Le mie risposte alle vostre email sulla morte di Cossiga

Il mio post sulla morte di Cossiga ha sollevato molte polemiche, dal mio punto di vista incomprensibili, perché credo di non aver scritto niente di male. Ho solo confessato la mia incapacità emotiva di dispiacermi per la sua morte. Non di meno, ciò non vuol dire che io abbia esultato. Ha vissuto 82 anni, sicuramente nel lusso e nel benessere, tra potere e fama, roba concessa a pochi fortunati, e di sicuro non meritata. Sono altre le morti che mi feriscono. Sono altre le morti che mi provocano dispiacere!
Ho ricevuto molti commenti, sia sul mio blog, sia sui social network. Alcuni non li ho pubblicati, non per censura, ma perché contengono insulti fuori luogo.
Ho ricevuto anche molte email, alcune di complimenti, altre di protesta. C'è chi mi accusa di scrivere in anonimato, e questa è una falsità perché chi naviga in internet sa benissimo chi sono, ed in alcuni post compare il mio nome e cognome in calce. In questo blog ci sono i miei contatti facebook nel quale sono iscritta con il mio nome e cognome. Quindi…
Altri mi chiedono a quale "parrocchia" appartenga, e al soldo di chi sono. In altre parole perché spreco il  mio tempo a scrivere su un blog. Ebbene, io sono un cane sciolto; sono una persona libera che grazie ad internet scrive esattamente ciò che le passa per la testa nel MIO tempo libero. Non ho padroni!
Capisco che la libertà sia qualcosa di difficile da sostenere e capisco anche che molte persone non siano in grado di essere libere. E' sufficiente leggersi "Fuga dalla libertà" di Fromm per comprenderlo.
Capisco che si è molto invidiosi di chi riesce ad esserlo.

8 commenti su “Le mie risposte alle vostre email sulla morte di Cossiga

  1. Gemisto

    "Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dell'iniguità degli esseri egoisti e dalla tirannia deli uomini malvagi, benedetto sia colui che nel nome della carità e della bontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre,perchè egli è in verità il pastore dei fratelli e il ricercatore degli smarriti e la giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che proveranno a morbare ed infine distruggere i miei fratelli e tu saprai che il mio nome è quello del signore quando farò calare la mia vendetta su di te." (Ezechiele 25,17)

    Bye bye Kossiga.

  2. Gemisto

    "Francesco Cossiga è stato fra i massimi esponenti di questo sessantennio partitocratico. Ho constatato con quanta simpatia, con quanto affetto coloro che hanno l'orgoglio di aver lottato in modo diverso e qualche volta contrapposto a Cossiga gli hanno portato e gli portano tuttora rispetto e amicizia". (Marco Panella all'uscita dalla camera ardente al policlinico Gemelli) – Giogiana Masi era radicale!

  3. macca

    Rispondo qui, ma riporto anche su "FB", per completezza.A me sembra di poter dire che c'è un "cortocircuito emozionale", quando accadono certe cose. Ogni morte NON è bella, non può esserlo, in sè. Vi sono percezioni diverse a seconda di chi muore e questo mi pare abbastanza ovvio. Nel caso di un politico, di un cantante, insomma di un personaggio "pubblico", assistiamo ad una gamma talmente ampia di reazioni che, francamente, molto lascia perplessi. Io mai mi sognerei di offendere la memoria di una persona, seppure non ne abbia stima (come in questo caso). E, appunto perchè non ho stima di qualcuno, che mi permetto di dire che la sua perdita non mi emoziona più di tanto. E anche questo è ovvio, perchè non parliamo di un parente, un Amico, un familiare. La visione che abbiamo di queste perdire è quella pubblica, da gente "normale", da persone che esprimono un'opinione. Non sono con chi spara scempiaggini o insulta, mai. Perciò, cara Tisbe, dov'è il problema? I sentimenti sono personali e diversi per ognuno di Noi. Tu hai espresso il tuo ed io mi ci ritrovo. Altri no. Così deve andare, senza mai scordare l'umana pietà (quella Divina è altro discorso, che io non faccio).Daniele

  4. Tisbe

    @nonsolozelinda, grazie a te per il sostegno <img alt="" src="/misc/smiley/Forum/tongue.png" title="" />@Gemisto, l'ipocrisia della classe politica è quella che più mi dà il voltastomaco…@Daniele, ti rispondo anche qua con un sorriso compiaciuto <img alt="" src="/misc/smiley/Forum/grin.png" title="" />

  5. Gemisto

    Io so
    (Pier Paolo Pasolini 1922-1975)
     
    Io so.
    Io soi nomi dei responsabili di quello che viene chiamato “golpe” (e che in realtà è una serie di “golpe” istituitasi a sistema di protezione del potere).
    Io soi nomi dei responsabili della strage di Milano del 12 dicembre 1969.
    Io soi nomi dei responsabili delle stragi di Brescia e di Bologna dei primi mesi del 1974.
    Io soi nomi del “vertice” che ha manovrato, dunque, sia i vecchi fascisti ideatori di “golpe”, sia i neo-fascisti autori materiali delle prime stragi, sia infine, gli “ignoti” autori materiali delle stragi più recenti.
    Io soi nomi che hanno gestito le due differenti, anzi, opposte, fasi della tensione: una prima fase anticomunista (Milano 1969) e una seconda fase antifascista (Brescia e Bologna 1974).
    Io soi nomi del gruppo di potenti, che, con l’aiuto della Cia (e in second’ordine dei colonnelli greci della mafia), hanno prima creato (del resto miseramente fallendo) una crociata anticomunista, a tamponare il ’68, e in seguito, sempre con l’aiuto e per ispirazione della Cia, si sono ricostituiti una verginità antifascista, a tamponare il disastro del “referendum”.
    Io soi nomi di coloro che, tra una Messa e l’altra, hanno dato le disposizioni e assicurato la protezione politica a vecchi generali (per tenere in piedi, di riserva, l’organizzazione di un potenziale colpo di Stato), a giovani neo-fascisti, anzi neo-nazisti (per creare in concreto la tensione anticomunista) e infine criminali comuni, fino a questo momento, e forse per sempre, senza nome (per creare la successiva tensione antifascista).
    Io soi nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro a dei personaggi comici come quel generale della Forestale che operava, alquanto operettisticamente, a Città Ducale (mentre i boschi italiani bruciavano), o a dei personaggio grigi e puramente organizzativi come il generale Miceli.
    Io soi nomi delle persone serie e importanti che stanno dietro ai tragici ragazzi che hanno scelto le suicide atrocità fasciste e ai malfattori comuni, siciliani o no, che si sono messi a disposizione, come killer e sicari.
    Io sotutti questi nomi e so tutti i fatti (attentati alle istituzioni e stragi) di cui si sono resi colpevoli.
    Io so. Ma non ho le prove. Non ho nemmeno indizi.
    Io soperché sono un intellettuale, uno scrittore, che cerca di seguire tutto ciò che succede, di conoscere tutto ciò che se ne scrive, di immaginare tutto ciò che non si sa o che si tace; che coordina fatti anche lontani, che mette insieme i pezzi disorganizzati e frammentari di un intero coerente quadro politico, che ristabilisce la logica là dove sembrano regnare l’arbitrarietà, la follia e il mistero.
    Tutto ciò fa parte del mio mestiere e dell’istinto del mio mestiere.
     
    (Corriere della Sera, 14/11/1974)

  6. utente anonimo

    Il vero problema, di quelli che offendono senza entrare nel merito delle opinioni che qualunque persona ha il diritto di esprimere, è che non hanno nessuna argomentazione da opporre o non hanno una testolina abbastanza intelligente. Giuseppe 

  7. WebLogin

    Confermo il commento al post su Cossiga, inoltre secondo me nel tuo post hai scritto quello che i giornali e la televisione non hanno avuto il coraggio di dire. Io la penso come te, ma non siamo i soli… La cosa assurda è che alcuni giornali hanno mostrato pure stupore per la reazione del Web… scommetto che lo faranno anche quando toccherà allo psiconano… chissà se si sentiranno più poveri o più liberi ;-)Ciao carissima, buona serataGiuseppe

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *