Brunetta vuole cambiare l’art.1 della nostra Costituzione

Brunetta vuole cambiare l’art. 1 della nostra Costituzione.

da:«L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione».

a: «L’Italia è una dittatura fascista fondata sui fannulloni. La sovranità appartiene a Brunetta che la esercita nelle forme e nei limiti di Santo Padre Silvio Martire».

33 commenti su “Brunetta vuole cambiare l’art.1 della nostra Costituzione

  1. LegaNerd

    Tranquilla, non si limiteranno solo all'articolo 1… per democrazia, dovranno cambiarli tutti! Non trovi?

    E c'è anche da notare che, lentamente ma inesorabilmente, il berluskaizer si sta avvicinando all'età per diventare Papa…

    Buon 2010!

    Johan R.

  2. utente anonimo

    Non esitono solo i corti di gambe, purtroppo ci sono anche i corti di cervello, i nanicefali: una categoria di politici che, in questi ultimi anni hanno distrutto l'Italia.

    bogar

  3. utente anonimo

    Cara Tisbe, mi capita di condividerti su quel che scrivi ma non questa volta. L'uso del termine "nano" in questo senso dispregiativo e irrisorio mi dispiace ma non lo condivido. L'essere bassi di statura non dipende da noi, è una disfunzione genetica e mi dispiace vedere una donna intelligente come te usarlo nei modi piu' beceri della discriminazione e del razzismo.

    Buon anno

    Maria Vittoria

  4. Tisbe

    Cara Maria Vittoria, io non sono assolutamente discriminatoria nei confronti di nessuno, meno che meno dei nani. La vignetta non è mia, l'ho presa in prestito per rendere l'idea sulla caccia alle streghe voluta fortemente da Brunetta. Non lo odio, anche se avrei buoni motivi per farlo, visto che il suo decreto mi ha danneggiata molto essendo io malata oncologica. Tranne nel periodo della chemio, ogni volta che mi sono assentata per malattia, grazie a Brunetta ho subito la decurtazione dello stipendio… e grazie a lui, pur svolgendo il mio lavoro con grande passione… spesso vengo additata dal volgo aizzato da Brunetta e dal governo Berlusconi come una lurida fannullona. Ho tutti i diritti per essere arrabbiata e chi semina male non può aspettarsi di ricevere bene… i cristiani si sono estinti migliaia di anni… non sappiamo e non vogliamo più porgere l'altra guancia.

  5. Galdo

    L'Italia è una Repubblica, fondata sulla mafia. La sovranità appartiene alla mafia, che la esercita nelle forme e nei limiti che gli pare. Tutto il resto è teatrino con costumi neri e rossi.

  6. agio

    Cara Tisbe per le destre il lavoro è una merce come un'altra e la flessibilità il segreto del successo

    Il silenzio assordante della sinistra, in questi frangenti, resta il problema dei problemi che affligge tutti i partiti socialdemocratici europei, e la mancanza di una leadership di grande levatura. L'assenza di idee e di uomini di stato non fa precisamente sperare in un futuro radioso

    saluti e buon anno

    cmq ne ho scritto qui
    <a href="http://www.gianniascione.net/?p=1268http://www.gianniascione.net/?p=1268<br />

  7. ermahico

     La Costituzione Italiana non si tocca.

    forse stavolta i mafiosazzi stanno davvero esagerando ed è la volta buona che qualcuno fa qualcosa.

  8. utente anonimo

    Cara Maria Vittoria,

    se Brunetta se ne andava a lavorare al Circo Togni nessuno avrebbe avuto niente da ridire, né avremmo osato chiamarlo "nano".

    Purtroppo, un mestierante da circo ha avuto la pretesa di fare il Ministro della Repubblica. E da qui sono nati i problemi.

    Tu non t'indigneresti se la scimmietta con l'organetto, (un pagliaccio no, perché anche quello sta al governo), uno struzzo o una zebra facessero il Ministro al posto di qualche valido e brillante laureato?

  9. utente anonimo

    M'indigno per la presenza di Brunetta, per la politica che fa. Ma questo non c'entra nulla col fatto che sia nano e non lo colgo in fallo per questo. Apprezzare vignette di stampo discriminatorio e razzista avallando un parlare totalmente fuori contesto rispetto alle critiche che si vogliono portare, non è di vantaggio a nessuno. Anzi conferma che abbiamo politici civili quanto ci meritiamo.

    Buona giornata

    Maria Vittoria

  10. Tisbe

    Cara Maria Vittoria, saresti più credibile se tu andassi a protestare direttamente con gli autori della vignetta, che,ad essere onesti è molto datata. E dovresti sentirti ugualmente indignata per le vignette a soggetto Maometto, altrimenti il tuo risentimento non ha senso. Finiresti per usare 2 pesi e 2 misure.

  11. utente anonimo

    Signora Tisbe se lei non capisce o finge di non capire quel che ho scritto e si attacca alle vignette di Maometto che non c'entrano nulla nella fattispecie, perchè ama aver ragione a tutti i costi, faccia come crede.

    Buona giornata

    Maria Vittoria

  12. Tisbe

    @Maria Vittoria (ammesso che tu non sia il solito fake) invece di perdere tempo qui, potresti andare a chiedere spiegazioni all'autore delle vignetta. Buona giornata anche a te 😉

  13. utente anonimo

    cara tisbe,le metafore sono di difficile comprensione,per gli idioti che popolano le strade,i bar e la rete!un vaffanculo,gli idioti,lo comprendono,forse,o,se si vuol essere più educati,definendolo in un altro modo:come diceva de andrè!la spiegazione,della metafora,non educa chi dell'idiozia ne è pervaso!

    buon anno

    lele

  14. Tisbe

    Carissimi amici, io ho un forte sospetto che questa sedicente Maria Vittoria altro non è che una personcina anonima che non ha problemi ad insultare, diffamare e calunniare una malata di cancro. Ma vedi da che pulpito viene la predica 😉 E da quale ridicolo aggregatore proviene costei… Non faccio nomi per non sporcare il mio blog 🙂

  15. Filemazio

    Ciao cara Tisbe,….

    il problema non è se brunetta è nano o meno,

    (  ma la satira non guasta mai!!!) 

    il problema è che questa manica di delinquenti, incapaci, corruttori e pidusiti, utilizzatori finali, ecc. ecc.  ….

     sta al governo e si fa i propri affari a danno degli italiani….

    ti auguro buone cose ed un sereno e ittimo nuovo anno.

    ciao

    filemazio

  16. Chit

    Brunetta è uno dei pochi che a capodanno non spende per i "botti"; la sua testina li fa spontaneamente…

    Buon inizio 2010 amica mia a te e tutti i lettori 😉

  17. utente anonimo

    <p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";

    color:black">"L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.<span>   </span>…" </span>

    <p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";

    color:black">L'incipit del nostro testo costituzionale sottolinea subito e chiaramente come, oltre l'identità repubblicana dello Stato ed il suo carattere democratico, la Nazione sia "fondata sul lavoro". Un'espressione, quest'ultima che, alludendo – ovviamente -</span><span style="font-size:7.0pt;line-height:115%;

    font-family:"Arial","sans-serif";color:black"> </span><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;

    font-family:"Times New Roman","serif";color:black">al lavoro in tutte le sue forme, afferma un principio di ordine etico-sociale<span>  </span>secondo cui la società italiana vuole essere una società avanzata che esclude ogni forma di privilegio (economico, sociale etc.).<span>  </span>Si tratta di un'affermazione di carattere generale come quelle contenute negli altri 11 articoli dei Principi fondamentali che non per questo costituiscono un preambolo di scarsa importanza ma, al contrario, delineano le caratteristiche programmatiche fondamentali della Repubblica, affermando solennemente e ribadendo i valori civili e morali sui quali si deve fondare la vita della società italiana.</span>

    <p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";

    color:black">Anche al lettore non necessariamente competente non sfugge che la nostra Costituzione,<span>  </span>riconosciuta da insigni giuristi a livello nazionale ed internazionale una delle più avanzate del mondo, non è un arido documento notarile, ma un grande progetto ideale e civile in gran parte ancora da realizzare, frutto di un dibattito denso e approfondito nonchè di uno sforzo elaborativo dei costituenti che riuscirono a conciliare culture diverse quali quelle cattolica, socialista e liberale in un testo ricco di prospettive e di volontà innovatrice. <span> </span></span>

    <p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";

    color:black">Dunque il lavoro intrecciandosi con l'uguaglianza, la giustizia e<span>  </span>la libertà, tutti valori fondanti della nostra Costituzione, assume una posizione di centralità nella comunità nazionale, nel senso che gli è riconosciuto il valore di massima espressione della personalità, della creatività, dell'ingegno umano,</span><span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;font-family:"Verdana","sans-serif";

    mso-fareast-font-family:"Times New Roman";color:#333333;mso-fareast-language:

    IT"> </span><span style="font-size:12.0pt;

    line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";color:black">in definitiva della dignità della persona che</span><span style="font-size:

    12.0pt;line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";mso-fareast-font-family:

    "Times New Roman";color:#333333;mso-fareast-language:IT;mso-bidi-font-weight:

    bold"> attraverso il lavoro si afferma nella sua autonomia e nelle sue opportunità e diviene</span><span style="font-size:10.0pt;line-height:115%;

    font-family:"Verdana","sans-serif";mso-fareast-font-family:"Times New Roman";

    color:#333333;mso-fareast-language:IT"> </span><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";

    color:black">soggetto con cui confrontarsi perché<span>  </span>portatore di interessi, di un proprio punto di vista e non semplicemente</span><span style="font-size:12.0pt;

    line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";color:#2B4E96"> </span><span>mero esecutore in un quadro dominato dalla logica dell’impresa e del profitto.</span>

    <p style="margin-top:4.05pt;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm;margin-left:

    0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;mso-line-height-alt:8.1pt;

    background:#F3F3F3">Al significato del lavoro umano come sopra delineato ha contribuito, come già accennato, <span> </span>non soltanto il pensiero socialista e quello liberal-democratico ma anche, ed in modo importante, il pensiero cristiano e la dottrina sociale della Chiesa a partire dalla Regola benedettina (attraverso il lavoro l'uomo rende più bello il creato, partecipando – così – all'arte ed alla saggezza divina) fino ad arrivare alla Rerum Novarum ed alle altre encicliche in cui il lavoro è fra i temi rilevanti. Tutte espressioni che pongono la persona al centro del mondo produttivo e che conferiscono al lavoro il suo giusto senso di dignità essenziale di ogni uomo e di ogni donna, come riproposto, in ultimo, da Papa Benedetto XVI nell'enciclica "Caritas in veritate" in cui pone l'accento su un "lavoro decente" con queste parole:

    <p style="margin-top:4.05pt;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm;margin-left:

    0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;mso-line-height-alt:8.1pt;

    background:#F3F3F3">"Serve garantire a tutti l'accesso al lavoro, e anzi, a un lavoro decente. Bisogna rafforzare e rilanciare il ruolo dei sindacati, combattere la precarizzazione e a meno che non comporti reali benefici per entrambi i Paesi coinvolti la delocalizzazione dei posti di lavoro"

    <p style="margin-top:4.05pt;margin-right:0cm;margin-bottom:0cm;margin-left:

    0cm;margin-bottom:.0001pt;text-align:justify;mso-line-height-alt:8.1pt;

    background:#F3F3F3"><span><span> </span></span><span style="font-size:5.5pt;

    font-family:"Verdana","sans-serif";color:#555555"></span>

    <p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;

    line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";color:black">Mi sembra che vi siano argomenti sufficienti per ribadire con forza ed eventualmente con la risolutezza necessaria, <span> </span>che "L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro".</span>

    <p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";

    color:black"><span> </span>Se ne faccia una ragione il sig. Brunetta secondo il quale " …stabilire che l'Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro non significa assolutamente nulla…" perché "…la parte valoriale della Costituzione è figlia del clima del dopoguerra… e…ignora temi e concetti fondamentali come quelli del mercato, della concorrenza e del merito". Espressioni queste che evocano nostalgicamente</span><span style="font-size:6.5pt;line-height:115%;font-family:"Georgia","serif";

    color:black"> </span><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";

    color:black">quel clima liberista che ha segnato in negativo il mutamento politico e sociale dagli anni Ottanta in poi</span><span style="font-size:6.5pt;line-height:115%;

    font-family:"Georgia","serif";color:black"> </span><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;

    font-family:"Georgia","serif";color:black"><span> </span>e che oggi,</span><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;

    font-family:"Times New Roman","serif";color:black"> ben collocandosi nello sciocchezzaio <span> </span>della fauna nazionale, farebbero semplicemente sorridere se non fossero state pronunciate da un ministro della Repubblica. </span>

    <p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";

    color:black">Di fronte alle attuali difficoltà che vedono l'insieme del mondo del lavoro, dipendente ed autonomo, soffrire drammaticamente nei suoi diversi segmenti per la moltiplicazione di elementi di precarietà ed instabilità, trasformarsi in una specie di grande società del rischio, nonché assistere al</span><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";

    mso-fareast-font-family:"Times New Roman";color:#333333;mso-fareast-language:

    IT"> forte affievolimento ed alla inefficacia della sua voce e della sua influenza nella società per la perdita del suo peso e del suo prestigio sociale oltre che per il quasi azzeramento del suo peso politico, </span><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;

    font-family:"Times New Roman","serif";color:black">l'improbabile<span>  </span>ministro Burletta non si sente impegnato insieme </span><span style="font-size:12.0pt;

    line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";color:#666666">alle forze sociali, alle categorie economiche ed alle istituzioni a resistere alla crisi, <span> </span>a ripararne i danni,<span>   </span>a costruire <span> </span>prospettive di ripresa, <span> </span>sostenendo e tutelando la centralità del lavoro per <span> </span>difenderlo e valorizzarlo come diritto fondamentale della persona e della sua dignità e per garantirne la sicurezza e ricercare un minimo di condizioni di certezza. </span>

    <p class="MsoNormal"><span style="font-size:12.0pt;line-height:115%;font-family:"Times New Roman","serif";

    color:#666666">Al contrario questo …</span>

  18. utente anonimo

    Vai, Brunetta: SEMPRE e poi SEMPRE.

    Finalmente in questa Italietta nullafacente, perché così abituata dal regime partigiano e democattocomunista, si respira aria di Fascismo: ORDINE, LAVORO, DISCIPLINA, MERITOCRAZIA senza guardare in faccia a nessuno.

    Fuori i parassiti.

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