Chiamatela guerra

C’è uno stretto rapporto tra segno e significato. La tendenza attuale è quella di svuotare di senso le parole nel tentativo di manipolare le coscienze con un intervento di natura subliminale.
Da anni si è cominciato a dare un nome diverso a tutto ciò che poteva colpire le sensibilità individuali oppure la dignità di determinate categorie, e la mia domanda è: la forma è in grado di cambiare la sostanza?
Lascio a voi lettori formulare la risposta, qualunque essa sia, per me, la risposta è no!
Si è cominciato con i portatori di handicap, guai a chiamarli così! Oggi si chiamano diversamente abili, e lo fa anche chi storce il naso solo a vederli. Si è continuato son lo stesso tenore trasformando le cameriere familiari in "collaboratrici domestiche", gli spazzini in "operatori ecologici", i bidelli in "collaboratori scolastici" e così via…

Davvero pensavate che l’italiano medio, ammaestrato a questo finto "buonismo" verbale, non avesse bisogno di riformulare il simbolo grafico della guerra?
Chiamare la guerra "missione di pace" è stata la risposta politica e sociale alla nuova tendenza semantica.
Non che io sia per lo status quo, anzi, da amante di Chomsky comprendo appieno la vitalità insita nel linguaggio e la sua forza poietica, ma detesto ogni forma di manipolazione che provenga da una qualsiasi autorità esterna, o sedicente tale.

Ritornando sulla terra e ai gravi fatti che hanno funestato il paese, rinnovo il mio essere contraria alla presenza dei nostri soldati in Afghanistan, ed esprimo il mio dispiacere per le giovani vite stroncate dagli effetti delle manie predatorie.  Finiamola con questa ipocrisia della "missione di pace", finiamola con la favola dell’esportazione della democrazia e dei "diritti". Soltanto un ingenuo può credere a queste fandonie.
Un esempio per tutti: l’Arabia Saudita. In questo paese le donne sono perseguitate, non hanno accesso all’Università, non possono guidare e vengono lapidate per molti reati tra i quali l’adulterio, anche se hanno subito una violenza sessuale. Eppure poiché il governo fantoccio dell’Arabia è alleato dei predatori occidentali, nessuno mai si è premurato di portare i diritti e di avviare processi di pace.

PENSARE è diventata l’operazione meno attuata dagli italiani!

Se volessimo, invece, prendere in esame la scelta dei giovani volontari, io vedo in  tutto questo un processo di americanizzazione, e penso alle polemiche nate intorno alla "sporca guerra" del Vietnam. Allora si puntava l’indice su una verità chiara e lampante: chi andava a morire per l’onore della patria erano gli ultimi, i poveri, gli afroamericani dalla pelle scura oppure gli ispanici, quasi mai i bianchi, a meno che non appartenessero alla cosiddetta "spazzatura bianca".  Io credo che molti giovani volontari (a parte qualche esaltato) siano stati costretti da esigenze finanziarie e vitali a fare scelte di questo tipo, e credo che siano vittime due volte: del sistema e della guerra.

Riguardo al lutto nazionale, riguardo agli onori riservati a questi caduti, io ricordo che esistono altri caduti che meritano altrettanto rispetto: i caduti sul lavoro, quelli che, in silenzio, costruiscono i nostri ospedali, le nostre strade, che producono il nostro cibo…
Equipariamo le morti e dedichiamo a tutti lo stesso onore, senza distinguerli in morti di serie A e morti di serie B

Comunque la pensiate questo è il mio pensiero.


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34 commenti su “Chiamatela guerra

  1. Rossafata

    Ciao Tisbe, spero vada tutto bene
    Il pensiero è cibo per la mente e di questi tempi da più parti ci vogliono affamare,
    ma non ci riusciranno così facilmente, soprattutto se ci sono persone come te che propongono sempre un punto di vista diverso
    un caro saluto!

  2. xasiax

    Son in gran parte daccordo con te, penso che la manipolazione delle parole a volte sia l'arma adottata per incantarci sotto falsi ideali. La missione di pace, armati dalla testa ai piedi e con una formazione da soldato è una contraddizione, forse per questo pace non ci sarà mai.

    Però le parole sono importanti, soprattutto quando si usano per indicare le persone. Scegliere un termine piuttosto che un altro è a volte determinante il rispetto.
    Un esempio su tutti? chiamare una persona disabile, persona disabile o mongoloide, non è la stessa cosa, cambia la sostanza, non credi?

    Asia

  3. ermahico

    Poveri ragazzi.
    Sporchi politici mafiosi.
    Morti per una toyota da 50 euro da rottamare carica di tritolo di terza qualità innescato da un contadino che magari manco sapeva scrivere Italia correttamente,che fine assurda.
    E ora di riportare i Nostri a casa, quel paese vuole i talebani, che se li tenga stretti.

  4. utente anonimo

    non sono le parole che cambiano la sostanza ma la sostanza che cambia le parole!i morti in afghanistan sia civili che militari perchè sono morti?con le parole pace,democrazia,barbarie talebane terrorismo è stata modificata la sostanza!
    lele

  5. utente anonimo

    CarissimaTisbe ti ho trovata non volutamente su precariopoli o se preferisci idiotopoli. Ho avuto gia modo di conoscere te e le tue idee e mi sono sembrate da subito interessanti, ma non so come hai fatto a non notare il post "BINGO" dove si offendeva in modo grave i nostri militari morti in Afghanistan. Spero ti dissocerai da quei orribili messaggi e lascerai ancora sognare un tuo grandissimo ammiratore.

  6. WebLogin

    Mi dispiace per quei ragazzi italiani che sono morti, sono vittime anche loro di questa guerra… Muoiono dei militari italiani, americani, di altre nazioni e muoiono anche tantissimi civili… poi c'è chi come Frattini invoca gli aerei militari e altri politici che gridano "noi resteremo!". E questa non è una guerra?

    Poi, mi fa anche incazzare quel "noi resteremo!". I "nostri" politici dicono "noi", ma lì vedo solo dei ragazzi che spesso provengono da quel sud Italia che non offre tante possibilità e che viene costantemente insultato dai leghisti e prima ancora sfruttato.

    Anche io non credo alla favola dell'esportazione della democrazia e dei "diritti": non è una missione di pace, è una guerra! E quei militari italiani morti non sono degli eroi, però sono vittime anche loro di questa guerra… voluta da quelle persone che, lontane da quei ragazzi e nonostante questo protetti dalle scorte, gridano "noi resteremo!".

    Infine, concordo pienamente anche con il fatto che esistono altri caduti che meritano altrettanto rispetto: i caduti sul lavoro.

    Giuseppe

  7. WebLogin

    #8, e tu saresti un grandissimo ammiratore di Tisbe? C'è bisogno di dissociarsi dalle schifezze che scrive Precariopoli? Come ammiratore conosci molto poco Tisbe?! Precariopoli non è di sinistra e non è neanche un blogger ma un fake/troll. Le attenzioni che merita Precariopoli sono quelle della Polizia Postale o cmq della Magistratura, non merita di essere trattato come un blogger e non solo per i suoi ultimi post.

  8. filejah

    condivido in pieno
    mi fa piacere scoprire che non sono solo io a essere una mosca bianca,
    nel senso che per bianco non sia da intendere nè eccezionalità rispetto alle nere, e nè sia detto che non si possa riscoprire un popolo consistentemente numeroso, se non maggioritario, che veda le cose in modo diverso dal massificante, e dal massificato:
    faccio mio questo tuo scritto e lo integro tra i miei scritti, veicolandolo in face book.
    complimenti
    e buona settimana
    ah dimenticavo: TISBE è il tuo nome, o uno pseudonimo, con intrinseco progetto, con il suo mitico PYRAMO?

  9. ermahico

    Sono solo sensibile ai miei parenti e amici nei vari fronti.

    Dovrebbero difendere il mio paese e non le regioni del mondo in cui 4 visionari col cuore pieno di veleno decidono chi vive e chi no.

  10. utente anonimo

    hai perfettamente ragione!purtroppo pare che oggi sia comodo far pensare gli altri e credere a tutto cio' che la sacra televisione ci propina……..(sic!)

  11. utente anonimo

    sono perfettamente d'accordo al 1000 per cento; l'ipocrisia del linguaggio determina un annebbiamento ulteriore delle coscienze, in particolare nel nostro paese , ove da un lato la coscienza storica è di per se miserrima, e dall'altro il livello culturale(vedi indici di lettura ecc.) e di impegno sociale attestati su livelli bassissimi favoriscono una manipolazione aggravata dalla carente ed unidirezionale informazione dei massmedia. bravo!

  12. utente anonimo

    Gentile Tisbe,commento puntuale e vero il suo.Vorrei solo aggiungere alcune considerazioni.Geneticamente vigliacchi,la costituzione ha sublimato questa virtu' nazionale.Ma nell'incoscio l'eco del Piave,di Vittorio Veneto e di altre glorie patrie,turbava il sonno dei politici e dei militari.Costoro,lasciati a marcire e a poltrire nelle caserme da 60 anni,vivevano nell'ombra e nel ricordo del inglorioso defunto Regio Esercito.Allora,ecco la bella trovata delle missioni di pace,suprema manifestazione di ipocrisia di un regime.Missioni di pace armati fino ai denti.Del resto un contentino ai militari bisogna pur darlo.Ora ormai sono dei professionisti e,a far niente,possono venire cattivi pensieri.Siamo presenzialisti,come le veline o le attricette.Sempre al rimorchio di altri pero'.La guerra e' scomoda,ma,di essa noi vogliamo gli onori non gli oneri.Avanti cosi' dunque.Ai prossimi morti e ai prossimi funerali di stato.Ciao.

  13. utente anonimo

    Già, un'operazione di occupazione armata finisce per essere chiamata "operazione di pace".

    Il lancio di bombe da 6 quintali diviene "operazione di polizia internazionale".

    Tutti quelli che non sono d'accordo vengono bollati come "antiamericani" ed "amici dei terroristi".

    La strage di 100 mila civili (di cui 30mila bambini) chiusi in un enclave senza via d'uscita e bombardati ininterrottamente per settimane diviene una "guerra di difesa dagli estremisti islamici".

    E si potrebbe andare avanti a lungo.

    Sigh.

  14. utente anonimo

    Come si fa a non esser d'accordo? A occhio e croce ci separano decenni ma, mentre ti leggo, mi conforto. Sei la prova che il filo tra le generazioni non è facile da spezzare. Sei veuta su da un buon seme e ora sei una pianta bella e sana. A tua volta seminerai e avrai un buon raccolto. Non vinceremo in un giorno, scriveva Rosselli, ma vinceremo. Io non ci sarò, ma ricorda e fa un salto di gioia anche per me.
    Giuseppe Aragno

  15. utente anonimo

    Sono concorde sull'equiparazione dei morti,in particolare.Sono pienamente d'accordo sull'uso di un linguaggio mutuato dal concetto del "politicamente corretto " di derivazione anglo-americano con cui si mostra una falsità coperta da "buone" intenzioni.Condivido che il "sistema",qualunque,creato ed agito sul potere di pochi usa la povertà per reclutare volontari.Aggiungo :è un sistema ipocrito che non risolve per programmata volontà di non risolvere,nè il campo dei diritti,nè altro.E, il guaio che pochi se ne avvedono tra il popolo e i popoli.

  16. utente anonimo

    A parte il fatto che nel secondo attacco i nostri soldati stavano distribuendo cibo e quindi in questo caso non è guerra ma omicidio,
    in linea di massima sono d'accordo…
    siamo in guerra e dovremmo comportarci di conseguenza…
    per quanto riguarda il lutto nazionale, tutti quelli che periscono nell'esercizio delle loro funzioni dovrebbero godere degli stessi privilegi, se si puo' chiamare privilegio un funerale…anche se di Stato…:-)

    rossella

  17. utente anonimo

    In questa Italia stiamo assistendo ad un cambiamento che non ha precedenti si vuole trasformare tutto e tutti in "APPARENZA"
    Apparire apparire e ancora apparire, mentre stà asattamente succedendo il contrario sta scomparendo il rispetto e la dignità e i sani principi..

  18. utente anonimo

    I mercenari vanno in guerra per soldi. L'esercito "volontario" si mantiene con lo stesso principio. Ma per fare la guerra diciamo che la facciamo per portare la pace e la democrazia dove c'è il terrorismo.
    Se muore qualche "nostro" soldato diciamo che è un eroe. E la giostra continua a girare. In guerra dovrebbero andarci i mercanti di armi, chi le produce e tutti i politici che pensano che l'uso della forza serva ancora oggi a risolvere le cosiddette controversie internazionali.

  19. utente anonimo

    Per chi non lo sapesse,e a quanto pare sono in molti,i funerali di stato si attuano per individui caduti per il loro paese,in azioni particolarmente eroiche e pericolse,in nome di un ideale purtroppo non comune quale l'amore verso la propria patria.Inoltre,i soldati italiani situati in afghanistan si trovano in tale luogo per assistere le popolazioni a disagio economico e politico,e far fronte,per interesse MONDIALE,al terrorismo internazionale di Al Qaeda.Anch'io sono contro l'imperialismo americano,ma offendere apertamente la straordinaria missione dei militari,specialmente italiani,è una diffamazione.Grazie

  20. utente anonimo

    Poveri ragazzi si..ma è una loro libera scelta nessuno li ha obbligati e molte volte quella tanto povertà schiammazzata e poveri soldi non sono altro che TIRCHIERIA E AVIDITA'…avete mai chiesto ad uno di questi lavoratori dell'esercito xchè ci vanno?…..salutoni

  21. utente anonimo

    non si può parlare di afghanistan se non si studia la storia e gli obiettivi dei "Fratelli Musulmani". Studiate gentili lettori, studiate, non basta leggere.
    roberto

  22. utente anonimo

    non dobbiamo farci trascinare dalle emozioni in seguito a quello che accade, dobbiamo cercare di ragionare a mente serena.
    Che la guerra non deve chiamarsi missione di pace e' sacrosanto , ma io rimango dell'idea che la liberta' va conquistata a qualsiasi costo come ci insegna la storia,cosi' anche va difesa anche con le armi, non ci hanno insegnato niente le guerre dai moti carbonari alle guerre partigiane contro i nazifascisti?
    Un saluto da profondoverde.

  23. Tisbe

    @Roberto, cosa dobbiamo studiare? In cosa sono diversi gli obiettivi musulmani da quelli occidentali? La ragione sta sempre dalla parte del più forte, oppure mi sbaglio?

  24. utente anonimo

    SENTI , DICI CHIARO E TONDO ,CHE AVRESTI PREFERITO , LASCIARE QUEL POPOLO NEL PROPRIO INFERNO,COME LO STRUZZO E NON SE NE PARLA PIU'.
    CIAO.

  25. utente anonimo

    Mah ! La lettera sembrava partita in una certa direzione ma poi….nell'ultimo periodo si è sfasciata tutta ! Che c'entra la morte dei nostri ( ripeto nostri ) soldati con tutto quel discorso ? Non sono convinto che l'educazione vera imponga di chiamare lo scopino "operatore ecologico" o l'handicappato "diversamente abile ". Io penso sia solo una mania per "mistificare la realtà " in maniera che anche tanti altri concetti irragionevoli e vaghi PASSINO INDENNI per pura abitudine alla ipocrisia ed al conformismo !
    Cordialmente Lallolibero, in Viterbo

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