO in un Dio che tutto ama e tutto sa, chiamatelo come volete, e che la più elevata utilità individuale sia da cercare nell'armonia con la sua volontà.CREDO che l'amore sia la più grande cosa al mondo; che solo l'amore possa vincere l'odio; che il diritto possa trionfare sulla forza e che trionferà!

    Chi l'avrà mai scritto….?
    Ciao ed un baciotto da l'omselvarec

  10. utente anonimo

    Io leggevo a 15 anni Lancio Story,Gin Fizz, il Monello e quando mi andava bene il mitico Le ore.
    Aldo il caldo

  11. WebLogin

    Mmm, non ricordo con certezza i primi libri che ho letto, credo i romanzi di Salgari, qualcuno di Verne come Michele Strogoff, ricordo di avere letto (per la prima volta) anche in quel periodo "Conversazione in Sicilia" di Vittorini, "Se questo è un uomo" di Primo Levi, ecc. ecc. Al Comunismo invece sono arrivato leggendo Gramsci, ricordo che facevo la seconda media ma in quel periodo però scrivevo anche i miei primi programmi al computer che annotavo su un apposito quaderno 🙂

    Giuseppe

  12. Tisbe

    @LucaGhezzani, la conoscenza non può mai chiudersi, lo sapeva bene Kant. E' una malattia dalla quale non si guarisce mai: … lo invischiano in avventure che egli non potrà mai troncare, ma neppure potrà mai condurre a termine
    Paradossalmente la mente umana sperimenta il "finito" ma non può finire nulla, non può portare a termine nulla!

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