Milk, una vita per i diritti

milkDi recente ho visto Milk, un film con Sean Penn che racconta molte cose: la storia di un uomo, i sogni e le speranze di un periodo storico,  l’evoluzione dei diritti umani. Questi tre aspetti, miscelati sapientemente, ne fanno un piccolo capolavoro da conservare nella propria cineteca. Non starò a raccontare la trama del film, mirabilmente riportata su Wikipedia, potendo difficilmente fare di meglio, ma scriverò delle mie impressioni, delle emozioni che la visione del film ha prodotto nella mia anima e delle considerazioni generali sul messaggio e la traccia che il lungometraggio ha inteso esprimere.

Mi ha colpito profondamente la cura quasi ossessiva dei dettagli e la volontà pienamente riuscita di catapultare lo spettatore direttamente negli anni settanta. Fotografia e colori fanno di Milk un film fissato nel periodo storico che ha visto agire il protagonista. Il cromatismo tenue e sbiadito, appena affrancato dal bianco e nero, conferiscono un aspetto quasi documentaristico e donano ai personaggi una appartenenza storica sbalorditiva. L’atmosfera che si respira è di grande entusiasmo riguardo la possibilità di ottenere gli agognati diritti spettanti ad ogni appartenente all’umanità, anche se rappresentante di una minoranza. Lo sfondo del film è proprio il movimento di contestazione che culminò nel ’68, il Lite Motiv è, invece, il movimento gay che, all’epoca dei fatti, muoveva i primi passi verso l’universale accettazione della propria esistenza. Il protagonista, Milk combatte per vincere i pregiudizi sugli omosessuali, e per farlo sceglie la strada della politica. Il culmine della sua opera si realizza quando riesce a bloccare la Proposition 6, legge che avrebbe permesso di licenziare gli insegnanti sulla base dei loro orientamenti sessuali, sponsorizzata dal senatore John Briggs. La campagna, iniziata dalla cantante Anita Bryant, portò all’approvazione della legge nella Contea di Miami-Dade, in Florida nel giugno del 1977. Il 7 novembre del 1978, dopo una lunga ed estenuante lotta alla Proposition 6, il movimento e Milk possono gioire per la sconfitta della legge.

Nel film sono assenti le scene di sesso esplicito, sostituite da momenti di intimità e di romanticismo a voler esaltare l’aspetto di quotidianità e “normalità” della relazione omosessuale, liberandola da ogni possibile demonizzazione.

La visione del film porta a riflettere sull’importanza dei diritti umani, spesso trascurati in questi anni  del terzo millennio in cui tutto ci sembra già dato e compiuto. La verità è che ogni volta in cui una minoranza è minacciata o perde dei diritti, è tutta l’umanità a doversi mobilitare, perché quando un qualsiasi potere è in grado di limitare i diritti inalienabili di un individuo e di una minoranza, è sicuramente capace di fare lo stesso con qualsiasi gruppo, sia esso gay, di ebrei, di clandestini, di donne o di stranieri. Difendere i diritti di chi è diverso da noi significa, in ultima analisi, difendere i nostri stessi diritti come appartenenti alla grande famiglia dell’umanità. Se dimentichiamo questo non dovremmo meravigliarci se un giorno, qualcuno si sveglierà e ci considererà persona non portatrice di diritti. Con l’augurio che l’alba di questo giorno non possa mai giungere vi invito a visionare il film, perché ne vale la pena.

Ps: Milk ha ottenuto 8 candidature ai Premi Oscar 2009, vincendone 2 per il miglior attore protagonista a Sean Penn e la migliore sceneggiatura originale a Dustin Lance Black.

8 commenti su “Milk, una vita per i diritti

  1. Tisbe

    Carissima, e il santo Padre cosa pensa del tuo avatar? 😉

    @Galdo, vero… ne approfitto per ringraziarti della tua presenza costante su questo blog

  2. WebLogin

    Finalmente ieri ho visto questo film. Davvero un bel film, grande interpretazione di Sean Penn 🙂

    Grazie della segnalazione. Ottima la tua recensione, prima mi aveva incuriosito mentre adesso posso anche dire di condividerla 😉

    Giuseppe

  3. macca

    Credo che la grandezza di un uomo risieda nel suo coraggio e nella coerenza.Il film, molto bello, esemplifica queste cose.La lotta, quando è fatta da persone che non hanno paura, che coltivano in sè la consapevolezza della propria identità, porta a buoni frutti.E, come spesso accade, l'unica maniera per farli tacere è ammazzarle, queste persone.La Storia insegna.Daniele[Chissà se quelli che tirano verdura, sbattono fuori dai bar, insultano, pestano i gay lo vedranno mai, questo film. Ah, già: tanto non lo capirebbero, imbecilli come sono].Daniele

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