Passaggi – via la zavorra

Passaggi – Prima puntata: via la zavorra

Questa volta non scriverò per gli altri, scriverò per me, e non solo di me. Non scriverò di politica, né di problemi sociali, questa volta scaverò dentro di me per comprendere ciò che è fuori di me.

Soffia un vento costante di cambiamento nella mia vita e paradossalmente in direzione di stabilità, ma quest’ultima è solo un’illusione e illusi sono tutti coloro che credono di averla in pugno. La stabilità si fa beffe di noi tapini e miseri esistenti, ci illude e poi ci sprofonda, senza pietà, negli abissi delle insicurezze. La precarietà e il continuo e impercettibile mutamento è la sostanza di cui è costituita la vita. Vana ogni ricerca di stabilità. Per sopravvivere sereni in questo mondo è necessario obbedire alle leggi fisiche e non opporsi mai alle forze sovrumane del destino e della natura. Il trucco è… lasciarsi trascinare… lasciarsi andare… ed è quello che sto facendo, ma per farlo è necessario essere leggeri come una piuma; per farlo è indispensabile liberarsi di ogni zavorra, sia essa materiale, mentale o spirituale. Per lasciarsi andare ed abbandonarsi fiduciosi tra le braccia di madre natura e di padre destino è necessario “essere liberi”, profondamente e radicalmente liberi. Ho un ricordo preciso in tal proposito. Ero bambina e stavo guardando la Tv nella casa dei nonni paterni. Davano un film di cui non ricordo il titolo, né il regista e la nazionalità; ricordo che era ambientato nel periodo napoleonico e il protagonista era dotato di uno straordinario potere, quello di volare. Quando le autorità scoprirono questo suo segreto, pensarono subito di sfruttarlo per scopi bellici. Obbligarono lo sfortunato uomo volante a vestirsi da soldato ed andare a spiare le linee nemiche. Ma per quanto egli si sforzasse, non riusciva ad alzarsi in volo, bardato com’era della sua pesante e faticosa zavorra. Ricordo di aver percepito il senso del film: per alzarsi in volo è necessario essere profondamente e radicalmente nudi, liberati da ogni zavorra terrena. Ecco, io ho scoperto, adesso che ho traslocato, quando sia profondamente autentica questa verità. Ho compreso il senso della frase di Cristo: è più facile che un cammello passi nella cruna di un ago, che un ricco entri nel Regno dei Cieli. Per entrare nel Regno dei Cieli è necessario essere leggeri al momento del trasloco e non avere zavorre di alcun tipo: niente beni materiali, niente rancori, rimorsi e rimpianti, ma mente libera e spirito leggero… Ho scoperto il valore della scelta di vita di San Francesco d’Assisi. Ho avvertito il senso profondo del suo dire e del suo fare… del suo spogliarsi. Avevo accumulato tanto in questi ultimi dieci anni di vita, in tutti i sensi. Le mie tre case, quella fisica, quella mentale e quella spirituale si erano intasate. Se volessi paragonarle ad un essere biologico vivente, direi che erano costipate e che adesso le sto purgando.

 

5 commenti su “Passaggi – via la zavorra

  1. WebLogin

    Credo di capire quello che vuoi dire… quest'anno molto probabilmente arriverà anche per me un "trasloco", un'altra città…Ciao carissima, bentornata e auguri per la nuova casa :-)Giuseppe

  2. utente anonimo

    molto suggestive ( e attuali?)le tue riflessioni! permettimi di rinviarti a commento di quello che scrivi a partire da una ottica leggermente diversa – ma non troppo – a un mio recente post.:<span>IL MANTELLO DI ARLECCHINO.  EDUCARE, PERCH</span><span>E’?</span>…E allora, in tempi in cui si tende – e si è sollecitati – a cancellare l’altro, a custodire e conservare solo le identità consolidate e rassicuranti, contro l’incontro e il fascino dell’ignoto; in tempi in cui sembra trovare giustificazione addirittura il desiderio di “morte dell’altro” (Luigi Zoia, La morte del prossimo, Einaudi), come è possibile sapere di cosa parliamo e cosa è in gioco, quando si parla di educazione?… Leggi tutto:  <a rel="nofollow" href="http://www.in-crocivie.com&quot; rel="nofollow"&gt <a href="http://;http://www.in-crocivie.com;http://www.in-crocivie.com<br />

  3. Tisbe

    @Giuseppe, cosa mi dici mai! Non m,i dire che sbarcherai nel nord razzista?@crocivie, appena avrò una connessione più sicura farò un salto nel tuo blog ;-)@ernest, grazieeeeeeee <img alt="" src="/misc/smiley/Forum/cheerful.png" title="" />

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