Emergenza clima, quale futuro dopo Copenhagen?

Ricevo e pubblico. Condivido tutto quanto scritto da Michele e nel mio piccolo cerco di evitare comportamenti dannosi per l’ambiente. Pertanto accolgo il suo invito e divulgo l’appello con la speranza di coinvolgere chiunque passi su questo blog.

Cara Tina,

è  Natale e voglio scriverti di un problema che mi sta a cuore come Uomo.

Il convegno di Copenhagen è terminato senza decisioni che fermino il riscaldamento globale. Anzi si  è stabilito di poterlo aumentare mediamente di due gradi Celsius a fronte della disponibilità dei paesi “ricchi” a contribuire a un fondo di 100 miliardi di dollari da elargire ai paesi “poveri” entro il 2020 (10 miliardi all’anno). Ho messo ricchi e poveri fra virgolette, perché nessuno parla di spirito, di solidarietà, di umanità. No,  si pensa al denaro. Si classificano i paesi in base alla ricchezza. E’ questo il metro di misura dell’Uomo?

Mi appello a te, perché conosco la tua sensibilità umana, e nel comune amore verso l’Uomo e l’Umanità ti chiedo di intervenire nel prendere una posizione più incisiva su questo argomento, perché la situazione è improcrastinabile e potrebbe diventare catastrofica. Non possiamo più attendere che venga scambiato l’inquinamento di Gaia*, il pianeta vivente, con dei volgari denari. Circa 2000 anni fa qualcuno già lo fece con Gesù e il risultato lo conosciamo.

La questione è etica e morale quindi non mercificabile. Tutti gli uomini di buona volontà devono intervenire e prima ancora le persone intelligenti e sensibili come te. Con l’accordo di Copenhagen si condannano milioni di uomini alla morte (oltre a quelli già condannati dal nostro egoismo e consumismo capitalistico: ogni sei secondi muore un bimbo nel mondo). L’atmosfera terrestre, come tutti i sistemi, ha un limite sopportabile di anidride carbonica (CO2), oltre il quale il sistema si riscalda di oltre due gradi centigradi perdendo l’attuale equilibrio. Questo limite riconosciuto dalla comunità scientifica dell’ONU (l’IPCC) è di 400 – 450 parti per milione di volume (ppmv). Oggi siamo a 381 ppmv e la crescita è esponenziale. Ci stanno togliendo il cielo.

Per capire con immediatezza e semplicità il problema ti faccio un esempio.

UNA PIANTA ACQUATICA A FOGLIE LARGHE CRESCE SULLA SUPERFICIE DI UN GRANDISSIMO LAGO RADDOPPIANDO LA SUA GRANDEZZA OGNI ANNO.

SAPENDO CHE DOPO 1000 ANNI COPRIRA’ L’INTERO LAGO, IN QUALE ANNO NE AVRA’ COPERTO LA META’ ?

Pensaci un po’. . . e fra pochi righi troverai la sorprendente soluzione.

Gaia, è la casa in cui viviamo, noi siamo suoi ospiti ed è nostro obbligo rispettarla, perché rispettare l’ambiente significa rispettare l’Uomo e tutte le specie che in esso vivono. In definitiva significa rispettare Dio che l’ha creata. Inquinare, sprecare è socialmente un atto da deprecare e moralmente da condannare. Otto secoli fa, San Francesco, nel suo accorato e semplicissimo “Cantico delle creature”, ringraziava e lodava il Signore per l’esistenza “di sora Acqua, di frate Focu, di madre Terra e di frate Vento”. Oggi l’uomo, che si autodefinisce “sapiens”, non considera la Terra come “madre”, ma qualcosa da sfruttare avidamente, anche a costo di modificarne il suo equilibrio e metter a repentaglio la sopravvivenza dell’umanità.

Soluzione: la metà del lago sarà coperta nel 999° anno. Cioè un anno prima del 1000°. Infatti l’ anno successivo, raddoppiando, coprirà l’ intero lago.

E soffocherà la vita che vi è in esso?

QUESTO ESEMPIO VUOL FAR CAPIRE CHE L’ INQUINAMENTO DEL PIANETA POTREBBE ESSERE COME LA PIANTA DEL LAGO?

SE NON LO FERMIAMO SUBITO, POTREBBE ESSERE TROPPO TARDI ?

GLI ULTIMI ANNI DEL TEST POTREBBERO ESSERE ASSIMILATI ALLE ULTIME GENERAZIONI UMANE?

Ti ricordo alcune forme di inquinamento prodotte dall’uomo:

Immissione di gas serra nell’atmosfera, foreste abbattute, polveri sottili, processi industriali incontrollati e pericolosi [Cernobil (URSS), Bopal (India), Seveso (Italia)], testate nucleari dismesse  e non neutralizzate, milioni di tonnellate di petrolio versate  nei mari, inquinamento industriale, rifiuti, aumento delle onde elettromagnetiche, ecc. con conseguenze altamente pericolose per la salute di Gaia e dell’uomo (cambiamenti climatici, scioglimento dei ghiacciai, patologie tumorali, mucca pazza, pollo pazzo, aviaria, AIDS, ecc.). Molti di questi fenomeni si autoalimentano creando così un effetto valanga. Ad esempio se i ghiacciai si sciolgono l’effetto “specchio” dei raggi solari diminuisce e gli oceani si riscaldano di più aumentando lo scioglimento dei ghiacciai stessi. Di conseguenza si avrà l’innalzamento del livello dei mari, che porterà milioni di persone ad abbandonare le proprie abitazioni creando problemi di pressione demografica, che si sommerà a quella dell’aumento della popolazione, che si sommerà alla crescente richiesta di energia, che produrrà maggior inquinamento, e così via a valanga.

L’umanità sembra non rendersi conto dell’ importanza del problema che cresce esponenzialmente e potrebbe condurci, come un treno, sull’orlo di un baratro. L’umanità pare che non sia disposta a fare i sacrifici necessari per evitarla. Ciò è dovuto anche al fatto che  la variazione dell’inquinamento ha un gradiente costante che sfugge alla sensibilità dell’”animale” uomo che si adegua e pertanto stenta a riconoscerlo. Ma siamo ancora in tempo a riportare la situazione a quella dell’anno 1990, considerato anno base dal Protocollo di Kyoto.

Il lato positivo, del vertice di Copenhagen, è che unanimemente  è stato riconosciuto che i cambiamenti climatici non sono fantascienza. E chi parla di cambiare il modello di sviluppo della società non viene più considerato un “matto” da isolare nell’interesse supremo del profitto. Tutti oramai siamo convinti che l’uomo e le sue attività stanno incidendo sul riscaldamento globale e che bisogna assolutamente prendere dei provvedimenti. Ognuno di noi contribuisce alla produzione di anidride carbonica e alla immissione di gas serra nell’atmosfera. Pertanto prima di tutto ognuno di noi deve iniziare a cambiare stile di vita. Ognuno di noi deve adeguarsi ad un comportamento sobrio, solidale e al minimo dispendio di energia. Iniziamo subito boicottando i prodotti troppo inquinanti. La legge del profitto lo capirà subito si adeguerà.

Se noi non compreremo più auto sempre più grandi  e più inquinanti per trasportare settanta chili di cristiano, se non compreremo più prodotti energivori, se useremo di più la testa e il buon senso, se applicheremo comportamenti sobri e rispettosi dell’ambiente, anche la logica del profitto, la logica del consumo infinito e dello spreco inutile cambierà. Il mercato è sensibile, molto sensibile, alle scelte dei consumatori. Pertanto non ci facciamo orientare dalla pubblicità e dai modelli propinati dalle multinazionali. Cominciamo ad usare la testa prima di tutto noi. I politici ci seguiranno e il mercato pure e Gaia e le generazioni future ci saranno riconoscenti altrimenti si chiederanno: “Perché i nostri nonni non hanno preso prevvedimenti riguardo ai cambiamenti climatici?”

L’atmosfera è di tutti e non può essere sfruttata al di sopra del suo equilibrio sia dai paesi ricchi che da quelli poveri. Il pianeta e le sue risorse non sono infiniti e l’equilibrio non va rotto. Questa è la sfida del prossimo futuro questo era l’accordo che andava trovato a Copenhagen.

Con i miei alunni ho prodotto ricerche e CD,  organizzo convegni, scrivo articoli. Ho montato sul tetto tre pannelli solari producendo acqua calda e un impianto fotovoltaico per autoprodurre energia elettrica dal sole.

Se sei convinto di quanto sopra, se pensi che il messaggio del Natale sia anche quello di preservare le future generazioni e l’Uomo, invita i tuoi amici ad operare dei veri cambiamenti,  affinché il prossimo anno sia l’anno di un cambiamento interiore che si concretizzi in comportamenti sobri, solidali e rispettosi dell’ambiente. Rispettiamo l’Uomo, perché rispettando l’Uomo rispettiamo Dio. Spingiamo l’umanità a prendere coscienza del problema. Qui è in gioco il suo destino.

Approfitto dell’occasione per inviarti i più sinceri auguri di Buon Natale.

Michele

_______________

* Il matematico James Lovelock, nel suo libro intitolato Gaia (nome di un’antica dea greca della Terra), sostiene che la Terra è un unico organismo di dimensioni planetarie. L’atmosfera va considerata come un grande oceano di aria e rappresenta l’organo di interconnessione e di termoregolazione di Gaia. Dobbiamo pensarla come un’estensione di un sistema vivente, paragonabile alla pelliccia di un animale o alle piume di un uccello, alla pelle di un uomo diretta a mantenere una determinata temperatura, a proteggere un corpo, in definitiva a far vivere un ambiente specifico. Si sta tardando troppo a capirlo.

 

4 commenti su “Emergenza clima, quale futuro dopo Copenhagen?

  1. Galdo

    troppo tardi. purtroppo. le sciagure però è bene che arrivino. che torni anche la carestia. solo allora gli essere umani che saranno sopravvissuti torneranno a un modello di sviluppo umano e cosciente. il segreto sta nel togliere. nella mancanza, nella perdita. l'essere umano è fatto così. è un dato di fatto. la consapevolezza la massa non la raggiungerà mai in modo intelligente, ma attraverso gravi tragedie. penso che Gaia abbia previsto anche questo. siamo suoi figli. saprà difendersi, uccidendoci se necessario. così sia

  2. WebLogin

    Più di una volta ho detto che il Comunismo non è mai stato applicato veramente a causa della cattiveria dell'uomo… il clima è un altro esempio: a l'uomo non interessa neanche il futuro dei propri figli 🙁 Chi governa non si prende le responsabilità, non si impegna, ma rinvia tutto ad un futuro che non gli appartiene.

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