Una scuola da far paura

Mi sono appena alzata e, invece di fare colazione, scarto la rivista periodica che mi manda Cisl-scuola. All’interno c’è un allegato. la mia attenzione è tutta per esso. Leggo il titolo e già mi rapisce: Una scuola da far paura, autore Italo Fiorin.
Lo sfoglio e comincio a leggere. Per amoreggiare con un libro io parto sempre dall’indice, e così decido se è da leggere o meno. Questo è assolutamente da leggere.
La presentazione di Francesco Scrima si apre con una splendida citazione della Arendt

I fatti necessitano di testimonianza per essere ricordati
e di testimoni affidabili
per affermarsi e trovare dimora sicura

e prosegue così:

Il titolo di questo libro è molto forte: "Una scuola da far paura". La sua giustificazione, come apparirà leggendolo, nasce dalla considerazione di come gli attuali indirizzi di politica scolastica stiano scardinando il modello culturale e pedagogico che è stato progressivamente costruito attraverso un faticoso movimento di innovazione.

Tanto già basta a far comprendere che la lettura è necessaria, se non altro per tentare di capire di più riguardo ciò che sta accadendo nella scuola italiana, o, perlomeno di avvicinarsi all’argomento con coscienza critica.

Una breve introduzione apre a quattro capitoli suddivisi in argomenti tutti interessanti ed in ordine storico cronologico. Lo spartiacque con la "vecchia scuola" classista è l’esperienza di Barbiana, ed è da qui, da questa conquista, che prende le mosse l’autore.

Siamo alla fine degli anni settanta. La scuola pubblica italiana è in grande difficoltà, perché sta conoscendo un fenomeno importante e difficile da gestire, quello che è stato definito della scolarizzazione di massa. […] La scuola media è la prima ad essere investita dall’onda demografica in ascesa, ma il sistema scolastico di allora non è preparato a sostenere quest’ondata. Tale sistema è fondato su un ordine consolidato nei decenni, che prevede che solo pochi possano aspirare all’istruzione superiore, pochissimi proseguire gli studi nei licei, ancora di meno frequentare le università e laurearsi. […] La ‘professoressa’ destinataria della lettera è l’incarnazione di una scuola che sta sulla difensiva e combatte l’invasione con le bocciature.

Con queste poche righe si riesce già a capire dove vuole arrivare la restaurazione berlusconiana della scuola: al passato. Un passato che fa venire la pelle d’oca, se si pensa che gli unici aspiranti allo studio superiore possano essere di nuovo, esclusivamente gli appartenenti alle classi sociali benestanti. Tutto il lavoro di Don Milani sarebbe irrimediabilmente perduto.

Don Milani raccoglie, nella sua scuola di montagna, gli scarti, gli ultimi, quelli che il sistema di istruzione ha espulso, i bocciati. Propone loro una scuola severa, da viversi in un apprendistato faticoso, ma sempre meno duro che lo stare a sgobbare dall’alba al tramonto al lavoro nei campi, da sfruttati, riproducendo un ciclo della miseria che sembra impossibile da spezzare, fatto di ignoranza e dipendenza, senza potere e senza speranze.

Chiudo qui il post, riproponendomi di continuarlo in altre puntate visto l’importanza dell’argomento e segnalando alcuni sottocapitoli: Esiste una riforma Gelmini? – La nostra scuola è scadente?

Quello che forse non è messo sufficientemente in luce è che il disegno di Tremonti distrugge non semplicemente le utopie della sinistra, e i fantasmi del ’68, ma la stessa riforma Moratti. Che spazio c’è per l’equipe pedagogica quando ritorna il maestro unico? Che fine fa il prtfolio se si ripropone il voto? Che senso ha aprire l’offerta formativa della scuola alle proposte e alle scelte delle famiglie se non c’è tempo che per una mera alfabetizzazione strumentale?

25 commenti su “Una scuola da far paura

  1. lostudente

    la scuola, nel bene e nel male, la fanno sempre gli studenti…, puoi avere i migliori docenti con un branco di asini e non ne cavi un ragno dal buco, o, puoi avere professori inetti e studenti autodidatta; di fatto, tutto si regge sull'educazione ed il buon senso.

  2. utente anonimo

    PENSIERO UNICO E MAESTRO UNICO

    Per illustrare in modo chiaro ed efficace il mio punto di vista sull'azione “terapeutica” esercitata dal ministro Gelmini potrei ricorrere ad una metafora medica: penso che la Gelmini stia operando come quel dottore che per "rianimare" un paziente agonizzante decide di sferrargli il colpo letale. Oggi la scuola è un organismo quasi cadaverizzato, ma non sarà certo la Gelmini, e tanto meno il super-ministro Tremonti, a farla rinascere, specialmente con interventi di mera amputazione chirurgica. Al massimo potranno far risorgere, dalle ceneri del passato dove è rimasto sepolto per decenni, la figura (obsoleta) del "maestro unico". Malgrado l’abrogazione legislativa e il superamento da parte delle più avanzate teorie psico-pedagogiche, il “maestro unico” ha continuato ad esistere attraverso la televisione-spazzatura, nell’impero globale delle merci e dei consumi, nel pensiero unico dell’ideologia edonistica e consumistica trasmessa dalla pubblicità commerciale, nell’omologazione e nell'impoverimento culturale imposto alle giovani generazioni degli ultimi anni dal “Grande Fratello” televisivo. Un dominio totalitario che include e oltrepassa il fenomeno del berlusconismo. Il pensiero unico, oggi dominante, si è diffuso in modo subdolo, come un virus insidioso, frutto di un crescente degrado culturale della società italiana. Un degrado antropologico di cui il berlusconismo è solo uno degli effetti, il più evidente e clamoroso, ma non è la causa.

    Lucio Garofalo

    “L’Italia ha il popolo più analfabeta e la borghesia più ignorante d'Europa.”
    “L’uomo medio è un pericoloso delinquente, un mostro. Esso è razzista, colonialista, schiavista, qualunquista.” (PIER PAOLO PASOLINI, Mamma Roma, 1962)

  3. accendimi

    Gli Studenti non spuntano dal nulla, come gli asini!!
    Questo significa scaricare le responsabilità di un sistema scolastico inadeguato alla parte più debole.
    Ai miei studenti del primo anno di università non do colpa del loro stato a loro, anche se poi ci mettono del loro nel compito che li aspetta, frammentati per come sono in mille rivoli tecnologici!

  4. utente anonimo

    La scuola dovrebbe essere un luogo di apprendimento e di formazione per i giovani.Che se guidati bene possono avere un futuro ottimo,ma orami le scuole sono diventate dei ritrovi per insegnati sotto pagati,di docenti che sprizzano boria da ogni poro.Poi non parliamo dei gneitori che o incosiamente o per amore verso i figli,aggrediscono gli inseganti per aver fatto notare all'alunno che è una testa di rapa e che se continua così gli studi,al massimo la vita di potrà offrire un lavoro di bassa manovalanza.I valori che la scuola dovrebbe dare,vengono umiliati e mai nessuno ha tentato di valorizzare chi merita o chi cerca di dare la propria anima perchè funzioni e si insegni,non solo le paterie didattiche ma anche il saper stare al mondo e il rispetto per il prossimo.Parole orami sconosciute alla maggior parte di tutti i facendi parte di quella cosidetta scuola.Si da + importnaza e fondi alle scuole private di parte politica e religiosa che a quelle che dovrebbero essere il cardine di una società civile.

  5. utente anonimo

    La scuola deve insegnare agli alunni a studiare, ad impegnarsi per ottenere il risultato finale. Il compito principale della scuola è quello di aiutare l'alunno ad esprimere il suo potenziale intellettivo, prepararlo al lavoro ed alla vita. Se poi non ricorda una data o sbaglia un calcolo, avrà tempo tutta la vita per rimediare.
    Certo per attuare questo programma i professori devono piegare la gobba, e soprattutto impegnarsi per portare alla conclusione del ciclo scolastico il maggior numero di alunni. La bravura dell'insegnante si misura nel numero degli alunni che riesce a "portare" alla fine del ciclo scolastico. Sia ben chiaro non con il superato 6 politico!!!

  6. utente anonimo

    Rendiamoci conto che a questo governo importa solo una cosa:Tagliare le spese!Lo fanno nel modo peggiore cioè operando i tagli sulle cose che sono utili alla società civile:Sanità,scuola,giustizia,ordine pubblico.Di contro aumenta a dismisura il debito pubblico o i costi della politica che in Italia,occorre ricordarlo a chi lo avesse dimenticato,sono pari a quelle sostenute da Francia,Inghilterra e Germania messe insieme!I privilegi che c'erano prima per i politicanti sono diventati insostenibili e scandalosi in una nazione di disoccupati e sottooccupati!Viva SILVIO il monarca assoluto e puttaniere!Evidentemente gli italiani se lo meritano|

  7. moltitudini

    @silvia zanetto
    tanto per dire…il provvedimento del TAR è contro una dispoizione del governo Prodi.
    Tanto è vero che l'attuale responsabile educazione PD ed ex ministro ha invitato Gelmini a fare ricorso.

    @tisbe
    rispondo alle domande del post

    1) no, una riforma (non lo dico nel senso di buona o cattiva riforma, lo dico in senso assolutamente a-valutativo) ad ora non c'è. C'è una riorganizzazione in virtù delle indicazioni di Tremonti.

    2) la domanda è posta male. Non si pò rispondere "sì, lo è..no, non lo è".

    Anche perchè la scuola non è avulsa dala società.
    Di sicuro i dati sulla scolarizzazione mostrano che dei problemi ci sono, così come da anni le ricerche convengono sulle minori performance di studenti e studentesse di medie inferiori e superiori rispetto a quell* di altri paesi OCSE.
    Funziona bene la scuola elementare.

    Aggiungo che le medie son poco attrezzate ad affrontare tutta una serie di problemi legati a disagio e devianza oltre che all'accogliere i ragazzi e le ragazze immigrat*.

  8. utente anonimo

    da una tizia CHE per diventare avvocato a fatto di tutto.. da un presidente del consiglio che recluta i ministri dopo una "prova" a letto, e che piossiede tutti i mass media da un partito come quello della lega realizzato sul malcontento della popolazione del nord che sfrutta i luoghi comuni..cosa ci possiamo aspettare?
    preghiamo per la morte di silvio

  9. utente anonimo

    nelle foto che hai fatto al mare potevi anche respirare…vediamo se hai coraggio a postare questo commento…

  10. Galdo

    la fabbrica degli ignoranti.
    questa è la scuola che sta costruendo l'attuale governo. oltre ai soliti arcinoti giochetti per affossare l'istruzione pubblica a favore di quella privata

    buona serata Tina

  11. Tisbe

    @lostudente, mmm, non sono del tutto d'accordo. Nel rapporto alunno/insegnante gioca un ruolo fondamentale l'empatia. Un buon insegnante non deve essere necessariamente molto colto, deve saper appassionare, ma questa è la mia opinione

    @Lucio Garofalo, interessante il tuo parallelismo. Dal mio punto di vista, pur non demonizzando il maestro unico, credo che un bambino aveva molte più opportunità, con più docenti, di trovare un maestro con il quale instaurare un rapporto empatico. Chi ci rimette è il fanciullo!

    @accendimi, sì, è vero, però anche il docente se non ha gli strumenti idonei non può fare molto contro una società che contro-educa al malcostume.

  12. Tisbe

    @SilviaZanetto, sì, ho sentito, e mi pare che la Gelmini ha annunciato ricorso al Consiglio di Stato

    @moltitudini, condivido la tua analisi. Funzionava bene la scuola elementare… aspettiamo per valutare cosa succederà dopo i tagli e dopo le pretese razziste dei leghisti

    @Galdo, gli ignoranti sono molto più facili da manipolare, Ovvio.
    Buona serata e grazie 🙂

  13. Tisbe

    @Franca, sì, soprattutto si legge l'intenzione di affossare l'istruzione pubblica a favore di quella privata riservata alle classi più abbienti. In sostanza tutti pagano le tasse per fare scuola buona a pochi eletti… insomma pre-Milani …

  14. Tisbe

    @Moltitudini, te ne do atto, ma ad Avellino, centro democristiano ed ipercattolico, è l'unico sindacato scolastico che garantisce un briciolo di assistenza agli iscritti.

  15. kinglear

    Bene, eccomi arrivato. Prima o poi doveva accadere. 😉

    La scuola, oggi, con la Gelmini ha fatto un salto indietro di almeno 50 anni; non è che con Giuseppe Fioroni se la sia passata meglio. In ogni caso, inutile negare che la sédicente Casa delle libertà sta facendo della scuola un "asilo" per pochi dove non si può più insegnare in libertà e la libertà di pensiero, ma dove solo è d'obbligo l'indottrinamento. E' una scuola da far paura, perché di "scolastico" non ha quasi più nulla: tutto il lavoro di Don Milani, qui citato; "Il giorno che avremo sfondato insieme la cancellata di qualche parco, installato la casa dei poveri nella reggia del ricco, ricordati Pipetta, quel giorno ti tradirò, quel giorno finalmente potrò cantare l'unico grido di vittoria degno di un sacerdote di Cristo, beati i poveri perché il regno dei cieli è loro. Quel giorno io non resterò con te, io tornerò nella tua casuccia piovosa e puzzolente a pregare per te davanti al mio signore crocifisso". Uno dei pochissimi cattocomunisti – se è giusto definirlo cattocomunista – verso cui nutro rispetto, perché quelli di oggi sono di tutt'altra pasta, sono interessati a tenere il piede in due staffe, un po' a destra e un po' a sinistra per non scontentare nessuno e arrivare al potere. Ciò che contraddistingueva Don Milani era che un prete parlasse per i poveri, che li difendesse, che lottasse per i loro diritti insieme a loro: una cosa inaudita per gli anni Sessanta.
    La scuola che si vorrebbe oggi è di “divise” – e a Milano un progetto pilota mi sembra sia già stato avviato in tal senso, tutti a scuola sì ma con la divisa d’ordinanza.

    Beppe

  16. Tisbe

    Benvenuto Beppe. Dici cose sacrosante. Di Don Milani io custodisco gelosamente alcuni stralci della sua "Lettera ad una professoressa" per anni è stata guida della mia idea pedagogica. Ma non disdegno affatto Ivan Illich, proprio all'opposto della scuola in "divisa" che sta proponendo questa destra bigotta e restauratrice.

  17. utente anonimo

    Non ho letto il post. Per carità, forse faccio male.
    Piuttosto volevo chiederti com'è che sei della Cisl.

    Mi chiedo come si possa aderire al sindacato creato dalla Cia nel dopoguerra per organizzare i lavoratori contro gli ideali sociali.
    (lo dice anche Philip Agee in "Ex agente CIA, e lo riporta anche Wikipedia).
    mi chiedo come si possa aderire al sindacato che ha sottoscritto una intesa col governo ridicola.
    MI chiedo come si possa aderire al sindacato che approva la contrattazione triennale., che approva il quasi annullamento dei contratti nazionali del lavoro, che approva la contrattazione interna alle imprese escludendo i sindacati (!), e permettendo agli imprenditori azioni del tipo: "C'è la crisi, vi abbasso il salario".

    E' ciò che hanno appena firmato.

    Forse sbaglio, per carità, non sei la sola, e questo in un modo o nell'altro fa riflettere.

    Boh, rispondi se ne hai voglia,

    con stima
    Riciard

    P.S. Il "con stima" non è a caso. Evito solitamente di porre domande del genere perchè non mi aspetto risposte intelligenti.
    A te la pongo perchè mi aspetto il contrario.

  18. Tisbe

    @Riciard, non sono della Cisl. Ho la tessera della Cisl per motivi di assistenza, visto che ad Avellino gli altri sindacati scolastici fanno ridere. Personalmente avrei preferito la Gilda o i Cobas, ma quando mi serve un supporto immediato, con tutta la vita incasinata che ho, faccio un salto a Napoli?

    Purtroppo avrei dovuto lasciare il Feudo Bianco da tempo, perché non mi trovo bene fra tanta ipocrisia e bigottismo cattolico. Non è il luogo che fa per me (ovviamente non a livello paesaggistico perché l'Irpinia è splendida) sia politicamente, sia culturalmente… ma che posso fare?
    Oltre non so risponderti, perché ho avuto davvero bisogno del supporto sindacale e in tutta onesta devo dire che alla Cisl Scuola di Avellino sono gentili, disponibile e molto preparati.
    Io mi sono sentita trattata molto bene.

    Ovviamente non condivido la loro linea a livello nazionale.

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