Donne del Pdl? Meglio che stiano zitte

Flavia Perina sul Secolo d’Italia scrive una toccante ed accorata lettera alle donne del Pdl, chiedendo loro: ma non vi sentite a disagio?
«La “donna del nemico” sfila, metaforicamente rapata a zero e con al collo il cartello del disonore, sulle prime pagine di “Libero” e del “Giornale” da oltre tre settimane. È uno spettacolo indecente, e viene da chiedersi come mai nell’area del centrodestra soltanto Irene Pivetti abbia sentito il dovere di difenderla, esprimendo pubblica solidarietà per la «quotidiana e tragica azione di killeraggio» contro Elisabetta Tulliani. Cosa ne pensa la responsabile delle donne del Pdl Barbara Saltamartini? Cosa ne pensa un giovane ministro donna come Giorgia Meloni? E il ministro delle Pari Opportunità Mara Carfagna?».
Inutile dire che pur non essendo una donna di destra sottoscrivo quanto scritto dalla Perina soprattutto in questo passaggio:
«E allora, care Barbara, Giorgia, Mara, care colleghe del Pdl, non vi viene voglia di dire qualcosa in proposito? Tutte “veline ingrate” le ragazze o le signore di destra che avanzano critiche sul partito o entrano nel mirino del Cavaliere? E davvero nessuna intravede dietro al film di questa estate una escalation maschilista sgradevole per tutti e intollerabile per la destra? Vi sembra normale il trattamento ancillare riservato alle “fedelissime” tra cene al castello, complimenti e regali e la brutalità che è toccata alle “dissidenti”?».
Ho già avuto modo di dire in un commento che io non mi meraviglio affatto di tale silenzio. Ho sempre sostenuto, in tempi non sospetti, che le donne di destra sono autolesioniste, misogine e maschiliste, e da questo episodio ne traggo conferma.
Quindi, non mi meraviglio affatto che le donne del Pdl con il loro colpevole silenzio si siano schierate con il capo e contro la donna.
Ad ogni modo, non è tanto il silenzio delle donne del Pdl che pesa e fa male, quanto ciò che dicono, senza pudore e senza vergogna. Vi sottopongo solo due casi, quello della Santanchè e quello della Gelmini. Delle due dichiarazioni è sicuramente più grave quello della seconda perché mina il fondamento dello Stato di Diritto, ma la prima fa comprendere come la donna di destra odi profondamente gli esseri umani femmine.

“… in questo Paese non c’è più il modello Bindi (non è bella, è nata così, sostiene la Santanché), non c’è più il modello Iotti, che c’è stato in questo Paese per molti anni … anche se Nilde Iotti è stata la prima amante e forse ha fatto la Presidente della Camera perché era l’amante di Togliatti … e cosa diciamo, che la Iotti era un Escort? Non credo … era semplicemente una donna innamorata del capo del Partito Comunista e poi è diventata Presidente della Camera … se oggi ci fossero quei giornalisti, quegli intellettuali così sofisticati di sinistra, cosa direbbero di Nilde Iotti, che è diventata Presidente della Camera perché era la donna del capo?“.

Maria Stella Gelmini, ministro dell’Istruzione, interviene sulla vicenda dei tre operai della Fiat di Melfi, ma, a differenza di Napolitano e Matteoli, che invitavano ieri al rispetto della sentenza del Tribunale del Lavoro, difende la presa di posizione dell’azienda torinese.
Durante un’intervista rilasciata oggi al Corriere della Sera, il ministro ha affermato: “Quella di Marchionne è una scelta coraggiosa”.
E’ gravissimo che un ministro della Repubblica inviti a non rispettare le Leggi della Repubblica stessa, è ancora più grave che abbia rilasciato questa dichiarazione il giorno stesso in cui il Presidente della Repubblica invitava a farlo. E vorrei capire dove risiede il coraggio del più forte di schiacciare con la prepotenza, e in barba a tutte le regole civili, il più debole?

29 commenti su “Donne del Pdl? Meglio che stiano zitte

  1. Gemisto

    Togliatti ha visto la Jotti, la prima volta, nel Transatlantico di Montecitorio dove la giovane è approdata, subito dopo il 2 giugno del 1946, come deputata di Reggio Emilia. Tra le undici deputate comuniste ci sono Teresa Noce, Adele Bei, Elettra Pollastrini, Rita Montagnana, vecchie militanti che hanno conosciuto l'esilio, il campo di concentramento, il carcere fascista, il confino; ma ci sono anche alcune giovani: Teresa Mattei, una ragazza di ottima famiglia fiorentina, intelligente e inquieta, e Nilde Jotti, figlia di un ferroviere socialista di Reggio Emilia, dall'aspetto fiorente e sereno.

    "Chi è quella deputata?, chiede Togliatti a Emmanuele Rocco, allora giovane resocontista dell'Unità a Montecitorio. Rocco li presenta e li invita a prendere il caffè alla buvette.

    La Jotti si è laureata in lettere e filosofia all'Università Cattolica di Milano. Da bambina ha studiato dalle monache: "Meglio i preti che i fascisti…" aveva deciso il padre ferroviere, organizzatore sindacale che aveva conosciuto, prima della marcia su Roma, più di un'aggressione delle squadracce. Così Nilde cresce cattolica,

    seriamente cattolica, all'interno di una famiglia laica, tanto laica che padre e madre si erano sposati solo in municipio. Se le suore insegnano alla bambina, oltre a leggere e scrivere, anche catechismo e religione, il padre le trasmette i suoi valori: la fiducia negli uomini, nella lotta, nel progresso. Due insegnamenti, quello delle monache e quello del padre ferroviere, ugualmente severi e ugualmente seguiti. Che la vita fosse una cosa seria, da dedicare alla ricerca del bene e del giusto, la bambina di Reggio Emilia lo impara tanto presto che oggi non saprebbe dire se glielo insegnarono prima il padre e la madre o le suore o, infine, i comunisti. Il padre morì quando Nilde aveva quattordici anni, e solo grazie a una borsa di studio per orfani di ferrovieri, la ragazza poté continuare gli studi scegliendo la Cattolica di Milano dove si guadagnò una laurea, ma perse la fede.

    "Fu proprio studiando la dottrina cattolica, le prove della veridicità dei Vangeli che il dubbio s'insinuò nella mia mente. Al "credo perché assurdo" la mia anima oppose un no. È bello, certo, paradossalmente poetico, ma io sono razionale. Mi rifiutai. Nella mia vita del resto ho sempre rifiutato l'irrazionale." (29)

    Quando torna a Reggio Emilia, laureata, è già scoppiata la guerra. C'è un gruppo di giovani comunisti nella sua città tra i quali Vaido Magnani, cugino di Nilde, che si danno da fare e cercano proseliti. Per la Jotti questo è il primo contatto con l'antifascismo militante, ma non ancora un impegno di lotta. Questo verrà poi, quando, durante l'occupazione tedesca, entrerà in contatto con i Gruppi di Difesa della Donna, un'organizzazione clandestina antifascista animata dal Pci. E, per i comunisti di Reggio, un partito fatto soprattutto di braccianti, mezzadri e mondine, fu quasi naturale – dopo la Liberazione – candidare questa giovane professoressa prima al Consiglio Comunale e poi alla Costituente. I dirigenti della federazione di Reggio erano sicuri che la ragazza si sarebbe fatta onore, a Roma. E se ne farà infatti quando, entrata a far parte della Commissione dei 75, incaricata di elaborare la nuova Costituzione Italiana, rivelerà subito grande sensibilità ai problemi giuridici e un notevole acume politico.

    Lei stessa ricorderà spesso, più tardi, con piacere e con una punta di nostalgia, il lavoro svolto in quella Commissione, "un dibattito altissimo" dice "con uomini straordinari. Tra i cattolici c'erano Dossetti, La Pira, Fanfani. C'era Nenni. Tra i comunisti Togliatti. Nella Commissione lavoravo con lui. Dopo qualche settimana scoprimmo che ci eravamo innamorati". (Miriam Mafai. "Ma chi è quella signora?" da L'uomo che sognava la lotta armata. Rizzoli, 1984)

  2. mezzoblog

    Grande post (ed eccellente commento di Gemisto; adoro la prosa di Miriam Mafai).Nel merito: di Mara Carfagna e Barbara Saltamartini, onestamente, non mi sorprendo più di tanto; non mi sorprendo neanche di Giorgia Meloni, presa com'è, di questi tempi, a rinnegare Fini prima che il gallo canti. Quel che più mi colpisce è il silenzio di Stefania Prestigiacomo, donna che politicamente io non stimo ma che nel tempo ha saputo, sulle pari opportunità, segnare la distanza da Berlusconi. Forse, però, la bella Stefania è impegnata a farsi perdonare lo strappo siciliano del suo sodale Micciché e spera, in fondo, di poter essere designata viceregina – pardon – presidente della Sicilia.

  3. Tisbe

    @mezzoblog, ho dato un'occhiata al tuo blog, interessante il tuo ultimo post, sulle previsioni elettorali…Grazie per l'amicizia e per il commento

  4. WebLogin

    Berlusconi ha sempre considerato le donne come oggetto di conquista (è arrivato anche a vantarsi di aver fatto il playboy con la signora Tarja Halonen, presidente della Repubblica di Finlandia), mai per la loro intelligenza (vedere i vari insulti alla Bindi) e addirittura come merce di scambio ("Venite in Italia a investire: ci sono delle gran belle segretarie!").La lista dell'occasioni in cui Berlusconi ha mancato di rispetto alle donne è lunga e non ricordo nessuna critica da parte delle donne del PDL: le donne del PDL sono esattamente come le vuole Berlusconi…

  5. utente anonimo

    più che stare zitte, dovrebbero avere la decenza di dare le dimissioni in blocco, il paese ha bisogno di gente capace e con le idee chiare, non di un pollaio starnazzante e sempre pronto agli ordini del padrone.

  6. utente anonimo

    Gli unici pericolo vengono dagli stupidi… di sinistra o di destra non importa, lo stupido è più micidiale di un virus mortale

  7. utente anonimo

    Quando due anni fa attaccarono senza tregua la nomina da ministro la Garfagna e successivamente la Brambilla ritenute gradevoli solo per il loro aspetto non per le capacita' intelletttuali perche' la sig.ra Flavia Perina non mosse nemmeno un dito in loro difesa?

  8. utente anonimo

    Tutti a piangere su Elisabetta Tulliani, che ad essere gentili è un'arrampicatrice sociale disposta a tutto per i soldi. Lei, e la sua famiglia.Tutti a strillare, persino la magistratura –  perchè Berlusconi aveva raccomandato delle ragazzotte per delle particine  – che non hanno avuto – e Saccà ci ha rimesso il posto. Fini ha imposto – imposto, contro i suoi stessi uomini – suocera e cognato in Rai, con lucrosi contratti a carico dei contribuenti , e tutti a piangere sulla povera Tulliani, che ha fregato Gaucci ed è diventata miliardaria coi soldi dell'ex. Ma non fatemi ridere, sinistrorsi che avete accusato le donne della destra di essere delle tutte delle …..escort. Elisabetta Tulliani è davvero una bella figura morale al confronto!  

  9. Tisbe

    Commento14, perché la Gelmini e la Carfagna cosa sono? Con l'aggravante che occupano un ministero… Qui non si sta piangendo sulla Tulliani, ma sulla mancanza di solidarietà femminile. E in prima fila, come grandi maschiliste, sono proprio le donne del governo Berlusconi ( che già a mettergli la maiuscola mi fa male il fegato)

  10. utente anonimo

    Una cosa giusta anche tu la hai detta "e quì e meglio fermarsi altrimenti…" perchè a vedere e sentire le vostre di sinistra ti cascano proprio le p…e.Sai sarebbesempre meglio che riduceste i vostri sarcastici, continui, offensivi commenti a senso unico, perchè se vogliamo, anche noi sappiamo come rispondervi e comunque, constatiamo piacevolmente, che più che vomitare insulti, altro dalle vostre zucche non esce.Salutoni.

  11. utente anonimo

    Mi fate pena tutti.. l'Italia va a rotoli e invece di mettersi intorno a un tavolo per discutere si stanno a guardare le donne del teatrino… Ma chi se ne frega della Tulliani,che se la gestisca Fini!! E basta con i battibecchi da comari, cerchiamo piuttosto di trovare persone nuove, alternative a questi politici di m…, di destra e di sinistra, i secondi peggiori dei primi, falsi moralisti ,collusi e pure brutti….

  12. utente anonimo

    Non vale proprio la pena di rispondere ai post-pseudo-fascisti-peggiopuredelventennioSanno solo insultare le donne (tutte tr… tranne la propria  mamma, la moglie e la sorella——o forse no: adesso magari insultano anche le loro consanguinee….oddio che parola difficile, come sono intellettuale falsomoralista)Coraggio donne bellissime e coraggiose, questi starnazzanti fascisti diventano i servetti delle loro mogli quando si sposano, poi vanno al bar a dare delle tr…. a tutti. Piuttosto cerchiamo di cacciarli una volta per tutte dal governo di questo povero paese.Potrebbero finalmente imparare a leggere e scrivere (e a ragionare fuori dal bar-stadio) anche i fascio-cafoni .

  13. utente anonimo

    ma che solidarietà femminile andate cercando? questa è una che rincorre i portafogli, sua unica fonte di piacere….e andrebbe anche incoraggiata? ma smettiamo di fare i perseguitati e chiamiamola col nome che le si addice, come facevate con una certa Monica di clintoniana memoria…..

  14. utente anonimo

    Ma xke diamine ci si deve sempre offendere ,ma è possibile che ormai non si può esprimere un opinione ? Cosa centra la sx la dx e il centro con il comportamento degli uomini e delle donne . I fatti la realtà sono inconfutabili .NILDE JOTTI  oltre a essersi laureata ,quando l'università era tutt'altra cosa rispetto a quella di oggi , era una bella donna dentro e fuori ,in tempo di guerra a dato il suo contributo facendo la staffetta come la Anselmi  e altre DONNE  meno famose.Quando si paragona la BINDI alla carfagna o alla santachèz  si offende l'intelligenza infatti sulla carfagna gira un video che in una trasmissione rai viene presa in braCcio e fatta volteggiare mettendo in mostra quanto si dovrebbe coprire con gli slip o similari, della santachèz  basta parlare con qualche suo conoscente per saperne di tutti i colori dell'arcobaleno moltiplicato otto. La BINDI ha sempre fatto politica  sin da ragazza e sicuramente non andra mai senza mutande in una trasmissione televisiva.

  15. utente anonimo

    Riposta al commento 19. Sono daccordo con te, purtroppo ognuno ha quello che si merita e noi Italiani meritiamno questo, perchè la maggior parte di noi è così, predichiamo tanto ma alla fine ……… All'estero in faccia ci sorridono e ci elogiano, ma di fatto ci prendono con le pinze perchè la maggior parte di noi è ritenuta inaffidabile. Polemici, chiacchieroni e doppia faccia, questo la maggior parte di noi è. Lo dimostra il nostro comportamento attuale nonostante il caos politico ecc. ecc. che vige nel nostro paese che è tanto bello ma che non meritiamo. Purtroppo non ci sono più il Mazzini, il Ciro Menotti, il Pellico, il  Matteotti, per arrivare all'altrettanto grande Biagi ecc. ecc., tutti uomini con la U maiuscola che non ci saranno mai più. Per non parlare della classe giornalistica, se ne salvano pochissimi, fanno quasi tutti pena.

  16. utente anonimo

    Ministri donna e Tulliani. Quelle al Governo devono limitare le parole, essendo del PDL. L' unica che potava farlo è la Pivetti. Non dimentichiamoci chi era la Tulliani, la famiglia, ecc…ma? All' improvviso diventa miliardaria perchè amica di Gaucci. Pure a me piace la trasparenza, ma qui non la noto. Si vocifera la che suocera comandi tutti, addirittura che Fini è nel suo stato di famiglia. Che dire ? Non di certo questi fatti non sono limpidi.Un ultima cosa: se la Contessa  ha lasciato in eredità al partitto la casa, ho scritto partito…come mai Fini ha potuto farlo vendere, riacquistare e darlo al cognato? Non era del partitto di AN l' appartamento?

  17. utente anonimo

    Salve,sono roberto amministratore del bloghttp://linuxfreedomforlive.blogspot.comintanto complimenti per il blogsono appena inscritto al gruppo del tuo sito nella tua pagina facebookvolevo chiederti se potevi contraccambiarela mia pagina la trovihttp://www.facebook.com/pages/LinuX-Freedom-for-Live/290943601160ciao

  18. utente anonimo

    Leggo sempre con interesse e  piacere i tuoi commenti con cui  sono sempre d'accordo. Concordo con molti di Voi che B. è un grande misogino, con una concezione delle donne da imprenditore che usa la loro avvenenza o procacità per  concludere affari. E, purtroppo, esistono ancora donne che si prestano a questo scambio mercantile. Questa modalità B. l'ha portata, ahimé, anche  in politica. Bastano 7 cm di tacco, una chioma fluente, uno sguardo ammiccante, poco da dire, se non le frasi fatte e ad effetto costruite dai  pubblicitari di Mediaset e… il gioco è fatto! Vengono votate!!! Anche dalle donne. Mariadele

  19. utente anonimo

    ci sono donne e donne, paragonare la jotti o altre che hanno rischiato la loro vita per un ideale politico, ed altre che si sono vendute ai potenti di turno per soldi e successo. Si vergognino coloro che le difendono nel ruolo politico che le hanno regalato per  le loro prestazioni.

  20. ry33

    La differenza tra farsi mettere in lista tra le veline o nelle liste elettorali e solo nel momento in cui cade, non è un problema di capacità e qualifica. Questo è il rapporto tra la donna oggetto e la destra di governo. Complimenti. Ry

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