Attacco alla libertà di stampa, da Mussolini a Berlusconi

La terza puntata della lunga serie di analogie tra il Ventennio fascista e il governo di Berlusconi verte sul tema della libertà di stampa.
Mussolini capì al volo che per ottenere il consenso popolare aveva bisogno di zittire le voci dissidenti e di poter vendere le sue menzogne come fossero verità colata. Berlusconi è molto più fortunato del duce, perché grazie al sistema capitalistico e liberale è riuscito a concentrare nelle sue mani (cosa unica al mondo) la quasi totalità dei mezzi di comunicazione di massa, con esclusione di internet. Il premier per ovviare a questa mancanza sta tentando, grazie ad una maggioranza ottenuta per merito della nuova Legge Acerbo, di far passare un decreto legge bavaglio: il famigerato Alfano.
La situazione è drammatica, ma l’aspetto più grave è rappresentato dalla cecità della maggior parte degli italiani, i quali non hanno ancora compreso i gravi danni sociali causati dai provvedimenti governativi.
Ritornando al Fascismo, propongo una breve cronistoria degli eventi censori.

Il 12 luglio del 1923 furono adottate le prime misure di limitazione della libertà di stampa. Il giorno seguente, "Il lavoratore", giornale comunista triestino, venne chiuso per ordine del prefetto. Il 10 dicembre ci fu l’assalto al giornale socialista milanese "La Giustizia" con distruzione della tipografia Zerboni. Il 12 dello stesso mese furono sospese per "motivi di ordine pubblico" le pubblicazioni di una decina di giornali tra cui "Lo Stato Operaio". L’8 luglio del 1924 il consiglio dei ministri approvò un nuovo decreto restrittivo della libertà di stampa con esecuzione immediata (ndr. si abbatte la libertà di espressione a colpi di decreti… come con quello Alfano). Il 27 agosto, su impulsi di Costanzo Ciano si unificarono tre società radiofoniche nell’Unione radiofonica italiana, destinata ad avere il monopolio dei servizi diffusi via etere (attuale monopolio Raiset?). Il 31 dicembre in ogni parte d’Italia furono sequestrati giornali di opposizione e trentatre consoli della Milizia chiesero a Mussolini di mettere a tacere definitivamente le opposizioni.  Il 4 gennaio del 1925 fu vietata qualsiasi manifestazione pubblica con l’autorizzazione a sciogliere le organizzazioni ritenute sovversive. Il 12 dello stesso mese fu presentato un disegno di legge per vietare le associazioni segrete. Il primo maggio Benedetto Croce rispose a Giovanni Gentile con un Manifesto antifascista pubblicato dal "Mondo". Nello stesso giorno Antonio Gramsci, nel suo unico discorso da deputato, parlò contro la legge sulle associazioni segrete. La legge fu approvata il 19 dello stesso mese. Il 29 settembre "La Stampa di Torino fu sospesa per ordine del prefetto. Il 3 novembre, dopo continui e ripetuti sequestri cessò le pubblicazioni l’organo del Partito Popolare "Il Popolo". L’8 novembre il prefetto di Milano sospese l’Avanti e L’Unità. Il 10 dello stesso mese il prefetto di Torino sospese le pubblicazioni de "La rivoluzione liberale" di Piero Gobetti. Il 28, i fratelli Albertini lasciarono la proprietà e la direzione del "Corriere della sera". Con loro cessarono ogni collaborazione Luigi Einaudi, Carlo Sforza ed altri prestigiosi intellettuali.  Il 31 dicembre, arrivò un altro colpo mortale per la libertà di stampa. Una nuova legge prevedeva un direttore responsabile direttamente riconosciuto dallo Stato. Molti giornali sospesero immediatamente le pubblicazioni.
Il 1 novembre si scatenò la reazione fascista agli attentati (presumibilmente creati ad arte per giustificare le restrizioni delle libertà individuali): a Genova fu incendiata la redazione del "Lavoro", a Napoli fu assalita la casa di Benedetto Croce e in Lunigiana quella di Carlo Sforza. Il Mondo, Il Risorgimento, La voce repubblicana subirono la revoca delle licenze. Furono sospesi giornali a decine tra cui L’Avanti, l’Unità, La Stampa, Il Gazzettino,  Il Corriere della sera.
Il Consiglio dei Ministri approvò provvedimenti per la sicurezza e la difesa dello Stato. Furono sciolti tutti i partiti e le associazioni che si opponevano al fascismo; fu istituito il confino di polizia, si introdusse la pena di morte per gli attentatori alla vita dei reali e del duce (una specie di Lodo Alfano 😉 furono annullati i passaporti per l’estero…

Oggi… qualche link

12 commenti su “Attacco alla libertà di stampa, da Mussolini a Berlusconi

  1. utente anonimo

    La gente purtroppo le prende per cazzate. Ovvio che Berlusconi non si ispira a Mussolini, i tempi cambiano e Berlusconi non è uno statista, è un imprenditore. Uno dei più affamati.
    Insegue la logica del profitto in ogni campo, è quello il nucleo centrale, riforma i contorni delle figure partecipanti al gioco della democrazia solo inv ista del profitto, non è un delirio di onnipotenza, per quanto ci si sia vicini, è un delirio imprenditoriale.

    La stampa ha un duplice servizio, quindi, in un primo tempo asservisce i clienti e in un secondo genera il profitto.

    Il vero problema è che anche questi post, come quelli sui rapporti tra Berlusconi e il programma p2, di cui ho scritto anch'io lungamente, li condividiamo solo noi che certe cose già le sappiamo e le abbiamo digerite.
    Il problema vero è: come fare a far capire queste cose a chi continua a farsi infinocchiare?
    Come facciamo a dirgli NON TI DEVI FAR INFINOCCHIARE?

    Riciard
    http://riciardengo.blogspot.com/2009/09/non-fatevi-infinocchiare.html

  2. ermahico

    Siamo alla lupara bianca, i giornalisti spariscono dai loro posti di lavoro senza lasciare traccia.
    Qualcuno sà di cosa si occupa ora quel comunista sovversivo di Enrico Mentana?

  3. utente anonimo

    non serve parlare di queste cose in italia. ti rispondono che è sempre accaduto che berlusca non è diverso dagli altri (cioè che va bene cosi')
    ma emigrate. un'emigrazione di massa non si puo' nascondere.

  4. Tisbe

    @Richard, hai ragione da vendere… e non credo ci sia soluzione pensando a ciò che scrisse Gobetti

    @Rossafata, anche io… anche noi…

    #5 per ora agli italiani non manca il pane e pare che il resto a loro non interessi!
    @ermahico, "lupara bianca" … già! Pensa a Luttazzi e pensa a Enzo Biagi… fa un male!

  5. utente anonimo

    Dopo il Signor Boffo fa dimettere il Papa, e dira che e stato il primo uomo a scendere sulla luna …

  6. utente anonimo

    pazienza, ancora un poco… magari ci vuole del tempo ma prima o poi la gente comincia a porsi domande… ed infine trova anche risposte…. Certo che tutti quelli che ancora giustificano il nostro caroleader mi mettono tristezza e mi fanno disperare dell'intelligenza umana….

  7. utente anonimo

    Secondo me non si tratta solo di ignoranza del popolo bue.
    Ci sono in gioco molte altre situazioni che sono nascoste al popolino, come i voti di scambio clientelare della criminalità organizzata (che in Italia) è quasi uno stato; i vari potentati che canalizzano i voti; tra tutti il vaticano con i cattolici.
    Il fatto che al momento di votare molti di noi se ne vanno al mare…
    Come si può notare la situazione è complessa e di questo i politici sono profondamente a conoscenza e sanno benissimo come sfruttarla.
    Non siamo liberi, noi Italiani e prima di diventarlo passerrà molto tempo.

  8. WebLogin

    Berlusconi fece opposizione su tutto quando vinse Prodi, lo dichiarò apertamente e dal primo giorno; scese anche in piazza contro il Governo. Questo chi difende Berlusconi non dovrebbe mai dimenticarlo, perché quella di Berlusconi non era un'azione corretta!

    Oggi, invece, Berlusconi è al Governo e critica ed insulta tutti quelli che non la pensano come lui. Addirittura non vorrebbe neppure la diffusione dei dati dell'ISTAT perché in evidente contrasto con le sue bugie. Per Berlusconi dovrebbe esistere una sola parola, quella del Governo (cioè la sua) e infatti lo ha detto in modo chiaro anche con la Rai.

    Quindi per me quella di Berlusconi è dittatura, non può permettersi l'uso della forza come nel Fascismo (però non sempre questo è vero, c'è stato ad esempio il G8 di Genova) ma utilizza mezzi più "sofisticati" per tacere ogni critica…

    Giuseppe

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