Per onorare la memoria della blogger Lilith

Ieri pomeriggio (22/2/2010) abbiamo perso una compagna e una sorella femminista, Diana, che qui si conosceva come Lilith, collega blogger, ex redattore del nostro aggregatore.

Ha combattuto per tutta la vita, per le cose in cui credeva, per le persone che amava.

Ha combattuto anche contro la malattia, fino a quando non ha deciso – perché lei era una di quelle che decideva, perdìo – che era arrivato il momento di dare un’occhiata altrove.

E adesso il nostro Spartacus Quirinus, Claudio Francesconi, ha perso la compagna di una vita, la compagna di sempre. Diana De Feo, la nostra Lilith, si è addormentata per un lungo, lunghissimo momento, ieri 22 febbraio. 

L’ha amata fin da quando l’ha vista per la prima volta, in quel del ’68, quando lei divenne la sua rivoluzione, e non l’ha mai abbandonata. 

42 lunghi anni che oggi sembrano così brevi, soprattutto per chi rimane solo, senza lei.

Le cose della nostra vita non sono mai facili: è difficile amare, è difficile accettare, difficile perdonare  ed è quasi impossibile dimenticare.

Ma quando la tua mano si allunga nella notte, e trova la pelle dell’altra che ti aspetta, e quando gli sguardi si incrociano sopra una tazza di caffè al mattino, bevuta immersi in quel silenzio che è pieno di cose non dette ma conosciute e strasapute, quando le mani si incrociano su un pancione che cresce , le voci si sovrappongono per punire o premiare quel piccolo che ti diventa sempre più grande e le dita si intrecciano convulse e rassegnate mentre un macchinario – asettico e implacabile – scandisce l’attimo in cui la donna che hai amato da sempre e che amerai per sempre ti lascia – ma non del tutto e mai per sempre, vero Claudione? – allora quella sofferenza che sai che ti piomberà addosso quando avrai finito di fare le cose pratiche, da bravo marito comunista, beh, ti farà male. Ma tanto male. A quel punto penserai a tutto quello che avete vissuto insieme, e penserai anche agli anni in cui non la conoscevi, e saprai che ne è valsa la pena.

Ti siamo vicini, compagno. Sappilo.

E te, cara Lilith, che leggevi e scrivevi al mattino presto,  che in questo strano popolo blogger non solo scrivevi ma avevi la pazienza e la passione di leggerci, che questo ultimo sentiero ti sia lieve, che gli inciampi siano pochi e che di fronte a te ci sia sempre, a guidarti, quel sole rosso dell’alba che ricordavi ogni volta che lo Spartacus ti faceva dannare, e tu lo sai quanto i nostri uomini sono capaci di farlo.

Abbi cura di te, adesso che avrai più tempo. Senz’altro più del nostro.

Ciao compagna, ciao sorella.

(post scritto da Dacia Valent e pubblicato sulla hp di Kilombo… ripubblicato da me perché non saprei trovare parole migliori… un abbraccio Claudio… ma un abbraccio forte!)

3 commenti su “Per onorare la memoria della blogger Lilith

  1. SpartacusQuir

     Cara Tina, ti ringrazio tantissimo… ricordi quella mattina a Roma, all'EUR, per la mostra dell'editoria minore? Allora ci conoscemmo tutti e tre. Ed ora lei non c'è più…

  2. Tisbe

    Sì, caro Claudio, come dimenticarlo… siamo stati poco tempo insieme ma è bastato per stimarci reciprocamente. Devi farti forza perché sentirai molto il vuoto che è lasciato, e per quanto distanti, sappi che io ci sono … se posso fare qualcosa per te… nonostante la distanza, non hai che da chiedere. Di nuovo un grande, forte e caldo abbraccio.

  3. ermahico

    Porgo Un'abbraccio a un compagno che stà soffrendo.

    Ti siamo tutti vicini Claudio.

    L'amore vince sempre e i tuoi anni insieme a lei fino all'ultimo ne sono la prova.

    Qualunque cosa tu abbia bisogno in veneto e dintorni chiedi pure.

    Sono Sinceramente dispiaciuto e vorrei aiutare come posso.

    ErMahico

     

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