Trenta centesimi, tanto vale la dignità umana

Ci sono delle cose che m’indignano a prescindere… o forse no!
Questa mattina ho assistito ad una scena che mi ha disgustato profondamente, ma non fatevi fuorviare dal titolo, gli immigrati non c’entrano nulla.
Sotto casa mia c’è una contadina che porta a vendere i prodotti del suo orticello. Poca merce, quella che avanza al consumo della sua famiglia.
Vi assicuro che vende i suoi prodotti a prezzi stracciatissimi, almeno  di 3/4 inferiore a quelli di un supermercato. Prodotti a chilometro zero, come da nuovi orientamenti anti crisi e pro risparmio energetico. Eppure, certi episodi mi fanno comprendere del perché alcuni mestieri siano scomparsi, perché nessuno voglia più farli, e perché sempre più spesso vengono lasciati volentieri agli immigrati.
Vengo al dunque, visto che il preambolo è durato fin troppo!
Una signora ben vestita, profumata e truccata; una di quelle che nella vita non ha mai fatto un tubo: con le mani affusolate e morbide come quelle di un neonato, che aveva comprato una bustona di verdure dalla contadina, si rifiutava di darle un euro e voleva darle solo 70 centesimi.
La contadina callosa e dall’evidente tipica anchilosi ingobbita, ha protestato, ma la ricca e nobile signora che ostentava migliaia di euro di oro al collo, non voleva saperne di tirare fuori i trenta centesimi.
Io osservavo tutto ed ero indignata al punto da intervenire e da suggerire alla nobildonna di andare a comprarsi la stessa roba nel supermercato e di togliersi dai coglioni. Avrai comprato io la roba dalla contadina e le avrei dato 2 euro. Quella poveretta non ci stava ricavando nemmeno i soldi per pagarsi l’autobus! Eppure ho taciuto ed ho continuato ad osservare come fanno i documentaristi o come facevano a suo tempo i veristi italiani e i naturalisti francesi.

Finalmente la donnetta ha tirato fuori i trenta centesimi… nemmeno l’elemosina! La stessa donnetta sarebbe entrata in un profumeria e avrebbe sganciato, senza fare storie, un centone per il suo profumo preferito.

Contadini, smettete di fare i contadini, che questa gentaglia si nutra con i propri gioielli e i propri monili, con i quali riempiono le loro orride case prive di spiritualismo.
Cari contadini, invece di sfamare bocche indegne, la vostra preziosa merce vitale distribuitela ai porci: vi saranno sicuramente più riconoscenti.

Trenta centesimi è il prezzo della dignità umana. C’è chi riesce a valere persino meno, e non è certo la contadina.

11 commenti su “Trenta centesimi, tanto vale la dignità umana

  1. WebLogin

    Ti capisco, capita purtroppo di vedere persone come quella ricca signora e non solo, anche le aziende sfruttano gli agricoltori. Un paio di anni fa mi è capitato di vedere buttare delle pesche per strada! Non è una bella cosa, ma dopo tutto il lavoro fatto gli agricoltori avevano preferito buttarle piuttosto che venderle per una miseria a chi voleva approfittare della situazione: una grande azienda ogni anno comprava le pesche di quegli agricoltori e quell'anno (se ricordo bene era il loro ultimo raccolto, poiché avevano deciso di togliere il pescheto) aveva fatto un prezzo molto basso sapendo che gli agricoltori non avevano più altra scelta, non c'era più tempo per trovare un'altra azienda disposta a comprare tutte quelle pesche.

    Giuseppe

  2. stickandcarrot

    vedi, qui da noi, invece, nel ricco nord est, se vai a comperare la verdura dal contadino la paghi più cara del negozio, e tutti comprano e tacciono, anzi, dicono quanto è buona la roba genuina, e nemmeno questo mi par giusto perchè qua se ne approfittano troppo
    ciao sonia

  3. utente anonimo

    Hai fatto un buon quadro di questa società. Da queste piccole grandi cose si vede tutto. Ciao 🙂

    Paoloblogger

  4. pnkfld

    esiste un prezzo giusto, che quasi mai corrisponde a quello che il compratore sarebbe disposto a pagare e il venditore disposto a proporre.
    La contadina è una di quelle persone che ha buon senso, probabilmente preferisce vendere la roba che avanza alla sua famiglia a bassissimo prezzo piuttosto che farla deperire per poi buttarla via, perchè è difficilissimo campare praticando prezzi di 3/4 inferiori al mercato.
    Non tutti i consumatori sanno cogliere queste occasioni. Ce l'avessero tutti una vicina che vende roba buona in eccesso a prezzi stracciati.
    Penso anche che non sia una questione di profumi e ricchezza.
    Conosco persone callose disposte a fare questioni anche per meno di trenta centesimi.
    Lo hanno nel DNA.

  5. utente anonimo

    ho usato come metafora, la fiaba di cappuccetto rosso, la nonna che percepisce 380 euro di pensione, si arrangia a mangiare un pò di frutta che le lascia uno del mercato rionale, non può permettersi una badante, si rompe il femore e finisce all'ospizio. Credo che non centri nulla con il tuo post… o sbaglio?!

  6. Tisbe

    @Giuseppe, capisco… scusa il gioco di parole, ma le regole del mercato non le ho mai capite ;-D

    @loto, sì, credo anche io che non abbiano vita facile, in fondo sono dei poveri infelici

    @Crocco, e anche questa volta, carissimo brigante, hai colto nel segno

    @Sonia, anche il comportamento che descrivi è deprecabile, ma lo trovo più giustificabile dell'altro.
    Un pollo in vendita al supermercato ha solo un mese di vita, se va bene: è un pulcino gonfiato. Il pollo che alleva il contadino a terra, ha vissuto minimo minimo più di 6 mesi. Ed è stato nutrito con alimenti biologici. Ha un costo di partenza decisamente superiore a quello del supermercato.
    Non parliamo poi dei tacchini che subiscono un altissimo tasso di mortalità durante l'infanzia…

  7. Tisbe

    @Paoloblogger, è vero. Si tratta di quei comportamenti indotti che tradiscono le persone e le qualificano per quello che sono realmente.

    @pnkfld, Penso anche che non sia una questione di profumi e ricchezza.
    Conosco persone callose disposte a fare questioni anche per meno di trenta centesimi.
    Lo hanno nel DNA.

    Come darti torto… è vero, però io non nascondo mai una certa insofferenza che nutro per i ricchi. Non lo so, ma è una sensazione forte: chi possiede molto lo avverto davvero molto povero!

    @ermahico, già. La generosità, oggi come oggi, è un atto di eroismo, e non un lusso di pochi.

  8. utente anonimo

    La mia compagna ha letto un libro sulla spiritualità in cui l'autore consigliava di cambiare la propria visione del mondo, se quello che vediamo ci fa arrabbiare o stare male. Nel caso del tuo post ad esempio diceva che le persone che si comportano male per un qualsiasi motivo, non dovrebbero farci arrabbiare, dovrebbero provocarci compassione, perchè se si comportano in quel modo è perchè sono a loro volta state trattate così. Come per chi fa del male agli animali, è perchè probabilmente non ha mai goduto del loro affetto.

    Non è un giudizio sulla tua reazione, ma mi è venuta in mente questa cosa e se ci pensi in fondo la signora ricca è da compatire, la sua vita deve essere misera e infelice. Ho un gran rispetto per i contadini e gli allevatori, ho la fortuna di conoscerne un paio e sono persone straordinarie.

    AmicoDelGiaguaro

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