Passaggi – metamorfosi

Passaggi –  Seconda puntata: metamorfosi

 

Ho desiderato tanto cambiare casa, cambiare aria, recuperare il mio rapporto perduto con la ciclicità delle stagioni. Mi sono sforzata per portare a termine i lavori di ristrutturazione della casetta che ho comprato, essendo costretta a vivere in un mondo capitalista elaborato su un sistema economico fondato sulla proprietà privata, e ho combattuto su due fronti contro la malattia e per la vita. Il progetto della casa, di una nuova vita, mi ha accordato l’entusiasmo necessario per dare un senso al mio futuro, spoglio oramai di ogni aspettativa. Perché non posso negarlo, il mondo mi ha deluso, la vita mi ha deluso, l’umanità che ho tanto inutilmente amato, mi ha delusa. Non si tratta, però di una fuga. Ho scelto di amare tutto attraverso l’amore per me che di quel tutto è parte e ne è un’estensione. Ho vissuto un’esperienza sdoppiata, in un parallelismo che mi ha portato a riflettere su ogni aspetto del mio vivere e del vivere in sé. Da una parte la casa, e il mondo fisico che doveva accogliere la metamorfosi di un essere provato dalla malattia, e dall’altra la gestione di una trasformazione radicale, oramai divenuta necessaria a fronte della mia stessa sopravvivenza. Nulla nella mia vita è accaduto senza che io ci avessi pensato intensamente. Per un tempo sono stata profondamente hegeliana e stavo a guardare pensando di non poter intervenire, di non poter fare nulla, come la Nottola di Minerva che arriva sempre a cose fatte. Sulla storia non si può intervenire… il passato è passato e la regola è che non esistono “se”. Poi, però è arrivato Marx e ha ridato valore alla prassi. Sì la storia si può cambiare. È necessaria molta energia, ma si può cambiare… ed io ci ho provato… fallirò come il comunismo nel mondo? Dipende da cosa mi aspetto dal mio futuro, se intendo questa rivoluzione come un qualcosa di utopistico da realizzare, oppure…

 

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