Sarà vero? Tagli agli stipendi dei deputati

La notizia più ghiotta della giornata riguarda la fiducia sulla manovra che contiene una novità apparentemente allettante per il cittadino. Si tratta degli annunciati tagli agli stipendi dei deputati.

Sarà vero? Tagli agli stipendi dei deputatiOra, prima di procedere è interessante sapere quanto realmente guadagna un deputato del Parlamento italiano.
Indennità parlamentare – L'indennità, prevista dalla Costituzione all'art. 69, è determinata in base alla legge n. 1261 del 31 ottobre 1965. È fissata in misura non superiore al trattamento complessivo massimo annuo lordo dei magistrati con funzioni di presidente di Sezione della Corte di Cassazione ed equiparate. Tale misura è stata rideterminata in riduzione dall'art. 1, comma 52, della legge 23 dicembre 2005, n. 266 (legge finanziaria per il 2006). L'indennità è corrisposta per 12 mensilità. L'importo mensile – che, a seguito della delibera dell'Ufficio di Presidenza del 17 gennaio 2006, è stato ridotto del 10% – è pari a 5.486,58 euro, al netto delle ritenute previdenziali (€ 784,14) e assistenziali (€ 526,66) della quota contributiva per l'assegno vitalizio (€ 1.006,51) e della ritenuta fiscale (€ 3.899,75).
Diaria – Viene riconosciuta, a titolo di rimborso delle spese di soggiorno a Roma, sulla base della stessa legge n.1261 del 1965. La diaria ammonta a 4.003,11 euro mensili. Tale somma viene ridotta di 206,58 euro per ogni giorno di assenza del deputato da quelle sedute dell'Assemblea in cui si svolgono votazioni, che avvengono con il procedimento elettronico. È considerato presente il deputato che partecipa almeno al 30 per cento delle votazioni effettuate nell'arco della giornata.
Rimborso per spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori – A titolo di rimborso forfetario per le spese inerenti al rapporto tra eletto ed elettori, al deputato è attribuita una somma mensile di 4.190 euro, che viene erogata tramite il gruppo parlamentare di appartenenza. Ai deputati non è riconosciuto alcun rimborso per le spese postali a decorrere dal 1990.
Spese di trasporto e spese di viaggio – I deputati usufruiscono di tessere per la libera circolazione autostradale, ferroviaria, marittima ed aerea per i trasferimenti sul territorio nazionale. Per i trasferimenti dal luogo di residenza all'aeroporto più vicino e tra l'aeroporto di Roma-Fiumicino e Montecitorio, è previsto un rimborso spese trimestrale pari a 3.323,70 euro, per il deputato che deve percorrere fino a 100 km per raggiungere l'aeroporto più vicino al luogo di residenza, ed a 3.995,10 euro se la distanza da percorrere è superiore a 100 km. I deputati, qualora si rechino all'estero per ragioni di studio o connesse all'attività parlamentare, possono richiedere un rimborso per le spese sostenute entro un limite massimo annuo di 3.100,00 euro.
Spese telefoniche – I deputati dispongono di una somma annua di 3.098,74 euro per le spese telefoniche. La Camera non fornisce ai deputati telefoni cellulari.
Assistenza sanitaria – Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 4,5 per cento della propria indennità lorda, pari a 526,66 euro, destinata al sistema di assistenza sanitaria integrativa che eroga rimborsi secondo quanto previsto da un tariffario.
Assegno di fine mandato – Il deputato versa mensilmente, in un apposito fondo, una quota del 6,7 per cento della propria indennità lorda, pari a 784,14 euro. Al termine del mandato parlamentare, il deputato riceve l'assegno di fine mandato, che è pari all'80 per cento dell'importo mensile lordo dell'indennità, per ogni anno di mandato effettivo (o frazione non inferiore ai sei mesi).
Assegno vitalizio – Anche in questo caso, il deputato versa mensilmente una quota – l'8,6 per cento, pari a 1.006,51 euro – della propria indennità lorda, che viene accantonata per il pagamento degli assegni vitalizi, come previsto da un apposito Regolamento approvato dall'Ufficio di Presidenza il 30 luglio 1997. In base alle norme contenute in tale Regolamento, il deputato riceve il vitalizio a partire dal 65° anno di età. Il limite di età diminuisce fino al 60° anno di età in relazione agli anni di mandato parlamentare svolti. Lo stesso Regolamento prevede la sospensione del pagamento del vitalizio qualora il deputato sia rieletto al Parlamento nazionale ovvero sia eletto al Parlamento europeo o ad un Consiglio regionale. L'importo dell'assegno varia da un minimo del 25 per cento a un massimo dell'80 per cento dell'indennità parlamentare, a seconda degli anni di mandato parlamentare.

Il taglio annunciato si aggira intorno ai mille euro, ma attenzione, non è sullo stipendio base, bensì è una riduzione di 500 euro dalla diaria di soggiorno e di altri 500 euro delle spese per i portaborse. E c'è già chi protesta.
«I collaboratori parlamentari protestano contro la decisione di tagliare lo stipendio di deputati e senatori: "La scelta dell'Ufficio di Presidenza della Camera dei Deputati di non toccare lo stipendio dei parlamentari – affermano in una nota – è vergognosa! Il taglio previsto insiste infatti su una delle voci che dovrebbe essere destinata alla retribuzione dei collaboratori parlamentari"».
Diciamocelo francamente e concedetemi una licenza poetica: questi qua trovano sempre il modo di prenderci per il culo…

20 commenti su “Sarà vero? Tagli agli stipendi dei deputati

  1. OrnitorincoNano

    Attenzione. I dati che usi in questo articolo sono derivati probabilmente da un falso, una "bufala". Ci sono tante cose che vale criticare del governo, delle spese pubbliche eccetera, ma attenzione a fare cattiva informazione… non fa che rafforzare chi già sfrutta i soldi pubblici! Leggi il bel servizione che fa: <a href="http://attivissimo.blogspot.com/2008/01/antibufala-classic-gli-stipendi-dei.html. http://attivissimo.blogspot.com/2008/01/antibufal… />:)

  2. ElGiramundoBlog

    Sto leggendo la versione aggiornata???Comunque, credo si tratti di spiccioli, perché i privilegi dei quali beneficia questa classe politica sono immani e scandalosi se rapportati alla quotidianità di ciascuno di noi….sarà retorica, ma a prescindere dalla professione (senza dimenticare chi non ha un lavoro…), dovremmo essere tutti uguali in diritti e doveri…quanto alla notizia sulle "riduzioni" e su quanto percepiscono, riassumo in una parola: SVERGOGNATI!!!

  3. ElGiramundoBlog

    Tis…ti segnalo una cosa: con explorer il blog si vede in maniera completamente diversa (questo accade anche a noi), ma…NON SI RIESCE A COMMENTARE…Con firefox tutto a posto….baci e a prestissimo!!!

  4. utente anonimo

    Sono cautamente scettico sull'azione parlamentare riguardo a .. se stessa.

    Ed ogni post o commento, finirebbe per essere riduttivo, inadeguato, perché è un vero e proprio "sistema" complesso e strutturato da tempo, consolidato, che è forte di una cultura di auto-conservatorismo anche e soprattutto, in merito ai propri privilegi.

    Dunque numeri, statistiche e cifre mi annoiano a morte, anche se offrono l'illusione della rappresentazione della realtà.
    Dico illusione perché tutti sappiamo che con i numeri, statistiche e dati percentuali, si può giocare a proprio piacimento facendo emergere quel che si vuole: che le piramidi egiziane erano perfettamente allineate con i riferimenti galattici del loro tempo oppure perfettamente allineate con quelli del nostro, dicendo che avevano previsto tutto e qualcosina a riguardo ce lo ricorda la non troppo lontana attività di un Hacker o anche membro interno che ha divulgato certe mail a spiegarci di trucchi e manipolazioni per far quadrare curve statistiche a conforto pregiudiziale di una tesi piuttosto che altre, come in quel caso, fu per il global warming.

    Però si può dare un'occhiata in modo ampio, al disegno di insieme, senza restare col paraocchi allo specifico.
    Non c'è solo il Parlamento, ma ci sono Province, Regioni, comuni..
    il sistema è lo stesso.
    E solo restando ai paralmentari, ci sono benefit e privilegi, rimborsi, gettoni..
    entrare nello specifico è praticamente un'avventura da "tecnici", ma il dibattito e l'opionione resta naturalmente a portata di tutti:
    è uno squallore assai diffuso, in vario modo.

    Ha ragione Ermhaico e come lui, conservo un sano scetticismo: non ci credo nemmeno se li vedo sfilare sotto casa smagriti e denutriti,
    molto più probabilmente penserò che è diventata, quelal fisionomia, status symbol, tendenza e come minimo, dietro non c'è la fame, ma personal trainers, diete sofisticate e ritiri in cliniche di lusso per ottenere quel risultato.

    Ma presumo che se arrivo ad essere come Ermahico in questo aspetto di diffidenza e scetticismo preventivo (se vogliamo di andreottiana memoria a ricordarci che a pensar male a volte ci si azzecca), forse ricordandomi le sue vedute,
    arriviamo a conclusioni simili provendendo da diverso percorso.

    Io per esempio, sono fermamente convinto che il problema non sia affatto causato dall'alto, ma dal basso.
    E' dal basso il problema.
    La politica esprime ciò che dal basso siamo potezionalmente.

    Se domani mi candidassi a qualsiasi carica, locale o nazionale, avrei sicuramente una quantità inenarrabile di amici mai visti prima a chiedermi favori e piaceri, altri che mi propongono vantaggi e cricche, per non contare le mille raccomandazioni di chi già mi conosce: mi aiuti a trovare casa? A trovare lavoro? Me lo trovi un posto? Fai chiudere un occhio per quella faccenduola là?

    La politica è la possibilità di concretizzare ciò che potenzialmente, alla base, potendo, ciascuno farebbe. Compreso aumentarsi lo stipendio e senza corrispondere un aumento di produttività, consolidando privilegi, aumentando la soglia dei diritti a detrimento di quello dei doveri e così via.

    Perciò, se sono perfettamente d'accordo con Ermahico (nemmeno se li vedo ci credo), io non sposo la lettura di contrapposizione tra politica ai piani alti e ciò che è la base, tra Stato e società e tra cittadini ed istituzioni o P.A. e così via.
    Siamo noi, siamo sempre noi, piaccia o dispiaccia, lo siamo già in potenziale ed è per questo che è così difficile cambiare le cose: non si riconosce la vera natura del problema, non salta fuori una strategia adeguata, ci si concentra sul sintomo che emerge e non sul male.

    Ci si lamenta della politica, ma poi vedere cialtroni che alla fila dello sportello quando non ci sono numerini e ticket (già il fatto che si pongano necessari dovrebbe essere indizio), ma a volte lo stesso, tentano trucchi per scavalcarti, basterebbe a farci leggere qual'é la nostra natura.
    Basta un condomino che sia più nelle grazie di una cricca interna, un gruppo nel gruppo nel condominio, per vedere in azione, spesso, un bastardo che tenta di prevaricare con propri privilegi e riducendo i diritti altrui, magari anche con l'unico tornaconto di questioni personali e di principio.

    Basta un distintivo, perché avvenga la mutazione: quello che sembrava un tranquillo e mite individuo, diventa un bastardo senza pari.
    Ed il distintivo può essere quello di un vigile, un poliziotto ma anche quello di manifestante o di affiliato di un centro sociale: non fa alcuna differenza, si legittima, si autorizza alla mutazione che è sempre stata potenziale lì, dentro di lui, va bene l'affiliazione ideologica o una tifoseria ultras di calcio.

    E vale per tutto: dalle mie parti e credo non solo qui, fino a non molto tempo fa era conosciuta un'espressione.
    "Pidocchio rilucidato".
    E' uno qualsiasi che improvvisamente si trova ricco, non essendolo mai stato.
    Insopportabile di meschinità assicuro, il "pidocchio rilucidato" che fa sembrare uno che è sempre stato ricco e straricco di famiglia, un gentiluomo pieno solo di virtù al confronto.
    Ma sarebbe banalizzare la questione, se si pensasse solo ad una questione economica, di ricchezza.
    E' così anche se trattasi di visibilità e notorietà per esempio.
    Anche se solitamente, le cose vanno a spasso insieme in molti caso.

    Ed il risultato ormai è noto: la causa è potenzialemente occultata dentro le persone e vediamo la mutazione solo quando c'è l'occasione (che appunto, vuole un detto popolare, fa l'uomo ladro).
    Ma non è qualunquismo, è una realtà.

    Anche uscendo dalla contestualizzazione politicizzata ed affrontando una lettura di tipo etico o semplicemente umano,
    un classico è appunto osservare lo "Star System".
    Cioè quel sistema in cui la persona diventa "stella" e gioca a stella, ma non 1, 2, 3 stella, sembra più tana libera tutti (e tutto).
    Sicché, non c'è cantante, attore o personaggio che ottiene successo, più o meno, che sappia resistere a liberarsi cambiando moglie, di solito è la prima cosa di cui si libera, perché ora, è un uomo "nuovo" eh, vorrai mica "contentarti" di ciò che avevi appresso prima e con buona pace di promesse e parole (finte), magari un "per sempre".
    E poi via libera, tana libera tutto, ogni sfizio, vizio, droga e abbrutimento è elevato alla semplice riflessione: "io posso".
    Sicché nulla di nuovo sotto il sole che sorge sull'uomo, più o meno e certamente non fa notizia un calciatore vissuto e cresciuto in posti miserandi e disperanti, magari favelas dove la dignità umana viene calpestata nelle cose più basilari (compresa la prostituzione minorile spesso promossa dalla stessa famiglia o consumata lì),
    che raggiunge il successo, diventa stella e per ricordarselo (e per dirci che forse era povero dentro e non solo materialmente, che mentecatti si resta per convinzione comunque), si fa fare una serie personale di scarpe sportive con il logo della griffe in oro zecchino.
    Così, tanto per ricordarci tutto, cosa l'uomo impara spesso e volentieri, quando ha l'occasione di essere libero e dire "io posso".

    E' dal basso il problema, il male. E non ne farei una questione strettamente politicizzata o ideologizzata, ampierei la visione in una riflessione più estesa.
    E più umana. Di promozione umana intendo, da porre come priorità, perché è la giusta causa che può avere possibilità davvero, quando arriva eventualmente l'occasione per manifestarsi.
    Ai fini di questa lettura più ampia, l'odio è del tutto inutile ed anzi, distrae e distorce la lettura, la percezione e le possibili strategie di contrasto e tende a riproporre sempre il problema intatto,
    perché non è stato nemmeno individuato in letture così ridotte ed inadeguate.
    Beh, almeno io la penso così.

    A.

    P.S.: da prendere nota anche della pessima abitudine dei doppi e tripli incarichi.. e l'immarcescibile privilegio pensionistico assicurato ad un parlamentare che è una vergogna confrontata con chi si spacca la schiena e la testa tutta una vita sperando di sopravvivere per "gustarsi", una pensione che se va bene è una pochezza che fa pensare che era meglio lavorare in nero ed investirli diversamente, una pensione che è già stata defraudata nel lavoro tutta una vita in ogni modo e poi vedendo altri che si risparmiano il piacere, con mezza o anche tutta una legislatura: comunque, una cosa ingiusta, che non è più possibile ritenere giustificabile.

    Ed anche sui finanziamenti ai partiti, i rimborsi, ci sarebbe molto da dire e discutere, ma come ho detto, probabilmente qualsiasi commento o post, sarebbe inadeguato e si finirebbe nell'addentrarsi, per trovarci una discussione da "tecnici", mentre resterei a quella riflessione che è di portata di tutti nella comprensione di un disegno di insieme, in una lettura ampia.

  5. utente anonimo

    la cosa più confortante è che tutti questi fannulloni mangiapane a tradimento sono oramai zombie!!!… E i più accorti hanno già inviato disdetta dell'appartamento in affitto… ahahahaha

  6. utente anonimo

    Certo che in italia con questi signori politici c'è proprio di tutto,e di più.Solo di rimborso spese al mese,si rubano circa.-10,000-euro ognuno,certo siamo in crisi,e loro la crisi la combattono cosi,in più ricevono mensilmente altri circa 15-20mila euro,in più,con il sistema che hanno loro vogliamo metterci anche gli extra?Calcolando che i politici italiani ,sono il doppio dell'America,che hanno circa 500 milioni di abitanti,circa,e prendono il triplo a pari loro,(quante manovre facciamo con tutti i soldi che rubano ai contribuenti italiani?)Adesso funziona che chi si comporta onestamente viene sbattuto fuori dal governo,invece di cacciarli noi almeno 500 600cento,POVERA ITALIA,e se continuiamo cosi,POVERI ITALIANI,e non vi preoccupate per i miseri politici tanto loro i suoi interessi se li vedono,e anche bene,sempre a spese dei contribuenti che lavorano,e degli onesti.come tutti possiamo vedere.

  7. utente anonimo

    Ma vi rendete conto!Questi balordi che si spacciano per persone oneste, sanno perfettamente com' è il giro del fumo e trovano sempre il modo di zittire tutti, quando c'è una contestazione.Per loro non è un problema fingere di decurtarsi la paga, per poi rimpinguarla in altro modo.  Loro hanno " ILPOTERE DI FARLO"La politica è un mestiere sporco perchè è assoggettata alla corruzione e compromesso. E' detto tutto.Fanno la faccia degli onesti, ma sanno che in quell'ambiente è tutto un dare per avere ricattando e mentendo spudoratamente.Chi non è capace di ballare in questi termini non è nessuno e viene presto fatto fuori.Basta vedere le leggi che approvano per capire in quale considerazione tengono il popolo. Sono pessimista, ma il popolo italiano dovrà sopportare ancora molte angherie prima che cambi questa mentalità insulsa.Vendetta.

  8. WebLogin

    Secondo me un'altra cosa che non va bene è il fatto che svolgono più di un lavoro, cioè ci sono politici che fanno anche gli avvocati, professori, dottori, ecc. ecc. Chi sceglie di impegnarsi nella politica, invece, dovrebbe rinunciare ad altri incarichi in modo da migliorare la qualità della politica (l'astensionismo tra i politici è alto, altro che i fannulloni di Brunetta!) e diminuire un po' la disoccupazione.

  9. Tisbe

    Prendi Brunetta, percepisce la pensione da docente universitario, da ex europarlamentare, in più da parlamentare e da ministro per un totale di circa 60mila euro al mese…. e poi si prende il lusso di insultare chi lavora e guadagna una miseria…

  10. utente anonimo

    WebLogin:
    confesso che non so quale possa essere il male minore, tra chi fa anche altro mestiere e chi fa il politicante di mestiere.

    Sempre in coerenza con ciò che esprimevo riguardo ai "tagli" che, con scetticismo, fatico a convincermene, conservo scetticismo anche sulla questione dell'astensionismo: secondo me è il semplice privilegio di poter guadagnare senza dover avere una vera e propria relazione con la produttività, ergo,
    se vai o non vai a lavorare, tanto ti pagano lo stesso.
    Insomma, secondo me è questione di fancazzismo e di fannulloni il dato "astensionismo" che non si risolverebbe nemmeno se fosse quella l'unica cosa che gli si chiede di fare.
    Sicché, sarà che in molti casi, sono semplicemente a far nulla, a divertirsi, oltre alla cura di altri interessi particolari, personali o di partito o corrente che siano.
    Orari confortevoli, settimane ma anche mesi corti direi, le occasioni di vacanza e festa non mancano per molti di loro, anche se non tutti sia chiaro che anche una tendenza diffusa non giustifica un giudizio massimalista: c'é chi si impegna e si dà più da fare, con l'incentivo di una propria coscienza, ci mancherebbe.

    Il rovescio della medaglia, comunque c'è anche pensando a chi fa della politica l'unico mestiere della sua vita. Lasciandoci magre soddisfazioni di critica sarcastica, cioé potendo dire di un uomo che ha sempre e solo fatto politica nella sua vita,
    che non ha mai lavorato in vita sua.

    E questo può diventare un problema, perché se la politica diventa lavoro, unico lavoro, pur di conservare il posto, vedremo un'attività condizionata da quel naturale, quasi istintintuale auto-conservazione: il lavoro prima di tutto, accettando "prezzi" anche discutibili nella sola lettura con la lente "politica", non è vero?

    La pratica consolidata dei gruppi misti, forse dice qualcosa a riguardo..
    che per lo più, sono appunto, politicanti pronti a "vendersi" politicamente al miglior offerente di garanzie e poltrone, non è così?
    Mi pare sia sempre stato così, più o meno, senza doverne fare una questione di geometrie politiche, destra-sinistra-centro, anche se si comprende che la versatilità di chi occupa uno spazio mediano, centrista, è più ampia, ha più mercato e meno imbarazzi e scomodità da proporsi.

    Non so soppesando le voci positive e negative di bilancio, se possa essere poi davvero un vantaggio che i politici debbano essere solo coloro che lo fanno di mestiere, se sia una scelta che corrisponda al male minore.
    Per quanto mi riguarda, continuo a credere che è un falso problema questo aspetto e che il problema stia a monte ed in basso e che da lì alimenta continuamente la riproposizione ai piani alti, negli spazi delegati ad essere rappresentativi.

    Tutto sommato, anzi, a me l'idea che debba governare chi ha unicamente la politica come lavoro per vivere, sembra inquietante. Lo vedo come un possibile dato di disturbo un politcante di mestiere che non sa fare altro o che non ha mai fatto altro, è solo impressione personale, ma insomma, uno che comunque ha un lavoro, può ben dirsi che dove la politica che vuole rappresentare o proporre non è più possibile e non vuole certo "adattarsi" vendendo proprie posizioni, principi ed idee, non è che per forza devi trovare il modo di insistere attaccandosi a poltrone e benefici e può magari, dove non ha più passione o fiducia in ciò per cui si impegna politicamente, progetti, ideali, può dire qualcosa di semplice avendo anche altro nella vita che sa fare:
    "ma andate tutti a cagare!" e tornare a fare il suo vero lavoro.

    E sono anche fermamente convinto che avere altro nella vita, saper fare altro, avere un mestiere, una capacità altra, aiuti anche a tenere i piedi per terra, conservando una dignità in modo più facile o con più possibilità forse, credo anche che aiuti, lavorare ad altro, l'umiltà.

    Mi viene in mente, per esempio, Gandhi, un grande idealista con un grande progetto (non dico grande entrando nella questione di merito, se fosse giusto o meno, dico grande come aspettativa di quell'idea, estesa) e la sua, in effetti, è una progettualità politica vera e propria.

    Ma non rinunciava a passare del tempo lavorando al telaio.

    Ecco, forse se alcuni politicanti di mestiere, quelli che dicevo, ci concedono l'unica soddisfazione di dire che non hanno mai dovuto lavorare in vita loro, li mettessimo delle ore al telaio, ne avrebbero giovamento loro, più probabilmente inconsapevole per loro e più probabilmente giovamento noi.

    Ma dato che si parla di una "casta" e dunque con privilegi relativi, è più realistico non proporla mai una simile cosa, perché finirebbe che accoglierebbero in massa alcuni di loro, l'iniziativa, tanto per darsi delle arie e nobilitarsi agli occhi dell'opinione pubblica, poi scopriremmo le solite cose di sempre: c'é chi fa finta di lavorare, c'é chi dopo un po' si stanca, c'é che chiederebbe una diaria o un gettone aggiunto per il tempo passato sul telaio, ci sarebbero una sorta di pianisti a lavorare sul telaio degli assenteisti, c'é che magari si scopre che i telai sono automatici e loro fanno solo finta, tanto per guadagnarsi nobilitazione e visibilità (indimenticabili i patetici tentativi di un prete all'Aquila di prendere il badile a scavar macerie con la cricca delle carriole per non mancare l'appuntamento con foto e telecamere eh, una cosa penosa da ambo le parti) e magari una richiesta, un test di verifica sarebbe rigettata un po' come i test anti-droga per i parlamentari, oppure semplicemente assumerebbero dei precari, dei co-co-cò, altre figure aggiunte come già ce ne sono tra portaborse eccetera, un mix di raccomandati e privilegiati pure loro ottenendo quel lavoro oppure degli sfigati mal pagati e licenziabili senza tante storie,

    insomma, io credo che se non si risolve il problema dal basso, il riflesso ai piani più alti, resta tale e quale abbiamo sempre visto e sempre vedremo.

    Perchè in definitiva, la politica è solo uno strumento tra altri, ma la questione autentica, nucleare, non è politica (ideologica, economica, scientifica o quel che si vuole), è Etica, è umana.
    Tutto qua.
    E non è poco.

    A.

  11. Tisbe

    Ancora per Alieno. Non stiamo discutendo del fare o non fare un altro lavoro. A parte il fatto che Arlecchino stesso diceva che non si possono servire due pafroni, ed è assolutamento vero! Stiamo parlando, invece, della legittimità di accedere a un doppio guadagno. Che scelgano quale stipendio preferiscono, ma accedere a 3/4 tipi di compenso mi sembro una schiaffo alla miseria e all'onestà.Quello che hai scritto in 7mila battute avresti potuto esprimerlo in un rigo.

  12. utente anonimo

    Ok, ma sai che mi chiedi qualcosa che mi viene assai male e che può superare le mie possibilità: non so scrivere così bene per esser capace di far sintesi, anzi, scrivo maluccio purtroppo.Comunque ci proverò, vediamo cosa succede:alla peggio rinuncerò a scrivere dai, visto che ti piace "l'ordine"ed io, ahimé, sono tendenzialmente disordinato ed anarchico riguardo agli ordini,dunque un vero sacrificio ti assicuro.  :-)Ciao,A.

  13. utente anonimo

    Tisbe: voglio augurarmi che la percezione della politica, come strumento, non sia così malmessa da poter considerare nientepopòdimeno che Arlecchino come riferimento morale ed etico, eheh.Mi sembra poco adeguato collocare guadagno o stipendio facendolo coincidere con "padrone".Mi sembra più adeguato, volendo questa piega di riflessione, pensare al "padrone" come un soggetto, più che un oggetto (come lo stipendio).Che poi sia istituzione, società, ideale, coscienza o altro, ecco, magari si può discuterne senz'altro,ma far aderire "stipendio" o "guadagno" con "padrone" finisce per rendere una lettura scorretta, inadeguata e ristretta anche, secondo me.Per esempio, in un conflitto di interessi, la questione non è se guadagni di qua o di là, ma quali sono i soggetti coinvolti: interessi privati che confliggono con quelli di interesse pubblico? Oppure possono convivere in coerenza?Ma il dato "stipendio" o "guadagno" in sé, mi pare dica poco, non basta. E non è il padrone, sarà al massimo un oggetto di mediazione e transazione tra due parti con le relative problematiche che questo concretizza. Beh, io la vedo così. Ed un "guadagno" mi sembra riduttivo ricondurlo solo ad una lettura materialista, in termini economici (visto che dobbiamo comprendere altre forme di gratificazioni e di riconoscimento di dignità che non sono in termini economico-monetari per esempio).Ciao,A.

  14. Tisbe

    @Alieno, era solo un modo di dire! Non cambiare le carte in tavola! Il padrone non c'entra niente! Il problema è che questi signori percepiscono più stipendi e non lo trovo ETICO. Va bene così?

  15. utente anonimo

    Questi signori sanno molto bene come comportarsi.Per loro avere 2 o più attività è nella regola; se finiscono di lavorare al giovedì, chiedo dove volete che vadano se non a intrallazzare da un' altra parte? Aggiungete che chiunque ha bisogno di loro deve pagare il pizzo ed in nero, così è possibile capire dove arrivano le grinfie di questa genia.Aggiungo che questo andazzo non è cosa recente; è da sempre che è cosi, perchè noi italiani siamo così.Credo che il futuro non sarà bello!

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