Scusa ma ti chiamo oggetto

Scusa se ti chiamo oggettoNei nostri giorni è piuttosto diffusa l’insana abitudine di svuotare di senso e di significato ogni cosa. Lo si capisce, anche, osservando la vita politica e sociale, nazionale e non. E soprattutto, lo si capisce, osservando la vita privata, e il comportamento delle persone che ci circondano.

I sentimenti non sfuggono a questa regola. Ne consegue una banalizzazione dei termini, oltre che un abuso della fraseologia sentimentale. Fioccano i Tvb, Ti amo, ti voglio bene, espressi con una leggerezza d’animo senza precedenti. Mentre, nel passato, si faceva fatica a palesare i propri sentimenti e i propri stati d’animo, oggi si è passati all’accesso opposto. Questo ha contribuito ad una rapida svalutazione del “significato” delle parole, ed, in ultima analisi, dei sentimenti.

Spesso si verifica un altro fenomeno importante. Le persone scambiano le proprie emozioni per sentimenti d’amore e di affetto, operando di fatto una riduzione ad oggetto, di ciò che originariamente era un soggetto.

L’animo umano si commuove e prova delle emozioni al cospetto di un tramonto, di una distesa di neve; davanti ad un cucciolo di animale, oppure ascoltando della musica. Ebbene, nessuno si sognerebbe di dire: voglio tanto bene al tramonto. Quando si prova emozione incontrando una persona, subito si scambia il proprio stato d’animo come un segnale di amore, di affetto e ci si convince di volere bene a quella determinata persona.

Accade però, che in questa operazione non si tenga affatto conto dell’altro, che viene considerato una sorta di oggetto utile a provocare emozioni, totalmente spersonalizzato e privato della propria volontà, nonché dei propri inalienabili diritti. Il soggetto, viene ridotto, così, a mero oggetto. In altre parole, a qualcosa che è in grado di provocarci delle emozioni… e lo si getta facilmente nell’immondizia appena non è più in grado di farlo.

Parafrasando il titolo di due noti film: scusa ma ti chiamo oggetto.

Buon San Valentino a tutti, soprattutto a chi sa amare le persone.

Blog che citano questo post:

Sacroprofano

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8 commenti su “Scusa ma ti chiamo oggetto

  1. 22passi

    Concordo pienamente.
    E come te mi sorprendo che così poche persone si avvedano di questo generalizzato svuotamento di senso e banalizzazione dei sentimenti, o se vuoi mercificazioni delle emozioni. Da un altro punto di vista, ne parlavo qualche giorno fa sul mio blog, stigmatizzando la differenza tra amare qualcuno incondizionatamente perché esiste e amarlo superficialmente perché soddisfa qualche nostro bisogno: <i>ti Amo perché sei</i> vs <i>ti "amo" perché sei/hai qualcosa che mi piace</i>.
    Un abbraccio

  2. utente anonimo

     Infatti le cose che spesso hanno più significato non si possono descrivere a parole. Prova ad esempio a descrivere VERAMENTE un sogno che hai fatto, uno di quei sogni altamente simbolici, formati da infinite sfumature di sensazione e simbolismo personale. Uno di quei sogni che dicono tutto di un dato periodo della tua vita. Da dove inizieresti? E' in simili momenti che ti accorgi di quanto siano rigide e fossilizzate le parole. Questo post è molto intrigante e fa pensare, offrendo potenzialmente tante opportunità di dibattito! E poi è profondo, ma anche leggero. 🙂

    Ah, e comunque anch'io credo nell'amore incondizionato… 

    Saluti!

    – Daniela F.

  3. 22passi

    Come si può non credere all'amore incondizionato?

    Si punta al cielo per arrivare almeno in cima al monte, ma se in partenza si punta alla cima di un albero mi sa tanto che ci si alza poco. <img alt="" src="http://wwwnew.splinder.com/editor/fck/editor/images/smiley/rhymbox-1.0/wink.gif&quot; />

    Il post che ti di dicevo è <a rel="nofollow" href="http://22passi.blogspot.com/2010/02/ti-amo-perche-sei.html&quot; rel="nofollow">questo.

    Wow… bello l'editor nella finestra dei commenti! <img alt="" src="http://wwwnew.splinder.com/editor/fck/editor/images/smiley/rhymbox-1.0/knocked-out.gif&quot; />

    Mica me ne ero accorto! 

  4. Tisbe

    @Uyulala, grazie carissima… mi venuto dal profondo… ancora sono capace di scendere negli abissi della mia anima 😉

    @Daniela F., effettivamente "l'essenziale" è invisibile agli occhi (o meglio ai sensi)… ci vuole un sesto senso, purtroppo non tutti ne sono provvisti. Amare incondizionatamente è un privilegio di pochi eletti.

    @Cupido, ti ho risposto

    @22passi, sì, condivido il contenuto del post che mi hai segnalato. Ricorda la lezione di Eric Fromm

  5. utente anonimo

    Come hai ragione Tisbe! Conosco un sacco di gente che si comporta come tu hai descritto. Analfabeti dei sentimenti.

    Ciao

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