Una volta era Natale

C’era una volta il Natale… comincia così una improbabile fiaba che ha per protagonista l’umanità.

Sarà colpa degli anni che avanzano e che risaltano impietosamente la nostalgia delle atmosfere infantili, quando bastava il profumo di un mandarino per rendermi felice, e per offrirmi l’orizzonte del Natale. Sarà… o forse non sarà, perché davvero qualcosa è cambiato e l’infanzia di oggi non si commuove certo per il profumo di un mandarino! Quel che avverto è una sorta di nausea per ciò che è diventato oggi il Natale: corsa all’acquisto dei regali, sontuosi, ricchi e trasbordanti pranzi e cene. L’umanità sembra impazzita, calata in una follia quotidiana che mortifica lo spirito ed allontana irrimediabilmente dal vero senso del Natale.

C’è la crisi… eppure ancora quel profumo di mandarino non ha senso… è coperto da anni e anni di consumismo sfrenato. Con la crisi o con il boom economico, l’uomo resta legato ai bisogni del suo bassoventre e non riesce ad elevarsi al di sopra di essi, nemmeno se si autoproclama "cristiano". Nessun sacrificio ha avuto senso!

Non nascondo che ripongo ogni mia speranza nel 2012. Lo aspetto con ansia e con sollievo. Forse quel giorno, il Natale fra tre anni, sarà quello che avrà il semplice odore del mandarino…

Auguri ad ognuno di voi… di passaggio… con le vostre storie…

Buon Natale all’umanità intera!

12 commenti su “Una volta era Natale

  1. WebLogin

    Tantissimi auguri mia cara amica. Auguro a te e alla tua famiglia un sereno Natale. Un caro abbraccio rosso :-*

    Quanto alla tua riflessione, purtroppo è vero, il Natale è sempre più la festa del consumo e dello spreco 🙁

    Giuseppe

  2. utente anonimo

    La speranza non può morire, perchè i veri Cristiani la rinnovano oggi nella celebrazione della nascita del Redentore. Io non spero nel 2012, ma che questa umanità sofferente, spesso crudele e insensibile venga toccata nel profondo dalla grazia di Dio. Buon Natale, nella serenità e nel dolore, a tutti coloro che leggono.

  3. utente anonimo

    Buon Natale a te, forte lottatrice di questi  tempi folli, anche nella mia infanzia c'era profumo d'agrumi, e l'attesa era sempre carica di mistero. Nulla si dava per scontato, non si sprecava nulla nemmeno le emozioni

  4. utente anonimo

    E' da tanto che desidero un Natale che profumi di mandarino,  quando bambina, aspettavo l'arrivo fatidico ,della notte Santa per avere mandarini, in quantità, insieme a qualche noce , o caramelle, che facevano felici non solo il nostro palato , ma anche il cuore; oggi, tutto è affidato al materialismo e al consumismo imperante…si va alla ricerca spasmodica del regalo più stravagante ed originale che , dopo un'ora al massimo, passa nel dimenticatoio, con la bramosia di poter ricevere qualcosa di più allettante e così…all'infinito, senza pensare che il profumo del mandarino,si espandeva nell'aria, accomunando grandi e piccini!.Complimenti per la bella fiaba,.

  5. utente anonimo

    Il conformismo è l'anima del "consumismo".

    Le bucce dei mandarini ,io, le metto ancora sulla mensola calda del camino;

    I 26 (tra gatti e gattini) vengono ad aggattonarsi al caldo buono;

    I due cuccioli preferiscono far capolino dall'uscio della veranda e corrono a disastrare le piante che domani risistemerò per l'ennesima volta;

    Le stelle sono tutte là, anche se spennellate da chiare velature acquerellate;

    Il brontolìo della spuma sugli scogli rivendica l'esistenza del vicino mare e…

    e l'Attesa diventa palpabile. No, non è attesa dei Re Magi, anche perchè il "Natale" me lo ricordano i rari viandanti con il loro saluto dell'occasionale bontà,  è un Attesa primordiale, sempre sorprendente: un Nuovo Giorno col suo ciclo meravigliosamente diverso da ieri  e degli altri che verranno.

    E' il mio Natale, lo festeggio ogni attimo e mi accompagno con ciò che il mio gusto richiede, che siano patate al forno, brodino vegetale o minestre farcite di potentissimo peperoncino,

    La corsa ai regali,  la "mostra" delle confezioni di Marca e la grande abbuffata non sono altro che l'illusione di un benessere di miseria intellettuale.

    ciao.

    Sefossistato

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