Riflessioni poetiche sull’essere e sull’avere

Io so che nulla mi appartiene al mondo…

Nel suo saggio "Avere o Essere?", Erich Fromm dedica un paragrafo ad alcune espressioni poetiche, per introdurre il lettore alla comprensione della differenza tra le modalità esistenziali dell'avere e dell'essere. Propone due composizioni che parlano dello stesso tema: Haiku di un poeta giapponese, Basho, vissuto tra il 1644 e il 1694 e una composizione dell'inglese Tennyson. Entrambi descrivono l'esperienza della propria reazione alla vista di un fiore. Tennyson desidera averlo, ed infatti lo strappa e lo tiene in mano radici e tutto, di fatto uccidendolo, anche se si lascia andare ad alte considerazioni: Piccolo fiore – ma se potessi capire/ che cosa sei, radici e tutto, e tutto in tutto,/ Saprei che cosa è Dio e che cosa è l'uomo. Questo comportamento e le stesse riflessioni derivanti, costituiscono più che la base del pensiero occidentale e la sua posizione nei confronti del mondo e della natura, l'espressione di una società imperniata sulle cose. E' evidente che ci troviamo di fronte alla modalità del vivere secondo l'avere.
fioriDi tutt'altro genere è la reazione di Basho. Egli non desidera coglierlo, anzi, neppure lo tocca. Si limita a guardarlo attentamente per vederlo. "A quanto sembra – suggerisce Fromm – Tennyson ha bisogno di possedere il fiore per comprendere i suoi simili e la natura, ma il fatto di averlo comporta la distruzione del fiore stesso. Ciò cui Basho aspira è vedere e non soltanto guardare il fiore: essere tutt'uno con esso, identificarsi con il fiore e lasciarlo vivere".
Una via di mezzo a questi comportamenti estremi la offre il tedesco Goethe in Gefunden: Per coglierlo son stato,/ ma allora mi ha ammonito:/ Quando mi avrai strappato/ Vuoi vedermi avvizzito?//Con tutte lo cavai/ radici e radicine/ nel giardino lo portai…
Goethe, a differenza del poeta inglese si rende conto che svellere il fiore per possederlo significherebbe ucciderlo e trova una terza strada: coglie il fiore con tutte le radici e lo trapianta salvaguardandone la vita. La forza della vita è più possente della semplice curiosità intellettuale. Tennyson vede il fiore con la modalità dell'avere, Basho e Goethe attraverso quella dell'essere in cui non si ha nulla e non si aspira ad avere nulla, ma si "è" in una condizione di gioia e si è un tutt'uno con il mondo.
«Goethe, il grande innamorato della vita, uno di coloro che con più vigore hanno lottato contro la disgregazione e la meccanizzazione dell'uomo, ha espresso la condizione dell'essere contrapposta a quella dell'avere in molte sue opere. Il Faust è una descrizione, in termini drammatici, del conflitto, appunto, tra essere e avere».
Il paragrafo si conclude con una breve composizione di Goethe che esprime con la massima semplicità le qualità dell'ESSERE.

Eigentum
Ich weiß, daß mir nichts angehört
Als der Gedanke, der ungestört
Aus meiner Seele will fließen,
Und jeder günstige Augenblick,
Den mich ein liebendes Geschick
Von Grund aus läßt genießen.

Possesso
Io so che nulla mi appartiene al mondo
fuorchè il pensiero, flutto imperturbato
che vuol sgorgare dall'anima mia,
e ogni istante giocondo
di cui benigno un fato
di goder mi concede dal profondo.

13 commenti su “Riflessioni poetiche sull’essere e sull’avere

  1. utente anonimo

    Ho visto l’anima negli occhi di un bambino.Il mare nei suoi occhi blu.Un campo di grano nei suoi biondi capelli.Nel suo sorriso l’alba di un nuovo giorno.Nelle sue lacrime la redenzione.Nella sua gioia la speranza di un domani migliore.Nel tocco della sua mano l’estasi  della mia animaDinanzi ha tanta purezza.   (  vittorio )

  2. utente anonimo

    D'accordo, ri- proviamo con la sintesi… 🙂

    Potrà essere poetico il sogno e certamente la nostra dimensione è anche quella del sogno, la nostra esistenza è fatta anche di sogno ma..

    non capiremo mai il senso ed il significato della vita se ci raccontiamo un inganno e finendo anche per crederci.

    La conflittualità che si genera tra "Essere" e "Avere" è una tensione fisiologica che è da ricomporre nella nostra vita, prendendo atto con umiltà della nostra natura stessa,
    quella in cui non è possibile rinunciare né ad essere, né ad avere;
    avendo, però, la possibilità di rintracciare un equilibrio più armonioso in quella tensione.
    Tanto per ben iniziare, nella via per ridurre la violenza che si genera in una squilibrata percezione verso l'uno o l'altro estremo fino ad illudersi, verso la realtà, verso la nostra stessa natura, la verità.
    Fisiologico Essere, fisiologico Avere;  patologico, invece (ed anche un po' patetico oppure disperato) l'umano tentativo di auto-inganno dell'uomo che tenta scorciatoie inseguendo miraggi.
    Sarà saggio cominciare a proporsi una realtà più coerente con la nostra natura, con la verità dell'uomo, cioé NON un "Avere O Essere", ma "Avere E essere" compresi in una ricomposizione armoniosa:
    carne e spirito, materia e sogno, fiducia (fede) e razionalità,
    amore e ragione..
    Nell'essere si ha, nell'avere si é.
    In soldoni: sarà bene non avere ciò che non ci spetta, né ci occorre neppure granché e non essere dei gran figli di…

    Sarà bene domandarci come, quando, perché, chi vogliamo e chi possiamo essere e cosa ci occorra per esserlo, sapendo che comunque sarà Essere E Avere senza poter rinunciare ad entrambi
    davvero se non con una grande bugia o una grande violenza.
    Fosse anche la bugia d' una poesia, una veste nobile possibile per proporsene una piacevole o renderla più apprezzabile, un rifugio che, però, è anche un rifuggire la verità degli uomini.
    Il sogno non è necessariamente una bugia.
    Né deve essere per forza poesia.

    A.

  3. Tisbe

    @Alieno, vorrei che tu la smettessi una volta per tutte di scrivire commenti con tono chiaramente polemico anche su temi decisamente condivisibili. A te risulta che in natura esista un qualche animale che passa la sua vita ad accumulare ricchezze?Io non ho tempo da perdere, quindi, o cerchi di migliorare il tuo orribile carattere, oppure sloggi da questo blog.E già è tanto che ti ho risposto.HAI ROTTO LE PALLE!

  4. Chit

    qualcuno che ben conosciamo ha risolto a monte il "conflitto"; prima ha optato per l'avere, adesso che ha tutto(quasi) forse passerà all'essere 😉

  5. WebLogin

    "Essere di sinistra Avere di destra" 😉Nella modalità dell'avere, la propria felicità risiede nella superiorità sugli altri, nel proprio potere e, in ultima analisi, nella capacità di uccidere, depredare, conquistare. Secondo la modalità dell'essere, la felicità consiste, invece, nell'amare, nel condividere, nel dare. Ciao Tis, un caro abbraccio rosso :-)Giuseppe

  6. Tisbe

    Alieno, non voglio perdere nemmeno un minuto della mia vita a leggere le tue idiozie! Non è una questione di diversità di vedute. Non è quello. E' la tua modalità di intervento che è da TROLL conclamato. Tu scrivi dei testi lunghissimi che nascondono al loro interno un insulto gratuito per il malcapitato di turno, che posso essere io, un mio amico oppure un commentatore occasionale: NON TE LO CONSENTO!

  7. utente anonimo

    bella riflessione… credo che il mondo occidentale e quello orientale abbiano in origine due modi totalmente differenti di osservare la vita, le cose. In realtà, ad oggi, le origini dell'uno e dell'altro si sono molto confuse, la società si è globalizzata, e se i giovani a Pechino fanno le corse a vestirsi all'occidentale, nei parchi puoi ancora trovare molti anziani praticare liberi le arti marziali o meditazione, quasi non curanti di quel continuo cantiere che li avvolge intorno. Ad ogni modo, credo che la nostra visione dell'oriente sia troppo poetica, ci facciamo trascinare da facili e falsi miti di monaci, che una volta entrati in Tibet si rivelano in tutto simili ai nostri preti. Con la differenza che sanno sorridere e di gusto, se non altro.Così differenti e così simili, forse perchè l'uomo dovunque è il medesimo. Dopo tutto Gengis Khan era un mongolo.

  8. Tisbe

    @Richard, se poi pensiamo che il modello occidentale venga esportato con successo… il quadro è completo ;-)@Giuseppe, ah fossero tutti come te i miei lettori ahahahahahah Grazie carissimo 🙂

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